Big data: nuovi strumenti e competenze

Re: Big data: nuovi strumenti e competenze

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/06/2018, 14:33

IlSole24Ore, Giuditta Giardini, 5 giugno 2018

A chi appartengono i cultural data?

Che cosa hanno in comune la ricostruzione 3D di Palmira, i prodotti delle new media art, le collezioni del Cultural Institute di Google, gli Object ID? L'essere “cultural data”. Dal Progetto Gutenberg, primo progetto di resa digitale di testi degli anni ‘70, alla recentissima piattaforma online, Europeana, che conta un numero pari a 51 milioni di opere digitalizzate, oggi, più di due miliardi di persone nel mondo creano “cultura digitale” semplicemente condividendo foto, video, link, scrivendo post, articoli, commenti, etc.
La digitalizzazione dei beni culturali degli ultimi 20 anni ha aperto le porte a processi di conservazione e allo studio del passato attraverso l'utilizzo di metodi computazionali già usati per i “big data”.

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Europeana, la piattaforma online per la digitalizzazione della cultura
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L’archivio. Alla fase della produzione dei dati fa seguito quella della conservazione, anch'essa interessata dalla rivoluzione digitale che ha cambiato il modo in cui la società organizza le informazioni facilitando l'accesso al materiale sistematizzato, e l'analisi dei dati definita “cultural analytics” (Manovich, 2009). Oltre ai musei, tra i primi ad aver recepito le novità del digitale rendendo virtuali i loro cataloghi per facilitarne gestione e fruizione, sono nati archivi digitali, come Europeana, che incoraggiano produzione e utilizzo di materiale culturale digitale.
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Re: Big data: nuovi strumenti e competenze

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/05/2016, 2:06

Dove sta il limite tra privacy e prevenzione delle malattie nei big data?

BBC, 03/05/2016

Google given access to London patient records for research

Google has been given access to an estimated 1.6 million NHS patient records, it has been revealed.
The data-sharing agreement, revealed by New Scientist, includes full names as well as patient histories.
Google says it will use the data to develop an early warning system for patients at risk of developing acute kidney injuries.
But critics have questioned why it needs the data of all patients to create such a specific app.
Under the data-sharing agreement, Google's artificial intelligence division DeepMind will have access to all of the data of patients from the Royal Free, Barnet and Chase Farm hospitals in London going back over the past five years and continuing until 2017.
It plans to use the data to develop an app known as Streams that will alert doctors when someone is at risk of developing acute kidney injury (AKI).
The data remains encrypted, meaning that Google employees should not be able to identify anyone, according to the Royal Free Trust.
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Big data: nuovi strumenti e competenze

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/10/2015, 20:08

FrumPa, 21/10/2015 di Michela Stentella

L’Istat si apre ai big data: la statistica non sarà più la stessa

Il momento di mandare in pensione il tradizionale questionario statistico non è ancora arrivato, ma sono già partite le prime sperimentazioni sull’utilizzo dei big data. A raccontare la nuova frontiera della rilevazione statistica è stato il presidente dell’Istat Giorgio Alleva, in occasione del suo intervento al convegno inaugurale di Smart City Exhibition il 14 ottobre scorso.

Istat e big data.JPG
https://youtu.be/b2LwwW-9Cig
Istat e big data.JPG (22.93 KiB) Osservato 524 volte

In un mondo in cui i dati vengono prodotti dalle fonti più disparate, in una quantità e con una velocità fino a qualche anno fa inimmaginabile, le tradizionali indagini statistiche dovranno necessariamente lasciare il posto a nuove metodologie di rilevazione e analisi. Il momento non è ancora maturo, servono nuovi strumenti, nuove competenze e un quadro normativo/legale in grado di garantire lo sfruttamento in sicurezza di questi dati tutelando al massimo la privacy di chi li produce (spesso i cittadini in prima persona). Tuttavia gli istituti di statistica si stanno già attrezzando e sono partite le prime sperimentazione di utilizzo dei big data, per capire se davvero sarà possibile sostituirli ai dati fino ad oggi raccolti direttamente presso le persone e le imprese. ...
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