Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Immagine Feed RSS

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/07/2019, 9:28

Mountain Wilderness, 10/07/2019

Soprintendenze: l’allarme del Comitato etico scientifico di Mountain Wilderness

La proposta di concedere ad alcune regioni settentrionali uno status analogo a quello delle regioni a statuto speciale, include come corollario non marginale l’abolizione delle soprintendenze dipendenti dal MIBAC. Cedere agli appetiti regionali le competenze primarie in materia di tutela naturalistica, archeologica, artistica significa semplicemente abbattere l’ultima e già fin troppo fragile barriera esistente contro l’aggressione dei basilari valori culturali nei quali si rispecchia la storia dell’Italia; valori che un localismo interpretato come astioso e presuntuoso antagonista dello Stato centrale ( e non come armonica proiezione sui territori dei principi su cui si fonda la comunità nazionale), difficilmente riuscirebbe a difendere contro la pressione troppo contigua di convenienze -e connivenze – tribali di corto respiro.
Le soprintendenze, con tutti i loro limiti e difetti, rappresentano oggi l’unico punto di riferimento al quale ricorrere per arginare una deriva così carica di minacce. Constatiamo con sgomento che i media non hanno riservato fino ad oggi a questo incombente potenziale tradimento l’attenzione che meriterebbe. Si discorre ad oltranza e giustamente sugli effetti del riscaldamento planetario, sulle frane, sulle alluvioni, sul ritiro dei ghiacciai, sull’inquinamento atmosferico, ma poi – venendo al pratico – si evita di accennare ai rischi gravissimi che incombono –oggi più che mai – sulla tutela del paesaggio naturale, del paesaggio agrario, e sulle emergenze architettoniche che vi insistono. Il fatto che l’ambientalismo, nel sentire diffuso, abbia perso “appeal” non giustifica l’abbandono della bellezza identitaria nelle mani di chi è interessato a corroderla e deturparla, pur celebrandone in astratto i pregi. In questo momento storico è’ imperativo non privarsi delle armi a disposizione delle Soprintendenze nazionali. Bisogna che tutte le persone di buona volontà puntino i piedi, escano allo scoperto, nel tentativo di riportare questi temi al centro dell’attenzione del nostro paese.
Il muro di indifferenza che contribuisce a rendere ciechi e sordi tanti nostri connazionali va sfidato ed infranto prima che sia troppo tardi. L’unica via che riusciamo a individuare richiede, come punto di partenza, un’ efficace cassa di risonanza mediatica. Solo grazie ad un simile stimolo la classe politica potrebbe finalmente rendersi conto della posta in gioco. E correre ai ripari.


Firmano per il Comitato Etico Scientifico di Mountain Wilderness Italia
Luisella Battaglia, Luisa Bonesio, Salvatore Bragantini, Duccio Canestrini, Erri De Luca, Sandro Gogna, Carlo Alberto Graziani, Vittorio Emiliani, Cesare Lasen, Sandro Lovari, Paolo Maddalena, Ugo Mattei, Franco Michielis, Carlo Alberto Pinelli, Matteo Righetto, Salvatore Settis, Franco Tomatis, Stefano Unterthiner, Kurt Diemberger, Massimo Frezzotti, Stefano Sylos Labini.
*
Allegati
imago374.JPG
imago374.JPG (23.2 KiB) Osservato 42 volte
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/06/2019, 1:20

ANAI - Osservazioni sulla bozza di DPCM di riorganizzazione del Mibac

Roma, 18 giugno 2019
Ai Componenti della VII Commissione permanente della Camera dei Deputati
Ai Componenti della VII Commissione permanente del Senato
Al Presidente del Comitato tecnico scientifico per gli archivi
e p.c.
All'on.le Ministro per i beni e le attività culturali
Al Capo di Gabinetto
Al Segretario generale
Al Direttore generale Archivi

Oggetto: osservazioni sulla bozza di DPCM di riorganizzazione del Mibac
L'Associazione nazionale archivistica italiana ha preso visione del testo dell'ennesima riorganizzazione del Ministero. Per quanto riguarda i beni archivistici si registrano una serie di scelte che rischiano di pregiudicare sensibilmente l'efficacia e l'efficienza dell'attività di tutela, che costituisce la missione istituzionale del Ministero nei confronti del settore.
In particolare, suscita notevole preoccupazione l'accavallarsi di competenze genericamente definite (e in alcuni casi nemmeno coerenti con la normativa in materia) fra più uffici, quali il Segretariato generale, la Direzione generale Organizzazione e la Direzione generale Archivi in materia di digitalizzazione dei processi e dematerializzazione dei flussi documentali, ovvero una attività strategica per tutta la pubblica amministrazione, rispetto alla quale la Direzione generale Archivi ha, finora, operato con la competente Agenzia per l'Italia digitale alla definizione di linee guida e specifiche
tecniche. Inoltre, la generica previsione di un coordinamento in capo al Segretario generale di una non specificata attività di digitalizzazione del patrimonio sembra non considerare adeguatamente la natura eminentemente tecnica di tale attività e i requisiti e standard specifici di ogni settore, per l'interoperabilità dei quali gli Istituti centrali competenti (neppure menzionati in proposito nella bozza di dPCM) già da tempo stanno lavorando. Inoltre, mentre si apprezza l'attribuzione di un terzo servizio alla Direzione generale Archivi, non si può che esprimere un forte dissenso per l'attribuzione alle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche di un compito di coordinamento rispetto agli Archivi di Stato che, alla luce delle attribuzioni amministrative conferite ai Segretariati distrettuali e all' autonomia tecnico scientifica che il dPCM riconosce agli Archivi di Stato, appare quanto mai fumoso, superfluo e penalizzante rispetto ai compiti di tutela delle Soprintendenze medesime. Gli Archivi di Stato diventerebbero "articolazioni" delle Soprintendenze, dopo una storia di autonomo rapporto con la Direzione generale che data almeno dal 1939.
...


OSSERVAZIONI SULLA BOZZA DI DPCM DI RIORGANIZZAZIONE DEL MIBAC
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/06/2019, 9:19

IRPA, 20/06/2019

L’insostenibile leggerezza ovvero la “nuova” riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

Il 19 giugno 2019 il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) (qui il testo per il Consiglio). È il risultato di quasi un anno di lavoro, un tempo concesso lo scorso luglio a tutti i dicasteri per potersi riorganizzare utilizzando uno strumento più rapido, un d.P.C.M. – e non un d.P.R. – e senza dover chiedere parere al Consiglio di Stato (il nuovo Governo, in sostanza, ha usato lo stesso strumento dei governi precedenti, che tuttavia avevano sempre previsto termini più rapidi – pochi mesi – per poter giustificare la deroga al procedimento ordinario).

Il testo – che stranamente non è stato esaminato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, come è invece sempre avvenuto per i regolamenti di organizzazione del Ministero – scaturisce dalle proposte di una task-force interna. Il nuovo regolamento sostituisce per intero il precedente (d.P.C.M. n. 171 del 2014), anche se ne conserva gran parte dei contenuti: una scelta poco comprensibile sotto il profilo tecnico, soprattutto se si considera che il testo non riordina tutte le fonti che disciplinano l’organizzazione del Ministero, né abroga espressamente, pur indicandolo in premessa, il d.m. 23 gennaio 2016, che dunque ancora oggi regola la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio e le soprintendenze uniche.

Le poche ma gravi novità di questa ennesima riorganizzazione, che avrebbero potuto essere anche inserite nel d.P.C.M. n. 171 del 2014 senza riprodurre ex novo un intero testo in larga parte identico al precedente, riguardano quattro aspetti, cui corrispondono altrettanti effetti nefasti sulla struttura del Ministero: l’ipertrofia del centro; la mortificazione dell’amministrazione periferica; l’indebolimento del sistema museale; il caos in materia di esportazioni.
....
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/07/2018, 0:09

huffingtonpost.it, 18/07/2017, Giuliano Volpe Archeologo, presidente emerito del Consiglio superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBAC

Qualcuno vuole abbassare l'asticella della qualità scientifica al Mibac

All'ultimo concorso per funzionario tecnico al Mibact, il Ministero dei beni e delle attività culturali (allora con la T di Turismo), per 500 posti, poi diventati 1000, si sono presentati circa 20.000 candidati. Per accedervi era necessario un titolo di terzo livello universitario (secondo quanto previsto da accordi risalenti al 2010): il dottorato di ricerca, la scuola di specializzazione o almeno un master biennale di secondo livello. Già in quella occasione – qualcuno lo ricorderà – si tentò un colpo di mano, con un emendamento che proponeva di consentire l'accesso ai laureati triennalisti. Per fortuna il tentativo maldestro fu sventato – ci fu anche un duro pronunciamento del Consiglio superiore beni culturali e paesaggistici presieduto da chi scrive – e si tenne alta l'asticella: e, infatti, i vincitori, molti dei quali sia con dottorato sia con specializzazione, di quella difficile prova, ora entrati nei ranghi del Mibac, stanno portando una ventata di qualità scientifica e professionale assolutamente necessaria in un ministero che dovrebbe caratterizzarsi per un alto profilo tecnico-scientifico.

Ora si riprova ad abbassare quell'asticella. In una trattativa in corso con i sindacati, nelle bozze in circolazione, compare una "strana" concessione: "Per i soli profili di funzionario amministrativo e funzionario per la promozione e la comunicazione sarà considerato titolo di accesso la laurea triennale. Per i titoli post lauream, lì dove previsti dall'Accordo sui profili professionali 2010, sarà considerata equipollente un'anzianità di servizio pari a 6 anni, svolti in mansioni attinenti al profilo per cui si concorre, o un'anzianità di servizio pari a 10 anni nel Mibact".
...
La cosa ha anche un risvolto schizofrenico. Questo sarebbe lo stesso Ministero che istituisce una Scuola nazionale del patrimonio, che sta completando la selezione di una élite di 18 super-formati, con titoli di terzo livello universitario, per svolgere un'ulteriore formazione superiore biennale di quarto livello?

Mi auguro che questa operazione venga rapidamente bloccata dal ministro Alberto Bonisoli, che non credo voglia avviare la sua attività, dopo aver annunciato una mega operazione di 6mila assunzioni, abbassando l'asticella della qualità culturale, scientifica e professionale del proprio personale.
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 20/07/2018, 0:06

ANAI, Roma, 16 luglio 2018

Lettera aperta di ANAI, Assotecnici e AIB al Ministro per i beni e le attività culturali sul tema dei passaggi di area

Le nostre associazioni confermano la necessità che il Mibac mantenga alta la qualità dei profili di funzionario destinati a svolgere delicate attività specialistiche di tutela e valorizzazione e, pur rispettando le giuste aspirazioni di carriera del personale interno al Ministero, ribadiscono che l’accesso a tali funzioni sia presidiato con rigore, sulla base di principi coerenti con la normativa nazionale e con la verifica di livelli di competenza corrispondenti ai profili in corso di approvazione, scongiurando la tentazione di ripercorrere scorciatoie troppe volte in passato percorse con esiti tutt’altro che confortanti.
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/07/2018, 0:50

Food&Tec, 03/07/2018

La competenza sul turismo passa al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali


La delega al Turismo passa dal Ministero per i Beni alle attività Culturali al ministero dell’Agricoltura, guidato da Gian Marco Centinaio. Lo ha stabilito il Consiglio dei Ministri. Centinaio ha esperienza professionale nella vendita di servizi turistici.

“Ci siamo! Si inizia a concretizzare quanto promesso nei giorni scorsi - scrive Centinaio su Facebook - . Lavoro Lavoro Lavoro: agricoltura e turismo: le eccellenze del nostro Paese.”.

Dal nuovo assetto dovrebbe discendere la creazione di un dipartimento all’interno del Ministero delle Politiche Agricole con due direzioni (affari generali e promozione del turismo). Sarà comunque un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni a disciplinare questa riorganizzazione che prevede la possibilità per i dipendenti dell’attuale MiBACT di decidere se restare ai Beni culturali o spostarsi al nuovo ministero.

*
imago282.JPG
imago282.JPG (18.52 KiB) Osservato 1238 volte

Ai sensi del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, pubblicato nella G.U. n.
160 del 12 luglio, la competenza sul turismo passa al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali. Ai sensi del comma 5 dell'art.
1, la denominazione: «Ministero per i beni e le attività culturali»
sostituisce, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione:
«Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo».
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 09/03/2018, 1:29

È pubblicato nella G.U. di ieri, n. 55, il DPCM 1° dicembre 2017, n. 238,
«Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 29 agosto 2014, n. 171, concernente il regolamento di
organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e
dell’Organismo indipendente di valutazione della performance».

In particolare, il DPCM istituisce l’Unità per la sicurezza del patrimonio
culturale (ufficio dirigenziale di livello generale).
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18


Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/02/2018, 15:53

Finestrasull'arte, Federico Giannini, 16/02/2018

10 priorità per il prossimo ministro dei beni culturali

Si sta per concludere il mandato di Dario Franceschini: ecco dieci priorità per il prossimo ministro dei beni culturali.

Negli ultimi quattro anni, da quando Dario Franceschini ricopre il ruolo di ministro dei beni culturali, il settore ha conosciuto dei cambiamenti epocali. Ci sono state la riforma delle soprintendenze, quella dei musei, quella dell’esportazione dei beni culturali, e ancora le leggi che hanno liberalizzato le foto nei musei, nelle biblioteche e negli archivi, c’è stato il concorso per l’assunzione di cinquecento nuovi funzionarî, è cresciuto il peso del bilancio ministeriale in rapporto a quello complessivo dello stato (siamo passati da una spesa corrispondente allo 0,19% allo 0,29%, ma siamo ancora lontani dallo 0,39% del 2000), abbiamo assistito all’introduzione dell’Art Bonus e della 18app (il bonus di 500 euro per i diciottenni), nonché a un incremento delle attività del ministero e dei musei statali sul web e sui social, alla nascita delle domeniche gratuite nei musei, all’istituzione dei caschi blu per la cultura, nati da un’idea dell’attuale ministro. Quello di Franceschini è stato un ministero caratterizzato da luci ma anche da molte ombre: poco è stato fatto, per esempio, in materia di precariato, di ricerca, di tutela per i centri minori, e le riforme delle soprintendenze e dei musei contengono molti lati oscuri di cui s’è a lungo discusso su queste pagine.

Il lavoro da fare, pertanto, è ancora molto. Esistono numerosi problemi strutturali che occorre risolvere (e al più presto) per garantire ulteriore rilancio al settore. S’è dunque pensato di stilare una lista delle dieci priorità di cui, a nostro avviso, il prossimo ministro dei beni culturali, nominato col governo che si formerà a seguito delle elezioni del 4 marzo, dovrà necessariamente occuparsi.

imago133.JPG
imago133.JPG (28.8 KiB) Osservato 1832 volte

1. Il lavoro nei beni culturali
2. Una vera rivoluzione sulle tariffe d’accesso ai musei
3. Cultura digitale
4. Dare nuovo slancio alla tutela e rinsaldare i legami tra musei e territorio
5. Occuparsi dei piccoli musei, che registrano cali di visitatori
6. La ricerca deve tornare argomento d’attualità
7. Occuparsi di arte contemporanea
8. Attenzione alle periferie e all’inclusione sociale
9. Musei che facciano i musei
10. Piani paesaggistici e accorpamento del Ministero dei Beni Culturali col Ministero dell’Ambiente
...
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Re: Riforma del MIBACT: stato dell'arte

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/01/2018, 9:09

LEFT, 03/01/2018

«Imbavagliati soprintendenti e direttori, denunciamo noi il caos nei Beni culturali»

La situazione di caos e di paralisi creata dalla “riforma” Franceschini separando la valorizzazione (nel senso di monetizzazione) dalla tutela e privilegiando la prima a discapito della seconda passa praticamente sotto silenzio – con pochissime lodevoli eccezioni – nella stampa e nella televisione nazionale. Ciò è grave in sé. Ma è anche dovuto al fatto che i soprintendenti e gli altri tecnici della tutela non possono assolutamente fare dichiarazioni, denunciare lo stato di confusione fra soprintendenze, poli museali e fondazioni di diritto privato, di depotenziamento strutturale, di esasperata burocratizzazione in cui versano gli organismi e gli uffici che per oltre un secolo hanno operato per difendere dalle aggressioni speculative, dall’abbandono, dall’incuria il patrimonio storico-artistico-paesaggistico.

Tocca quindi a noi – in luogo dei tecnici imbavagliati e minacciati di sanzioni – denunciare pubblicamente la gravità di una situazione in cui ministro e Ministero continuano a magnificare conquiste straordinarie, mentre la spesa statale per la cultura rimane una delle più basse d’Europa, un terzo di quella francese, metà di quella spagnola, e i suoi recenti relativi incrementi, beninteso rispetto al minimo dello 0,19% del bilancio statale toccato nel 2011 (governo Berlusconi IV) rispetto allo 0,39 % del 2000 (governo Amato II), vengono indirizzati su obiettivi futili o sbagliati.
...
A colpire è la strategia di fondo del Mibact: da una parte si trasferisce dagli stessi poli museali a fondazioni di diritto privato la valorizzazione sempre più commerciale del patrimonio e dall’altra si prospetta con la legge Madia la sottomissione delle soprintendenze, decisamente indebolite, ad un organo di governo locale come la Prefettura. Una offensiva, antistorica scemenza.
...
A questo punto la rete dissestata della tutela va letteralmente ricostruita. con la scelta strategica di far di nuovo prevalere l’interesse pubblico sugli appetiti privati, premiando i capaci e meritevoli, riempiendo i vuoti negli organici dei beni culturali, evitando la chiusura per “vecchiezza” di archivi e biblioteche dove l’età media del personale supera i 60-65 anni e i trentenni rappresentano lo 0,6-1,6 % degli addetti.
...
Il ministero per i Beni culturali non può, non deve diventare il ministero del Turismo (attività chiaramente indotta dal patrimonio culturale e paesaggistico), né si possono sottomettere ai Prefetti le Soprintendenze. Un autentico oltraggio alla tradizione ammirevole dei nostri studi e degli interventi di restauro e di recupero sul territorio e un continuo danno inferto agli stessi interessi del Paese. Per il quale la cultura e la ricerca, in sé e per sé, cioè senza finalità economiche immediate, scolpite nell’articolo 9 della Costituzione, rappresentano il motore fondamentale.


Adriano La Regina, già soprintendente Archeologia Roma, Accademico dei Lincei
Francesco D’Andria, professore emerito di Archeologia greca e romana, Università del Salento
Andrea Emiliani, già Soprintendente ai Beni storici e artistici Bologna, Ferrara e Romagna, Accademico dei Lincei
Mario Torelli, già docente a Perugia di Archeologia, Accademico dei Lincei
Desideria Pasolini dall’Onda, fondatrice di Italia Nostra nazionale
Licia Vlad Borrelli, archeologo, già Istituto Centrale del Restauro
Giorgio Nebbia, ambientalista, professore emerito Università di Bari
Fausto Zevi, già Soprintendente archeologico Napoli e Caserta e docente alla Sapienza, Accademico dei Lincei
Pietro Giovanni Guzzo, archeologo, già Soprintendente in Puglia e a Pompei, Accademico dei Lincei
Maria Luisa Polichetti, già direttrice del Catalogo centrale e Soprintendente ai Beni architettonici delle Marche
Jadranka Bentini, già Soprintendente ai Beni storici e artistici di Bologna, Ferrara e Romagna, presidente di Italia Nostra a Bologna
Germana Aprato, già Soprintendente ai Beni Architettonici dell’Umbria
Lucia Fornari Schianchi, già Soprintendente ai Beni Storici e Artistici di Parma e Piacenza
Antonio De Siena, già Soprintendente archeologico della Basilicata
Anna Gallina Zevi, già Soprintendente archeologico ad Ostia Antica
Elio Garzillo, già Soprintendente ai Beni architettonici di Bologna e regione
Gianfranco Amendola, ex magistrato, docente di Diritto Ambientale
Carlo Alberto Graziani, già presidente del Parco Nazionale dei Sibillini e ordinario di Diritto Civile a Siena e Camerino
Valerio Magrelli, poeta, ordinario di Letteratura francese all’Università di Cassino
Bruno Toscano, professore emerito di Storia dell’arte Roma Tre
Ebe Giacometti, presidente Italia Nostra Lazio, delegata ai Parchi
Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, presidente emerito Corte di Cassazione
Claudio Meloni, coordinatore nazionale della FpCgil del MiBACT
Andrea Camilli, responsabile Assotecnici del MiBACT
Maria Teresa Filieri, già direttore dei Musei Nazionali di Lucca
Gianni Venturi, già ordinario di Letteratura italiana all’Università di Firenze
Paolo Liverani, archeologo, ordinario all’Università di Firenze
Sandro Lovari, professore emerito di Ecologia, Università di Siena
Carlo Alberto Pinelli, professore al Suor Orsola Benincasa di Napoli, presidente di Mountains Wilderness
Lucia Lepore, archeologa della Magna Grecia, già docente a Firenze
Carlo Pavolini, archeologo, già docente Università della Tuscia
Giovanni Losavio, magistrato, già presidente nazionale di Italia Nostra, ora della sezione di Modena
Vezio De Lucia, urbanista
Pier Luigi Cervellati, architetto e urbanista
Bernardino Osio, ambasciatore
Orio Ciferri, genetista, fondatore del primo corso interdipartimentale sui beni culturali a Pavia
Giorgio Boscagli, Gruppo dei 30 per i Parchi, già direttore Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Katia Mannino, associato di archeologia classica, Università del Salento
Francesco Pardi, studioso del paesaggio, “Liberacittadinanza”
Luciana Prati, già direttrice Musei Civici e Biblioteca comunale Forlì
Francesca Valli, storica dell’arte, già coordinatrice delle raccolte storiche Accademia di Brera
Lucinia Speciale, storica dell’arte, Università del Salento
Francesco Mezzatesta, fondatore della LIPU, naturalista, coordinatore Gruppo dei 30 per i Parchi
Corrado Stajano, giornalista scrittore
Paolo Maddalena, giurista, già giudice della Corte Costituzionale
Benedetta Origo, presidente Comitato per la Val d’Orcia
Stefano Deliperi, presidente Gruppo di intervento giuridico Onlus, Cagliari
Maurizio Chierici, giornalista scrittore
Salvatore Bragantini, economista, editorialista
Gianandrea Piccioli, consulente editoriale
Fernando Ferrigno, giornalista tv e scrittore di Beni culturali
Ugo Mattei, professore di Diritto civile e dell’Ambiente, Università di Torino
Alberto Abrami, già ordinario di Diritto Forestale e Ambientale, Università di Firenze
Simona Agostini, ricercatrice Urbanistica, Università di Bologna
Andrea Buzzoni, già dirigente Ferrara Arte e delle Attività culturali del Comune, Ferrara
Luisa Bonesio, già associato di Estetica Università di Pavia, direttore dei Musei dei Sanatori di Sondalo (Sondrio)
Alessandro Gogna, alpinista, storico dell’alpinismo
Simona Rinaldi, Università della Tuscia
Pino Coscetta, giornalista scrittore
Luisella Battaglia, Istituto italiano di Bioetica
Matteo Righetto, scrittore, comitato scientifico Mountains Wilderness
Italo Sciuto, professore di Filosofia Morale, Università di Verona
Stefano Sylos Labini, ricercatore scientifico ed economista
Tomaso Montanari, ordinario di storia dell’arte moderna, Università Federico II Napoli e presidente di Libertà e Giustizia
Maria Pia Guermandi, archeologa, responsabile progetti europei sul patrimonio culturale
Natalia Piombino, docente Syracuse University Florence
Gaia Pallottino, coordinatrice Comitato residente città storica, Roma
Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore Beni culturali
Sergio P. Del Bello
Amministratore
 
Messaggi: 5682
Iscritto il: 25/02/2009, 18:18

Prossimo

Torna a News ultima ora

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti