Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Re: Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/03/2020, 3:15

AgCult, 20/03/2020

Sondaggio ICCROM: un mondo senza musei e biblioteche? Per 2 su 3 si perde identità

A un decennio dal raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ICCROM lancia il progetto “Our Collections Matter”

Immaginate un mondo senza collezioni di beni culturali: niente più biblioteche, archivi, musei, centri culturali. Quanta differenza pensate possa fare nella vostra vita? Lo scorso anno l’ICCROM - il Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali - ha condotto un sondaggio online inviando questa domanda, in 22 lingue diverse, in tutto il mondo. Sono state ricevute circa 2.400 risposte da 102 paesi, da persone di diversa età e professione. Due persone su tre hanno affermato che questa “assenza” farebbe una differenza enorme nelle loro vite. Secondo più del 90% degli intervistati avrebbe un impatto notevole. Questo risultato - sottolinea l’ICCROM - mostra che anche nel mondo di oggi, in rapido cambiamento, le persone si preoccupano molto del patrimonio culturale. Ciò rafforza la missione e l'impegno del Centro internazionale nel promuovere la conservazione e l'uso sostenibile di questa risorsa a beneficio delle generazioni presenti e future.

Ragioni diverse, ma interconnesse, sono emerse quando le persone hanno giustificato le loro risposte. Per chi si preoccupa del patrimonio, le collezioni sono fonte di benessere, identità e appartenenza, di conoscenza e comprensione degli altri, di conoscenza del passato e della nostra storia. Costituiscono anche un punto di riferimento e ispirazione per il futuro. Complessivamente, il messaggio chiave è che le collezioni sono fortemente associate al nostro tessuto sociale. Secondo l’ICCROM le collezioni e la loro conservazione hanno un ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile. A un decennio dal raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ICCROM lancia il progetto “Our Collections Matter”. L'obiettivo è di accelerare e amplificare l'attività a sostegno dello sviluppo sostenibile attraverso l'uso, lo sviluppo e la conservazione delle collezioni del patrimonio. Attraverso una coalizione di partner internazionali che coprono tutte le tipologie di collezioni del patrimonio (musei, archivi e biblioteche), “Our Collections Matter” fornirà strumenti pratici e svilupperà la capacità delle istituzioni a raggiungere il massimo potenziale contribuendo a rendere questo mondo un posto migliore.

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Re: Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda svassallo » 07/05/2014, 19:59

Uhm i miei dubbi sono nell'utilizzare un formato "complesso" per immagazzinare dati testuali. Questo aldilà se il formato è standard (anche ooxml delle suite Microsoft lo è, purtroppo aggiungo io).

Cioè facciamo finta che il materiale si è conservato da qui a 100 anni. L'utilizzatore dovrebbe saper leggere un odf o un ooxml (6000 pagine di documentazione...) prima di arrivare a capirne il contenuto.

Ecco perché di solito si utilizza un xml semplice con i dati (i metadati degli oggetti digitali) incapsulati secondo lo standard mets o, solo in Italia, mag.

Addirittura io preferirei un file txt o meglio CSV a formati complessi come odf o ooxml.

Ma basta fare la lezioncina non richiesta :-)
La mia era solo una curiosità e rinnovo i complimenti per il progetto!
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Re: Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda elenamusumeci » 07/05/2014, 19:46

Buonasera,
vi ringrazio moltissimo per la segnalazione, e per la pertinente osservazione. Si tratta di un progetto ancora in corso; in realtà, negli ultimi anni è in atto all'ICCROM un processo di migrazione verso formati aperti come ODF.
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Re: Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/05/2014, 19:48

Rilievo pertinente e molto azzeccato.
L'ho girato via twitter alla collega che ha pubblicato l'intervento sul MdA.
Confido risponda magari qui.
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Re: Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda svassallo » 02/05/2014, 14:34

E' un bellissimo progetto, ma:

Un’ultima osservazione riguarda la conservazione di queste informazioni: i metadati sono generalmente conservati all’interno dei singoli files. Un corretto piano di conservazione a lungo termine tuttavia deve necessariamente prevedere la conservazione separata di queste informazioni, al fine di ovviare al rischio di perdita della possibilità di accesso ad esse. Ciò potrebbe avvenire in caso di modifiche nel software utilizzato, eventualità per la quale gli stessi metadati sono stati predisposti[13]. Nel caso specifico, i metadati sono quindi conservati all’interno di un file excel.


non credo di aver capito: i metadati tecnici e amministrativi (per la conservazione) sono salvati in un file proprietario excel? Auguri...
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Archivio ICCROM: progetto di conservazione digitalizzata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/05/2014, 10:15

Segnalo un dettagliato rapporto sul progetto di conservazione digitalizzata dell'archivio
audiovisivo dell'ICCROM su Il Monde degli Archivi, 27/04/2014:

L’Archivio Audiovisivo dell’ICCROM:
un progetto per la sua salvaguardia e valorizzazione


di Elena Musumeci

Il presente saggio è la sintesi di un tirocinio di studio effettuato tra marzo e giugno 2013 presso l’ICCROM-International Centre for the Study of Restoration and Preservation of Cultural Property, istituto sorto nel 1956 in seno all’Unesco, e deputato al coordinamento delle attività riguardanti la tutela ed il restauro del patrimonio culturale a livello mondiale, e alla formazione di esperti nel settore. La ricerca svolta ha riguardato la sezione dell’Archivio Storico dell’Ente costituita da documentazione sonora ed audiovisiva su supporti analogici di vario genere, e l’obiettivo è stato quello di mettere a punto un progetto di verifica, censimento e identificazione di strategie per la conservazione e l’avvio di un piano di digitalizzazione di queste risorse.

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