Questione PEC posta elettronica certificata

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/11/2018, 0:11

Altalex, Maurizio Relae, professionista avvocato, 07/11/2018

Notifica Pec nulla? Sezioni Unite: è valida se raggiunge lo scopo

Cassazione civile, SS.UU., sentenza 28/09/2018 n° 23620

Le Sezioni Unite della Suprema Corte, con la decisione n. 23620 del 28 settembre 2018, nel rilevare, preliminarmente l'inammissibilità del ricorso per cassazione causa il mancato rispetto del termine previsto dall'art. 325 c.p.c., comma 2, decorrente, ai sensi del successivo art. 326 c.p.c, dalla notifica della sentenza al procuratore costituito, prendono comunque in esame le deduzioni con le quali, parte ricorrente, vorrebbe dimostrare la nullità della detta notificazione, effettuata tramite PEC ai sensi e per gli effetti della L. n. 53 del 1994, tale da impedire la decorrenza del termine "breve" previsto dall'art. 325 c.p.c.
...
Le Sezioni Unite errano, pertanto, nel ritenere l’Albo degli Avvocati quale pubblico elenco valido per conoscere l’indirizzo PEC della notifica effettuata, in proprio, dal difensore ai sensi della L. 53/94 e, sotto tale profilo, errano, conseguentemente, nel ritenere la notifica valida. In tale ipotesi il Collegio avrebbe dovuto, da una parte, rilevare la nullità della notifica ex art. 11 L. 53/94, posto che l’Albo degli Avvocati non è pubblico elenco valido per attingere gli indirizzi PEC dei destinatari della stessa e, dall’altra, considerare la nullità sanata per il raggiungimento dello scopo, in applicazione dell’art. 156 c.p.c. a seguito della costituzione in giudizio del destinatario della stessa (principio già affermato, sempre dalle Sezioni Unite, con la decisione n. 7665/16).
....
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/06/2018, 17:11

AgendaDigitale, 22/05/208, Eugenio Prosperetti, avvocato, docente Informatica Giuridica Facoltà Giurisprudenza "LUISS"

Pec, Pec-ID e Cad: chiariamo le norme per questi strumenti

Prendendo spunto da una recente truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito l’argomento su Agenda Digitale

Prendendo spunto da un recente caso di cronaca riguardante una truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito le differenze tra gli strumenti della PEC e della PEC-ID su Agenda Digitale. “È utile analizzare norme sulla Pec e il Codice dell’Amministrazione Digitale - scrive l’esperto in apertura - per scoprire che in Italia ci sono sono due tipi di Pec, anche se pochi lo sanno. Pec e Pec-ID. La seconda permette di mandare documenti alla PA non firmati digitalmente. La prima invece, senza allegati firmati digitalmente, non dà alcuna garanzia sull’identità della persona”.

Nella percezione generale - si legge nell’articolo - l’indirizzo PEC certifica la provenienza da un certo mittente e, dunque, se si tratta della PEC ufficiale di quell’ente, si ritiene di poter presumere – autorizzati dalla Legge a farlo – che la comunicazione provenga da quel mittente.

In realtà, se si analizzano le norme sulla PEC e il Codice dell’Amministrazione Digitale si scopre qualcosa di diverso.

Anzitutto, scopriamo che il Legislatore ha previsto due tipi di PEC: la PEC ordinaria e la PEC identificativa “PEC-ID”, la quale tuttavia non è mai stata attivata.

Questo secondo tipo di PEC, stando alla definizione normativa, è una particolare casella di PEC che consente di identificare le persone fisiche e giuridiche che presentano istanze e dichiarazioni per via telematica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni ed è espressamente prevista dall’articolo 65, comma 1, lettera “c-bis” del Codice dell’Amministrazione Digitale...
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/05/2018, 22:37

ForumPA, 01/05/2018

PEC e Firma Digitale: due strumenti a supporto del Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC)

Un’anticipazione dei temi che Aruba PEC porterà a FORUM PA 2018. Qui la pagina con le iniziative in Manifestazione

Emblematico il caso dell’Ordine degli Architetti di Roma: risparmio di tempo – un terzo rispetto alle pratiche cartacee – e di denaro – quantificato con 300 euro a pratica, questo il risultato grazie all’utilizzo di PEC e Firma Digitale nelle comunicazioni con il comune di Roma
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha scelto Aruba (http://www.aruba.it) come fornitore per l’attivazione di PEC e Firma digitale nelle pratiche edilizie dell’Ordine degli Architetti.

Per il CNAPPC, la PEC rappresenta il punto di massima efficienza dal punto di vista delle comunicazioni, sia per quanto riguarda l’efficacia del mezzo sia per quanto attiene alla sua convenienza economica. La collaborazione tra Aruba e CNAPPC, infatti, nasce per rispondere a alle necessità di accelerare la burocrazia già nel 2008, quando ancora l’Ordine più numeroso d’Italia aveva forti difficoltà di comunicazione con i propri iscritti. Basti pensare che, solo 10 anni fa, inviare una semplice raccomandata ad ogni singolo iscritto comportava per l’Ordine una spesa di circa 150.000€.

Oltre alla PEC – strumento importantissimo per interloquire con la Pubblica Amministrazione – l’Ordine aveva bisogno di uno strumento di certificazione, che consentisse l’individuazione del professionista alla pari di quando si utilizzava il timbro professionale. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso l’utilizzo della Firma Digitale di Aruba. Ogni iscritto, infatti, è stato dotato della propria firma digitale, che include al proprio interno anche il certificato di ruolo che garantisce all’Amministrazione che l’Architetto di riferimento può essere abilitato alla consegna della pratica edilizia relativa.

Un esempio concreto del successo legato a questa collaborazione è relativo all’impiego della PEC per comunicare con il comune di Roma, permettendo la possibilità di interfacciarsi facilmente con il Comune di Roma ed ottenere dei risparmi considerevoli sia in termini di tempo che di denaro relativamente alla pratica edilizia. Attraverso questa sperimentazione, per ogni pratica edilizia si sono impiegati due terzi del tempo che si impiegavano attraverso le pratiche cartacee e sono stati calcolati costi di risparmio fino a 300€ per ogni singola pratica.
...
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/02/2018, 18:24

Infografica della PA digitale di Belisario:
*
Allegati
imago121.JPG
imago121.JPG (80.72 KiB) Osservato 1028 volte
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 31/01/2018, 0:40

AgenPress.it, 30/01/2018, Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

Notifica multe con posta elettronica certificata, opportunità e punti critici

Le multe (sanzioni) al codice della strada possono essere notificate, oltre che nelle modalità classiche, anche via posta elettronica certificata per coloro che ovviamente si muniscono di un indirizzo PEC. Si tratta di un particolare indirizzo email che consente, lo ricordiamo, di avere prova dell’invio e della ricezione dei messaggi con valore legale al pari di una raccomandata a/r.

imago114.JPG
imago114.JPG (21.32 KiB) Osservato 1099 volte

Questa la novità arrivata grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 16 Gennaio scorso, del decreto ministeriale che attua in ritardo una normativa del 2013 (1), combinata con lo svilupparsi del cosiddetto “domicilio digitale” che dovrebbe a breve rendere possibile il dialogo e lo scambio telematico di dati ed atti digitali tra cittadino e pubblica amministrazione (2).

La prima cosa da dire è che il cittadino privato NON è obbligato a munirsi di indirizzo di posta elettronica certificata, e nel caso in cui decida di NON munirsene, le notifiche, di ogni tipo e di qualsiasi atto, avvengono nei modi soliti e tradizionali.

Altra cosa da evidenziare è un’anomalia temporale. La legge prevede che se l’indirizzo PEC per la notifica non viene fornito dal cittadino, l’ufficio accertatore deve cercarlo in archivi che lo contengano. Di fatto però al momento archivi pubblici degli indirizzi PEC dei cittadini-persone fisiche non esistono -pur se un recente decreto legislativo ne ha previsto uno nell’ambito del progetto del “domicilio digitale”- quindi la notifica telematica appare difficoltosa da realizzare soprattutto nei casi di notificazione differita, ovvero quando non c’e’ il fermo del mezzo.

La novità quindi appare al momento un po’ zoppa e comincerà ad avere sostanza, crediamo, solo nel momento in cui sarà finalmente pienamente attivo il domicilio digitale del cittadino.

Ma vediamo le regole.

La notifica via PEC può avvenire
– a colui che ha commesso la violazione, se viene fermato ed identificato al momento dell’accertamento, nel caso in cui abbia fornito un valido indirizzo pec, ovvero abbia un indirizzo pec iscritto nel nuovo pubblico elenco.

– al proprietario del mezzo con il quale è stata commessa la violazione -o di un altro soggetto obbligato in solido- sempre nel caso in cui si sia dotato di un indirizzo pec pubblicato nel nuovo pubblico elenco oppure abbia fornito detto indirizzo all’organo di polizia in occasione dell’attività di accertamento.

In ogni caso, se l’indirizzo pec non è stato fornito dal trasgressore o dal proprietario, l’organo di Polizia è tenuto a verificare se questo esiste consultando gli elenchi pubblici a cui ha accesso.

Gli archivi degli indirizzi PEC

Ma in quali archivi può trovare l’indirizzo l’ufficio accertante?
Per quanto riguarda società ed imprese -che sono obbligate a dotarsi di indirizzo PEC- esiste già da tempo l’archivio INI-PEC ad accesso pubblico e gratuito.

Per quanto riguarda i cittadini-persone fisiche la questione è più complessa perché l’archivio ufficiale di fatto ancora non c’e’. E’ stato introdotto dal D.lgs. 217/2017 nell’ambito del cosiddetto “domicilio digitale” ma per la sua operatività di attende l’Agenzia per l’Italia digitale che lo deve realizzare entro il 2019.

Dovrebbero forse essere i Comuni a dotarsi di archivi contenenti le PEC, ma rimarrebbe comunque aperta la questione in caso di violazioni commesse in Comuni diversi da quello proprio. L’unica soluzione, crediamo, sia la definitiva e piena attivazione del domicilio digitale in ambito nazionale.

Contenuto del messaggio di notifica

Nell’oggetto deve essere contenuta la dicitura “atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada”.
...
Notifica impossibile
Se la notifica via PEC non fosse possibile per causa imputabile al destinatario (casella piena, non funzionante, etc.), la copia analogica (cartacea) del messaggio, degli allegati, della ricevuta di accettazione e dell’avviso di mancata consegna viene notificata nei modi tradizionali, a spese del destinatario.

Se la notifica non risulta possibile per altri motivi tutta la procedura segue i modi tradizionali.

Per approfondimenti sull’argomento si vedano le schede POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC): GUIDA ALL’USO: https://sosonline.aduc.it/scheda/posta+ ... _16649.php

MULTE PER VIOLAZIONI AL CODICE DELLA STRADA: IL VERBALE E LA SUA NOTIFICA: https://sosonline.aduc.it/scheda/multe+ ... _12880.php

(1) Decreto Min.interno 18/12/2017 pubblicato sulla GU del 16/1/2018 attuativo del comma 5 quater dell’art.20 Dl 69/2013 https://sosonline.aduc.it/normativa/dec ... _27384.php

(2) D.lgs.217/2017 di modifica al CAD, codice dell’amministrazione digitale, D.lgs. 82/2005
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/01/2018, 10:10

La PA digitale

7. Le multe per violazione del codice della strada arriveranno via PEC?

Lo scorso 16 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dell’Interno relativo alla notifica telematica dei verbali di accertamento delle violazioni al Codice della Strada.

Nel podcast di questa settimana abbiamo provato a ricostruire le principali implicazioni di questa piccola rivoluzione.

Cosa vuol dire per gli utenti ricevere le multe sul proprio domicilio digitale? E cosa dovranno fare le pubbliche amministrazioni affinché la multa sia notificata correttamente?

imago103.JPG
imago103.JPG (27.84 KiB) Osservato 1176 volte

In questo episodio, l’Avvocato Ernesto Belisario ci spiega le principali implicazioni di questa piccola rivoluzione.
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/01/2018, 10:45

È stato pubblicato nella G.U. del 17/01/2017, n. 12, il decreto del ministro dell'interno
(di concerto coi ministri della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti,
dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione) 18 dicembre 2017,

Disciplina delle procedure per la notificazione dei verbali di accertamento delle violazioni del codice
della strada, tramite posta elettronica certificata
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/12/2017, 12:34

Sentenza della Cassazione, in merito ad una controversia nata per una notifica trasmessa con la PEC ad una casella di posta elettronica rivelatasi "piena".
Le indicazioni della Cassazione possono essere estese a qualsiasi situazione identica che si sia avverata nei confronti della Pubblica Amministrazione .

Particolare rilevanza assumono le indicazioni della Corte di Cassazione, Penale (Sezione III), nella sentenza 24 novembre 2017, n. 54141, la quale ha affrontato il problema di una notifica effettuata su una casella di posta elettronica “piena” con esito “mancata ricezione”, al fine di definire la sua validità giuridica e i presupposti per considerare le eventuali responsabilità del destinatario ovvero del mittente. La situazione, utilizzando i contenuti stabiliti dal giudice della nomofilachia penale, può essere estesa a qualsiasi situazione identica che si sia avverata nei confronti della PA, si pensi ad una domanda inviata via PEC per un concorso pubblico nei termini, della comunicazione di un ricorso ai fini della relativa impugnazione e quant’altro possa rientrare in ipotesi similari.

La vicenda
I difensori di due indagati ricorrono in Cassazione lamentando la mancata notifica nei termini della fissazione camerale, chiedendone per tale motivo la nullità con travolgimento del provvedimento di sequestro preventivo di una porzione di area demaniale antistante l’hotel per aver i proprietari modificato l’area soggetta a vincolo paesaggistico. Precisa, il difensore degli indagati, come le notifiche effettuate tutte tramite posta elettronica certificata furono trasmesse con esito "mancata ricezione”. Da successivi accertamenti emergeva come la "mancata ricezione", è da individuarsi nella "casella piena" del destinatario, che ciò ha comportato il rifiuto del messaggio da parte del sistema.

Le indicazioni della Suprema Corte sui messaggi inviati via PEC
La PEC è il sistema che, per espressa previsione di legge (d.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68), consente di inviare e-mail con valore legale equiparato a una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il sistema di posta certificata, grazie ai protocolli di sicurezza utilizzati, è in grado di garantire la certezza del contenuto, non rendendo possibili modifiche al messaggio, sia per quanto riguarda i contenuti che eventuali allegati. Il termine "certificata" si riferisce al fatto che il gestore del servizio del mittente rilascia a costui «la ricevuta di accettazione nella quale sono contenuti i dati di certificazione che costituiscono prova dell'avvenuta spedizione di un messaggio di posta elettronica certificata» (art. 6, comma 1, d.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68, recante "Regolamento recante disposizioni per l'utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell'articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3). Allo stesso modo, «il gestore di posta elettronica certificata utilizzato dal destinatario fornisce al mittente, all'indirizzo elettronico del mittente, la ricevuta di avvenuta consegna» (art. 6, comma 2), la quale, per espressa previsione normativa, «fornisce al mittente prova che il suo messaggio di posta elettronica certificata è effettivamente pervenuto all'indirizzo elettronico dichiarato dal destinatario e certifica il momento della consegna tramite un testo, leggibile dal mittente, contenente i dati di certificazione».
Nel caso in cui, invece, il messaggio di posta elettronica certificata non risulti consegnabile, «il gestore comunica al mittente, entro le ventiquattro ore successive all'invio, la mancata consegna tramite un avviso secondo le modalità previste dalle regole tecniche di cui all'articolo 17» (art. 8). In un'evenienza del genere - ossia nel caso in cui il messaggio inviato tramite PEC non risulti consegnabile - la disciplina muta a seconda della causa della mancata consegna, se, cioè, essa sia imputabile o meno al destinatario.
In attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2, del decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010, n. 24"), vengono disciplinati i "requisiti della casella di PEC del soggetto abilitato esterno", imponendo a costui una serie di obblighi finalizzati a garantire il corretto funzionamento della casella di PEC e, quindi, la regolare ricezione dei messaggi di posta elettronica. In particolare, il "soggetto abilitato esterno":
a) «è tenuto a dotare il terminale informatico utilizzato di software idoneo a verificare l'assenza di virus informatici per ogni messaggio in arrivo e in partenza e di software antispam idoneo a prevenire la trasmissione di messaggi di posta elettronica indesiderati» (comma 2);
b) «è tenuto a conservare, con ogni mezzo idoneo, le ricevute di avvenuta consegna dei messaggi trasmessi al dominio giustizia» (comma 3);
c) è tenuto a munirsi di una casella di posta elettronica certificata che «deve disporre di uno spazio disco minimo definito nelle specifiche tecniche di cui all'articolo 34» (comma 4);
d) «è tenuto a dotarsi di servizio automatico di avviso dell'imminente saturazione della propria casella di posta elettronica certificata e a verificare l'effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione» (comma 5).
Di conseguenza, la mancata consegna è imputabile al destinatario nel caso in cui costui, non si doti dei necessari strumenti informatici ovvero non ne verifichi l'efficienza.
Diversa è invece l'ipotesi in cui la notificazione non si è potuta effettuare telematicamente per causa non imputabile al destinatario; in tal caso la notificazione dovrà essere effettuata nelle forme ordinarie.
Nel caso di specie, essendo la causa imputabile al difensore, il quale non ha adempiuto all'obbligo di dotarsi di servizio automatico di avviso dell'imminente saturazione della propria casella di posta elettronica certificata e di verificare l'effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione, non solo il ricorso è inammissibile, ma il ricorrente deve essere, altresì, condannato anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.

Conclusioni
Le indicazioni della Suprema Corte appaiono sovrapponibili in tutti i casi in cui la PA possa potenzialmente essere vulnerabile nel proprio sistema di posta elettronica certificata, spettando al gestore del sistema informatico utilizzare tutte le cautele possibili onde evitare situazioni di saturazione imprevista della propria casella di posta certificata, con possibile condanna da parte dei giudici in caso di violazione degli obblighi previsti dalla legislazione sulla corretta manutenzione del sistema.
di Vincenzo Giannotti
(La Gazzetta degli Enti Locali del 20-12-2017)
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 09/11/2017, 14:38

09/11/2017
Camera di Commercio di Bergamo

Cancellazione delle Pec non conformi

Come richiesto dalla direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico d’intesa con Ministero della Giustizia n.2608 del 27/04/2015, il Registro imprese di Bergamo ha avviato i controlli relativi all’esistenza e alla validità degli indirizzi di posta elettronica (PEC) comunicati dalle imprese iscritte.
In data 8 novembre 2017 è stato pubblicato nell’Albo Camerale l’elenco delle imprese che hanno in visura un indirizzo PEC revocato o non valido.
Entro 30 giorni dalla pubblicazione le imprese indicate nell’elenco dovranno regolarizzare la propria iscrizione tramite:
il rinnovo dell’indirizzo PEC revocato (in questo caso non serve alcuna comunicazione)
la comunicazione di un nuovo indirizzo PEC valido, attivo e univoco.
Decorsi inutilmente i 30 giorni, il conservatore del Registro imprese procederà, senza ulteriore avviso, alla cancellazione d’ufficio degli indirizzi PEC non regolarizzati.
Si raccomanda di verificare periodicamente la validità dell’indirizzo PEC presente in visura al fine di non incorrere nella procedura di cancellazione d’ufficio. La norma prevede infatti che, in assenza di un indirizzo PEC valido in visura, qualsiasi modifica inviata sulla posizione dell’impresa sarà sospesa fino a quando non venga comunicato un indirizzo valido, e comunque per un massimo di tre mesi per le società e 45 giorni per le imprese individuali. Decorso tale termine, la modifica verrà respinta e considerata mai presentata. L’ufficio valuterà se è possibile procedere all’iscrizione d’ufficio della modifica e nel caso, accerta la violazione per l’omessa denuncia.
Sul sito web maggiori informazioni in merito alla procedura di avvio della cancellazione delle PEC e alle modalità di regolarizzazione della PEC
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/07/2017, 16:50

FiscoeTasse.com, 30/06/2017

Posta elettronica certificata 2017: ecco come comunicare la pec alle Entrate

Pubblicato il provvedimento dell'agenzia delle Entrate con le indicazioni su come indicare la pec

Con il provvedimento dle 29.06.2017 (n. 120768/2017) sulle modalità di comunicazione, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, dei dati relativi all’indirizzo pec per la notifica degli atti, ai sensi dell’articolo 60, settimo comma, del DPR 600/73 le Entrate hanno disposto che:

Modalità di comunicazione dell’indirizzo PEC
I dati relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata per la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati possono essere comunicati esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, disponibili nell'area riservata. Nello stesso modo si possono comunicare la variazione e la revoca dell’indirizzo PEC precedentemente trasmesso.
...
Utilizzo dell’indirizzo PEC comunicato
L’indirizzo PEC comunicato dal richiedente può essere utilizzato dall’Agenzia delle entrate per la notificazione degli avvisi e degli altri atti, che per legge devono essere notificati, ai sensi dell’articolo 60, settimo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, a decorrere dal 1° luglio 2017. Lo stesso indirizzo PEC può essere utilizzato, sempre a decorrere dal 1° luglio 2017, anche dall’agente della riscossione per la notifica delle cartelle di pagamento e degli atti della procedura di riscossione coattiva mediante ruolo relativamente ai carichi ad esso affidati da tutti gli enti creditori, anche diversi dall’Agenzia delle entrate.
...
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5348
Iscritto il: 25/02/2009, 17:18

Prossimo

Torna a Protocollo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite