Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Re: Bonisoli: piano di digitalizzazione dei BBCC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/07/2019, 19:53

Continua la serie delle campagne di digitalizzazione del patrimonio culturale.
Ogni nuovo ministro ne lancia una nuova.

AgCult, newsletter, 19/07/2019

Digitalizzazione, Mibac: pubblicato atto di indirizzo con modalità di sviluppo azione ministeriale
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Le linee e gli obiettivi dovranno essere tradotte in “azioni concrete rivolte ai soggetti attuatori” dal Segretario generale Mibac, Giovanni Panebianco

Linee programmatiche e obiettivi per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Questo il contenuto dell’Atto di indirizzo firmato dal ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli lo scorso 18 luglio.

Le linee e gli obiettivi in esso contenute, dovranno essere tradotte in “azioni concrete rivolte ai soggetti attuatori” dal Segretario generale Mibac, Giovanni Panebianco, coerentemente con quanto previsto dal Regolamento di organizzazione del Ministero (DPCM 171/2014) e dal Regolamento della stessa natura approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 giugno scorso e di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Proprio in tale ultimo atto, al Segretario generale sono attribuite competenze di promozione e coordinamento in tema di digitalizzazione e si istituisce una struttura ad hoc all’interno del Mibac per la programmazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei processi.

LA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE
Il testo dell’atto di indirizzo richiama la Legge di bilancio 2019 nella quale si era autorizzata la spesa di 4 milioni di euro per il 2019 al fine del proseguimento dell’attività di digitalizzazione del patrimonio culturale da parte del Mibac. Per lo svolgimento di tale attività, fondamentale, sottolinea l’atto, sarà adottare specifiche misure. Tra esse, si cita la sperimentazione di un nuovo modello che sia una risposta alla necessità di tutela del patrimonio e al tempo stesso “volano per la valorizzazione e la diffusione dello stesso”. Si dispone quindi l’istituzione, presso il Segretariato generale, di un comitato tecnico-scientifico con funzioni di indirizzo, controllo e monitoraggio delle attività di digitalizzazione del patrimonio culturale.

Al tempo stesso, il ministro Bonisoli ritiene opportuno “valutare” un percorso espositivo per la diffusione della conoscenza degli attrattori culturali di maggiore rilievo del Mibac. Tale percorso sarà proposto nelle principali città europee ed extraeuropee, coinvolgendo gli Istituti italiani di cultural all’estero. La diffusione sfrutterà le “più recenti tecnologie di digitalizzazione del patrimonio culturale”, quali le ricostruzioni 3D.

Sarà possibile, per lo svolgimento di queste attività, procedere alla nomina di un curatore. Il curatore si occuperà di sviluppare “il concept espositivo” e della stesura del progetto.

Il Mibac coinvolgerà, per la realizzazione delle misure disposte, Ales Spa.
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Re: Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/04/2017, 19:31

Regesta.com, di Giovanni Bruno, 04/04/2017

Digital Libraries e patrimonio culturale

L’Associazione italiana biblioteche (AIB) e l’Associazione nazionale archivistica italiana (ANAI), insieme all’Associazione Bianchi Bandinelli, all’Associazione italiana docenti universitari di Archivistica e alla Società italiana di Scienze bibliografiche e biblioteconomiche hanno diffuso nella giornata di ieri un articolato commento sull’istituzione di un “Servizio per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library” presso l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD), disposta da un decreto del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini del 23 febbraio. Le cinque associazioni definiscono l’iniziativa “astratta” e “superficiale”, lamentando il rischio che possa “generare ulteriore dispersione di energie e investimenti rallentando l’integrazione auspicata” (si può leggere il testo del comunicato e il documento di approfondimento sui siti di AIB e ANAI).

Il progetto era stato presentato dallo stesso ministro nel corso di una conferenza all’Accademia dei Lincei lo scorso 10 marzo: “Oggi ho firmato un provvedimento – si legge sul comunicato del Mibact – che verrà finanziato con due milioni per la nascita della Digital Library Italiana che valorizzerà l’immenso patrimonio di immagini conservato nei 101 Archivi di Stato, nelle 46 biblioteche statali e negli archivi fotografici delle soprintendenze”. La notizia è stata ripresa dai principali organi di informazione e La Stampa, ad esempio, annunciava che “qualcosa sta per cambiare: nasce oggi infatti la Digital Library italiana, una biblioteca nazionale digitale, che avrà l’obiettivo di valorizzare questo sterminato patrimonio diffuso e di renderlo fruibile a chiunque ne faccia richiesta, anche a distanza” (Nasce la Digital Library d’Italia: online 101 archivi e 46 biblioteche, 10 marzo).
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Questo vuol dire spostare i flussi di investimento dai progetti speciali alla spese di gestione ordinaria e alla produzione di contenuti, favorire la diversificazione dell’offerta di soluzioni tecniche, investire sulla crescita delle competenze digitali per ridurre le distanze tra esperti di dominio e ingegneri dei sistemi, sostenere la vitalità e l’autonoma iniziativa dei soggetti locali, favorendo l’accesso ai servizi e alle reti (connettività, sicurezza, storage) e assicurandone l’assoluta neutralità, garantire la disponibilità dei dati prodotti da parte di pluralità di soggetti, per alimentare un ecosistema digitale realmente plurale e diversificato.
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Re: Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/04/2017, 15:52

The post internazionale, 29/03/2017, Lara Tomasetta

GIUSTISSIMO IL PANTHEON A PAGAMENTO E SÌ AI DIRETTORI STRANIERI: PARLA IL MINISTRO FRANCESCHINI

Concorso Mibact, Digital Library ed entrate a pagamento nei siti culturali: TPI ne parla con il ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo Franceschini

Il 10 marzo 2017, nel corso della conferenza “Cultura e turismo per la crescita del Paese”, il ministro dei beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha illustrato il bilancio dei suoi tre anni di guida del dicastero e i principali risultati conseguiti.
-- Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come
Digital Library, riforma del Mibact, concorso per 500 nuovi assunti ed entrate a pagamento nei siti culturali sono alcuni dei punti essenziali che stanno rivoluzionando il mondo della cultura italiana e che accendono nel dibattito pubblico.
Con l’artefice di tutto questo, il ministro Dario Franceschini, TPI ha potuto affrontare e comprendere meglio i cambiamenti messi in atto.
Il 10 marzo ha annunciato la nascita della Digital Library italiana, la biblioteca nazionale digitale, che darà visibilità al patrimonio artistico italiano, rendendolo fruibile per tutti. Esistono già strumenti simili, come Cultura Italia e Internet Culturale. Come mai, invece di utilizzare questi, costati milioni di euro, si è deciso di creare un nuovo prodotto?
Non stiamo parlando di un nuovo prodotto. Esistono molte strutture in più rispetto a Cultura Italia e Internet Digitale che stanno lavorando sulla digitalizzazione. Abbiamo 101 archivi, 47 biblioteche, 40 sovrintendenze, tantissime strutture e istituti territoriali che hanno come obiettivo la digitalizzazione del patrimonio culturale, non solo quelle citate.
Ma la Digital Library non è un soggetto in più. Rappresenta semplicemente la volontà di attuare questo lavoro di digitalizzazione con un’unica regia, anche nell’ottica di possibili accordi con privati, per non farlo in ordine sparso ma con un unico criterio.
Internet Culturale aveva lo stesso intento, nasceva con lo stesso spirito ed è un portale attualmente ancora visitabile…
Ma la Digital Library non è un portale: è una struttura del Ministero e tiene insieme, sia da un punto di vista giuridico che da quello della digitalizzazione vera e propria, tutte le iniziative che attualmente sono in piedi. Quando oggi ci viene fatta un’offerta di collaborazione privata, a quel tavolo si va piuttosto deboli.
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Re: Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/04/2017, 10:26

Sulla Digital Library affidata all’ICCD per decreto ministeriale
Posizione AIB, ANAI, Associazione Bianchi Bandinelli, AIDUSA, SISBB


Qualcuno ha scritto che chi vende la novità ha interesse a far sparire il modo di misurarla e dev’essere proprio così: l’operazione «Digital Library della cultura italiana», annunciata sul sito dell’ICCD come la nascita di un «acquedotto digitale per convogliare le risorse esistenti e quelle che si costituiscono giorno per giorno», è infatti un capolavoro di rimozione e omissione, oltre che un cattivo esempio di mancato raccordo tra fonti normative, di irrazionale organizzazione dei servizi pubblici e persino di provincialismo linguistico e subalternità intellettuale (in Francia o in Germania la scelta di denominare Digital Library un progetto di valorizzazione della cultura nazionale sarebbe imperdonabile).

Il fatto è il seguente: un decreto ministeriale (DM 23 gennaio 2017, n. 37) pubblicato pochi giorni fa attribuisce all’ICCD compiti di coordinamento di tutti i programmi di digitalizzazione del MiBACT e la stesura di un piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio culturale. Questi compiti saranno svolti da un ufficio creato ad hoc nell’ambito dell’Istituto, il «Servizio Digital Library», cui sarà preposto un funzionario incardinato nell’Istituto stesso. Una scarna paginetta di relazione illustrativa, qualche «Visto» e «Considerato» che non vedono e non considerano leggi nazionali come il deposito legale, né le funzioni di gestione e coordinamento tecnico-scientifico che, riguardando le discipline documentarie, sono naturalmente incardinate nelle competenze di strutture bibliotecarie (l’ICCU, Istituto centrale per il catalogo unico e le Biblioteche nazionali) e archivistiche (l’ICAR, Istituto centrale per gli archivi), ed ecco servito l’unico esperimento mondiale di biblioteca digitale nazionale affidata a una struttura che ha ben altri compiti istituzionali e che, a parte una collezione di fotografie digitali offerte a pagamento (10 euro a foto per finalità di studio personale), non ha mai svolto finora alcun compito significativo in materia di digitalizzazione.
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Re: Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/03/2017, 20:45

Il Manifesto, 17/03/2017, Giulia Barrera

Quel pasticcio della «Digital Library Italiana»

BIBLIOTECHE. Arrivano 2 milioni per finanziare la digitalizzazione, affidata però a chi non ha esperienza con archivi e biblioteche

Il 10 marzo, il ministro Dario Franceschini ha annunciato la nascita della «Digital Library Italiana», finanziata con due milioni di euro, che «valorizzerà l’immenso patrimonio di immagini» conservato negli Archivi di Stato, nelle biblioteche pubbliche statali e negli archivi fotografici delle soprintendenze. Finalmente una buona notizia per archivi e biblioteche? Purtroppo, non sembra.

UN QUARANTENNIO di esperienza nel campo delle digitalizzazioni ci insegna che non basta lo stanziamento di fondi per produrre servizi per i cittadini e tutela del patrimonio. Negli anni, infatti, di soldi se ne sono spesi e anche tanti; più di un ministro ha infatti voluto cogliere i benefici di immagine che poteva offrire il comparire come colui che digitalizzava il patrimonio culturale italiano. I risultati, però, non sono sempre stati quelli auspicabili.
I più anziani ricorderanno come nel 1986-87 vennero finanziate con 600 miliardi una serie di iniziative di «valorizzazione dei beni culturali (…) attraverso l’utilizzazione delle tecnologie più avanzate».

SI PARLAVA allora di valorizzare i «giacimenti culturali». Qualcosa di utile venne fatto, ma si sprecarono anche molti soldi per la creazione di banche dati inutili ed inutilizzate, destinate ad un lento e solitario deperimento in qualche scantinato ministeriale.
I più giovani, invece, potranno ricordare i fasti del portale «CulturaItalia», costato 1 milione e 300 mila euro, che prometteva di portare il patrimonio culturale a portata di un click, ma che in realtà offre agli internauti pochi frutti in più di quanto essi non possano ottenere mediante una semplice ricerca con Google.
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Il ministro infatti ha affidato la creazione della «Digital Library Italiana» all’Istituto per il catalogo e la documentazione (Iccd), un istituto il cui fine istituzionale è la catalogazione del patrimonio culturale, ad eccezione di archivi e biblioteche.
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PER DESCRIVERE il patrimonio archivistico e bibliografico esistono già due imponenti sistemi informativi, gestiti dai due istituti centrali sopra ricordati: il Sistema archivistico nazionale, che permette di accedere alla descrizione – più o meno analitica – del patrimonio documentario conservato da oltre 10mila istituti di conservazione e di accedere a più di 55 milioni di documenti digitalizzati; e il Servizio bibliotecario nazionale,
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Franceschini: nasce la Digital Library Italiana

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/03/2017, 15:51

Il SecoloXIX, 10/03/2017

Chissà se non apparterrà alla serie dei mega progetti chimera sui bbcc.
Già il nome in inglese la dice lunga sulla sua identità.
Strano non aver dichiarato subito di affidare la responsabilità ad un super manager di fama mondiale che magari se ne occupa gratis.

Nasce la Digital Library d’Italia: online 101 archivi e 46 biblioteche

Dalla biblioteca Angelica a quella Casanatense, dall’Alessandrina alla Medicea Laurenziana, dalla Marciana alla Braidense. C’è una vena d’oro sotterranea e nascosta ai più che scorre tra le meraviglie archeologiche, architettoniche e monumentali con cui l’Italia abbaglia i viaggiatori di tutto il mondo: profuma di pagine antiche, preziose e irriproducibili ed è disseminata nel silenzio delle tantissime e bellissime biblioteche italiane. Ma qualcosa sta per cambiare: nasce oggi infatti la Digital Library italiana, una biblioteca nazionale digitale, che avrà l’obiettivo di valorizzare questo sterminato patrimonio diffuso e di renderlo fruibile a chiunque ne faccia richiesta, anche a distanza. Ad annunciarlo è il ministro Dario Franceschini in una conferenza all’Accademia dei Lincei.

«Oggi ho firmato - spiega il ministro - un decreto che verrà finanziato con 2 milioni per la nascita di una Digital Library. Noi abbiamo 101 archivi e 46 biblioteche oltre alle raccolte di immagini di tutte le soprintendenze e gli istituti in cui c’è tutta la storia censita e fotografata del nostro territorio, monumento per monumento, pezzo per pezzo. Ecco, la Digital Library punta a mettere a sistema questo patrimonio sconfinato. Solo per fare un esempio ci sono più di 10 milioni di fotografie solo da Istituto Luce e Centro sperimentale, senza contare le soprintendenze».

Franceschini prosegue sottolineando come questo tesoro unico al mondo ha un valore culturale di cui si aveva consapevolezza anche in passato ma oggi - nell’era della Rete - si deve sapere che ha anche un valore economico e commerciale inestimabile. «Dando vita a questa Digital Library - spiega - vogliamo evitare che tale patrimonio diventi oggetto di trattativa di ogni singolo istituto con i giganti della Rete, con le grandi fondazioni, per esempio quelle americane, con cui si possono certamente avere dei rapporti di collaborazione, ma trattando da una posizione paritaria. E questo nuovo strumento, un’unica Digital Library che manterrà l’identità e l’autonomia di ogni singolo istituto, lo consentirà. Digitalizzare questa enorme quantità di documenti, materiali e fotografie sarà un lavoro che richiederà diversi anni, ma alla fine avremo un grande risultato».

L’Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione del Mibact, in forza del decreto ministeriale del 17 gennaio 2017 registrato dagli organi di controllo e grazie alle risorse che verranno individuate con il provvedimento di oggi, verrà dotato del servizio Digital Library che coordinerà i programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale, elaborerà il piano nazionale di digitalizzazione e ne curerà l’attuazione, anche in collaborazione con altri enti pubblici o privati.

Franceschini ha poi illustrato i principali risultati conseguiti nei suoi tre anni di carica, a partire dal recupero delle risorse economiche e professionali dopo la lunga stagione dei tagli, con il bilancio del ministero tornato al di sopra di 2,1 miliardi di euro e il concorso per 500 professionisti della cultura, alla rivoluzione museale, all’introduzione dell’Art Bonus (che ha portato circa 4.300 mecenati a donare oltre 158 milioni di euro a 1.150 interventi), il piano strategico del turismo.

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