ACTA sui professionisti indipendenti

Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 29/04/2020, 23:50

ACTA, 29/04/2020

CORONAVIRUS E MISURE DI SOSTEGNO AI FREELANCE: COSA SUCCEDE IN EUROPA?
Ormai ne siamo certi. La difficile fase che stiamo vivendo ha e avrà conseguenze molto pesanti per tanti lavoratori, tra cui i freelance.

L’esplosione del coronavirus ha fatto emergere prepotentemente la necessità di tutele per i freelance e più in generale per tutti i lavoratori, che si trovano a operare in un mondo del lavoro sempre più fluido e complesso, non solo in Italia.

Come sappiamo, l’Italia sta attuando una serie di misure di sostegno a favore dei lavoratori autonomi. Ma se è una pandemia, cosa sta succedendo negli altri paesi? Proviamo quindi ad allargare lo sguardo e forniamo una breve panoramica delle principali misure adottate da alcuni stati dell’Unione europea nei primi mesi dell’emergenza.

Le misure vengono aggiornate costantemente e i sistemi sono molto differenti fra loro. Invitiamo quindi chi volesse approfondire, o usare questi dati come base per articoli o ricerche, a fare affidamento sui siti istituzionali dei vari stati.

Francia
Fonds de solidarité et mesures de soutien pour les travailleurs indépendants:

indennità mensile fino a 1500 € in base ai seguenti requisiti: reddito imponibile minore di 60.000 € e calo di fatturato almeno pari al 50% rispetto allo stesso mese del 2019 oppure rispetto alla media mensile di fatturato nel 2019);
rinvio delle scadenza fiscali e/o contributive di marzo e aprile;
possibilità di rimodulare le scadenze seguenti in base al calo di reddito (senza interessi);
altre misure straordinarie di sostegno.

Olanda
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/04/2020, 23:48

ACTA, 17/04/2020

SEI PROPOSTE PER USCIRE DALL’EMERGENZA

Le proposte di Acta per sostenere i lavoratori indipendenti durante e dopo l’emergenza Covid-19

Il momento estremamente delicato che stiamo vivendo, oltre a toccarci nel profondo, individualmente e come collettività, sta anche evidenziando, in maniera ancora più visibile alla società nel suo complesso, la necessità di “mettere mano” alle regole che nel nostro paese tutelano le persone che svolgono un lavoro autonomo.

Parliamo del bisogno di introdurre nuove forme di tutela e di rimodellare quelle esistenti, sia sul fronte del sistema di welfare di tutela della persona-lavoratore autonomo, sia in un senso più ampio di protezione e valorizzazione del lavoro svolto “con partita iva”, per garantire condizioni di maggiore equità, coesione sociale e benessere economico collettivo.
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Chiediamo di:

Prorogare le scadenze di carattere fiscale e quelle relative ai pagamenti dei contributi previdenziali, fino al termine dell’emergenza sociale causata dalla diffusione del virus. Il termine della “fase 1” dell’emergenza sanitaria non può essere considerato come il momento utile per “riscuotere cassa”: i lavoratori autonomi non avrebbero la liquidità necessaria per provvedere ai pagamenti. Riteniamo quindi necessario rinviare gli obblighi al 2021, prevedendo la possibilità di rateizzare i pagamenti senza interessi nel triennio 2021-23
Continuare ad erogare un contributo ai lavoratori con partita iva, come già previsto per il mese di marzo, anche nei prossimi mesi. Consapevoli della necessità di non prevedere generalizzati aiuti “a pioggia”, ma di aiutare chi si trova in una condizione di maggiore difficoltà, proponiamo di introdurre un meccanismo di eventuale restituzione dell’indennizzo, qualora a consuntivo risultasse che:
il reddito complessivo nel 2020 risultasse superiore a € 50.000;
il reddito da lavoro generato nel 2020 non risultasse diminuito di almeno il 30% rispetto alla media del triennio 2017-2019.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/04/2020, 23:05

ACTA, 15/04/2020

UN NUOVO SPORTELLO: REDACTA RISPONDE!

Dall’esperienza positiva e collaudata degli Sportelli Acta nasce Redacta risponde, uno spazio di ascolto e consulenza per i lavoratori e le lavoratrici dell’editoria e dell’industria culturale.
Da aprile 2019 il gruppo Redacta analizza le condizioni di lavoro nel settore editoriale per freelance e dipendenti, organizza riunioni e performance di arte pubblica e porta avanti proposte per migliorare la situazione di professionisti e professioniste.

Perché rivolgersi a Redacta risponde?
Per conoscere il gruppo Redacta, le nostre iniziative e proposte;
Per confrontarsi sulle criticità legate ai committenti;
Per avere informazioni di base sui diritti e sugli obblighi dei freelance;
Per parlare di tariffe, contratti, tempi di pagamento ecc.
Sarà possibile prenotare una videochat una volta al mese (il primo appuntamento è aperto anche ai non soci) a partire da giovedì 23 aprile.

Per fissare un appuntamento o per saperne di più, scrivi a ricercaeditoriacta@gmail.com.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/03/2020, 1:55

ACTA, 03/03/2020

L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SUI FREELANCE. I RISULTATI DI UN SONDAGGIO
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La situazione che si è venuta a creare con la diffusione del coronavirus ha colpito le imprese e i lavoratori (dipendenti e non) anche fuori dalle zone rosse e rischia di essere molto pesante per molti freelance che non possono contare né su ammortizzatori sociali, né su riserve di risparmio a causa di redditi spesso sotto i livelli di povertà.

Il sondaggio ACTA
ACTA ha lanciato un sondaggio per raccogliere dati sugli effetti delle misure per il contrasto alla diffusione del coronavirus sul lavoro dei freelance. Quello che preoccupa, in particolare, è la perdita di reddito che si è già verificata e che con tutta probabilità continuerà a verificarsi nei mesi a venire, dato che i servizi tipicamente forniti da questa fascia di lavoratori (formatori, ricercatori, consulenti, interpreti, traduttori, grafici, ecc.) vengono programmati con ampio anticipo e risentono enormemente non solo delle condizioni delle industrie italiane e straniere in generale, ma anche della mancata circolazione delle persone, in Italia e all’estero.

Cancellazioni e sospensione di commesse e incarichi

Sulla base dei 410 che hanno risposto al sondaggio nell’arco di 48 ore, il 47% ha subito la cancellazione di almeno una commessa nella settimana appena trascorsa e/o nelle prossime settimane, il 57% ha avuto la sospensione o il rinvio a data da definirsi di almeno una commessa. La percezione condivisa dai ¾ dei freelance è che ci saranno cancellazioni e rinvii nei prossimi mesi.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/02/2020, 0:29

ACTA, 18/02/2020

APE SOCIAL? I FREELANCE SONO ESCLUSI

Indipendente? Paradiso, perché l’Inferno già passato in terra.

Quando giocavo a rugby, negli anni Settanta, il telecronista di allora ripeteva almeno una volta ogni partita la storiella del giocatore di “mischia” che, presentandosi al giudizio del castigo o del premio Eterno, veniva indirizzato al Paradiso, perché l’Inferno l’aveva già passato in Terra. Io, non giocando in Prima Linea, difficilmente avrei potuto ambire a un simile trattamento di favore. Ma ora come lavoratore Indipendente potrei farci un pensierino, visto che l’Inferno di non essere più Dipendente lo dovrò scontare fino alla Fine.

Parliamo ad esempio di APE Social, ovvero lo strumento di accompagnamento alla Pensione di quei lavoratori Non Occupati, prossimi alla Pensione di Vecchiaia (63 anni) con un quantum di versamenti (30 anni) che è quasi impossibile ricondurre a politiche “Occupazionali”.

Forse è proprio questo lo strumento di cui parlammo quel 24 Aprile 2015 con l’allora Presidente dell’INPS Tito Boeri, nell’incontro cui partecipammo (come ACTA, parte della Coalizione 27F) al termine di un coinvolgente Speakers’ Corner sotto le sedi INPS.

Be’, incredibile, l’APE Social è Social solo per i Lavoratori Dipendenti. Che nell’identificare i papabili a tale misura, pur includendo gli iscritti alla Gestione Separata, i Legislatori restringono il campo a coloro che “si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento …” (vedi Decreto Attuativo).

Ma chi non si può licenziare da solo, semplicemente non riesce a lavorare, perché non trova committenti, pur rendendosi disponibile (anzi di più, urlando “SONO DISPONIBILE AL LAVORO!”, sussurrando sensuale “Sono disponibile al lavoro”, minacciando “Ti faccio una proposta che non puoi rifiutare. Sono disponibile al lavoro. BANG!”) ha meno necessità di essere “anticipato”? Forse basterebbe aggiungere dopo la parola Licenziamento: “O in mancanza di committenze, per i Lavoratori Autonomi” (per un certo numero di mesi, sotto un certo reddito, ecc. ecc.).
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E ci dovrebbe essere un’eccezione per il requisito dei 30 anni di contribuzione per tutti coloro che hanno sempre lavorato come freelance, visto che la gestione separata esiste dal ’95 ovvero da 25 anni!

Aggiustiamo quest’APE poco Social e niente equa, insieme alla reiterata richiesta di rimozione del vincolo di dover maturare 1,5 volte l’assegno sociale, come requisito minimo per avere accesso alla pensione DI VECCHIAIA ORDINARIA (per coloro che non hanno versamenti prima del 1995), per muoversi davvero verso Ipotesi di Omogeneizzazione dei trattamenti pensionistici (in questo caso si aiuterebbe pure nella definizione di Disoccupato con Partita Iva).

Eviteremmo la possibilità che, come l’INPS, anche San Pietro sia rimasto al Novecento e in Paradiso ci mandi solo i Lavoratori Dipendenti.

L'articolo Ape social? I freelance sono esclusi proviene da ACTA in rete.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/01/2020, 20:21

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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/01/2020, 2:53

ACTA, 13/01/2020

INDENNITÀ RADDOPPIATE PER I FREELANCE CHE SI AMMALANO

Buone nuove sul fronte malattia per i freelance. Con la circolare n. 141 del 19 novembre 2019, l’INPS ha ampliato le tutele per malattia e degenza ospedaliera in favore degli iscritti alla Gestione separata prendendo atto delle modifiche introdotte dal Decreto-legge n. 101 del 3 settembre 2019, convertito con modificazioni dalla legge 2 novembre 2019, n. 128.

Per gli eventi di malattia o ricovero ospedaliero insorti a partire dal 5 settembre 2019, le indennità giornaliere sono state rivalutate del 100% rispetto agli importi precedenti e – a seconda dei contributi versati nei 12 mesi precedenti – il richiedente in possesso dei requisiti necessari ora potrà ricevere dai 45 ai 90€ circa per ogni giornata di ricovero (fino a un massimo di 180 giorni all’anno) e dai 22 ai 45€ circa per ogni giornata di malattia domiciliare (fino a un massimo di 61 giorni all’anno). Per gli eventi precedenti al 5 settembre 2019, gli importi variavano dai 22 ai 44€ per i ricoveri e dagli 11 ai 22€ al giorno per la malattia domiciliare.

L'immagine può contenere: testo
Oltre al raddoppio delle indennità, è stato ridotto il requisito minimo per l’accesso a queste importanti tutele da 3 a 1 mensilità di contributi nei 12 mesi precedenti l’evento di malattia o di ricovero per cui si fa domanda. In soldoni, questo significa che se prima bisognava aver versato nelle casse dell’INPS all’incirca 1.100 €, adesso ne bastano 365 € per vedersi riconosciuto il diritto all’indennità di degenza e malattia domiciliare. Per maggiori informazioni sulla tutela della malattia e su come fare per presentare domanda, consulta il nostro InfoPoint.
Stando alla stessa legge, anche per l’accesso alla tutela della maternità dal 5 settembre 2019 è sufficiente avere 1 sola mensilità di contribuzione. Tuttavia, per quest’ambito l’INPS non ha ancora emanato una circolare operativa specifica. Speriamo di non dover attendere altri 17 mesi come nel 2018 e di non dover organizzare un altro tweet bombing.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/12/2019, 2:29

ACTA, 20/12/2019

Ovvero l’assegno ordinario di invalidità in chiave freelance

Pubblichiamo in forma anonima la testimonianza di una nostra socia che dopo varie peripezie e tanta pazienza è riuscita a ottenere l’assegno ordinario di invalidità per un periodo di malattia grave.

Tanto i freelance non hanno diritto a nulla.
Molti freelance sono ancora convinti di versare tanto e di non avere diritto praticamente a nulla.

Anni fa ebbi un grave infortunio e non mi posi neanche il problema di possibili indennità ospedaliere, di malattia o di assegni per l’inabilità lavorativa. Lavoravo in proprio e quindi dovevo cavarmela da sola. Fra l’altro, all’epoca, molte delle tutele di cui beneficiamo oggi (anche grazie alle battaglie di Acta) non c’erano ancora.

In ogni caso, quando qualche tempo fa mi hanno diagnosticato una patologia oncologica, avevo una maggiore coscienza dei miei diritti per cui ho usufruito (non senza fatica lo confesso, l’INPS non me ne voglia, magari un giorno racconterò anche questa storia…) sia dell’indennità di degenza ospedaliera che di quella di malattia, ma soprattutto di uno strumento di sostegno al reddito decisamente prezioso per un freelance che si trova ad affrontare una malattia grave.

Si tratta dell’assegno ordinario di invalidità che avevo scoperto casualmente già prima della diagnosi, in questo post sul blog di Daniela Fregosi, alias Afrodite K. Daniela spiega molto bene i vari aspetti di questa misura, che attualmente sul sito dell’INPS si trova qui.

In sintesi estrema si tratta di un assegno mensile erogato per tre anni (ed eventualmente rinnovabile), pensato per compensare i cali di attività lavorativa dovuti a gravi malattie o infortuni.

Il vantaggio fondamentale di questa misura, accessibile anche agli iscritti alla Gestione Separata INPS, è che è compatibile con l’attività lavorativa, anche se sono previste delle soglie di reddito.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 16/11/2019, 2:15

ACTA, 15/11/2019

ACTA PARTECIPA ALL’ALLEANZA PER L’INFANZIA

Acta ha aderito all’iniziativa “Alleanza per l’infanzia”, che riunisce associazioni ed esponenti della società civile e del mondo della ricerca che condividono l’urgenza di nuove iniziative per genitori e bambini. Con la sua partecipazione, Acta ha allargato il focus ai genitori che sono lavoratori autonomi.

I temi prioritari
Alla luce del dibattito attualmente in corso in Parlamento, l’Alleanza considera come prioritari in questo momento tre grandi temi:

SOSTEGNO ECONOMICO: realizzare un sistema unificato di trasferimenti monetari alle famiglie per sostenere i costi dei figli lungo tutto il percorso di crescita tramite l’istituzione di un assegno unico universale, a partire dall’accorpamento dei trasferimenti esistenti;
SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI: ampliare l’offerta di servizi socio-educativi di qualità per la primissima infanzia, rendendoli davvero universali, tramite l’aumento quantitativo dell’offerta di servizi pubblici e privati convenzionati, l’abbassamento progressivo delle rette per tali servizi, il riconoscimento e la tutela delle condizioni occupazionali di chi lavora ed è impegnato in questo settore;
CONGEDI: a) rafforzare il sistema dei congedi di maternità, rendendolo effettivamente fruibile a tutte le fattispecie di lavoratrici a prescindere dalla storia contributiva, comprese quelle autonome che hanno forti difficoltà di accesso; b) sostenere la partecipazione dei padri alla cura dei figli, tramite il rafforzamento del congedo di maternità e la sua estensione a tutte le fattispecie di lavoratori; c) ampliare e retribuire meglio i congedi parentali per renderli effettivamente più fruibili.
Il contributo di Acta
Acta ha partecipato soprattutto all’elaborazione del punto 3. Nella definizione di iniziative per genitori e bambini ha segnalato l’urgenza di una revisione del sistema di tutela della maternità e dei congedi che preveda:

l’ampliamento della copertura dell’indennità di maternità, con l’istituzione di un’indennità di maternità minima (5 mesi con un’indennità pari a 1,5 volte assegno sociale) per tutte le mamme o almeno per tutte le mamme lavoratrici;
la cumulabilità dei versamenti e quindi delle indennità maturate su più casse previdenziali;
l’estensione a tutte le tipologie di lavoratori/lavoratrici del congedo di 10/11 mesi, da suddividere tra i due genitori;
la predisposizione di un’informazione efficiente e pervasiva e la semplificazione delle procedure.
Per maggiori dettagli sulle proposte dell’Alleanza per i bambini si veda il Documento Alleanza per i bambini.
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Re: ACTA sui professionisti indipendenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/11/2019, 1:25

ACTA, 31/10/2019

IL LAVORO EDITORIALE: TRICK OR TREAT? (1A PARTE)

I primi risultati della ricerca sull’editoria di Acta presentati a Works in progress

Negli ultimi mesi, Acta ha condotto un’indagine sui lavoratori dell’editoria: redattori, traduttori, grafici e illustratori, protagonisti dietro le quinte di ogni libro che si acquista in libreria. A “Works in Progress. Il lavoro in prospettiva”, l’evento milanese della European Freelancers Week organizzato da Acta e SMart, sono stati presentati per la prima volta i risultati parziali della ricerca. La discussione con i relatori invitati (Sandra Furlan, esperta di editoria digitale e attualmente responsabile di produzione di Storytel, Raffaele Scelsi, editore di Shake Edizioni e editor Feltrinelli, e Paolo Rui, illustratore e rappresentante dell’associazione Autori d’immagini) è stata intensa e stimolante.

Portata avanti da alcuni soci Acta con la collaborazione di diversi lavoratori del settore, l’indagine ha preso il via da una serie di riunioni aperte a Milano e a Roma, cui sono seguite interviste individuali in tutta Italia. Da queste è emersa una tendenza all’esternalizzazione del lavoro redazionale e un crescente ricorso agli studi editoriali (il caso di Roma da questo punto di vista è particolarmente allarmante) che hanno prodotto una netta compressione delle tariffe, una crescente despecializzazione dei professionisti e un crollo della qualità del lavoro.

L’indagine è proseguita con un sondaggio online (è ancora aperto!). Scendendo nel dettaglio, l’identikit dei lavoratori editoriali che emerge dalle risposte al nostro sondaggio è abbastanza netto: la maggior parte sono donne, residenti al Nord (soprattutto a Milano), con una formazione elevata (spesso post-universitaria, la metà ha una formazione specifica per il settore editoriale) e per i ¾ sono freelance.

Dai dati raccolti si evince inoltre una forte informalità nei rapporti con i committenti. Questa si riflette nella scarsa contrattualizzazione (escludendo le traduzioni, solo un quarto delle prestazioni è regolato da un contratto, per il resto basta una mail o una telefonata) e nella tendenza a trovare clienti attraverso reti amicali e committenti per cui si sono svolti lavori in precedenza. Le prestazioni sono pagate soprattutto “a pezzo” (la cartella editoriale) con una discreta incidenza dei forfait.

Punti dolenti sono i tempi di pagamento, la maggior parte dei lavori viene pagata a 60 giorni (tempistica ammessa dallo Statuto del Lavoro Autonomo solo in presenza di un accordo scritto tra le parti, accordo che nei casi analizzati manca quasi sempre), e l’esiguità dei compensi. Più della metà degli intervistati dichiara di avere un reddito annuo lordo, per quanto riguarda il lavoro editoriale, inferiore ai 15.000 euro (gli uomini, freelance o meno, guadagnano tendenzialmente di più), motivo per cui sono costretti spesso ad “appoggiarsi” al reddito del partner o a svolgere altri lavori in settori differenti. Tutto questo a fronte di un impegno settimanale medio di almeno 40 ore.
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