Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/05/2016, 2:01

ForumPA, 25/05/2016

Samaritani a FORUM PA 2016: ecco le linee guida del Piano triennale Agenda digitale

Un documento vivo, discusso con tutti gli attori coinvolti ma non negoziabile, e firmato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per dettare quella strategia nell’innovazione della Pubblica Amministrazione che è mancata per troppi anni. Perché tanto è stato fatto in quest’anno ma tanto resta ancora da fare, per passare da una fase “artigianale” a una fase “industriale” del rinnovamento. Sono queste le novità sul Piano triennale di attuazione dell’Agenda digitale, presentate questa mattina a FORUM PA 2016 dal Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale Antonio Samaritani. Il Piano si configura come il primo modello sistematico di trasformazione reale, pratica e operativa, della Pubblica Amministrazione. Una trasformazione che deve coinvolgere tutti gli attori in gioco.

“Dobbiamo accelerare, passando da una fase artigianale a una fase industriale dell’innovazione della PA – ha sottolineato Samaritani -. L’obiettivo del Piano triennale è dare una strategia che per anni è mancata e ha causato una frammentazione totale che oggi dobbiamo superare. Lo stiamo strutturando su tre livelli: infrastrutture, infrastrutture immateriali ed ecosistemi. Per ognuno di questi livelli definiremo obiettivi di performance, di qualità e sicurezza che la PA dovrà rispettare. Vogliamo definire obiettivi e principi entro quest’anno”.
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Una grande sfida per il Governo, gli enti pubblici e le aziende private che è stato al centro dell’incontro “Digital first: costruire una vera cittadinanza digitale per cittadini e imprese”, cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e di imprese come Poste Italiane, Sisal, Cisco, TIM, Leonardo-Finmeccanica, Schneider Electric, IBM, EMC Italia, HP.
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rogetti in campo, infatti, sono tanti: SPID, Anagrafe digitale, pagamenti digitali, sanità digitale, scuola digitale, cybersecurity. “Il percorso in quest’anno è partito, è percepibile, si è capito che il digitale è fondamentale per la trasformazione del Paese – ha spiegato Antonio Samaritani – Sui pagamenti a giugno scorso avevamo meno di 300 amministrazioni collegate, oggi sono 15.000, sul fronte dell’usabilità abbiamo rifatto sei siti di Governo e amministrazioni centrali e abbiamo in programma di completarli con la nuova usabilità entro la fine dell’anno. Sull’Anagrafe, il progetto più difficile che abbiamo, è partita la sperimentazione nelle realtà pilota: dobbiamo lavorare di più però arriverà. Così com’è avvenuto per SPID, per cui oggi abbiamo 50.000 utenti registrati per 300 servizi, ne avremo 600 entro giugno e poi andremo avanti, cercando di aprire SPID anche al mondo dei privati”.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/05/2016, 12:23

FPA, 10/05/2016

Documenti digitali

Protocollo informatico, a regime entro agosto 2016: come cambia il lavoro pubblico

Le pubbliche amministrazioni entro il 12 agosto dovranno adeguare i sistemi di gestione informatica dei documenti al D.P.C.M. del 13 novembre 2014. Cambiamento importante per la gestione dei flussi documentali con conseguenze sull’organizzazione interna del personale

Scade il 12 agosto 2016 il termine entro il quale le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti secondo quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2014 (in seguito D.P.C.M. 2014), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2015.

Il D.P.C.M. 2014 costituisce l’ultimo step di un percorso che introduce importanti novità nella gestione dei documenti, con evidenti ripercussioni nell’organizzazione interna delle Pubbliche Amministrazioni sia per l’organizzazione delle risorse umane, sia per l’organizzazione e lo svolgimento dei processi di gestione. Più precisamente:

nel 2000, il D.P.R. n. 445 del 28 dicembre (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) al capo IV, ha introdotto significativi cambiamenti nel sistema di gestione informatica dei documenti all’interno delle Pubbliche Amministrazioni;
nel 2004, la deliberazione CNIPA n. 11 ha stabilito le regole tecniche per la riproduzione e conservazione dei documenti su supporto ottico idoneo a garantire la conformità dei documenti agli originali;
nel 2005 è stato emanato il D.Lgs. 7 marzo n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale - CAD), modificato ed integrato dal D.Lgs. n. 235 del 30 dicembre 2010, con cui si è data organicità in materia di regolamentazione, attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, dei rapporti tra Pubbliche Amministrazioni, cittadini e imprese;
nel 2013 sono stati emanati due Decreti entrambi del Presidente del Consiglio dei Ministri ed entrambi del 3 dicembre; tali Decreti dettano le regole tecniche:
per il protocollo informatico, da adottarsi entro l’11 ottobre 2015;
in materia di conservazione, sostituendo la deliberazione CNIPA n. 11/2004;
nel 2014, con l’emanazione del D.P.C.M. del 13 novembre, si è concluso l’ iter di regolamentazione del processo per la digitalizzazione dei documenti all’interno delle Pubbliche Amministrazioni.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 03/05/2016, 13:04

ANCI, Giornale dei comuni, 03/05/2016

Il Consiglio di Stato boccia il nuovo Codice dell’amministrazione digitale

Dopo i rilievi degli esperti anche il Consiglio di Stato ha criticato aspramente l’operato del Governo in merito alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e alle scelte intraprese nella realizzazione del nuovo CAD.

La sezione speciale consultiva del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini, Relatore Claudio Boccia, ha emesso il previsto Parere sul Codice dell’Amministrazione Digitale ed in particolare sullo Schema di decreto legislativo recante “modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle Amministrazione pubbliche”., presentato dal Governo il 20 gennaio scorso, ...


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In pratica, sembra che il Codice di Amministrazione Digitale sia stato scritto senza tener conto della compatibilità con le norme esistenti, neppure quelle comunitarie.

In sostanza il Consiglio di Stato ha rilevato che finora si è spiegato il “cosa”, ma manca completamente il “come” ovvero la sostenibilità economica delle azioni insite nel Codice di Amministrazione Digitale.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/04/2016, 1:29

FPA, 12/04/2016 di Morena Ragone, giurista, dottore di ricerca, esperta di diritti digitali, Stati Generali dell'Innovazione

Ecco perché il Consiglio di Stato ha detto di no al Cad

Al di là delle osservazioni svolte, nella logica della collaborazione istituzionale, il Collegio richiede interventi immediati su tre punti , imprescindibili: disciplina del documento informatico, requisito economico gestori, anonimizzazione sentenze. Vediamoli nel dettaglio

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Con il parere n. 785 del 23.03.2016 , il Consiglio di Stato parte dagli obiettivi di breve, medio e lungo periodo dichiarati dal Governo – ripartendoli a partire dagli “obiettivi generali” evidenziati dalla legge delega – per effettuare una lunga e completa ricognizione sulle mancanze dello schema di decreto.

A leggere le osservazioni, ampiamente condivisibili, a fronte degli ambiziosi obiettivi del testo – per i quali rimando alla relazione accompagnatoria - l’articolato evidenzia alcuni elementi che potrebbero “ compromettere” il successo dell’iniziativa e che, pertanto, necessitano di interventi correttivi, riassunti di seguito per punti:

Predisposizione di strumenti atti a favorire l’alfabetizzazione digitale e l’educazione informatica: necessarie sia “ per superare sia il gap digitale del nostro Paese rispetto agli altri Stati membri dell'Unione Europea per quanto concerne la “cultura digitale” dei cittadini e degli operatori pubblici ”, che il “digital divide”. In tal senso, si ritiene opportuno che il Governo appronti un piano di formazione ed educazione digitale rivolto ai cittadini, in aggiunta a quello previsto per i dirigenti e dipendenti pubblici.
Approccio “digital first”, anche tramite l’apertura e l’uso della banda pubblica – non utilizzata dagli Uffici - da parte dei privati cittadini, e la previsione di un accompagnamento al testo tramite “ un'ampia pubblicizzazione dei benefici pratici, sulla vita quotidiana, che il “digital first” comporta per gli utenti ”.
Certezza dei tempi, coordinamento tra amministrazioni e linguaggio normativo :
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Un’ultima osservazione – che mi sta particolarmente a cuore - riguarda il nuovo articolo 64, che abroga alcune disposizioni, tra le quali anche l’art. 50- bis sulla Continuità operativa . Secondo il Collegio, serve chiarire se nel nuovo art. 51 – che affida ad Agid l’attuazione del Quadro strategico nazionale per la sicurezza dello spazio cibernetico e il Piano nazionale per la sicurezza cibernetica e la sicurezza informatica – siano comprese le tematiche precedentemente disciplinate dall’art. 50- bis e, in caso negativo, consiglia di prevedere un apposito articolo “ che rechi puntuali disposizioni in materia di continuità operativa e di disaster recovery” .

Come si vede, tanto da limare, approfondire, integrare da parte del Governo; la speranza è che le osservazioni vengano accolte, e che il testo approvato tenga conto delle tante, importanti osservazioni giunte, anche dagli operatori del settore.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 31/03/2016, 2:34

FPA, 29/03/2016 di Giovanni Manca, esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT - Advisory Board Associazione nazionale per operatori e responsabili della Conservazione Digitale

Cad, occasione per fare "pulizia" nelle norme: meglio il testo unico

La complessità del sistema ha raggiunto livelli tali da richiedere interventi decisi nella semplificazione e applicazione delle regole tecniche del CAD. Tale applicazione è la base per l’interoperabilità dei sistemi e delle banche dati e per un corretto metodo di applicazione delle norme

Questo articolo non vuole essere una critica a istituzioni o persone. Esso descrive oggettivamente le conseguenze operative che derivano dalla lettura di norme tecniche (in particolare quelle del Codice dell’amministrazione digitale – CAD) ai fini della loro applicazione. Quando la norma tecnica in questione è imprecisa, poco chiara o addirittura palesemente sbagliata è fisiologico che essa diventi indeterminata. Chi applica la norma tenderà ad attuarla in modo personalizzato scegliendo la strada più conveniente per i propri scopi o interpretando la norma stessa nelle varie opzioni ragionevolmente possibili, alimentando in tal modo la non interoperabilità delle soluzioni nell’ambito della digitalizzazione.
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La situazione è in fase di palese divergenza. La complessità del sistema ha raggiunto livelli tali da richiedere interventi decisi nella semplificazione e applicazione delle regole tecniche del CAD. Tale applicazione poi altro non è che la base per l’interoperabilità dei sistemi e delle banche dati e per un equilibrato e corretto metodo di applicazione delle norme da parte di cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 03/03/2016, 2:02

Nell'editoriale della newsletter di ForumPA il presidente commenta la riforma del CAD e tratta della burocrazia difensiva.
02/03/2016, di Carlo Mochi Sismondi

Il nuovo CAD e la “burocrazia difensiva”

Mentre la medicina difensiva si difende facendo troppo, chiamo “burocrazia difensiva” quell’atteggiamento, comunissimo tra i dirigenti pubblici, per cui è solo non facendo che si evitano rischi. Bene, adesso sia la volta della lotta alla “burocrazia difensiva”.

Una buona legge, portata avanti con coraggio dal mio amico Federico Gelli, fornisce alla sanità italiana delle ottime armi contro quella che in gergo si chiama la “medicina difensiva”, ossia quella pratica, costosissima per il sistema sanitario nazionale, che consiste nel prescrivere diagnostiche o terapie a iosa con l’obiettivo primario di difendersi da eventuali chiamate in giudizio da parte di pazienti. Insomma per non rischiare melius abundare quam deficere, tanto alla fine qualcuno pagherà. La legge, in estrema sintesi, taglia questa stortura dicendo che non è perseguibile un professionista sanitario che abbia seguito con coscienza le linee guida emesse dall'Istituto Superiore di Sanità sulla base delle indicazioni delle principali società scientifiche.

Bene, su questo modello adesso sia la volta della lotta alla “burocrazia difensiva”. Mentre la medicina difensiva si difende facendo troppo, chiamo “burocrazia difensiva” ...

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/02/2016, 20:17

ForumPA, 09/02/2016di Redazione FPA

Tana libera CAD! Lo schema di decreto in documento condiviso e aperto ai commenti

Dopo pronte segnalazioni in rete di attivisti dell'open government e tecnici della PA digitale, abbiamo “liberato” il testo del CAD o meglio il testo dello schema di decreto legislativo che riporta modifiche e integrazioni al Codice dell'Amministrazione Digitale, pubblicato sul sito di Palazzo Chigi inizialmente come pdf - immagine.

Lo rendiamo disponibile in un Gdoc (aperto a tutti) per raccogliere i commenti di quanti vorranno contribuire, commentando singoli articoli, parole, previsioni (e omissioni) e/o spiegando il senso degli articoli e dei passaggi più “criptici” ( ve ne saranno grati i non-tecnici).

I commenti e i chiarimenti saranno raccolti, ordinati e ripubblicati in rete.

Grazie e buon lavoro!


COMMENTA IL TESTO DEL “nuovo” CAD (schema di decreto legislativo)
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/02/2016, 3:24

Intervento molto critico di Andrea Lisi di ANORC sulla politica voluta da Renzi di utilizzare grandi e affermati
manager - senza compenso - a pilotare il passaggio al digitale della PA fra cui spicca l'ultimo incarico a Piacentini
di Amazone.
Simile a quella fatta da Franceschini per i grandi musei affidati a direttori manager internazionali.

Minions4Italy. L’Italia merita un ‘commissariamento’ della sua governance digitale?

Il problema non sono le persone scelte per incarichi apicali nella governance del digitale, ma nella mancanza di un perimetro ben definito di responsabilità

La burocrazia è senz’altro “un gigantesco meccanismo azionato da pigmei”, come sosteneva Honoré de Balzac. E in particolare quella italiana trova uno dei suoi esempi migliori nella gestione apicale dei processi IT del Paese.
Gentili signore e signori, ecco a voi l’indigesto minestrone della governance digitale italiana: un mirabile comunicatore come Riccardo Luna è (a quanto pare ancora) Digital Champion nazionale (incarico a titolo gratuito); un ottimo conoscitore delle “cose digitali” come Paolo Barberis è Consigliere per l’innovazione a Palazzo Chigi (incarico a titolo gratuito); un robusto manager IT come Antonio Samaritani è alla direzione dell’AgID; a tutto questo si aggiunga il Tavolo di indirizzo di AgID, il Tavolo permanente per l’innovazione e l’agenda digitale italiana, il Tavolo di coordinamento dell’Agenda digitale fra le Regioni (e sicuramente ho dimenticato qualche altro pezzo dell’intricatissimo ingranaggio).

E quando già tutti gli ingredienti sembrano sufficientemente confusi, dal cilindro del nostro fantasioso Presidente del Consiglio spunta anche il Commissario di governo per il digitale e l’innovazione, Diego Piacentini (incarico anche questo a titolo gratuito). ...

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/02/2016, 19:44

Un'edizione straordinaria di ForumPA sulla "riforma" del CAD

I Cantieri della PA digitale
Speciale CAD

Firme illustri commentano per FPA il nuovo codice della PA digitale

EDITORIALE
CAD corrotto, Agenda digitale infetta
di Alessandro Longo, Direttore responsabile
È un Cad "deludente". I nostri esperti, radunati per questa prima uscita "speciale" della nostra nuova testata, sembrano convergere su questo giudizio. Certo, ci sono eccezioni e qua e là, leggendo i diversi commenti di giuristi e addetti ai lavori, potrete trovare anche qualche opinione positiva, ma il legislatore pare essere stato eccessivamente prudente. Il nuovo Cad è un termometro di un problema a monte, di una difficoltà strutturale di cambiare la PA al suon del digitale ed è pacifico però dover riconoscere che il campo da gioco è soprattutto un altro. È politico ed economico, più che (meramente) normativo.

Fra gli autori vi sono il presidente e il direttore ForumPA, Elio Gullo, Maria Guercio, Eugenio Prosperetti, Andrea Lisi, Nello Iacono ed altri.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/02/2016, 15:39

Testo dello schema di decreto di modificha del CAD comparato con il testo in vigore
Divulgato via Fb su Googledoc in formato open da @giovannigentili
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