Progetti di dematerializzazione

Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/09/2017, 0:37

05/09/2017, Sandro Simoncini, docente di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma

Simoncini: digitalizzazione fondamentale per l’ufficio condono

Qualche mese fa l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori, aveva giustamente rilanciato il progetto di una digitalizzazione su larga scala degli archivi in materia edilizia. Ora, purtroppo, sembra che quell’idea, più che condivisibile, sia stata accantonata, visto che per accelerare l’evasione delle pratiche di condono viene ipotizzato un massiccio ricorso all’autocertificazione. In pratica, quei cittadini che hanno commesso un abuso se lo vedranno sanato in base a una dichiarazione da loro stessi prodotta: una sanatoria al quadrato.

La situazione dell’ufficio condono di Roma è decisamente complessa e non è un caso che rimangano da evadere ancora circa 200.000 istanze delle 600.000 presentate. Ma non è certo con una deregolamentazione a tappeto che si risolve la questione. Trattandosi di una materia estremamente delicata, una dichiarazione da parte del cittadino non può mai sostituire il lavoro di verifica degli uffici tecnici comunali: il rischio è quello di vedere aumentata l’opacità di un sistema che avrebbe invece bisogno di un salto di qualità proprio sotto il profilo della trasparenza delle procedure.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 27/08/2017, 18:38

Così si dovrebbe fare anche in Europa.
Io avrei ristretto ancora di più i tempi.

FCW.com, 24/08/2017

National Archives tilts toward paperless future

The National Archives and Records Administration plans to stop accepting non-electronic records submissions from agencies by the end of 2022.
The records agency is already in the midst of an effort to corral federal agencies into embracing the electronic age. At the end of 2016, agencies were required to maintain emails that count as temporary or permanent federal records in electronic format, and by the end of 2019 that policy will extend to all media formats from documents to videos to tweets, under an Obama-era directive.
Now NARA is taking the next step on the way to a fully electronic archive. In a draft strategic plan put out for comment on Aug. 24, the agency announced it will "no longer accept transfers of permanent or temporary records in analog formats and will accept records only in electronic format and with appropriate metadata." The agency is also pledging to digitize 500 million pages of records to be available through the Archives catalog by fiscal year 2020 and to have 82 percent of agency holdings processed "to enable discovery and access by the public" by 2021.

"We have heard the administration's call for a more aggressive digital government agenda. Here at NARA, we have taken it to heart to be out in front and drive the change that needs to happen to bring about a more efficient and effective digital government," said David S. Ferriero, Archivist of the United States, in an emailed statement to FCW.
NARA isn't abandoning paper, agency chief operating officer William J. Bosanko told FCW. "While these new strategic goals position NARA to be a leader in digital preservation and access, we are equally committed to preserving and providing access to the permanently valuable paper and analog records in our care."
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/07/2017, 22:27

Agenda Digitale, 11/07/2017, Andrea Nicolini, Project Manager ICAR presso Cisis (Centro interregionale servizi informatici, geografici, statistici)

Perché la carta continua a regnare nella PA (ovvero il flop delle norme sulla dematerializzazione)

In molte amministrazioni pubbliche sufficientemente digitalizzate sono stati soddisfatti tutti i presupposti della dematerializzazione. Eppure circola ancora carta in abbondanza. Ecco perché. Mentre il Piano Triennale non aiuta a fare chiarezza sul futuro, anzi

La recente pubblicazione del Piano Triennale ICT sembra mettere fine all’era della dematerializzazione per aprire una nuova era del digitale. O forse no.

Da oltre trent’anni la Pubblica Amministrazione è impegnata in una colossale opera di dematerializzazione, in questo lungo periodo ogni volta che una norma o una regola tecnica ha introdotto o modificato un principio o una prescrizione, abbiamo scritto che finalmente si poteva dematerializzare, spesso nell’accezione di eliminare definitivamente la carta a favore del documento digitale.

Quasi sempre l’approccio è stato quello di trasferire in digitale il processo ed i documenti cartacei, a tal punto che tutti abbiamo finito con l’associare il termine dematerializzare, non tanto all’abbandono della carta, quanto alla trasposizione in digitale del cartaceo, conseguendo quasi sempre risultati concreti e tangibili di risparmio di carta, ma non di efficientamento vero della PA.

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Il termine dematerializzare andrebbe forse abolito, proprio perché divenuto sinonimo di processo lungo ed inefficiente di passaggio al digitale, mentre l’imperativo di cui è permeato il piano triennale è mobile first o digital first, un chiaro e palese invito a ripensare tutti i flussi digitali nella sola ottica digitale.
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Di fronte a questo scenario il Piano Triennale rinuncia a definire un ruolo importante alla dematerializzazione, vista l’assenza di un capitolo dedicato, con la presenza solo di richiami legati principalmente alla conservazione e ad un fantomatico sistema di gestione documentale frutto dei vari contratti Consip legati ad SPC.
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Se questi sono gli intenti allora sono più che condivisibili e forse andavano esplicitati nel documento, perché a molti addetti ai lavori la lettura del piano ha ingenerato altre interpretazioni, soprattutto i riferimenti al fantomatico sistema nazionale di gestione dei procedimenti inserito nel contratto quadro SPC delle gare Consip, perché è chiaro ai più che quelle gare non sono state guidate da questi principi e che un unico sistema nazionale per la gestione di tutti i procedimenti è semplicemente improbabile.

Digitalizzare i procedimenti della PA, rendendoli efficienti e funzionali a cittadini e imprese, si può e si deve fare, ma non con una piattaforma o un sistema unico nazionale di gestione dei procedimenti e nemmeno con nuove più o meno coercitive norme, ma serve, come per qualsiasi progetto complesso, un vero piano di intervento a tutti i livelli istituzionali di formazione e di accompagnamento, con regole tecniche e standard chiari e condivisi e tanta, tanta, tanta pazienza e perseveranza.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/02/2017, 15:05

Cittadini di Twitter, redazione, 22/02/2017

Rivoluzione digitale per gli archivi edilizi del Comune di Bologna

Rivoluzione digitale in arrivo per le pratiche edilizie del Comune di Bologna: circa 800mila documenti tra autorizzazioni, licenze, permessi, depositi e dichiarazioni che coprono un arco temporale di 66 anni, dal 1949 al 2015, stanno per diventare dei file facilmente consultabili dai professionisti del settore con un clic.

Le pratiche, organizzate in 49mila faldoni, coprono una distanza di 6 chilometri. Solo quelle relative agli ultimi due anni sono conservate nella sede del Comune di Bologna: tutte le altre si trovano in un deposito di Ravenna, custodite e gestite da una ditta esterna. I materiali conservati sono di vario tipo: elaborati grafici in grande formato, atti e documenti, foto e altri materiali iconografici, veline, lucidi.

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L’archivio è soggetto a frequentissima consultazione per la verifica di conformità degli immobili, quindi vengono richieste pratiche ogni volta che si deve progettare un intervento o in sede di compravendita. Basti pensare che solo l’anno scorso il Comune ha ricevuto 8.500 richieste di accesso agli atti per un totale di circa 30mila pratiche movimentate: la media è di un’ottantina di pratiche al giorno. Oggi funziona così: dai professionisti (tecnici, notai, agenzie immobiliari, cittadini, altri enti) parte una richiesta telematica che viene inoltrata alla ditta incaricata della custodia delle pratiche. La ditta recapita quindi alla copisteria le pratiche in due viaggi settimanali. I tempi di attesa sono di circa un mese.
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Dal momento che si tratta di un archivio corrente, in tutta la fase della lavorazione viene garantito l’accesso ai documenti e quelli che vengono richiesti in consultazione “saltano la fila”: vengono digitalizzati subito e forniti al richiedente già in formato digitale. Il controllo del Comune sulla correttezza dell’archiviazione è costante: un operatore dell’amministrazione, alla prima richiesta di una pratica digitale, effettua un controllo aprendo e visionando gli elaborati e, se il semaforo è verde, il file viene reso disponibile all’utente in tempo reale. Tutti i file saranno conservati definitivamente nel PARER, il Polo archivistico regionale, con le garanzie di corretta conservazione digitale.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/02/2017, 21:07

Gestione documentale: razionalizzazione e dematerializzazione degli archivi INPS

Con la circolare n. 3 del 2017, l’INPS il prossimo avvio del sistema di archiviazione G.A.C., che consentirà l’ottimizzazione della acquisizione e conservazione, anche dematerializzata, della documentazione prodotta e acquisita dall’Istituto.

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Con la circolare n. 3 dell’11 gennaio 2017, l’INPS conferma la volontà di internalizzare la gestione degli archivi cartacei e la costituzione del Polo Archivistico Nazionale (PAN) il cui sito principale, presso il comune di Lacchiarella, è finalizzato:
- completa internalizzazione del patrimonio documentale INPS;
- razionalizzazione e normalizzazione della gestione archivistica di tale patrimonio documentale;
- razionalizzazione e contenimento dei costi per la gestione archivistica.
L’esigenza di un abbattimento significativo della mole di documenti cartacei ad oggi presenti è attuabile attraverso l’esecuzione di operazioni di scarto e specifici progetti di dematerializzazione.
Di supporto al raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, è stato realizzato e sarà disponibile a breve il nuovo applicativo “Gestione Archivi Cartacei” (G.A.C.). Esso è caratterizzato da due linee di acquisizione degli archivi di deposito finalizzate rispettivamente per il:
- Censimento degli archivi di deposito «standard»;
- Censimento degli archivi di deposito «non standard».
Attraverso la voce di menu relativa al censimento degli Archivi di deposito «NON standard», è possibile inserire nel sistema le caratteristiche quantitative e qualitative degli insiemi documentali, anche ben organizzati, ma con criteri che non trovano diretto riferimento ad una specifica foglia del Massimario e/o non risultano ordinati per data di riferimento per il calcolo del periodo di conservazione.

IPSOA, 11/01/2017, redazione
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/12/2016, 16:14

FPA, 21/12/2016di Carlo Mochi Sismondi @Carlomochisis

Archivi digitali, quelli della Difesa un’eccellenza a disposizione delle PA

Ho avuto modo di conoscere il Centro di dematerializzazione e conservazione dei documenti che il Ministero della Difesa ha sviluppato a Gaeta. Lo presento qui, perché si tratta senz’alcun dubbio di un’eccellenza a livello europeo che può aiutare anche altre amministrazioni a dematerializzare

Prima a FORUM PA 2016, poi in alcuni incontri successivi ho avuto modo di conoscere il Centro di dematerializzazione e conservazione dei documenti che il Ministero della Difesa ha sviluppato a Gaeta. Lo presento giovandomi anche della presentazione fattami dal Direttore del centro, Ing. Francesco Grillo. Si tratta senz’alcun dubbio di un’eccellenza a livello europeo che può aiutare anche altre amministrazioni a dematerializzare e quindi ad eliminare in buona parte gli archivi cartacei che presentano problemi:

di tipo sanitario: la maggior parte degli archivi è custodita in locali non idonei (per condizioni legate alla presenza di batteri e muffe nella documentazione cartacea)
di tipo gestionale: difficile consultazione della documentazione;
di tipo economico: alto costo di consultazione della documentazione.
...
Nello specifico settore della gestione documentale e della automazione dei procedimenti amministrativi, lo Stato Maggiore e il Segretariato Generale della Difesa hanno però operato in maniera innovativa, realizzando un sistema, incentrato sul sistema di protocollo informatico e gestione documentale, denominato @ADOhC, che, attraverso il paradigma della architettura aperta orientata ai servizi, consente il trattamento unitario di complessi procedimenti amministrativi e dei processi collaborativi.

Parallelamente, in ambito Agenzia Industrie Difesa (ente di diritto pubblico economico alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa) è stato completato il CUCS-Progetto pilota, prima fase dell’ambiziosa attività di dematerializzazione degli archivi cartacei dei Centri Documentali dell’Esercito, che vede l’ex Stabilimento Grafico Militare di Gaeta, oggi Ce.DE.C.U. ( Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico della Difesa), quale polo tecnologico.
...
A seguito delle ultime evoluzioni, la linea produttiva “normalmente” installata e configurata presso il CeDeCU di Gaeta per implementare il processo di dematerializzazione, come si usa dire, in factory, può essere installata e configurata presso un qualsiasi ente/soggetto terzo, implementando, in tal modo, il processo di dematerializzazione ( certificato) cosiddetto on site.

A seguito della conclusione dei predetti progetti il Ce.De.C.U. ha ottenuto l’accreditamento presso AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) quale centro di conservazione digitale.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/12/2016, 12:32

Edilportale, 19/12/2016, di Rossella Calabrese

Catasto, debutta la nuova versione di Pregeo 10

L’Agenzia delle Entrate promette un aggiornamento più facile e immediato del catasto terreni

A partire da oggi 19 dicembre Pregeo 10 si rinnova per rendere più semplice la predisposizione degli atti di aggiornamento cartografico da parte dei tecnici professionisti.

Con la Circolare 44/E del 14 dicembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le nuove funzionalità della versione 10 di Pregeo, il software utilizzato per l’aggiornamento del catasto terreni, ha dato istruzioni agli uffici e dettato le regole per la predisposizione di particolari atti di aggiornamento da parte dei professionisti.

Approvazione automatica degli atti di aggiornamento del Catasto Terreni con contestuale aggiornamento della mappa e dell’archivio censuario. Indirizzi operativi per l’utilizzo della procedura Pregeo 10 “versione 10.6.0 - APAG 2.08"

Tra le nuove funzionalità rientrano ad esempio la possibilità di scaricare automaticamente gli archivi della Tabella Attuale dei Punti Fiduciali e una procedura per importare i dati misurati con tecnologia satellitare GPS nel formato Pregeo. Per assicurare una transizione graduale al nuovo sistema, la vecchia versione del software rimarrà comunque disponibile fino al 28 aprile 2017.

Come funziona il nuovo Pregeo 10
Pregeo 10 permette ai tecnici professionisti di inviare telematicamente le istanze di aggiornamento all’Agenzia delle Entrate in qualunque momento della giornata, senza doversi recare presso gli sportelli. La procedura riconosce automaticamente le variazioni catastali e, conseguentemente, la natura dell’atto a partire dalla proposta di aggiornamento, dall’estratto di mappa e dal modello per il trattamento dei dati censuari e procede all’aggiornamento automatico degli archivi del catasto terreni.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 27/05/2016, 14:57

La Stampa, di Raphael Zanotti, 27/05/2016

Eliminare la carta dalla burocrazia si può, ecco quello che succederebbe

Si risparmierebbero 3,2 miliardi di euro, 2 miliardi di fogli e ci sarebbero quasi diecimila tonnellate di anidride carbonica in meno. Lo ha calcolato Forum Pa

Immaginate una pubblica amministrazione senza carta: più rapida, efficiente, interconnessa. Una pubblica amministrazione dove non esistano più fax, fotocopie, moduli in triplice copia. A misura di clic, e di cittadino.
Non ci siamo ancora, ma ci stiamo avvicinando a grandi passi. E abbiamo scoperto una cosa: che la dematerializzazione, così si chiama la rivoluzione dei computer negli uffici, porta con sé risparmi e meno inquinamento. Quanto? A calcolarlo ci ha pensato Fpa, la società che da 26 anni organizza Forum Pa, appuntamento che fa incontrare pubblica amministrazione, imprese, mondo della ricerca e società civile. Fpa ha analizzato risparmi reali e potenziali di cinque settori dove si sta cercando di eliminare la carta: fatturazione elettronica, certificati medici online, ricette mediche elettroniche, fascicolo sanitario elettronico e processo telematico.

Come sarebbe un mondo senza carta? Eccolo.
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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/05/2016, 8:23

FPA, 0/05/2016, di Diego De Felice, dirigente generale della Struttura di progetto Archivi e dematerializzazione, Inps

eDoc, Inps: "Cambiamo i processi per innovare l'organizzazione "

L'Istituto ha sviluppato un progetto di gestione complessiva del patrimonio informativo e documentale che, partendo dalle funzioni “core”, ricomprenda la gestione di tutta la documentazione prodotta negli anni, conservata in parte presso l’Istituto ed in parte in archivi a gestione esternalizzata

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Con particolare riferimento agli archivi cartacei, l’Istituto ha avviato un significativo processo di normalizzazione della gestione a vari livelli (interventi sul titolario, interventi sul massimario di conservazione e scarto, introduzione del cruscotto direzionale, ecc.) ed avviato un percorso di reinternalizzazione degli archivi cartacei e la costituzione di un Polo Nazionale Archivistico INPS presso locali di proprietà dell’Istituto.

Per quanto attiene, poi, alla “dematerializzazione”, è noto lo sforzo dell’Istituto nella introduzione del documento informatico nei procedimenti istituzionali e nel colloquio Utenza-Istituto (basti pensare alla evoluzione dei servizi al cittadino, oramai nella gran parte on line). E’ un passo importante verso la sostituzione di documenti originali cartacei con documenti originali informatici, aspetto questo che comporta una effettiva e significativa riduzione dei documenti cartacei alla fonte.

L’Istituto sta affrontando, altresì, anche la più complessa (e significativa) azione di semplificazione e reingegnerizzazione delle procedure amministrative finalizzata alla eliminazione della produzione di certe tipologie di documenti. Se al capoverso precedente si tratta di come sostituire atti cartacei con atti e dati digitali (gergalmente identificata come “pdf-izzazione”), azione che coinvolge prevalentemente la componente tecnologica del sistema, la semplificazione dei processi elimina alla base l’esigenza e la produzione del documento. Questa azione è, evidentemente, molto più complessa da attuare, in quanto prevede la rimodulazione organizzativa dei processi e quindi la operatività produttiva di ogni giorno.

Per concludere gli interventi dell’Istituto sulla “dematerializzazione”, si cita la dematerializzazione come digitalizzazione di documenti originali cartacei . Su questo fronte gli ...

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Re: Progetti di dematerializzazione

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 03/05/2016, 12:28

Diritto.it, 03/05/2016

Catasto, addio agli archivi cartacei degli atti di aggiornamento

Da ieri - 02/05/2016 - l’Agenzia delle Entrate ha interrotto l’archiviazione cartacea degli atti di aggiornamento catastale a favore di quella informatica nell’ambito del Sistema di Conservazione dei Documenti digitali SCD.
Una novità che attua quanto previsto dal nuovo Codice dell’amministrazione digitale e che porterà vantaggi sia per l’Agenzia che per le categorie professionali e i cittadini, in un’ottica di trasparenza, efficienza e spending review.
Un archivio tutto digitale
Dal 1° giugno 2015, la trasmissione telematica degli atti di aggiornamento catastale Pregeo e Docfa è stata resa obbligatoria per i tecnici professionisti. Da oggi, per il catasto terreni, sono conservati digitalmente gli atti di aggiornamento redatti con la procedura Pregeo, insieme all’eventuale documentazione integrativa, nonché gli attestati di approvazione e di annullamento degli stessi, firmati digitalmente dal direttore dell’ufficio o da un suo delegato.
Per gli atti del catasto fabbricati, redatti con la procedura Docfa, la conservazione digitale viene, invece, effettuata direttamente dalle applicazioni informatiche, che gestiscono i documenti firmati digitalmente. Gli uffici, entro i termini previsti dalle vigenti disposizioni, provvederanno a effettuare i successivi controlli.
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