Riforma del MIBACT: stato dell'arte

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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/08/2019, 18:46

AgCult, 10/08/2019

Mibac, la crisi di governo mette a rischio anche parte della riforma?

In ballo ci sono i decreti attuativi che devono intervenire sulle nuove strutture introdotte con il Regolamento Bonisoli

La Riforma del Ministero dei Beni culturali messa a punto dal ministro Alberto Bonisoli entrerà in vigore il 22 agosto. Ma non tutte le norme previste saranno subito operative. Molte, soprattutto le maggiori novità organizzative introdotte rispetto all’assetto attuale (le direzioni territoriali delle reti museali, la nuova Dg Contratti, i segretariati distrettuali, gli uffici esportazioni, etc), necessitano di disposizioni aggiuntive per andare a regime. Così è stato anche per il precedente regolamento targato Franceschini quando i decreti attuativi richiesero qualche mese prima di essere emanati. Ma come incide la crisi di governo aperta dalla Lega sul destino della riforma del Mibac?

Il rischio è che, nel caso in cui si optasse per la scelta di elezioni rapide o di un nuovo governo, il ministro Bonisoli non faccia in tempo a emanare i decreti necessari all’entrata in vigore completa del provvedimento. Infatti, se alcune norme da regolare successivamente presentano una natura strettamente tecnica, alcune riguardano invece scelte politiche ben precise che difficilmente gli uffici del ministero potranno prendere in assenza di un ministro a pieni poteri. La palla potrebbe passare quindi a un eventuale successore di Bonisoli.
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Ma anche - e soprattutto -, ci sono molte altre scelte da compiere politicamente molto significative: ci sono ad esempio oltre 90 caselle che devono essere distribuite tra segretariati distrettuali, direzioni territoriali delle reti museali, uffici esportazioni e soprintendenze.

Insomma, la partita della riforma è tutt’altro che chiusa e la crisi di governo potrebbe renderla ancora più ingarbugliata a meno che al ministero non abbiano già pronti i decreti attuativi da emanare in tempi brevi. Anzi, brevissimi.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/08/2019, 8:14

La riorganizzazione del MiBAC è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 19 giugno 2019, n. 76

Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, degli uffici di diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance. (19G00081) (GU Serie Generale n.184 del 07-08-2019)
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/08/2019, 0:16

AgCult, 01/08/2019

Dl Cultura, via libera dalla Camera. Prossima settimana al Senato per ok definitivo
A Montecitorio introdotte alcune limitate modifiche rispetto al testo già approvato a Palazzo Madama. Favorevoli 272, nessun contrario e 170 astenuti

La Camera dei deputati ha approvato il Decreto Cultura con 272 voti favorevoli, 170 astenuti e nessun contrario. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato in terza lettura per il via libera definitivo (senza essere ulteriormente modificato). Nel corso dell’esame a Montecitorio sono state introdotte alcune limitate modifiche all’impianto varato da Palazzo Madama. Innanzitutto in commissione è stata introdotta una correzione tecnica sulle percentuali da riservare ai precari delle fondazioni lirico sinfoniche in occasione dei concorsi che potranno effettuare fino al 2021. In aula invece sono state apportate tre modifiche al testo: tra cui una sull’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici e una sugli Istituti superiori musicali non statali e Accademie di belle arti. Presentati inoltre 19 ordini del giorno, di cui due respinti.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/07/2019, 9:28

Mountain Wilderness, 10/07/2019

Soprintendenze: l’allarme del Comitato etico scientifico di Mountain Wilderness

La proposta di concedere ad alcune regioni settentrionali uno status analogo a quello delle regioni a statuto speciale, include come corollario non marginale l’abolizione delle soprintendenze dipendenti dal MIBAC. Cedere agli appetiti regionali le competenze primarie in materia di tutela naturalistica, archeologica, artistica significa semplicemente abbattere l’ultima e già fin troppo fragile barriera esistente contro l’aggressione dei basilari valori culturali nei quali si rispecchia la storia dell’Italia; valori che un localismo interpretato come astioso e presuntuoso antagonista dello Stato centrale ( e non come armonica proiezione sui territori dei principi su cui si fonda la comunità nazionale), difficilmente riuscirebbe a difendere contro la pressione troppo contigua di convenienze -e connivenze – tribali di corto respiro.
Le soprintendenze, con tutti i loro limiti e difetti, rappresentano oggi l’unico punto di riferimento al quale ricorrere per arginare una deriva così carica di minacce. Constatiamo con sgomento che i media non hanno riservato fino ad oggi a questo incombente potenziale tradimento l’attenzione che meriterebbe. Si discorre ad oltranza e giustamente sugli effetti del riscaldamento planetario, sulle frane, sulle alluvioni, sul ritiro dei ghiacciai, sull’inquinamento atmosferico, ma poi – venendo al pratico – si evita di accennare ai rischi gravissimi che incombono –oggi più che mai – sulla tutela del paesaggio naturale, del paesaggio agrario, e sulle emergenze architettoniche che vi insistono. Il fatto che l’ambientalismo, nel sentire diffuso, abbia perso “appeal” non giustifica l’abbandono della bellezza identitaria nelle mani di chi è interessato a corroderla e deturparla, pur celebrandone in astratto i pregi. In questo momento storico è’ imperativo non privarsi delle armi a disposizione delle Soprintendenze nazionali. Bisogna che tutte le persone di buona volontà puntino i piedi, escano allo scoperto, nel tentativo di riportare questi temi al centro dell’attenzione del nostro paese.
Il muro di indifferenza che contribuisce a rendere ciechi e sordi tanti nostri connazionali va sfidato ed infranto prima che sia troppo tardi. L’unica via che riusciamo a individuare richiede, come punto di partenza, un’ efficace cassa di risonanza mediatica. Solo grazie ad un simile stimolo la classe politica potrebbe finalmente rendersi conto della posta in gioco. E correre ai ripari.


Firmano per il Comitato Etico Scientifico di Mountain Wilderness Italia
Luisella Battaglia, Luisa Bonesio, Salvatore Bragantini, Duccio Canestrini, Erri De Luca, Sandro Gogna, Carlo Alberto Graziani, Vittorio Emiliani, Cesare Lasen, Sandro Lovari, Paolo Maddalena, Ugo Mattei, Franco Michielis, Carlo Alberto Pinelli, Matteo Righetto, Salvatore Settis, Franco Tomatis, Stefano Unterthiner, Kurt Diemberger, Massimo Frezzotti, Stefano Sylos Labini.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/06/2019, 1:20

ANAI - Osservazioni sulla bozza di DPCM di riorganizzazione del Mibac

Roma, 18 giugno 2019
Ai Componenti della VII Commissione permanente della Camera dei Deputati
Ai Componenti della VII Commissione permanente del Senato
Al Presidente del Comitato tecnico scientifico per gli archivi
e p.c.
All'on.le Ministro per i beni e le attività culturali
Al Capo di Gabinetto
Al Segretario generale
Al Direttore generale Archivi

Oggetto: osservazioni sulla bozza di DPCM di riorganizzazione del Mibac
L'Associazione nazionale archivistica italiana ha preso visione del testo dell'ennesima riorganizzazione del Ministero. Per quanto riguarda i beni archivistici si registrano una serie di scelte che rischiano di pregiudicare sensibilmente l'efficacia e l'efficienza dell'attività di tutela, che costituisce la missione istituzionale del Ministero nei confronti del settore.
In particolare, suscita notevole preoccupazione l'accavallarsi di competenze genericamente definite (e in alcuni casi nemmeno coerenti con la normativa in materia) fra più uffici, quali il Segretariato generale, la Direzione generale Organizzazione e la Direzione generale Archivi in materia di digitalizzazione dei processi e dematerializzazione dei flussi documentali, ovvero una attività strategica per tutta la pubblica amministrazione, rispetto alla quale la Direzione generale Archivi ha, finora, operato con la competente Agenzia per l'Italia digitale alla definizione di linee guida e specifiche
tecniche. Inoltre, la generica previsione di un coordinamento in capo al Segretario generale di una non specificata attività di digitalizzazione del patrimonio sembra non considerare adeguatamente la natura eminentemente tecnica di tale attività e i requisiti e standard specifici di ogni settore, per l'interoperabilità dei quali gli Istituti centrali competenti (neppure menzionati in proposito nella bozza di dPCM) già da tempo stanno lavorando. Inoltre, mentre si apprezza l'attribuzione di un terzo servizio alla Direzione generale Archivi, non si può che esprimere un forte dissenso per l'attribuzione alle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche di un compito di coordinamento rispetto agli Archivi di Stato che, alla luce delle attribuzioni amministrative conferite ai Segretariati distrettuali e all' autonomia tecnico scientifica che il dPCM riconosce agli Archivi di Stato, appare quanto mai fumoso, superfluo e penalizzante rispetto ai compiti di tutela delle Soprintendenze medesime. Gli Archivi di Stato diventerebbero "articolazioni" delle Soprintendenze, dopo una storia di autonomo rapporto con la Direzione generale che data almeno dal 1939.
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OSSERVAZIONI SULLA BOZZA DI DPCM DI RIORGANIZZAZIONE DEL MIBAC
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/06/2019, 9:19

IRPA, 20/06/2019

L’insostenibile leggerezza ovvero la “nuova” riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

Il 19 giugno 2019 il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) (qui il testo per il Consiglio). È il risultato di quasi un anno di lavoro, un tempo concesso lo scorso luglio a tutti i dicasteri per potersi riorganizzare utilizzando uno strumento più rapido, un d.P.C.M. – e non un d.P.R. – e senza dover chiedere parere al Consiglio di Stato (il nuovo Governo, in sostanza, ha usato lo stesso strumento dei governi precedenti, che tuttavia avevano sempre previsto termini più rapidi – pochi mesi – per poter giustificare la deroga al procedimento ordinario).

Il testo – che stranamente non è stato esaminato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, come è invece sempre avvenuto per i regolamenti di organizzazione del Ministero – scaturisce dalle proposte di una task-force interna. Il nuovo regolamento sostituisce per intero il precedente (d.P.C.M. n. 171 del 2014), anche se ne conserva gran parte dei contenuti: una scelta poco comprensibile sotto il profilo tecnico, soprattutto se si considera che il testo non riordina tutte le fonti che disciplinano l’organizzazione del Ministero, né abroga espressamente, pur indicandolo in premessa, il d.m. 23 gennaio 2016, che dunque ancora oggi regola la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e le soprintendenze uniche.

Le poche ma gravi novità di questa ennesima riorganizzazione, che avrebbero potuto essere anche inserite nel d.P.C.M. n. 171 del 2014 senza riprodurre ex novo un intero testo in larga parte identico al precedente, riguardano quattro aspetti, cui corrispondono altrettanti effetti nefasti sulla struttura del Ministero: l’ipertrofia del centro; la mortificazione dell’amministrazione periferica; l’indebolimento del sistema museale; il caos in materia di esportazioni.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/07/2018, 0:09

huffingtonpost.it, 18/07/2017, Giuliano Volpe Archeologo, presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC

Qualcuno vuole abbassare l'asticella della qualità scientifica al Mibac

All'ultimo concorso per funzionario tecnico al Mibact, il Ministero dei beni e delle attività culturali (allora con la T di Turismo), per 500 posti, poi diventati 1000, si sono presentati circa 20.000 candidati. Per accedervi era necessario un titolo di terzo livello universitario (secondo quanto previsto da accordi risalenti al 2010): il dottorato di ricerca, la scuola di specializzazione o almeno un master biennale di secondo livello. Già in quella occasione – qualcuno lo ricorderà – si tentò un colpo di mano, con un emendamento che proponeva di consentire l'accesso ai laureati triennalisti. Per fortuna il tentativo maldestro fu sventato – ci fu anche un duro pronunciamento del Consiglio superiore beni culturali e paesaggistici presieduto da chi scrive – e si tenne alta l'asticella: e, infatti, i vincitori, molti dei quali sia con dottorato sia con specializzazione, di quella difficile prova, ora entrati nei ranghi del Mibac, stanno portando una ventata di qualità scientifica e professionale assolutamente necessaria in un ministero che dovrebbe caratterizzarsi per un alto profilo tecnico-scientifico.

Ora si riprova ad abbassare quell'asticella. In una trattativa in corso con i sindacati, nelle bozze in circolazione, compare una "strana" concessione: "Per i soli profili di funzionario amministrativo e funzionario per la promozione e la comunicazione sarà considerato titolo di accesso la laurea triennale. Per i titoli post lauream, lì dove previsti dall'Accordo sui profili professionali 2010, sarà considerata equipollente un'anzianità di servizio pari a 6 anni, svolti in mansioni attinenti al profilo per cui si concorre, o un'anzianità di servizio pari a 10 anni nel Mibact".
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La cosa ha anche un risvolto schizofrenico. Questo sarebbe lo stesso Ministero che istituisce una Scuola nazionale del patrimonio, che sta completando la selezione di una élite di 18 super-formati, con titoli di terzo livello universitario, per svolgere un'ulteriore formazione superiore biennale di quarto livello?

Mi auguro che questa operazione venga rapidamente bloccata dal ministro Alberto Bonisoli, che non credo voglia avviare la sua attività, dopo aver annunciato una mega operazione di 6mila assunzioni, abbassando l'asticella della qualità culturale, scientifica e professionale del proprio personale.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/07/2018, 0:06

ANAI, Roma, 16 luglio 2018

Lettera aperta di ANAI, Assotecnici e AIB al Ministro per i beni e le attività culturali sul tema dei passaggi di area

Le nostre associazioni confermano la necessità che il Mibac mantenga alta la qualità dei profili di funzionario destinati a svolgere delicate attività specialistiche di tutela e valorizzazione e, pur rispettando le giuste aspirazioni di carriera del personale interno al Ministero, ribadiscono che l’accesso a tali funzioni sia presidiato con rigore, sulla base di principi coerenti con la normativa nazionale e con la verifica di livelli di competenza corrispondenti ai profili in corso di approvazione, scongiurando la tentazione di ripercorrere scorciatoie troppe volte in passato percorse con esiti tutt’altro che confortanti.
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/07/2018, 0:50

Food&Tec, 03/07/2018

La competenza sul turismo passa al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali


La delega al Turismo passa dal Ministero per i Beni alle attività Culturali al ministero dell’Agricoltura, guidato da Gian Marco Centinaio. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri. Centinaio ha esperienza professionale nella vendita di servizi turistici.

“Ci siamo! Si inizia a concretizzare quanto promesso nei giorni scorsi - scrive Centinaio su Facebook - . Lavoro Lavoro Lavoro: agricoltura e turismo: le eccellenze del nostro Paese.”.

Dal nuovo assetto dovrebbe discendere la creazione di un dipartimento all’interno del Ministero delle Politiche Agricole con due direzioni (affari generali e promozione del turismo). Sarà comunque un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni a disciplinare questa riorganizzazione che prevede la possibilità per i dipendenti dell’attuale MiBACT di decidere se restare ai Beni culturali o spostarsi al nuovo ministero.

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Ai sensi del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, pubblicato nella G.U. n.
160 del 12 luglio, la competenza sul turismo passa al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali. Ai sensi del comma 5 dell'art.
1, la denominazione: «Ministero per i beni e le attività culturali»
sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione:
«Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo».
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Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 09/03/2018, 1:29

È pubblicato nella G.U. di ieri, n. 55, il DPCM 1° dicembre 2017, n. 238,
«Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 29 agosto 2014, n. 171, concernente il regolamento di
organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e
dell’Organismo indipendente di valutazione della performance».

In particolare, il DPCM istituisce l’Unità per la sicurezza del patrimonio
culturale (ufficio dirigenziale di livello generale).
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