Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/09/2017, 1:34

Parer, 07/09/2017

Protocollo informatico a norma in meno del 40% delle PA italiane

È quanto emergerebbe dalle prime anticipazioni relative a un sondaggio sulla digitalizzazione delle PA italiane promosso dall’Università della Calabria. La divulgazione di tutti i risultati prevista in settembre

A luglio l’Università della Calabria e la sede di Rende dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR hanno anticipato i primi risultati di un sondaggio sul livello di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni italiane, con particolare attenzione ai sistemi di conservazione digitale. Stando ai risultati, riportati tra gli altri dal Corriere delle Comunicazioni, la percentuale di amministrazioni che hanno attivato protocollo informatici a norma di legge sarebbe inferiore al 40%.

Da una prima analisi dei dati (i definitivi saranno resi noti a settembre) - si legge sulla testata online - emerge uno scenario certamente disomogeneo e poco incoraggiante soprattutto per quel che riguarda la conservazione dei documenti informatici: meno del 40% delle pubbliche amministrazioni ha attivato protocolli informatici che consentono un sistema di conservazione a norma di legge, mentre il restante 60% decide di non rispondere alle domande specifiche sull’argomento.

Rispondono in positivo le Regioni Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Umbria e la Provincia Autonoma di Trento, mentre gli altri enti pubblici preferiscono non dare alcuna risposta. Nessuna delle pubbliche amministrazioni interpellate, tuttavia, ammette di non avere attivato alcun protocollo di conservazione informatica.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/08/2017, 12:32

Online la nuove versione delle Linee guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

L’aggiornamento del documento, in progress, è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e sarà soggetto a ulteriori modifiche nel corso del secondo semestre 2017

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato la versione 2017 delle Linee guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico. Il documento fornisce indicazioni utili alle amministrazioni pubbliche nel processo di gestione dei dati aperti. Pubblicandole on line, AgID le messe in relazione con le Linee guida per i cataloghi dati.

Le Linee guida sono concepite come un work in progress e saranno aggiornate nel corso del secondo semestre 2017 anche in considerazione di quanto emergere dalle azioni programmate in materia di definizione di modelli condivisi per i dati, rilascio in open data di basi di dati chiave, evoluzione del portale nazionale dei dati pubblici dati.gov.it e definizione e messa in produzione del Data & Analytics Framework (DAF).

Chiunque interessato può commentare i contenuti dell’aggiornamento nella sezione dedicata ai Dati sulla piattaforma Forum Italia. Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti sulle Linee guida è possibile fare invece riferimento alla piattaforma Github.

Parer, 03/08/2017
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 28/07/2017, 1:59

Il Codice dell'Amministrazione Digitale e il regolamento eIDAS: una guida operativa

Maggioli Editore ha pubblicato un volume a riguardo a cura di Fabio Trojani. Nell’opera i cambiamenti alla normativa in materia di PA Digitale successivi all’emanazione del nuovo CAD e del Regolamento comunitario eIDAS

Maggioli editore ha pubblicato il volume “Il nuovo Codice dell’amministrazione Digitale. Dpo il d.lgs. 179-2016 e il Regolamento eIDAS. Guida operativa per le P.A. e le società pubbliche”, a firma di Fabio Trojani.

Nell'ambito del disegno di riforma della pubblica amministrazione - cd. legge Madia -, il legislatore ha assegnato alla cittadinanza digitale un ruolo fondamentale, al fine di garantire l'innovazione delle relazioni tra i diversi soggetti di diritto - persone, operatori economici, imprese e pubbliche amministrazioni -, nonché il riconoscimento di una serie di diritti del digitale, l'inclusione sociale, l'accesso ai dati e ai servizi, l'utilizzo delle soluzioni e degli strumenti digitali.

La delega è stata esercitata mediante l'adozione del d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, entrato in vigore il 14 settembre 2016.

Le novità più rilevanti, al fine della transizione al digitale, riguardano il nuovo diritto all'uso delle tecnologie, il domicilio informatico e la disciplina organica dell'identità digitale SPID.

Il presente testo ha lo scopo di approfondire le novità e gli impatti del decreto di riforma del CAD, mediante un'analisi ragionata per macro argomenti, al fine di fornire agli operatori una visione organica dei diversi istituti e delle soluzioni e strumenti che devono essere implementati e utilizzati.

Nel primo capitolo si esaminano il perimetro di intervento del decreto di riforma e si approfondiscono gli obiettivi ed i capisaldi del nuovo Codice dell'amministrazione digitale: cittadinanza, cultura e competitività digitali.

Il secondo capitolo ha ad oggetto l'approfondimento dell'ambito di applicazione e delle principali novità sotto il profilo soggettivo e della governance, con specifico riferimento alle nuove competenze dell'Agenzia per l'Italia Digitale AgID.

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Il capitolo terzo costituisce il cuore del presente contributo: è dedicato alle novità più rilevanti connesse alla cittadinanza digitale e alla cultura digitale, nonché all'approfondimento delle soluzioni e degli strumenti fondamentali, tra cui il domicilio digitale, l'identità digitale, le disposizioni in tema di PEC.

I capitoli quarto e quinto hanno un taglio pratico e approfondiscono le novità in tema di documento informatico e di firme elettroniche, richiamando ed esaminando anche le disposizioni del Regolamento eIDAS - entrato in vigore l'1 luglio 2016 -, cui il nuovo CAD espressamente rinvia. Corredano infine il testo una bozza di delibera per la designazione del responsabile per il digitale e una serie di schede tecniche aventi ad oggetto gli istituti e le novità in tema di digitalizzazione.


Parer, 26/07/2017
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/07/2017, 15:32

Nella G.U. n. 164 del 15 luglio 2017 è pubblicato l'avviso di:
- Approvazione del Piano triennale per l’informatica 2017-2019

«Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 maggio 2017 è
stato approvato il Piano triennale per l’informatica 2017-2019 ai sensi di
quanto previsto dall’art. 1, comma 513, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016)".
Il decreto di approvazione e l’allegato Piano triennale per l’informatica
sono pubblicati sul sito web dell’Agenzia per l’Italia digitale al seguente
indirizzo: https://pianotriennale-ict.italia.it/ ».
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/07/2017, 1:09

L'Eco di Bergamo, 02/07/2017, Stefano Pepe

Uffici pubblici, la riforma incartata

La riforma della pubblica amministrazione è rimasta sulla carta. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da sorridere, leggendo i dati diffusi da un’inchiesta della Cgia di Mestre. L’Associazione – da lungo tempo impegnata in un’opera meritoria di analisi e di denuncia sul funzionamento delle istituzioni amministrative – ha condotto una ricerca per verificare la funzionalità dei servizi telematici di tutte le amministrazioni territoriali del nostro Paese (regioni, province, comuni, comunità montane).

Il quadro che ne emerge è, a dir poco, sconfortante: nel complesso soltanto il 33,8% degli uffici pubblici di quelle amministrazioni riesce a garantire la conclusione on line di almeno un servizio richiesto da un cittadino o da un’impresa. Percentuale agghiacciante nell’epoca dell’enorme diffusione dell’uso di modalità telematiche nella vita quotidiana. Mediante il telefonino possiamo pagare le bollette, prenotare qualunque servizio, pagare il parcheggio, ma non saremo in grado di ottenere che un ufficio pubblico concluda una procedura, magari importante o urgente, che ci riguardi. In questa classifica le province e le comunità montane sono il fanalino di coda con rispettivamente il 27,1% e il 28% di enti in grado di utilizzare il web. I comuni si attestano sulla media con il 39%, ma con uno scarto estremamente significativo per quanto riguarda la ripartizione interna. Nei comuni con più di 60.000 abitanti la percentuale quasi si raddoppia, arrivando a toccare il 66% degli enti in grado di espletare le procedure on line. La circostanza fotografa il vero paradosso dei ritardi del nostro sistema amministrativo: l’avvento della telematica, di internet, del web aveva fatto sperare che si potessero colmare le distanze fisiche tra persone e organizzazioni. Tutto correva sul filo (non soltanto la paura, come nel notissimo film). Anche gli enti più lontani e disagiati sarebbero stati alla pari degli altri. Nient’altro che il sogno della rete. Vera e funzionante nei rapporti tra le persone, incerta e claudicante nei rapporti tra amministrazioni e cittadini. Tra questi e quelle vale ancora il rapporto vicino/lontano, la telematica non ha vinto la sua battaglia contro la carta. Semplice o bollata che sia.

Di chi la colpa di tali inefficienze e insufficienze? Certo la burocrazia ha le sue responsabilità, perché è plausibile credere che dirigenti capaci e orientati alla qualità dei servizi dovrebbero essere in grado di stimolare l’innovazione anche nelle strutture più piccole e arretrate. Sovente, però, questa volontà (che pure c’è), questa ricerca delle soluzioni si scontra con difficoltà oggettive. Sono sempre più numerose le amministrazioni territoriali che annaspano per carenze di risorse finanziarie e a causa di scarsità di personale qualificato. Alcune settimane fa, proprio su queste pagine, si è lamentato il caso di alcuni comuni della provincia che erano stati multati per il ritardo in procedure di analisi statistica rese difficoltose dalla mancanza di addetti. L’aspetto più preoccupante di tale situazione è, in realtà, la scarsissima attenzione che i «riformatori» pongono alle necessità di gestire i processi di cambiamento previsti dalle leggi, anche le migliori. L’innovazione della pubblica amministrazione era stata, qualche anno fa, designata «la madre di tutte le riforme». Progetto ambizioso e sacrosanto sul quale tanto i singoli cittadini quanto le imprese (a tutti i livelli e di tutte le dimensioni) riponevano ragionevoli aspettative. Dopo una valanga di promesse e di annunci, dopo una lunga serie di leggi, dopo un’ondata di decreti (alcuni dei quali incappati nelle maglie di giudizio di incostituzionalità), siamo ancora al punto descritto dalla Cgia. La madre di tutte le riforme ci ha lasciati orfani.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/06/2017, 8:37

FPA Community, Eleonora Bove, 16 Maggio 2017

Approvato il regolamento di organizzazione dell'Agenzia per l'Italia digitale

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 marzo 2017

Il regolamento disciplina i principi, l'organizzazione e il sistema direzionale, l'organico, il reclutamento, lo sviluppo e la formazione del personale, delineando la macrostruttura dell'Agenzia per l'Italia Digitale - AgID, di seguito Agenzia, ed i criteri ai quali si ispirano i processi decisionali e gestionali, in attuazione delle disposizioni istitutive e nel rispetto della normativa generale sull'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/06/2017, 8:02

FPA Community, 01/06/2017, Eleonora Bove

Piano Triennale per l'Informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019

Il Piano è il documento di indirizzo strategico ed economico destinato a tutta la Pubblica Amministrazione che accompagna la trasformazione digitale del Paese. Il Piano definisce:

le linee operative di sviluppo dell’informatica pubblica;
il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA;
gli investimenti ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Governo.
Sulla piattaforma GitHub è possibile proporre modifiche al testo.

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Sito tematico di presentazione del Piano triennale
https://pianotriennale-ict.italia.it

Forum di discussione sui temi del Piano triennale
https://forum.italia.it/c/piano-triennale

Testo integrale del Piano Triennale
https://pianotriennale-ict.readthedocs.io/
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/06/2017, 0:35

Digitalforexetuive, 02/06/2017

PA Digitale: ecco cosa prevede il Piano Triennale
per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione


Obiettivo è riqualificare la spesa in tecnologie e servizi digitali, migliorandone l’efficacia anche grazie ai molti meccanismi di partecipazione diretta dei cittadini voluti dal Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale, Diego Piacentini. L'analisi di Luca Gastaldi, Direttore dell'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano

E' stato pubblicato il Piano Triennale per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione, disponibile al link pianotriennale-ict.italia.it. Il documento, stilato da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) in collaborazione con il Team per la Trasformazione Digitale guidato da Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale, fissa il percorso strategico della digital transformation nella PA italiana per il periodo 2017-2019. Si tratta del documento ufficiale che racchiude l’indicazione di tutti gli investimenti tecnologici utili a supportare il processo la digitalizzazione nella PA, in linea con gli obiettivi del nuovo Piano di Azione dell’Unione Europea per l’eGovernment 2016-2020.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 15:15

Un intervento molto critico ma sensato e fondato di Lisi sul piano triennale in un articolo di Agenda Digitale

31/05/2017, Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni e Francesca Cafiero, consulente archivista Digital & Law Department

Piano triennale, Lisi: “Un errore abbandonare la nostra tradizione digitale”

Un documento che sembrerebbe troppo improntato sulla voglia di stupire, pieno di termini e parole d’ordine nuovi ma che non sembra disposto a preservare la tradizione normativa, amministrativa e per certi versi archivistica del nostro Paese.

Sfogliando per la prima volta le pagine del Piano salta in mente quasi istantaneamente la frase di Totò “Non so leggere, ma intuisco” e non è un buon segnale purtroppo.

Cosa allora è possibile intuire? E’ possibile intuire che la portata di questo cambiamento sia colossale e verosimilmente irreversibile, ma occorre tuttavia sforzarsi per leggere tra le righe del Piano chi dovrebbe supportarne la realizzazione e soprattutto lo sviluppo. Partiamo allora dall’autodefinizione del documento stesso: “Il Piano propone un modello sistemico, diffuso e condiviso, di gestione e di utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, improntato a uno stile di management agile ed evolutivo, e basato su una chiara governance dei diversi livelli della Pubblica amministrazione”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 15:11

Un intervento molto critico ma sensato e fondato di Lisi sul piano triennale in un articolo di Agenda Digitale

31/05/2017, Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni e Francesca Cafiero, consulente archivista Digital & Law Department

Piano triennale, Lisi: “Un errore abbandonare la nostra tradizione digitale”

Un documento che sembrerebbe troppo improntato sulla voglia di stupire, pieno di termini e parole d’ordine nuovi ma che non sembra disposto a preservare la tradizione normativa, amministrativa e per certi versi archivistica del nostro Paese.

Sfogliando per la prima volta le pagine del Piano salta in mente quasi istantaneamente la frase di Totò “Non so leggere, ma intuisco” e non è un buon segnale purtroppo.

Cosa allora è possibile intuire? E’ possibile intuire che la portata di questo cambiamento sia colossale e verosimilmente irreversibile, ma occorre tuttavia sforzarsi per leggere tra le righe del Piano chi dovrebbe supportarne la realizzazione e soprattutto lo sviluppo. Partiamo allora dall’autodefinizione del documento stesso: “Il Piano propone un modello sistemico, diffuso e condiviso, di gestione e di utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, improntato a uno stile di management agile ed evolutivo, e basato su una chiara governance dei diversi livelli della Pubblica amministrazione”.
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