Trasparenza e accesso

Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 28/04/2019, 20:06

Luccaindiretta, 27/04/2019

Archivio comunale, il Tar annulla le tariffe

L'accesso agli atti custoditi nell'archivio del Comune deve essere oltre che assolutamente garantito anche gratuito. Salvo, nel caso sia richiesto, il costo di una banale fotocopia: poco più di qualche centesimo a pagina. Lo afferma non un principio teorico ma una sentenza del tribunale amministrativo della Toscana che ha annullato la delibera comunale del 2012 che prevedeva il pagamento per i diritti di ricerca per l’estrazione e la visione di atti giacenti nell’archivio storico del municipio lucchese. I giudici amministrativi sono stati lapidari nella sentenza sottolineando come tali servizi debbano essere totalmente gratuiti, tranne che per il costo relativo alla mera riproduzione e fotocopia. Pochi centesimi, come si diceva, circa 0,24 per l’esattezza, a fronte di tariffe comunali che variavano invece dai 20 ai 35 euro.

Il contenzioso nasce da una serie di ricorsi presentati da cittadini e professionisti negli anni scorsi. Uno di questi ricorsi è stato accolto ieri (26 aprile) dalla prima sezione del tribunale amministrativo di Firenze che ha annullato la delibera del Comune di Lucca numero 252/2012 che adeguava le tariffe da pagare per l’accesso agli atti riguardanti gli archivi municipali, prevedendo la gratuità sia per i cittadini sia per i professionisti nel caso di documenti disponibili immediatamente, al solo costo della fotocopia, ma tariffe fino a 35 euro per i documenti invece da “ricercare” nelle banche dati.
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“Gli oneri conseguenti all’esercizio di tale diritto - scrivono i giudici in sentenza -, per la parte che eccede il mero costo di riproduzione, vanno quindi, finanziati attraverso la fiscalità (al pari di quanto avviene per gli altri diritti correlati al funzionamento del meccanismo democratico come quello di voto) senza che sia consentito trasferirli sul cittadino istituendo una vera e propria tassa". Ciò è quanto è, invece, accaduto secondo il Tar nel caso di Lucca, dove la tariffa di 20 o 35 euro per la visione delle pratiche sarebbe finalizzata a coprire i costi delle attività di ricerca e messa a disposizione della documentazione dei quali, però, secondo il Tar deve farsi carico la pubblica amministrazione.
La delibera annullata dal Tar prevedeva per la richiesta di visione di pratiche presenti negli archivi dell’Edilizia privata della sede comunale di Palazzo Santini diritti di ricerca di 20 euro sino a tre pratiche correlate, oltre, se richiesto dal privato, il rimborso delle spese di riproduzione per l’estrazione di copie semplici, e 35 euro per la richiesta di visione di pratiche già inserite presso l’archivi di settore nella sede di S. Filippo o di via della Colombaia, e la gratuità solo per i documenti immediatamente disponibili.
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 29/12/2018, 2:11

Andrea Di Capizzi e Nausica Lucia Guglielmo
Il diritto di accesso tra ordinamento interno
e ordinamenti sovranazionali

Giustizia Amministrativa, Consiglio di Stato, Tribunali Amministrativi Regionali
edizione online, 22 dicembre 2018

Nel volume sono raccolti studi e approfondimenti sul tema dell’accesso volti ad offrire un quadro organico e sistematico di uno degli istituti più rilevanti nel diritto amministrativo, che caratterizza in modo peculiare il rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione.
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Accesso agli atti con presentazione.docx
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/11/2018, 9:18

E' disponibile edito da Maggioli

Elisa Nobile
La trasparenza nei siti web delle società a partecipazione e controllo pubblico

E-book scaricabile
L'ebook supporta, a livello pratico, le società a partecipazione e controllo pubblico, destinatarie della normativa in materia, per consentirgli di adeguare il sito web alle direttive dell'ANAC, prendendo in considerazione anche le indicazioni contenute nelle FAQ, nei comunicati del Presidente dell'Autorità e nelle interpretazioni fornite dalla stessa. L'e-book presenta il quadro chiaro delle pubblicazioni che devono essere poste in essere in materia di trasparenza, senza tralasciare la normativa incidentale che introduce ulteriori obblighi, per far fronte alle richieste, dei destinatari della normativa e dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza, di chiarimenti in merito a cosa pubblicare sul sito web, come strutturarlo e cosa inserire.

Novembre 2018 - E-book scaricabile di pp. 43
Codice 88-916-3183-1 - Euro 14,90
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 30/06/2018, 15:46

AgendaDigitale, 29/06/2017, Francesco Addante, consulente in trasparenza PA

Anac, poco trasparente la banca dati contratti pubblici: ecco perché

L’accesso alla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici e i suoi contenuti hanno molti problemi di trasparenza. Per il Foia e non solo. Anche in materia di tipologia dei dati. e per coordinamento Mef. Il paradosso è che sia fatto in nome di leggi anti corruzione. Ecco tutti i nodi da sciogliere
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Il 7 aprile scorso, con Delibera ANAC n. 264 del 1 marzo 2018, è entrato in vigore il “regolamento concernente l’accessibilità’ dei dati raccolti nella Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici” (BDNCP). Un regolamento che mette in luce carenze rispetto agli intenti della norma e alle legittime aspettative dei cittadini fruitori.

Sia per come viene disciplinata la modalità di accesso, che, invece, senza alcun limite, se non quelli previsti dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali, dovrebbe comportare un’estrapolazione gratuita totale e automatica (ossia senza l’intervento di chi detiene i dati) da parte degli interessati, sia per quanto concerne i contenuti, di gran lunga inferiore, per quantità attualmente disponibile dei dati e tipologia, nonostante gli adempimenti informativi del decreto trasparenza siano stati, ulteriormente, rafforzati dal recente codice dei contratti pubblici in materia di appalti.


Indice degli argomenti
I problemi
Accessibilità vincoli e discrezionalità ANAC
Contenuti per tipologia di dati
Carente la tipologia dei dati
Centralizzazione dati trasparenza appalti
Mancato coordinamento tra ANAC e MEF
Conclusioni
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/03/2018, 1:43

Garante della privacy, 25/01/2018

Registro dei provvedimenti
n. 42 del 25 gennaio 2018

Accesso generalizzato: no del Garante Privacy alle sentenze integrali

La richiesta di accesso civico agli atti giudiziari deve essere valutata con attenzione dalla pubblica amministrazione, per evitare una indiscriminata diffusione di informazioni delicate sulle persone coinvolte. Questa è l'indicazione del Garante per la protezione dei dati che ha condiviso la scelta di un Comune di non concedere la copia integrale delle sentenze e dei provvedimenti di condanna al pagamento di somme in favore del Comune, nonché di tutti i procedimenti di riscossione ancora aperti.

Parere n. 42 / 2018 del Garante Privacy
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/03/2018, 1:45

IFEL

Registrazione video relativa al webinar del 27/02/2018

Gli obblighi di pubblicazione dei documenti di gara

Relatore: Elio Leonetti
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/02/2018, 1:57

IlMattino.it, Rossella Grasso, 09/02/2018

22 comuni su 37 negano Open Data
Così la PA non rispetta la legge


Diritto di accesso civico, dati aperti, rendicontazione ai cittadini sono stati i temi discussi nell’iniziativa «Chi ha dato, ha dato», organizzata nell'ambito della Settimana dell'Amministrazione Aperta al Campus dell’Università di Salerno per presentare il primo rapporto di monitoraggio civico dei dati sui rifiuti urbani, realizzato dall'Osservatorio sulla Comunicazione della Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa coordinato dalla professoressa Daniela Vellutino.

I 43 studenti del corso di «Comunicazione Pubblica e linguaggi istituzionali» hanno inviato una richiesta di accesso civico per avere i dati, le informazioni e i documenti sulla gestione dei rifiuti urbani dai loro 37 Comuni di provenienza. Solo 15 Comuni hanno risposto e un unico un Comune, Nocera Superiore, ha pubblicato nel registro degli accessi civici la richiesta, rispettando lo spirito della legge che intende far diventare l’informazione richiesta e data dal Comune un bene della comunità. A coordinare la tavola rotonda la giornalista civica e presidente dell'associazione Cittadini Reattivi Rosy Battaglia, al tavolo dei lavori Sfefano Pizzicannella, Ministero per la Semplificazione e la PA, Open Government Partnership Italia, Andrea Lanz, Istituto per la Protezione Ambientale – Ispra, Gabriele Ciasullo, Agenzia per l’Italia digitale – Agid, Elena Salzano, delegata Ferpi Campania, Vittorio Scarano, responsabile scientifico del progetto Route-To-Pa, che ha realizzato la piattaforma Spod per la gestione dei dati aperti, Franco Matrone, Zero Waste Campania, Carlo di Domenico, Ceo MySir, la piattaforma che gestisce i dati sulla gestione della raccolta differenziata di numerosi Comuni italiani.
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Purtroppo, dobbiamo rilevare che solo 15 Comuni hanno risposto alle nostre richieste. Anche Comuni virtuosi nel fare la raccolta differenziata comunicano poco e male con i cittadini.
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«I dati sono dei Comuni - continua la docente - ma si trovano in tante altre fonti istituzionali come il Catasto dei Rifiuti Ispra e molto spesso sulla piattaforma MySir, che mette a disposizione di tutti i dati gestisce per conto di molti Comuni. Dunque, nonostante le mancate risposte al FOIA, adesso, sulla piattaforma SPOD che gestisce dati in formato aperto, dunque, riusabile da tutti anche dai giornalisti che vogliono fare inchieste, abbiamo tantissimi dataset in formato aperto che daremo ai Comuni che hanno rilasciato i loro dati “chiusi” nei loro documenti amministrativi e li daremo anche ai Comuni che non hanno risposto.
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/12/2017, 2:12

Giurdanella.it, 08/11/2017

Accesso agli atti della PA: non è possibile controllo generalizzato

Il Consiglio di Stato, Sez. IV, con la sentenza n. 4838 del 19 ottobre 2017, si è pronunciato sul diritto di accesso agli atti della PA e, in particolare, sulla possibilità di effettuare sull'attività amministrativa un controllo generalizzato.

Il Collegio ha ravvisato che non è possibile un controllo generalizzato sull'attività amministrativa della P.A. nonostante sia previsto dal legislatore un diritto di accesso agli atti a chiunque abbia interesse.

Si legge dalla sentenza: "A riprova di ciò la previsione, specifica, che l’interesse all’ostensione deve essere finalizzato alla tutela di situazioni giuridicamente rilevanti: a norma dell’art. 22, comma 1, lett. b) della legge n. 241/1990, infatti, vengono definiti “interessati” all’accesso non tutti i soggetti indiscriminatamente, ma soltanto i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso (ex multis, per le applicazioni del principio, tra i precedenti più recenti, Consiglio di Stato, sez. V, 21 agosto 2017, n. 4043).

Pertanto è stata ribadita dai giudici di Palazzo Spada l'assoluta connessione strumentale e funzionale tra l'interesse di ogni cittadino al buon andamento dell'attività amministrativa e la documentazione di cui si chiede l'esibizione.

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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 06/12/2017, 3:02

Barlettaviva, Anna Brattoli, 04/12/2017

Database e archivi digitali degli enti locali, dov'è la trasparenza?

«Per gli utenti che navigano le problematiche non sono indifferenti»

«Amministrazione trasparente o invisibile? Con il decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 è stato affermato il principio della trasparenza, mezzo attraverso il quale il cittadino può accedere liberamente e in qualsivoglia momento alle informazioni che concernono le disposizioni e gli esercizi delle pubbliche amministrazioni. Questo principio riguarda tutti gli Enti con cui ci si interfaccia ogni giorno i quali offrono o prestano un servizio pubblico all'impresa o al privato cittadino.

Nonostante la norma sia ben definita, quando si tenta di navigare sui siti web di qualcuna delle suddette istituzioni, ci si trova dinanzi a problematiche non indifferenti. Esempio concreto è rappresentato dalla Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Barletta - Andria - Trani, che molto spesso non brilla di solerzia nella divulgazione di informazioni pubbliche. Sono mesi che l'accesso alla sezione "Attività e Procedimenti", per controllare le attività come i dati aggregati delle attività amministrative, il monitoraggio sui tempi dei procedimenti e le dichiarazioni sostitutive e acquisizione d'ufficio dei dati, non viene aggiornata. Tutto risulta fermo al 2014, suggerendo che la sezione è in fase "di aggiornamento". Inoltre nessuna revisione è presente per la fondamentale sezione "Pianificazione e Governo del territorio", che dovrebbe raccogliere gli atti di governo del territorio, piani territoriali e di coordinamento, informazioni imprescindibili per recepire l'operato degli enti e indispensabile strumento di valutazione le azioni in cui i cittadini, loro malgrado, sono coinvolti.
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Numeri ancora una volta inesistenti, quando si decide di curiosare sul sito della Regione Puglia per rilevare e acquisire i costi, il progetto e i lavori portati avanti per la costruzione della nuova sede regionale di Via Gentile e sapere, ad oggi, a che punto siano arrivati. Lavori cominciati nel 2012 e ancora in corso di cui è impossibile trovar traccia in merito a costi fuori bilancio, approvazioni o banalmente delle piantine in cui visionare il progetto completo e la composizione delle aree. Eppure in 15 anni il tempo non è mancato per pubblicare le informazioni necessarie e rendere i cittadini partecipi alla costruzione della nuova opera.

Questi sono solo alcuni degli esempi più clamorosi che coinvolgono le nostre istituzioni, a cui si chiede a gran voce maggiore attenzione, puntualità nella pubblicazione e trasparenza, rispettando le normative imposte, in quanto da cittadina ho il piacere di conoscere quelle che sono le spese a cui io in primis contribuisco consapevolmente e non, a pagare con le mie tasse».
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Re: Trasparenza e accesso

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 31/07/2017, 10:11

ANORC, 29/07/2017

CONTRO IL SILENZIO DEL MINISTERO, IL MEGAFONO DELLA TRASPARENZA

Comunicato stampa del gruppo Facebook “Trasparenza siti web pubblica amministrazione”

Grande successo per l’azione giudiziaria nata dall’iniziativa del gruppo Facebook “Trasparenza siti web pubblica amministrazione” nei confronti del Ministero della Giustizia.

Alcuni componenti del gruppo hanno proposto riscorso presso la Prima Sezione del Tar Lazio che, con sentenza n. 9076 del 28 luglio 2017, ha riconosciuto l’inadempimento da parte del Ministero agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, trasgredendo, in particolare, al disposto dell’art. 15-ter del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97 (c.d. FOIA – Freedom of Information Act).

Di fronte a un’istanza di accesso civico semplice – anche a fronte di quel FOIA, che era stato tante volte sventolato come baluardo della libertà di informazione – volta ad ottenere la pubblicazione delle tabelle relative dell’albo degli amministratori giudiziari, complete dei dati sugli incarichi ed i compensi, in formato aperto, riutilizzabile e secondo modalità che ne consentissero l’indicizzazione e la rintracciabilità tramite motori di ricerca, proprio il Ministero della Giustizia non ha dato alcun cenno di risposta.
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Carmela Pace, membro del gruppo Facebook Trasparenza siti web pubblica amministrazione nonché firmataria dell’istanza di accesso civico partecipato da vari membri del gruppo ha dichiarato: “Su questa vicenda il silenzio dell'ANAC è assordante. Troppo facile fare a parole la trasparenza e l'anticorruzione, invitando i cittadini a partecipare per il bene collettivo e poi lasciarli soli a sostenerne l'onere, anche economico.
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Laura Strano, fondatrice del gruppo Facebook Trasparenza siti web pubblica amministrazione, esprime la sua soddisfazione: “Grazie all'impegno del gruppo trasparenza che mi onoro di avere fondato si aggiunge oggi un altro tassello al raggiungimento dell'obiettivo della trasparenza della PA con la partecipazione dei cittadini. Gutta cavat lapidem - "la goccia perfora la pietra”. Nessuno si senta esente dagli obblighi di trasparenza se agiscono i cittadini”.

Anche l’Avv. Andrea Lisi, anch’egli componente del Gruppo Trasparenza e fondatore del gruppo Facebook Italian Digital Minions, sottolinea l’aspetto incredibile della vicenda: “È assurdo che proprio il Ministero della Giustizia vada a violare una legge che viene invece definita rivoluzionaria dai suoi stessi propugnatori. La normativa risulta ancora troppo complessa e contraddittoria tanto che lo stesso TAR ha ritenuto doveroso compensare le spese di giudizio considerata la novità e delicatezza della questione? Spero sinceramente che non sia così, anzi ne sono certo, ma spero anche che in future occasioni (che certamente verranno) altri Giudici possano essere ancora più coraggiosi, condannando - come è giusto che sia - le amministrazioni soccombenti al pagamento di tutte le spese processuali; del resto questa vicenda dovrebbe far riflettere su quanto non sia facile esperire azioni collettive a tutela di diritti ampi come quello dell’informazione e trasparenza con costi di giudizio così elevati.”

Oggi ci sentiamo un po’ come Davide contro Golia. La trasparenza è un diritto di tutti.

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Sergio P. Del Bello
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