Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 03/08/2019, 21:41

ANSA, 02/08/2019

Casellati-Fico,aprire archivi su Bologna
Impegno comune Parlamento per processo di declassificazione


"Sono necessari passi concreti da parte delle Istituzioni, a partire dall'azione di declassificazione, versamento agli Archivi e pubblicazione degli atti relativi a quelle vicende. Su questo versante c'è un impegno comune del Senato della Repubblica e dalla Camera dei deputati che mira a portare avanti il processo di declassificazione e digitalizzazione dei documenti delle Commissioni di inchiesta". Lo affermano in una nota congiunta i presidenti del Senato e della Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico.
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/07/2019, 22:05

IlFattoQuotidiano, Alberto Sofia, 16/07/2019

Antimafia, via il segreto dagli archivi dal 1962. Morra: “Va recuperata la fiducia. Altre istituzioni ci seguano”

Antimafia, via il segreto dagli archivi della commissione dal 1962: si comincia con le audizioni di Paolo Borsellino

È partita con la pubblicazione delle audizioni inedite di Paolo Borsellino, a pochi giorni dal ventisettesimo anniversario della strage di via d’Amelio nella quale il 19 luglio 1992 fu assassinato lo stesso magistrato, l’operazione “trasparenza” della Commissione Antimafia presieduta da Nicola Morra, con la consulenza decisiva del pm Roberto Tartaglia. Ovvero, del più giovane dei pm che sostenne l’accusa nel processo sulla Trattativa Stato-mafia a Palermo, che ha lasciato la Procura per fare il consulente della stessa Commissione parlamentare antimafia.
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Palermo Today, 10/07/2010

L'appello di Salvatore Borsellino: "L'agenda rossa è in archivi di Stato che grondano sangue, ridatecela"

L'appello di Salvatore Borsellino: "L'agenda rossa è in archivi di Stato che grondano sangue, ridatecela"
Il fratello del giudice Paolo spiega perchè ha declinato l'invito a partecipare, a Roma, alla desecretazione delle audizioni del magistrato in commissione parlamentare Antimafia: "Non ce ne facciamo niente. Ogni tanto ci danno qualcosa, ogni tanto mi danno un pezzo di mio fratello"
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/08/2018, 19:07

il Fatto Quotidiano, 01/08/2018, Gianni Barbacetto

Strage 2 agosto, Il Fatto: l’accusa di Leonardo Grassi sugli atti da rendere pubblici

Promessa: apriremo gli archivi segreti delle stragi, per far emergere la verità sulla stagione nera dell’eversione italiana. Risultato: la verità non sta affatto emergendo, anzi l’operazione archivi aperti si sta trasformando nell’ultimo, definitivo depistaggio. A sostenerlo – proprio alla vigilia dell’anniversario della strage di Bologna – è un componente della commissione che sta lavorando sugli atti da rendere pubblici, Leonardo Grassi, che conosce bene la materia perché da giudice istruttore indagò a lungo sull’eversione nera e sulle stragi di Bologna e dell’Italicus.
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La promessa fu fatta solennemente martedì 22 aprile 2014, quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi firmò la direttiva che “dispone la declassificazione degli atti relativi alle stragi di piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Brescia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984)”. Aprire gli armadi, declassificare i documenti, versarli agli Archivi di Stato, finalmente a disposizione degli studiosi e dei cittadini. La “Direttiva Renzi” riguarda tutte le amministrazioni dello Stato: i ministeri, le polizie, i servizi segreti, che devono mettere a disposizione i documenti che riguardano i fatti eversivi avvenuti dagli Anni Sessanta alla metà degli Anni Ottanta.

Per decidere che cosa tirare fuori dai cassetti si sono messe al lavoro due commissioni. La prima, “di alto profilo”, è formata da uomini degli apparati dello Stato, dei ministeri e dal sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato, Eugenio Lo Sardo. La seconda, consultiva, è composta da storici e dai rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime, che si sono più volte confrontati con i delegati dei servizi, Giampiero Massolo e Paolo Scotto di Castelbianco.
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Il “comitato di alto profilo” ha svolto il suo lavoro e ha stilato un lungo elenco di carte da versare negli archivi, provenienti dalla questure, dai ministeri, dalle polizie, dai servizi segreti interno ed estero (Aisi e Aise) e dalla struttura che li collega (Dis).

Risultati? Mediocri, secondo Grassi. “Anzi, addirittura pericolosi: perché ora quello che è stato consegnato diventerà la verità, mentre quello che è stato tenuto nascosto non sarà più cercato”. Si scrive oggi la versione definitiva della storia sotterranea d’Italia. “E a scriverla sono gli stessi apparati che l’hanno prodotta, con le loro complicità con l’eversione, le coperture, i silenzi, gli inquinamenti, le esfiltrazioni, i depistaggi”.

Leonardo Grassi ha scritto una lettera moto critica al presidente e ai componenti del Comitato consultivo, affermando che “lo spirito della Direttiva è stato sostanzialmente ignorato in fase attuativa” e che “l’intera operazione appare del tutto inadeguata rispetto agli scopi prefissati”.
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Ci sono poi alcuni archivi che sono rimasti completamente fuori dalla pesca miracolosa: sono l’inaccessibile archivio del Quirinale e quelli degli Uffici sicurezza del Patto Atlantico. Intanto i servizi segreti italiani hanno organizzato, nel dicembre 2017, un convegno all’Università di Pavia dal titolo “La storia possibile”, in seguito al quale sono state finanziate due borse di studio da 20 mila euro ciascuna per l’analisi delle carte versate negli archivi. “I servizi”, conclude Grassi, “oggi stanno cercando di scrivere la storia che hanno costruito negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta”. Del resto, come diceva George Orwell, “chi controlla il passato controlla il futuro”.
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/04/2017, 15:01

Il Fatto Quotidiano, 05/04/2017

Mafia e terrorismo, il governo aveva promesso di digitalizzare gli atti giudiziari delle stragi: “Ma mancano i fondi”

Il progetto cominciato nel 2015 puntava alla preservazione dei documenti giudiziari dei processi per terrorismo, stragi, violenza politica, criminalità organizzata, visto che l’attuale incartamento è stato giudicato a rischio. Dopo tre anni procede a rilento. Interrogazione del deputato Pd Bolognesi ai ministri Orlando e Franceschini: "Stanziare i fondi necessari"

La memoria storica può attendere. Anzi deve attendere, anche se si tratta di ricordare le vittime delle stragi di mafia o di terrorismo politico. E infatti delle iniziative promesse al momento non c’è nulla. Perché, come ha evidenziato il deputato del Pd, Paolo Bolognesi, potrebbero mancare i fondi. I ministri Dario Franceschini (Beni culturali) e Andrea Orlando (Giustizia), divisi nella sfida congressuale, sono uniti nell’immobilismo su un progetto iniziato nel 2015, ma che dopo tre anni procede a rilento: la digitalizzazione del materiale documentario delle associazioni. Con un’aggravante: il governo ha già messo le mani avanti, sostenendo che, comunque vada, il materiale non potrà servire per riaprire casi giudiziari.

Il progetto prevedeva una collaborazione con la Rete per gli archivi per non dimenticare per digitalizzare e quindi rendere disponibile sul web il materiale documentario raccolto da varie associazioni. Tra gli obiettivi fissati c’era la preservazione dei documenti giudiziari dei processi per terrorismo, stragi, violenza politica, criminalità organizzata, visto che l’attuale incartamento è stato giudicato a rischio. Le operazioni da mettere in atto erano connesse alla digitalizzazione dei fascicoli: dalla ricognizione dei faldoni presenti negli archivi di deposito dei tribunali e delle corti d’Assise al trasferimento delle informazioni su supporti digitali, garantendo quindi maggiore sicurezza sulla conservazione. Il risultato sarebbe stato la creazione di banche dati dei processi, rendendoli facilmente consultabili, attraverso il portale www.memoria.san.beniculturali.it già realizzato dalla direzione generale degli archivi, e della Rete degli archivi per non dimenticare. Tutto lodevole, insomma. Il

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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/02/2017, 16:32

Desecretati 4.406 fascicoli dei Servizi Segreti: ecco dove trovarli

Da Piazza Fontana a Ustica, da Ilaria Alpi alla Strage di Bologna, passando per la strage dell’Italicus e altri fatti di sangue: il Governo ha desecretato 4.406 fascicoli dei Servizi Segreti relativi agli attentati e agli atti di sabotaggio dagli anni ’60 agli anni ’90. Ora tutto è nelle mani dei cittadini. Ecco come fare per consultarli, secondo quanto riferito dalla Sicurezza Nazionale.
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Video con Gianni Minoli - Sistema di informazione per la Sicurezza della Repubblica
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E la direttiva Renzi sulla declassificazione degli atti sulle stragi si prolunga in un serio dibattito storico, promuovendo studi, pubblicazioni e convegni. Questo il messaggio di un tavolo tecnico che si è tenuto a Roma, presso l’Archivio centrale dello Stato, a cui hanno partecipato – tra gli altri – Eugenio Lo Sardo, sovrintendente all’Archivio centrale dello Stato, e per il Comparto Intelligence, il direttore dell’Ufficio centrale degli archivi e il direttore della Scuola di formazione del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica.

Già disponibili oltre 90.000 documenti

Il Comparto Intelligence ha effettuato il versamento anticipato all’Archivio centrale dello Stato di tutte le fonti digitali relative agli attentati e agli atti di sabotaggio dagli anni ’60 agli anni ’90 citati nella direttiva. L’Intelligence ha versato – in formato digitale obliterato – in totale 4.406 fascicoli, per complessivi 92.518 documenti, immediatamente disponibili alla consultazione presso l’Archivio centrale dello Stato, mentre sono ancora in corso i versamenti degli atti tenuti da tutte le altre Amministrazioni centrali.
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Un impegno per una memoria condivisa

Da Piazza Fontana a Ustica, da Ilaria Alpi alla Strage di Bologna, passando per la strage dell’Italicus e altri fatti di sangue, il Governo ha voluto assicurare trasparenza sugli atti. Il 22 aprile 2014 il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha firmato la direttiva che ha stabilito il versamento straordinario anticipato all’Archivio centrale dello Stato della documentazione relativa agli eventi stragisti di Piazza Fontana a Milano (1969), di Gioia Tauro (1970), di Peteano (1972), della Questura di Milano (1973), di Piazza della Loggia a Brescia (1974), dell’Italicus (1974), di Ustica (1980), della Stazione di Bologna (1980), del Rapido 904 (1984).

Il governo ha tolto i 4 livelli di classificazione (‘riservato’, ‘riservatissimo’, ‘segreto’ e ‘segretissimo’), non il segreto di Stato che su queste vicende non c’era e non è stato apposto. Con i regolamenti di attuazione della legge 124/2007 la gestione e la conservazione della documentazione prodotta dagli organismi di intelligence vengono ricondotte ai principi e alle norme nazionali in materia di archivi delle Pubbliche amministrazioni. Gli Archivi dell’Intelligence assumono dunque la valenza di patrimonio culturale nazionale.

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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/02/2016, 15:18

PublicPolicy, di Sonia Rizzi, 19/02/2016

"Il tempo è il vero segreto di Stato in Italia": storia di una direttiva

"Il tempo è il vero segreto di Stato in Italia. Più passa e più le verità si annacquano, più spariscono, più diventano impotenti e meno sono capaci di incidere in un processo democratico di un Paese. Il tempo è il vero segreto che si vuole imporre".

Manlio Milani, presidente dell'associazione dei caduti di piazza della Loggia, in conferenza stampa alla Camera con gli altri rappresentanti dei familiari delle vittime delle stragi italiane, commenta, a due anni di distanza dalla sua approvazione, l'attuazione della cosiddetta "direttiva Renzi", ovvero il provvedimento che ha disposto la declassificazione della documentazione relativa alle stragi degli anni '60, '70 e '80.

Secondo i rappresentanti delle associazioni l'invio dei documenti da parte delle amministrazioni statali coinvolte mostra delle "importanti criticità".

La direttiva Renzi "viene boicottata dalle amministrazioni", ha detto Paolo Bolognesi, deputato Pd e rappresentante delle famiglie delle vittime della strage di Bologna. "La presidenza del Consiglio si dia una mossa se vuole farla funzionare e i ministeri che fanno i furbi la smettano altrimenti si sappia che qui la faccia la perde Renzi".

Anche "il metodo tecnico di 'versamento' dei documenti nell'Archivio di Stato sembra fatto apposta per boicottare la direttiva". Il versamento "è caotico e disorganico". Oltre a Milani e Bolognesi hanno partecipato all'incontro Ilaria Moroni, responsabile della Rete degli archivi per non dimenticare, e Daria Bonfietti, presidente dell'associazione parenti delle vittime della strage di Ustica.

"Siamo stati costretti a fare una conferenza pubblica ...

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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/01/2016, 15:48

Rainews, 19/01/2016

MONDO LA RUSSIA ESTENDE IL SEGRETO DI STATO SUGLI ARCHIVI DEL KGB FINO AL 2044

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Tutto è iniziato quando gli attivisti di un’associazione chiamata “Squadra 29” hanno lanciato una petizione online per chiedere la desecretazione degli archivi del Kgb, la polizia politica sovietica che, con vari nomi, operò in URSS dal 1917 fino allo scioglimento nel 1991. Forti delle 60mila firme raccolte gli attivisti avevano inoltrato la domanda alla Commissione Governativa russa per la tutela dei segreti dello stato. La risposta non si è fatta attendere e, com’era presumibile, è stata negativa. “Negli archivi del Kgb – scrive la Commissione - ci sono informazioni e dati riguardanti mezzi e metodologie dell’intelligence, spionaggio e controspionaggio, metodi investigativi per la lotta al terrorismo che sono ancora validi e attuali e la loro divulgazione potrebbe nuocere alla sicurezza della Federazione Russa”. Per ovviare a questa possibilità la Commissione ha poi esteso il segreto di Stato sugli archivi fino al 2044. Dunque per altri 30 anni resteranno segreti tutti i dossier sull’intelligence, spionaggio e controspionaggio, sugli informatori del Kgb e sugli agenti che hanno preso parte alle operazioni speciali sul territorio dell’ex URSS e all’estero. Gli attivisti russi comunque non demordono e intendono presentare appello al tribunale nel tentativo di rovesciare la decisione.
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 30/12/2015, 14:51

Cronaca&dossier, 29/12/2015

Declassificazione stragi: «Enti rifiutano versamento copie

Associazione familiari vittime delle stragi denunciano il mancato seguito della Direttiva Renzi su declassificazione fascicoli singoli esecutori

Forse è già finita la luna di miele fra Governo e opinione pubblica in merito alla declassificazione dei documenti sulle stragi avvenute in Italia. L’Associazione familiari delle vittime della strage di Bologna denuncia una situazione anomala rispetto alla Direttiva del governo Renzi che aveva applicato la declassificazione della documentazione inerente le stragi italiane tra le più famose: Piazza Fontana a Milano (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia a Brescia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984). Secondo la Direttiva Renzi del 2014 gli Enti che detengono materiale documentale inerente le suddette stragi dovranno versarlo presso gli archivi competenti dando atto ad una vera e propria desecretazione di materiale che comunque, fino a ieri, già in larga parte è stato concesso a giornalisti e magistrati a seconda delle richieste inoltrate.
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All’Archivio Centrale dello Stato (Roma) si prevede il versamento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero Economie e Finanze, del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Interno. Ma c’è un problema. Tramite un comunicato di Paolo Bolognesi, l’Associazione 2 agosto 1980 fa presente che la Direttiva è stata finora rispettata solo in parte. «Viminale ed Esteri hanno depositato poco ...
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/12/2015, 23:49

Dire.it, 22/12/2015

Stragi, la desecretazione “non va”. I parenti delle vittime meditano una protesta pubblica

BOLOGNA – Il ministro Maria Elena Boschi ha garantito, documentandolo, che nessun apparato dello Stato rema contro la descretazione dei documenti fin qui top secret su stragi e terrorismo. Ma le associazioni dei parenti delle vittime non la pensano così e di recente hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui esprimono “profonda insoddisfazione” per via i “molti aspetti negativi” della procedura di uscita dai cassetti delle carte.

Già Paolo Bolognesi, presidente dei parenti delle vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna e deputato Pd, aveva sollevato il caso parlando di desecretazioni a “esiti alterni”: Viminale ed Esteri, ad esempio, “hanno depositato poco e male”, altri ministeri “procedono a rilento”. E poi c’erano altre “numerose criticità”.

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E ha citato proprio la lettera delle associazioni che denuncia “il rifiuto di alcuni Enti di versare le copie digitali dei documenti” e il mancato deposito di “fascicoli intestati ad esecutori e depistatori delle stragi perchè ‘la direttiva è per episodi e non nominativa’”. E comunque si ribadisce che non ci può essere una preselezione a monte delle carte da rendere pubbliche. Per i parenti delle vittime se ci sono da chiarire parti della direttiva Renzi, questo va fatto, ma il cosiddetto “versamento” delle carte e la possibilità di consultarle, non può essere bloccato o ritardato “con motivazioni “pretestuose”. Su tutte queste questioni i familiari avvertono di non essere più disponibili a “ripensamenti” “passi indietro”, “ritardi”. Altrimenti, appunto, verranno messi ‘in piazza’ con “iniziative pubbliche”.
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Re: Appello per apertura archivi dei segreti di stato

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/04/2015, 23:29

Il Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato,
Eugenio Lo Sardo, ha il piacere di invitare la S. V. alla giornata
dedicata a una riflessione sugli esiti della direttiva stessa.

La Direttiva Renzi e i pubblici segreti.
Documenti declassificati su terrorismo e stragi


Venerdì 8 maggio 2015, ore 10.00, Aula Magna, Archivio centrale dello Stato
coordinamento di Benedetta Tobagi ed Eugenio Lo Sardo.

A un anno dalla direttiva del Presidente del Consiglio Matteo Renzi del 22 aprile 2014,
che ha disposto la declassifica e il versamento della documentazione relativa alle stragi
di piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973),
piazza della Loggia – Brescia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), stazione di Bologna (1980),
rapido 904 (1984),

All’incontro parteciperanno le Istituzioni interessate e le Associazioni dei familiari
delle vittime del terrorismo.

I temi in discussione saranno tra l’altro:
quante amministrazioni centrali dello Stato hanno recepito e attuato la direttiva;
come sono stati selezionati i documenti già versati o da versare;
quali tribunali principalmente sono coinvolti dalla direttiva;
quali garanzie hanno i cittadini che il materiale depositato sia completo;
se siano valutati ai fini del versamento anche fatti di terrorismo e stragi che non sono citati
nella direttiva;
se lo spirito del provvedimento investe anche gli archivi di Camera e Senato.

Info
Ufficio di Segreteria del Sovrintendente, Dott.ssa Annalisa Zanuttini, tel.
06 54548568
acs.urp@beniculturali.it
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