Riforma del MIBACT: stato dell'arte

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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/01/2020, 0:22

AgCult, 23/01/2020

Mibact: al via riorganizzazione voluta da Franceschini, pubblicato interpello per Turismo e altri 6 direttori generali

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha pubblicato la circolare con cui avvia la procedura di selezione delle nuove figure apicali delle direzioni generali introdotte dalla recente riorganizzazione del Mibact voluta dal ministro Franceschini (leggi la circolare).
Si tratta di sette nuovi direttori generali che a andranno a capo delle direzioni generali Turismo, Creatività contemporanea, Sicurezza del patrimonio culturale, Educazione e ricerca, Biblioteche e diritto d’autore e dell’Archivio centrale dello Stato e della neonata Digital Library.
L’interpello ministeriale segue la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Regolamento di organizzazione del Ministero conseguente al ritorno del turismo al Collegio Romano.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/01/2020, 12:37

AgCult, 22/01/2020

Riorganizzazione Mibact, pubblicato in Gazzetta il Dpcm: in vigore dal 5 febbraio

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm “Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance” - DPCM 2 dicembre 2019, n. 169. Il provvedimento entrerà in vigore il 5 febbraio.

LE NOVITA'
I dirigenti (25 in più rispetto al passato) saranno 192 di II fascia e 27 di I fascia, per una dotazione organica complessiva di 18.998 unità, con un recupero delle competenze regionali dei segretariati e degli ex poli (ora direzioni regionali), nonché il ripristino della CO.RE.PA.CU. (Commissione regionale per il patrimonio culturale), delle aree funzionali interne delle Soprintendenze della Demoetnoantropologia e Educazione e Ricerca, e dei musei autonomi soppressi da Alberto Bonisoli. Nasce l’Istituto centrale per la digitalizzazione e sono previsti alcuni nuovi musei autonomi, così come la scelta della nuova Dg Sicurezza, importante per il monitoraggio e l'adeguamento alle condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro e dei luoghi della cultura, per pubblico e lavoratori, e per una formazione puntuale e aggiornata dei lavoratori del MiBACT.

SEGRETARIATO GENERALE
Segretariato Generale organizzato in 7 servizi di cui uno apposito per il coordinamento del settore contratti e appalti; i Segretariati regionali mantengono la regionalizzazione, le competenze sulla Co.re.pa.cu e il coordinamento per accordi e convenzioni degli istituti periferici.

...
DG ARCHIVI
Direzione generale «Archivi» rimane articolata in 2 servizi, con gli archivi che non sono più articolazioni delle Soprintendenze, l’Archivio centrale dello Stato che diventa di I fascia e le SAB Marche-Umbria e Puglia-Basilicata divise con le rispettive sedi nei capoluoghi di regione.
...
DIGITAL LIBRARY
«Istituto per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library» con funzione di coordinamento sull’Istituto centrale per gli archivi, Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche.

LE ALTRE DIREZIONI GENERALI
Direzione generale «Creatività contemporanea» che si compone di 5 servizi;
Direzione generale «Spettacolo» organizzata in 2 servizi;
Direzione generale «Cinema e audiovisivo» organizzata in 3 servizi;
Direzione generale «Turismo» che ritorna nel nostro Ministero strutturata in 3 servizi;
Direzione generale «Organizzazione» rimane organizzata in 3 servizi con il Servizio I che acquisisce le competenze in tema di trasparenza;
Direzione generale «Bilancio», che perde la competenza sui Segretariati regionali rimane organizzata in due servizi.
Allegati
DPCM 2 dicembre 2019, n. 169.pdf
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/12/2019, 1:44

AgCult, 20/12/2019

Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego,
ma manutenzione amministrativa in continuità


Con il nuovo intervento affinate e corrette alcune lacune della riforma del 2014. “Ora necessario dedicarsi alla valorizzazione del personale in servizio e al reclutamento di nuove forze” per colmare le lacune

La riorganizzazione del Ministero per i Beni culturali e per il Turismo “non è l'ennesimo gioco del ‘Lego’” ma rappresenta piuttosto “un intervento di ‘manutenzione’ amministrativa, nel segno della continuità tanto con la riforma del 2014, quanto con gli studi e i rapporti stilati in decenni di commissioni e analisi”. Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministro Dario Franceschini ed estensore della nuova organizzazione ministeriale, interviene nel dibattito pubblico per fornire alcune chiavi di lettura del nuovo regolamento adottato dal Mibact.

Un assestamento della macchina amministrativa che si fonda sull’esperienza passata per registrare alcuni processi e funzionamenti del percorso iniziato con la prima riforma Franceschini. “I rilievi che l'amministrazione e le organizzazioni sindacali hanno formulato in questi anni sulla riforma del 2014 - scrive Casini su Aedon, rivista quadrimestrale del Mulino diretta da Marco Cammelli - sono stati di enorme utilità per compiere questo lavoro di affinamento e di manutenzione ‘programmata’ della macchina del ministero. Proprio per questo è ora necessario dedicarsi con tutte le energie alla valorizzazione del personale in servizio - come già tenta di fare l'ultima legge di bilancio, che finalmente punta al livellamento delle indennità di amministrazione tra i diversi ministeri - e al reclutamento di nuove forze per colmare le consistenti lacune nelle dotazioni organiche del Mibact”.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 06/12/2019, 10:40

Miriconosci? Un commento molto preciso e severo su aspetti molto problematici dell'ennesima riforma del MIBACT a firma di Franceschini

La bozza della nuova, ennesima riforma del Ministero dei Beni Culturali è arrivata ai sindacati il 2 dicembre:
il 3 dicembre quella bozza veniva presentata alla stampa come la nuova riforma. E questo basterebbe per essere infuriati
con un potere che ormai non ha nessun rispetto degli spazi democratici.
...
La riforma toglie alle Soprintendenze molte competenze, quali le concessioni per gli scavi archeologici che vanno a Roma, mantiene quasi tutti i superpoteri che Bonisoli aveva assegnato al Segretario Generale, e soprattutto ricostituisce una delle peggiori istituzioni della prima Riforma Franceschini, che era stata fortunatamente soppressa da Bonisoli: le commissioni regionali.
Sono commissioni in cui siedono tutti i Soprintendenti e i Direttori di musei autonomi della regione, che devono riunirsi per dare l’ok alle “proposte” dei vari Soprintendenti. Come una commissione composta per la maggior parte da non archivisti o da non archeologi (per esempio) possa votare a maggioranza su delibere archivistiche o archeologiche, è un mistero. E infatti si otterranno terribili storture, e più lungaggini burocratiche.

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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/12/2019, 19:44

Corsera, Paolo Conti, 03/12/2019

Direzioni e autonomie: la virata di Franceschini

Il ministro annuncia una serie di cambiamenti rispetto agli interventi del predecessore

In quanto alle soprintendenze ne nascono di nuove per alleggerire il lavoro dei «titolari» unici di archeologia, arti e paesaggio.
Eccole: Monza e Brianza; Imperia e Savona; Ascoli Piceno, Fermo e Macerata; Rieti, Viterbo ed Etruria Meridionale; L’Aquila e Teramo; Cosenza; Taranto. Vedono la luce tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche: Umbria, Basilicata e Calabria. Nella riorganizzazione appare una nuova Biblioteca nazionale, quella dei Girolamini a Napoli. La parola «ripristino» (e in questo quadro non è un caso) affiora anche per le Commissioni regionali per il Patrimonio culturale. Ecco un altro «ritorno» per l’autonomia organizzativa degli Archivi dello Stato. Confermati gli Uffici esportazione come strutture interne alle soprintendenze locali (Bonisoli aveva accentrato ogni decisione in materia). In quanto alla capitale, arriva la nuova direzione Musei statali di Roma (ma mancano particolari definitivi) e resta la direzione regionale del Lazio.

Altre novità non secondarie. Per le continue emergenze dettate dal clima (acqua alta a Venezia) e dalle catastrofi naturali (terremoti)
arriva una direzione generale per la Sicurezza del Patrimonio culturale: coordinerà le prime decisioni operative e le task force interne di intervento, progetterà le ricostruzioni. Ha commentato Franceschini: «A ogni evento drammatico spesso ci chiediamo chi debba agire per primo e come. La direzione generale saprà da subito come fare». Debuttano sia la nuova soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo (con una sede principale a Taranto, ma con centri operativi anche a Venezia e a Napoli) che l’Istituto per la digitalizzazione del Patrimonio (la Digital Library). Rafforzata la direzione generale Creatività contemporanea, che si occuperà di rigenerazione urbana, periferie, industrie culturali e creative, fotografia, design e moda.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/12/2019, 3:01

Roma, 03/12/2019

NUOVO REGOLAMENTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI E PER IL TURISMO

Dopo la presentazione ai sindacati, al Consiglio superiore dei Beni culturali e in seguito all’approvazione del Cdm, il Ministro Franceschini ha illustrato questa mattina alla stampa il nuovo regolamento di riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. Al centro il ritorno del turismo, il rafforzamento della tutela, una forte attenzione alle industrie culturali e creative e l’autonomia per i musei.

Con il ritorno del turismo al MiBACT nascono anche dieci nuovi musei autonomi e dieci nuove soprintendenze; tre nuove direzioni generali – turismo, creatività contemporanea, sicurezza del patrimonio culturale. Nasce l’Istituto per la digitalizzazione del patrimonio, la Digital Library italiana; la Soprintendenza Nazionale per l’Archeologia Subacquea; il rafforzamento dell’Archivio Generale dello Stato di Roma e della rete degli archivi; il potenziamento dell’autonomia degli istituti scientifici del Ministero e delle biblioteche a partire da quella dei Girolamini di Napoli che diviene biblioteca nazionale.

Queste le principali novità del regolamento voluto da Franceschini che, come lui stesso ha detto oggi in conferenza stampa, ‘si muove su quattro assi’: “Integrare nuovamente il turismo con le politiche culturali”; “potenziare le funzioni di tutela, anche incrementando il numero di presidii sul territorio”; “rafforzare le strutture per la creatività contemporanea e la digitalizzazione”; “rilanciare l’autonomia dei musei e migliorare l’efficienza organizzativa”.

Roma, 3 dicembre 2019

Nuovo Regolamento, slides
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Istituite le soprintendenze archivistiche e bibliografiche di:
Umbria;
Basilicata;
Campania.

“Verrà creato nel nostro Paese un istituto per la digitalizzazione del patrimonio culturale, in altre parole una digital library in cui si troverà il patrimonio infinito, unico al mondo, fatto da 101 archivi, dalle biblioteche, dagli archivi fotografici delle soprintendenze e dei nostri istituti culturali. La digitalizzazione di questo patrimonio è una sfida che non ha eguali al mondo, forse il progetto più ambizioso di tutti”.

[urlhttp://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_2125921729.html]CULTURA, FRANCESCHINI NASCE LA DIREZIONE PER LA SICUREZZA DEL PATRIMONIO[/url]
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/11/2019, 0:05

AgCult, 18/11/2019

Dl Ministeri, via libera della Camera: è legge. Ecco cosa prevede per il Mibact
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Ritorno del Turismo, aperture straordinarie, assunzioni e personale Ales: tante le misure che interessano il Collegio Romano

Via libera della Camera, dopo l’ok del Senato con 139 “sì”, 104 “no” e 6 astenuti, al decreto sul riordino dei Ministeri. Il provvedimento ha ricevuto 285 voti favorevoli e 155 contrari. Il Dl, tra le altre cose, trasferisce nuovamente al Ministero dei beni e delle attività culturali le funzioni in materia di turismo attualmente esercitate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il Dl Ministeri è stato approvato nello stesso testo che ha ricevuto il via libera del Senato. Diversi gli emendamenti approvati a Palazzo Madama che hanno in parte modificato il Dl. Tra questi, i soldi che musei, siti archeologici e luoghi di cultura recuperano dei biglietti d'ingresso potranno essere utilizzati anche per prevedere aperture straordinarie. Al Mibact saranno poi assunti a tempo indeterminato 150 persone per assicurare “servizi essenziali di accoglienza e di assistenza al pubblico, di vigilanza, protezione e conservazione dei beni culturali in gestione” per gli istituti e luoghi di cultura come musei e siti archeologici. Le stabilizzazioni avverranno “nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali” indette nel 2019. Sarà un decreto del Mibact, insieme alla Funzione pubblica, a indicare la procedura selettiva, l'inquadramento della dotazione organica e ripartizione tra i diversi istituti o luoghi di cultura. ...
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/09/2019, 8:12

ANAI - Lettera al Ministro per i beni, le attività culturali e il turismo On. Dario Franceschini
Roma, 16 settembre 2019

All’on.le Dario Franceschini
Ministro per i beni, le attività culturali e il turismo
gabinetto@beniculturali.it

On.le Ministro,
Nell’augurarLe buon lavoro nella rinnovata veste di responsabile del Ministero, a nome dell’Associazione nazionale archivistica italiana che mi onoro di presiedere, vorrei rappresentarLe alcuni dei principali problemi che in questo momento preoccupano gli archivisti italiani e quanti hanno a cuore le sorti del patrimonio archivistico nazionale. L’Anai svolge dal 1949 il ruolo di rappresentanza in ogni ambito culturale, tecnico-scientifico, amministrativo, giuridico e legislativo in merito all’esercizio della professione archivistica. In particolare, Anai ha contribuito e contribuisce in ogni sede, fin dalla sua costituzione, alla definizione degli orientamenti e delle scelte di politica archivistica e di tutela delle professionalità impegnate.

Il recente concorso per funzionari, benché sia giunto all’assunzione anche di tutti i candidati idonei, non ha colmato le lacune che nel frattempo si sono determinate nelle fila dei funzionari archivisti, progressivamente depauperate dai continui pensionamenti. La minore incisività dell’operato delle Soprintendenze e degli Archivi di Stato ha determinato una situazione che, assieme alla drammatica carenza di dirigenti archivisti (ormai ridotti a reggere non meno di due, e talvolta tre istituti), penalizza drammaticamente anche le possibilità di lavoro dei liberi professionisti in tutti gli archivi sottoposti alla tutela del Ministero.
A questo si aggiungono le recenti modifiche all’assetto organizzativo del Ministero stesso che prevedono misure fortemente negative per il settore degli archivi e che, infatti, hanno causato le proteste di tutta l’area professionale, fra cui si segnala la lettera dei direttori degli archivi di Stato non dirigenziali che avrà trovato sul Suo tavolo nell’iniziare il lavoro.

In ragione di tutto ciò, a nome del Consiglio direttivo nazionale, ritengo di dover sottoporre alla sua attenzione, nell’appunto che allego, alcune questioni, parte delle quali sono già state oggetto della sua attenzione nel corso del precedente mandato e che rivestono un carattere di particolare delicatezza e urgenza. Si tratta di criticità di sistema e organizzative rispetto alle quali Anai avanza alcune proposte che confido di poterLe illustrare nel corso di un incontro che mi auguro di avere quanto prima con Lei o con gli uffici di diretta collaborazione a seguito di questa nota.

Il mondo degli archivi attende dal nuovo governo un segnale di attenzione e confidiamo di riceverlo presto.

Con i miei più cordiali saluti,
Micaela Procaccia
Presidente Anai
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/09/2019, 22:48

Il decreto-legge 21 settembre 2019, n. 104 (G.U. n. 222 del 21
settembre) riporta la competenza del turismo in capo ai Beni culturali.
La nuova denominazione del dicastero è

Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo

L'art. 1, comma 4, prevede il riordino dell’organizzazione del
Ministero (l'ultima, com'è noto, risale agli inizi di agosto).
È prevista una nuova organizzazione pure del Ministero dell’istruzione,
dell’università e della ricerca (art. 6).
Nella stessa gazzetta è pubblicato anche il decreto-legge 21 settembre
2019, n. 105, «Disposizioni urgenti in materia di perimetro di
sicurezza nazionale cibernetica» per la sicurezza delle reti di
comunicazione elettronica.
Sergio P. Del Bello
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/09/2019, 13:54

ANAI - Comunicato del direttivo nazionale ANAI sulla riorganizzazione del MIBAC

Roma, 2 settembre 2019

Nello scorso mese di maggio, quando fu presentata per la prima volta la bozza di DPCM di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, un coro di critiche, si levò per segnalare le numerosissime tare del provvedimento, da parte dei sindacati, del Consiglio superiore per i beni culturali e dei Comitati tecnico-scientifici. L'ANAI sottopose all'attenzione del Ministero una dettagliata analisi delle criticità rilevate per gli archivi; le stesse critiche furono rilevate dal Comitato tecnico scientifico di settore e da molti altri interlocutori con significativa convergenza.

Esse erano solo la spia di un più generale contesto nel quale, come denunciato dallo storico Giovanni De Luna dalle colonne de La Stampa lo scorso 1° agosto, "il ruolo degli Archivi di Stato appare come svuotato dall'interno" infliggendo "una ferita culturale i cui aspetti concreti sono sotto gli occhi di tutti". L'estinzione di personale dirigenziale, di archivisti di Stato, di custodi e di personale amministrativo si aggiunge alla mancanza di nuovi depositi che possano accogliere la documentazione destinata alla conservazione permanente e alla pubblica fruizione, il tutto nel quadro di una povertà di risorse, materiali e culturali, che rende sempre più difficili effettuare gli interventi di ordinamento, inventariazione e, più in generale, di tutela della nostra Storia. Sarà ben difficile salvare gli archivi per la posterità se continueremo ad annichilirli nel presente.

Nonostante tutto questo, il DPCM è stato emanato pressoché invariato il 19 giugno scorso. Si disse allora che le osservazioni sarebbero state tenute in considerazione nel successivo D.M. di articolazione degli uffici.

Riceviamo ora, tramite i sindacati, l'atteso schema di D.M., messo a punto nel bel mezzo della crisi di governo, praticamente in articulo mortis del medesimo, trasmesso dagli uffici del MiBAC con una nota del 14 agosto scorso. È singolare e scoraggiante rilevare come permangano le criticità individuate per il settore archivi a quattro anni dalla riforma Franceschini (infelicissimo accorpamento di Soprintendenze, ancor più deleterio accorpamento di quella siciliana con l'Archivio di Stato di Palermo, di fatto depotenziando le possibilità di intervento dell'unico ufficio statale di tutela nella regione autonoma e molto altro), e come la disattenzione istituzionale abbia prodotto una proposta ancora più inadeguata di quanto immaginato, i cui effetti definiscono palesi distorsioni di organizzazione e competenze.

Infatti, con riferimento alle attribuzioni della Direzione generale Archivi si assiste al paradosso che il solo Servizio I Organizzazione e funzionamento (i cui compiti sono essenzialmente di tipo contabile e di gestione del personale e non è di norma diretto da un dirigente archivista) è abilitato all' "Elaborazione di direttive e circolari esplicative nelle materie di competenza della Direzione generale Archivi" (materie essenzialmente di tipo tecnico-archivistico), mentre risulta radicalmente depotenziato l'unico servizio tecnico diretto da un dirigente archivista, ossia il II, Patrimonio archivistico, costretto a raccordarsi con I' Unità per la programmazione, l'innovazione e la digitalizzazione dei processi presso il Segretariato generale per attività squisitamente scientifiche, da sempre e in tutto il mondo affidate esclusivamente agli archivisti, ovvero l'"Elaborazione di metodologie archivistiche relative all'attività di riordinamento e inventariazione ". E' evidentemente sfuggito all'estensore del testo, ignaro dell'abc del lavoro archivistico, il fatto che l'attività cui si fa riferimento riguarda gli archivi storici e si sostanzia in primo luogo in una ricostruzione storica delle istituzioni e dei soggetti che hanno prodotto gli archivi del passato, per giungere ad una loro descrizione (effettuata secondo regole internazionalmente condivise) che li renda utilizzabili dagli studiosi.

Perché mai un simile lavoro scientifico debba "raccordarsi" con una Unità che "cura il coordinamento dei sistemi informativi del Ministero; promuove e coordina la ricognizione storica e la digitalizzazione, ad opera delle direzioni generali, ciascuna nel proprio ambito di competenza, dell'attività amministrativa posta in essere dallo Stato nella tutela del patrimonio culturale; promuove e coordina la digitalizzazione, ad opera delle direzioni generali, del patrimonio culturale nazionale" è cosa francamente assai poco comprensibile.

Scompaiono tutti gli altri compiti che il corrispondente DM del 2014 attribuiva al Servizio II (che per comodità si riportano in appendice, segnalando in grassetto le parti eliminate) privando l'intero settore di una connotazione tecnica necessaria a garantire sostanza, consapevolezza e futuro ai nostri archivi.

Chi farà tutto questo? Il Direttore generale da solo? Questi compiti, che costituiscono il nocciolo della tutela che un tempo era l'attività istituzionale del Ministero sembrano non aver trovato posto nell'idea di Ministero proposto dall'attuale schema: Non sono attribuiti al Servizio I (che però su questi temi potrà e dovrà, evidentemente emanare circolari) e neppure al nuovo Servizio III, che si occuperà solo di sedi, appalti, valutazione dei dirigenti e trasparenza, in una accozzaglia di compiti giustapposti (quando sarebbe stato meglio un secondo servizio tecnico). Sembra, insomma che negli interessi del Ministro Bonisoli non sia centrale, come invece dovrebbe essere, recuperare il patrimonio documentario disperso o illecitamente esportato, incrementarlo mediante acquisizioni, vigilare sulle esportazioni. Come sembra non interessare al Ministro Bonisoli garantire la consultabilità della documentazione riservata, con buona pace di quanti, a partire dai familiari delle vittime, vorrebbero far luce sui momenti oscuri della storia della Repubblica, promuovere studi e ricerche, o, diffonderle tramite riviste specializzate. C'è di che dar ragione a quanti, nel mondo degli archivi di Stato, chiedono da tempo di uscire da un Ministero inconsapevole della funzione sociale oltre che culturale degli archivi per trasformarsi in una Agenzia indipendente o essere posti alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio.

L'ANAI intende promuovere con forza ogni possibile iniziativa perché questo decreto venga radicalmente modificato, così come sarà indispensabile modificare il DPCM ormai entrato in vigore e si augura che si esca tempestivamente dall'attuale situazione di crisi del governo e si creino le condizioni per una profonda revisione di una impostazione esclusivamente burocratica della gestione del MiBAC , raffazzonata e del tutto ignara della reale attività in un settore strategico per la pubblica amministrazione, e per l'identità del paese, quali sono gli archivi, custodi della storia e della memoria degli italiani e dell'Italia.

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