Questione PEC posta elettronica certificata

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/03/2020, 0:30

[doc. web n. 9283040] Garante Protezione Dati Personali, 18/12/2019

Prescritte ad un gestore misure urgenti per la sicurezza del servizio pec

l provvedimento a tutela degli utenti reso noto solo oggi per impedire lo sfruttamento delle vulnerabilità rilevate nel corso di un'ispezione

Il Garante per la protezione dei dati personali con un provvedimento d’urgenza ha prescritto ad Aruba Pec S.p.a. l’implementazione di misure per la messa in sicurezza del proprio servizio di posta elettronica certificata, che gestisce oltre sei milioni di caselle utilizzate da soggetti pubblici (come amministrazioni centrali e locali dello Stato), società private e singoli professionisti.

A seguito delle vulnerabilità rilevate durante un accertamento ispettivo in merito alla gestione del servizio pec, condotto nella seconda metà del 2019, l’Autorità ha adottato un provvedimento urgente per evitare che diverse categorie di interessati coinvolti (intestatari delle caselle pec, mittenti e destinatari dei messaggi, soggetti i cui dati sono presenti all’interno dei messaggi o degli allegati) fossero esposti a gravi rischi per i diritti e le libertà derivanti da possibili utilizzi impropri di dati personali o da furti d’identità.

La pubblicazione del provvedimento è stata però posticipata per dare modo alla società di implementare le misure prescritte e impedire che le vulnerabilità rilevate potessero essere sfruttate da eventuali malintenzionati. La società ha dichiarato di aver adempiuto, nei termini previsti, alle prescrizioni impartite.

Dagli accertamenti è emerso che circa 560.000 utenti utilizzavano ancora, per l’accesso alla propria casella pec, la password iniziale, scelta per loro da uno degli 8.900 partner della società (come ordini professionali, Pa e soggetti privati) senza che fosse imposto, come avrebbe dovuto, l’obbligo di modifica al primo accesso. Le procedure informatiche adottate contenevano, poi, ulteriori gravi vulnerabilità. Ad esempio, le password tecniche di gestione di alcuni servizi informatici erano riportate in chiaro nei log di tracciamento delle operazioni, aumentando così considerevolmente la possibilità di accessi illeciti, sia da parte di soggetti interni non autorizzati che in caso di attacco informatico.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/10/2019, 9:37

Le legge per tutti, 15/10/2019

Cartelle esattoriali: addio raccomandate

Notifiche solo in modalità digitali per risparmiare sulle spese postali. Così lo Stato farà conoscere al cittadino la pretesa fiscale.

Rivoluzione nel mondo delle notifiche delle cartelle esattoriali, multe, ingiunzioni dell’Inps e altri provvedimenti dello Stato. Diremo addio alla raccomandata da recuperare alla casa comunale o all’ufficio postale nei casi frequenti in cui il postino non trova il destinatario a casa o altre persone di famiglia disposte a “firmare” al suo posto. Dal 2020, ogni cittadino avrà la possibilità di collegarsi ad una nuova Piattaforma digitale – sviluppata dalla società PagoPa – che gli consentirà di accedere a un proprio “cassetto”, all’interno del quale verificare l’esistenza di atti in giacenza.

La novità sta prendendo piede in queste ultime ore e sarà inserita nella bozza della nuova legge di bilancio. Con questo sistema lo Stato mira ad eliminare ben 32 milioni di raccomandate.

Ad oggi le notifiche online delle cartelle e delle multe sono obbligatorie solo per professionisti, imprenditori e società. Chi ha una partita Iva riceve le intimazioni di pagamento al proprio indirizzo pec. In questi casi l’Agente per la riscossione o la P.A. inviano un’email di posta elettronica certificata che ha valore di notifica, senza far seguire ad essa il tradizionale atto di carta. Chi non è accorto a controllare la propria casella pec perde la possibilità di opporsi.

Un sistema simile sarà parzialmente previsto, dal prossimo anno, anche per i privati, senza però obbligarli a dotarsi di un indirizzo pec. Questi potranno infatti collegarsi a una piattaforma ministeriale e controllare l’arrivo di cartelle esattoriali nel momento in cui non erano a casa. In questo modo peraltro eviteranno l’incomodo di dover fare la fila alla posta o di recarsi in Comune per ritirare l’originale della notifica.
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La notifica digitale prima di tutto costa meno, cancella gli oneri di spedizione e garantisce che la comunicazione andrebbe a buon fine nel 100% dei casi, eliminando il ricco contenzioso sui vizi di notifica che intasa le commissioni tributarie e i tribunali. Solo per questa via, secondo i calcoli della relazione che accompagna la bozza, si risparmierebbero 100 milioni di euro».
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/12/2018, 11:01

Corte di Cassazione

La PEC deve essere corredata dall'attestazione di ricezione del procuratore

La Corte di Cassazione - Sezione civile n.2, ordinanza n. 27250/2018 - ha confermato che rispetto alle comunicazioni tramite Pec, la cd. ricevuta di avvenuta consegna (RAC), costituisce il documento idoneo a dimostrare, fino a prova del contrario, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario. Di conseguenza, perché la comunicazione via Pec ad opera della cancelleria possa dirsi perfezionata è necessario che essa sia corredata ricevuta di avvenuta consegna.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/11/2018, 1:11

Altalex, Maurizio Relae, professionista avvocato, 07/11/2018

Notifica Pec nulla? Sezioni Unite: è valida se raggiunge lo scopo

Cassazione civile, SS.UU., sentenza 28/09/2018 n° 23620

Le Sezioni Unite della Suprema Corte, con la decisione n. 23620 del 28 settembre 2018, nel rilevare, preliminarmente l'inammissibilità del ricorso per cassazione causa il mancato rispetto del termine previsto dall'art. 325 c.p.c., comma 2, decorrente, ai sensi del successivo art. 326 c.p.c, dalla notifica della sentenza al procuratore costituito, prendono comunque in esame le deduzioni con le quali, parte ricorrente, vorrebbe dimostrare la nullità della detta notificazione, effettuata tramite PEC ai sensi e per gli effetti della L. n. 53 del 1994, tale da impedire la decorrenza del termine "breve" previsto dall'art. 325 c.p.c.
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Le Sezioni Unite errano, pertanto, nel ritenere l’Albo degli Avvocati quale pubblico elenco valido per conoscere l’indirizzo PEC della notifica effettuata, in proprio, dal difensore ai sensi della L. 53/94 e, sotto tale profilo, errano, conseguentemente, nel ritenere la notifica valida. In tale ipotesi il Collegio avrebbe dovuto, da una parte, rilevare la nullità della notifica ex art. 11 L. 53/94, posto che l’Albo degli Avvocati non è pubblico elenco valido per attingere gli indirizzi PEC dei destinatari della stessa e, dall’altra, considerare la nullità sanata per il raggiungimento dello scopo, in applicazione dell’art. 156 c.p.c. a seguito della costituzione in giudizio del destinatario della stessa (principio già affermato, sempre dalle Sezioni Unite, con la decisione n. 7665/16).
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/06/2018, 18:11

AgendaDigitale, 22/05/208, Eugenio Prosperetti, avvocato, docente Informatica Giuridica Facoltà Giurisprudenza "LUISS"

Pec, Pec-ID e Cad: chiariamo le norme per questi strumenti

Prendendo spunto da una recente truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito l’argomento su Agenda Digitale

Prendendo spunto da un recente caso di cronaca riguardante una truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito le differenze tra gli strumenti della PEC e della PEC-ID su Agenda Digitale. “È utile analizzare norme sulla Pec e il Codice dell’Amministrazione Digitale - scrive l’esperto in apertura - per scoprire che in Italia ci sono sono due tipi di Pec, anche se pochi lo sanno. Pec e Pec-ID. La seconda permette di mandare documenti alla PA non firmati digitalmente. La prima invece, senza allegati firmati digitalmente, non dà alcuna garanzia sull’identità della persona”.

Nella percezione generale - si legge nell’articolo - l’indirizzo PEC certifica la provenienza da un certo mittente e, dunque, se si tratta della PEC ufficiale di quell’ente, si ritiene di poter presumere – autorizzati dalla Legge a farlo – che la comunicazione provenga da quel mittente.

In realtà, se si analizzano le norme sulla PEC e il Codice dell’Amministrazione Digitale si scopre qualcosa di diverso.

Anzitutto, scopriamo che il Legislatore ha previsto due tipi di PEC: la PEC ordinaria e la PEC identificativa “PEC-ID”, la quale tuttavia non è mai stata attivata.

Questo secondo tipo di PEC, stando alla definizione normativa, è una particolare casella di PEC che consente di identificare le persone fisiche e giuridiche che presentano istanze e dichiarazioni per via telematica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni ed è espressamente prevista dall’articolo 65, comma 1, lettera “c-bis” del Codice dell’Amministrazione Digitale...
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/05/2018, 23:37

ForumPA, 01/05/2018

PEC e Firma Digitale: due strumenti a supporto del Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC)

Un’anticipazione dei temi che Aruba PEC porterà a FORUM PA 2018. Qui la pagina con le iniziative in Manifestazione

Emblematico il caso dell’Ordine degli Architetti di Roma: risparmio di tempo – un terzo rispetto alle pratiche cartacee – e di denaro – quantificato con 300 euro a pratica, questo il risultato grazie all’utilizzo di PEC e Firma Digitale nelle comunicazioni con il comune di Roma
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha scelto Aruba (http://www.aruba.it) come fornitore per l’attivazione di PEC e Firma digitale nelle pratiche edilizie dell’Ordine degli Architetti.

Per il CNAPPC, la PEC rappresenta il punto di massima efficienza dal punto di vista delle comunicazioni, sia per quanto riguarda l’efficacia del mezzo sia per quanto attiene alla sua convenienza economica. La collaborazione tra Aruba e CNAPPC, infatti, nasce per rispondere a alle necessità di accelerare la burocrazia già nel 2008, quando ancora l’Ordine più numeroso d’Italia aveva forti difficoltà di comunicazione con i propri iscritti. Basti pensare che, solo 10 anni fa, inviare una semplice raccomandata ad ogni singolo iscritto comportava per l’Ordine una spesa di circa 150.000€.

Oltre alla PEC – strumento importantissimo per interloquire con la Pubblica Amministrazione – l’Ordine aveva bisogno di uno strumento di certificazione, che consentisse l’individuazione del professionista alla pari di quando si utilizzava il timbro professionale. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso l’utilizzo della Firma Digitale di Aruba. Ogni iscritto, infatti, è stato dotato della propria firma digitale, che include al proprio interno anche il certificato di ruolo che garantisce all’Amministrazione che l’Architetto di riferimento può essere abilitato alla consegna della pratica edilizia relativa.

Un esempio concreto del successo legato a questa collaborazione è relativo all’impiego della PEC per comunicare con il comune di Roma, permettendo la possibilità di interfacciarsi facilmente con il Comune di Roma ed ottenere dei risparmi considerevoli sia in termini di tempo che di denaro relativamente alla pratica edilizia. Attraverso questa sperimentazione, per ogni pratica edilizia si sono impiegati due terzi del tempo che si impiegavano attraverso le pratiche cartacee e sono stati calcolati costi di risparmio fino a 300€ per ogni singola pratica.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/02/2018, 19:24

Infografica della PA digitale di Belisario:
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 31/01/2018, 1:40

AgenPress.it, 30/01/2018, Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

Notifica multe con posta elettronica certificata, opportunità e punti critici

Le multe (sanzioni) al codice della strada possono essere notificate, oltre che nelle modalità classiche, anche via posta elettronica certificata per coloro che ovviamente si muniscono di un indirizzo PEC. Si tratta di un particolare indirizzo email che consente, lo ricordiamo, di avere prova dell’invio e della ricezione dei messaggi con valore legale al pari di una raccomandata a/r.
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Questa la novità arrivata grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 16 Gennaio scorso, del decreto ministeriale che attua in ritardo una normativa del 2013 (1), combinata con lo svilupparsi del cosiddetto “domicilio digitale” che dovrebbe a breve rendere possibile il dialogo e lo scambio telematico di dati ed atti digitali tra cittadino e pubblica amministrazione (2).
La prima cosa da dire è che il cittadino privato NON è obbligato a munirsi di indirizzo di posta elettronica certificata, e nel caso in cui decida di NON munirsene, le notifiche, di ogni tipo e di qualsiasi atto, avvengono nei modi soliti e tradizionali.

Altra cosa da evidenziare è un’anomalia temporale. La legge prevede che se l’indirizzo PEC per la notifica non viene fornito dal cittadino, l’ufficio accertatore deve cercarlo in archivi che lo contengano. Di fatto però al momento archivi pubblici degli indirizzi PEC dei cittadini-persone fisiche non esistono -pur se un recente decreto legislativo ne ha previsto uno nell’ambito del progetto del “domicilio digitale”- quindi la notifica telematica appare difficoltosa da realizzare soprattutto nei casi di notificazione differita, ovvero quando non c’e’ il fermo del mezzo.
La novità quindi appare al momento un po’ zoppa e comincerà ad avere sostanza, crediamo, solo nel momento in cui sarà finalmente pienamente attivo il domicilio digitale del cittadino.

Ma vediamo le regole.
La notifica via PEC può avvenire
– a colui che ha commesso la violazione, se viene fermato ed identificato al momento dell’accertamento, nel caso in cui abbia fornito un valido indirizzo pec, ovvero abbia un indirizzo pec iscritto nel nuovo pubblico elenco.

– al proprietario del mezzo con il quale è stata commessa la violazione -o di un altro soggetto obbligato in solido- sempre nel caso in cui si sia dotato di un indirizzo pec pubblicato nel nuovo pubblico elenco oppure abbia fornito detto indirizzo all’organo di polizia in occasione dell’attività di accertamento.

In ogni caso, se l’indirizzo pec non è stato fornito dal trasgressore o dal proprietario, l’organo di Polizia è tenuto a verificare se questo esiste consultando gli elenchi pubblici a cui ha accesso.
Gli archivi degli indirizzi PEC
Ma in quali archivi può trovare l’indirizzo l’ufficio accertante?
Per quanto riguarda società ed imprese -che sono obbligate a dotarsi di indirizzo PEC- esiste già da tempo l’archivio INI-PEC ad accesso pubblico e gratuito.

Per quanto riguarda i cittadini-persone fisiche la questione è più complessa perché l’archivio ufficiale di fatto ancora non c’e’. E’ stato introdotto dal D.lgs. 217/2017 nell’ambito del cosiddetto “domicilio digitale” ma per la sua operatività di attende l’Agenzia per l’Italia digitale che lo deve realizzare entro il 2019.
Dovrebbero forse essere i Comuni a dotarsi di archivi contenenti le PEC, ma rimarrebbe comunque aperta la questione in caso di violazioni commesse in Comuni diversi da quello proprio. L’unica soluzione, crediamo, sia la definitiva e piena attivazione del domicilio digitale in ambito nazionale.
Contenuto del messaggio di notifica
Nell’oggetto deve essere contenuta la dicitura “atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada”.
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Notifica impossibile
Se la notifica via PEC non fosse possibile per causa imputabile al destinatario (casella piena, non funzionante, etc.), la copia analogica (cartacea) del messaggio, degli allegati, della ricevuta di accettazione e dell’avviso di mancata consegna viene notificata nei modi tradizionali, a spese del destinatario.

Se la notifica non risulta possibile per altri motivi tutta la procedura segue i modi tradizionali.
Per approfondimenti sull’argomento si vedano le schede POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC): GUIDA ALL’USO: https://sosonline.aduc.it/scheda/posta+ ... _16649.php

MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: IL VERBALE E LA SUA NOTIFICA: https://sosonline.aduc.it/scheda/multe+ ... _12880.php

(1) Decreto Min.interno 18/12/2017 pubblicato sulla GU del 16/1/2018 attuativo del comma 5 quater dell’art.20 Dl 69/2013 https://sosonline.aduc.it/normativa/dec ... _27384.php
(2) D.lgs.217/2017 di modifica al CAD, codice dell’amministrazione digitale, D.lgs. 82/2005
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/01/2018, 11:10

La PA digitale

7. Le multe per violazione del codice della strada arriveranno via PEC?

Lo scorso 16 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Interno relativo alla notifica telematica dei verbali di accertamento delle violazioni al Codice della Strada.

Nel podcast di questa settimana abbiamo provato a ricostruire le principali implicazioni di questa piccola rivoluzione.

Cosa vuol dire per gli utenti ricevere le multe sul proprio domicilio digitale? E cosa dovranno fare le pubbliche amministrazioni affinché la multa sia notificata correttamente?

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In questo episodio, l’Avvocato Ernesto Belisario ci spiega le principali implicazioni di questa piccola rivoluzione.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/01/2018, 11:45

È stato pubblicato nella G.U. del 17/01/2017, n. 12, il decreto del ministro dell'interno
(di concerto coi ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti,
dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione) 18 dicembre 2017,

Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice
della strada, tramite posta elettronica certificata
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