Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/01/2018, 0:03

Agenda Digitale, 17/01/2018, di Massimiliano Nicotra, avvocato, Esperto di diritto delle tecnologie, membro del Blockchain Education Network Italia e Niccolò Travia, avvocato, PhD in diritto civile, cultore della materia, socio fondatore di Blockchain Education Network Italia

Documento informatico, come cambia con il nuovo CAD: tutti i dettagli

Per la prima volta, con il testo appena andato in GU, è stabilito un principio di equivalenza. Una nuova modalità di creazione di documenti informatici con efficacia probatoria pari a quelli sottoscritti con firma elettronica qualificata o avanzata. Ecco che significa e le implicazioni

È stato recentemente pubblicato in G.U. il d.l.vo 13 dicembre 2017 n. 217, recante modificazioni ed integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (d.l.vo n. 82/2005 – CAD).

L’art. 20 del nuovo decreto sostituisce la formulazione del comma 1-bis, prevedendo che il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta ed ha l’efficacia prevista dall’art. 2702 del Codice Civile, ovverosia quella di fare piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, anche qualora sia “formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalità tali da garantire la sicurezza, integrità immodificabilità del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore”.

La previsione introduce nel nostro ordinamento una nuova modalità di creazione di documenti informatici con efficacia probatoria pari a quelli sottoscritti con firma elettronica qualificata o avanzata. In particolare, il documento informatico è idoneo a soddisfare il requisito della forma scritta ed assume valenza ex art. 2702 c.c. non più solamente attraverso la sua sottoscrizione con le tradizionali tipologie di firme elettroniche (qualificata ed avanzata), ma anche nel caso in cui il suo autore sia previamente identificato ed il processo garantisca l’integrità ed immodificabilità del documento creato, nonché riesca ad attribuire, in maniera manifesta ed inequivoca, la paternità del documento stesso al suo autore.

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Il nostro ordinamento è stato tra i primi al mondo a sancire il c.d. principio di equivalenza,
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Le firme elettroniche qualificate sono associate ad un certificato elettronico, ossia un attestato elettronico che collega i dati di convalida di una firma elettronica a una persona fisica e conferma almeno il nome o lo pseudonimo di tale persona. La possibilità di utilizzare anche firme elettroniche avanzate, svincolate da un certificato elettronico, era oggi comunque collegata all’utilizzo di un particolare dispositivo ed ad una serie di adempimenti procedurali previsti dagli artt. 55 e seguenti delle regole tecniche in materia (DPCM 22 febbraio 2013).

Con l’introduzione della nuova disposizione l’identificazione del firmatario non è più unicamente affidata alla presenza di un certificato elettronico o all’associazione ex ante di una firma elettronica avanzata al firmatario stesso, bensì si attribuisce all’AgID un potere generale di stabilire i requisiti affinché un processo di identificazione informatica possa dar luogo alla creazione di firme elettroniche con valore pari a quelle già oggi conosciuto nel nostro ordinamento.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/01/2018, 2:30

Newsletter
n. 1 del 16 gennaio 2018

La PA digitale
a cura dell'Avv. Ernesto Belisario
per agevolare amministrazioni, addetti ai lavori e cittadini nella comprensione delle principali novità del Decreto n. 217/2017, vi rendiamo disponibile il testo del CAD aggiornato con le ultime modifiche, da scaricare in formato .pdf.

Scarica il testo del CAD coordinato e aggiornato con le modifiche del Correttivo 2017
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/01/2018, 20:14

Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi 12/01/2018 è stato pubblicato il
decreto legislativo 13 dicembre 2017, n. 217,
contenente disposizioni integrative e correttive al Codice dell’Amministrazione Digitale che entrerà in vigore il 27 gennaio 2018.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/01/2018, 13:20

SPID scadenza per la PA marzo 2018

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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/01/2018, 10:25

Due infografiche riguardanti alcuni tappe fondamentali della PA digitale nel 2017 (sotto è indicata la fonte) :
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/12/2017, 3:13

Riepilogo degli adempimenti da effettuare entro fine 2017 da parte dei comuni in materia di #amministrazionedigitale

Entro il prossimo 31 dicembre 2017, tutte le amministrazioni pubbliche (comuni compresi) devono perfezionare i seguenti adempimenti di amministrazione digitale:

- utilizzo esclusivo di SPID (sistema pubblico di identità digitale) per l'identificazione degli utenti nei servizi di nuova attivazione: scadenza ultima mese di marzo 2018;
- attuazione delle misure minime di sicurezza ICT previste dalla circolare AgID n.2/2017 con sottoscrizione digitale - tramite marca temporale - del nuovo modello di implementazione;
- completamento dell'adesione al sistema PagoPA per tutti quei servizi che prevedono il pagamento dei dovuti da parte di cittadini e imprese. Tutte le PA devono quindi inviare ad -
AgID, attraverso il portale di adesione, i piani di attivazione e integrazione della piattaforma abilitante PagoPA nelle loro soluzioni applicative;
- nomina del responsabile per la transizione digitale previsto dall'art.17 del CAD;
- esposizione dei metadati relativi alle banche dati e ai dati aperti (open data) di cui le PA sono titolari, rispettando le specifiche e la semantica indicate nel Piano Triennale per l'informatica nella PA.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/12/2017, 16:33

Un bilancio molto critico ma realistico del percorso fatto nella PA italiana verso la digitalizzazione nel 2017

Possibile, Armando Mirabella, 21/12/2107

“LA GUERRA COMMERCIALE PIÙ GRANDE DELLA STORIA”: A CHE PUNTO SIAMO CON LA DIGITALIZZAZIONE DELLA PA

Bisogna crederci nella Pubblica amministrazione. Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019: il documento – realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal Team per la Trasformazione Digitale – che per la prima volta indica il modello di riferimento della digitalizzazione della PA, non lo fa. La questione che emerge dal Piano, che per la condizione digitale in cui versa il paese abbisogna di ben oltre i tre anni attualmente previsti, è che sembra si sia rotto il patto tra PA e Mercato. L’assunto di partenza è: la PA locale non ce la fa, il mercato la può sostituire. Ma non il mercato fatto di piccole software house che burocratizzano. I problemi li risolvono i grandi player: Amazon (giova forse ricordare che Diego Piacentini, 55 anni, di cui 13 in Apple e 16 in Amazon, è Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Attualmente è ancora dipendente Amazon), Facebook, Google, Apple, Microsoft, IBM,… La sensazione è che noi si regali il petrolio a chi lo raffina e i soldi, storicamente, li fa proprio chi il petrolio lo raffina. Eppure ci sono PA che hanno realizzato eccellenze, è il caso per esempio di INAIL, INPS, Agenzia delle Entrate.

La digitalizzazione è una emergenza nazionale che nella PA si cerca di combattere in modo assurdo, a invarianza finanziaria. E che sia un emergenza è reso oggettivo dal DESI 2017 (Digital Economy and Society Index 2017) in cui l’Italia è al 25esimo posto. “Per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online – si legge nella descrizione a corredo degli indici – l’Italia si avvicina alla media. Rispetto all’anno scorso ha fatto progressi in materia di connettività, in particolare grazie al miglioramento dell’accesso alle reti NGA (Next Generation Access: è la nuova generazione di accesi, vale a dire accessi distribuiti su una rete in fibra ottica (FTTH o VDSL) : dai 20 mega di un’ADSL fino a 100 mega). Tuttavia, gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali”. Nell’uso di internet: “le attività online – prosegue – effettuate dagli internauti italiani sono di molto inferiori alla media dell’UE. L’Italia si colloca al 27esimo posto su 28”. Male facciamo anche nei Servizi pubblici digitali in cui: “l’Italia registra buoni risultati per quanto riguarda l’erogazione online dei servizi pubblici (completamento di servizi online) e i dati aperti (open data), ma presenta uno dei livelli più bassi di utilizzo dei servizi di e-government in Europa”. Siamo infatti 25esimi su 28 e in discesa.
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Il primo è l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), la banca dati nazionale nella quale far confluire i dati anagrafici di tutti i residenti in Italia e degli italiani residenti all’estero, che doveva essere realizzato entro il 2014. Nel 2017 si scopre che solo il comune di Bagnacavallo aveva aderito. Da marzo sono riprese le migrazioni verso ANPR e oggi, rispetto agli oltre 8.000, sono attivi sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente solo 10 Comuni: 230.000 abitanti…

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Interessante anche il caso del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), la banca dati del settore agricolo e forestale, che costando 85 milioni di euro l’anno è già giunto a 780 in 10 anni. Ad oggi nessuno può valutare cosa è stato fatto, al punto che adesso Consip lo ha diviso in 4 lotti il cui primo è il monitoraggio del nuovo progetto. Questo Database è una infrastruttura fondamentale la cui assenza fa perdere contributi comunitari su agricoltura e dissesto idrogeologico.

Altro caso eclatante è quello legato alla alimentazione dei dati relativi alla gestione degli arrivi dei migranti. Ad oggi sono prodotti con fogli Excel zeppi di dati sporchi sui quali viene fatta una successiva lavorazione manuale che produce la mancanza di dati just in time.

In tutto ciò, nonostante l’articolo 17 dello sfortunato Codice della Amministrazione Digitale, che cambia ogni 3-6 mesi, l’ultima delle quali l’11 dicembre, manca evidentemente chi svolge il compito di pungolo e monitoraggio. E’ evidente che non basta la “Commissione Parlamentare di Inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, è necessario assegnare maggiori poteri a Consip e all’ANAC.
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Quello dei servizi digitali è davvero un tema centrale la cui portata in Italia sfugge. Eppure è ormai chiaro che nello scenario globale i dati nel XXI secolo hanno la stessa valenza del petrolio nel ventesimo, così come le Big Four nella economia mondiale oggi sono dominanti quanto lo erano le Sette Sorelle all’epoca. Oggi, infatti, esistono entità che prendono il possesso del nostro sentire, congelato attraverso i comportamenti che realizziamo utilizzando i nostri devices. E quindi al punto (iniziale) in cui siamo, quanto è peregrino l’interrogativo di Raffaele Barberio, presidente di Privacy Italia: “Ma non è questa la guerra commerciale più grande della storia?”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/12/2017, 16:14

Condivido in toto il commento di Gianni Penzo Doria sull'ultimo "correttivo" del CAD (o meglio della "modifica " a cui farà seguito, continuando di questo passo, la rettifica del correttivo della modifica ....)

Interlex, 20/12/2107

Tre errori sul comunicato del "nuovo" CAD

Nell’articolo apparso recentemente sul vecchio CAD (sì, caro lettore, vecchio come vedremo tra poco), a firma di due tra i principali autori, compaiono tre errori nei primi tre paragrafi. Alcuni di metodo, non solo tecnici. Confido nella preparazione riconosciuta degli autori per porvi rimedio.
Il primo: "Saremo aperti e trasparenti". Trasparenza, sostantivo di cui molti si appropriano, significa rendere disponibile dati, informazioni e documenti. Lo stabilisce, appunto, la legge. Ora, esiste la descrizione dei contenuti, ma non esistono i contenuti, né il documento principale che li rappresenta. Ciò significa che, in primo luogo, soltanto chi ha il testo definitivo come uscito dal Consiglio dei ministri può commentarlo. Ciò impedisce nell’opacità di prenderne piena contezza a chiunque interessato. La trasparenza, giuridicamente, è ben altro.

Il secondo: gioco di squadra tra giuristi e informatici. Si tratta di un errore molto importante negli effetti, nella convinzione che l’amministrazione digitale italiana abbia bisogno solo di due famiglie professionali. Si parla di archivi, di conservazione e di protocollo, ma non sono stati coinvolti gli archivisti. Si parla di documenti e di firme, ma non sono stati coinvolti i diplomatisti. Si parla di organizzazione, ma non si sono coinvolti gli scienziati del management. E, infine, la stessa norma del 2016 aveva correttamente introdotto anche i professionisti dell’informatica giuridica, cosa molto diversa dagli informatici e dai giuristi. Ma com’è possibile? Lieto di essere sonoramente smentito.

Il terzo: il CAD è e rimane il caro e vecchio D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82. Qui dichiaratamente si interviene, su delega parlamentare, solo sul D.Lgs. 179/2016. In pratica, si modifica e si integra un provvedimento di modifiche e integrazioni, che ormai non si contano più. Se questo è un Codice!
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/12/2017, 2:40

Key4biz, @PaoloAnastasio1, 12/12/2017

PA, in Manovra 50 milioni per assumere dirigenti della transizione digitale

Un emendamento alla Legge di Bilancio istituisce un fondo di 50 milioni
per incentivare l’assunzione di dirigenti skillati da pescare da un apposito albo.


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Un fondo di 50 milioni di euro presso la Presidenza del Consiglio per l’assunzione di dirigenti responsabili per la transizione digitale della PA, con la conseguente creazione di un apposito albo dei dirigenti per la transizione digitale dal quale gli enti pubblici potranno pescare, in base a graduatorie fissate per concorso, i dirigenti informatici in attuazione dell’articolo 17 del CAD (Codice dell’amministrazione digitale). E’ questo in sintesi il contenuto dell’emendamento alla Manovra in discussione in Parlamento frutto del lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA presieduta da Paolo Coppola (Pd), che nei giorni scorsi ha presentato il suo bilancio, quanto mai desolante, di un anno di attività e audizioni.

“I contributi sono finalizzati ad agevolare il processo di digitalizzazione delle amministrazioni e degli enti destinatari e sono erogati nella misura del 30% del costo del personale e in ordine di priorità di arrivo delle richieste, fino a esaurimento del Fondo”, si legge nell’emendamento firmato da Coppola, Bruno Bossio, Bonaccorsi, Boccadutri, Catalano, Mucci, Incerti, Carrozza, Quintarelli, Dallai, Barbanti, Fragomeli, Tentori, Bonomo. Bisognerà quindi affrettarsi per accedere alla dotazione e non restare indietro.

L’emendamento è quanto mai calzante, vista l’atavica carenza di digital skill della PA centrale e locale di casa nostra denunciata dalla Commissione parlamentare, e punta sull’incentivo economico per spingere le PA inadempienti, che sono la maggior parte, a nominare il dirigente e la struttura interna che si occupi appunto del digitale.

L’emendamento prevede inoltre che “nell’anno 2018 e con cadenza triennale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia bandito un concorso per la formazione di un elenco di soggetti da inserire nell’Albo dei dirigenti per la transizione digitale”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/12/2017, 2:03

Parer, 30/11/2017

“Nuovo CAD”: il Parere del Garante Privacy

Via libera all’impianto generale del decreto correttivo, ma richiesti correttivi per evitare l'accesso indiscriminato ai dati relativi al domicilio digitale, tutelare di più chi invia segnalazioni al difensore civico digitale e definire regole più specifiche per l’accesso ai servizi online

Parere su uno schema di decreto legislativo in tema di integrazioni e modifiche al Codice dell'amministrazione digitale - 26 ottobre 2017 [7221785]

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale, approvato lo scorso settembre in via preliminare dal Consiglio dei Ministri. L’impianto generale della norma è stato giudicato positivamente, ma si richiedono alcuni correttivi. Tra i principali, misure per evitare l'accesso indiscriminato ai dati relativi al domicilio digitale dei cittadini, maggiori meccanismi di tutela per chi invia segnalazioni al difensore civico digitale, e regole più specifiche per l'accesso ai servizi pubblici digitali e per l'utilizzo dei dati anagrafici.

Pur esprimendo parere positivo sul testo – si legge in una nota – il Garante ha rilevato alcune criticità in merito alla protezione dei dati personali trattati. Nella bozza di decreto, ad esempio, si prevede che "chiunque" possa consultare gli elenchi dei "domicili digitali", tramite sito web e senza necessità di autenticazione. Secondo l'Autorità, invece, rendere pubblici tali elenchi, peraltro in formato aperto e senza specificare quali dati personali contengano, rischia di favorire l'invio di spam e di aumentare considerevolmente il rischio di furti di identità.

Il domicilio digitale dovrebbe invece essere utilizzabile solo per l'invio di comunicazioni avente valore legale o connesse al conseguimento di finalità istituzionali.

Un'altra disposizione del decreto prevede che il difensore civico digitale pubblichi on line tutte le segnalazioni "fondate" ricevute dai cittadini, relative a violazioni della normativa sulla digitalizzazione della Pa. Tale obbligo - afferma il Garante - non solo comporta una diffusione sproporzionata dei dati di chi denuncia un problema, ma rischia di essere un deterrente all'esercizio di tale diritto per il timore dell'utente di subire eventuali ritorsioni. Sarebbe quindi auspicabile prevedere sempre l'oscuramento dei dati personali eventualmente presenti nei documenti oggetto di pubblicazione online sia nel caso di segnalazioni, sia nel caso delle decisioni sulle stesse.

Il Garante ribadisce, inoltre, come già indicato in un precedente parere sul Cad, che sarebbe opportuno tutelare meglio la riservatezza dei dati personali contenuti nelle "Basi dati di interesse nazionale", chiarendone le modalità di utilizzo, nonché valutare la possibilità di concedere l'accesso ai servizi della PA in rete non esclusivamente tramite SPID, ma utilizzando anche altri sistemi disponibili quali la Carta di Identità Elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi.

Il Garante sottolinea infine che le indicazioni tecniche che dovrà definire l'Agid in merito al CAD non dovrebbero avere natura di "linee guida", ma di regole prescrittive, tali da garantire livelli più elevati di sicurezza e di protezione dei dati personali.
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