AS Venezia: progetto genealogico "Il viaggio nelle radici"

AS Venezia: progetto genealogico "Il viaggio nelle radici"

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/06/2020, 14:22

Filodiritto, 26/06/2020

Fonti per la ricerca genealogica negli Archivi di Stato: prospettive future

La ricerca genealogica e di storia della propria famiglia ha conquistato da alcuni decenni un’enorme popolarità internazionale. Coloro che la praticano sono senza dubbio diventati, numericamente parlando, una delle categorie di utenti degli Archivi più ragguardevole, per svariate ragioni e con intenti diversificati.

Offre l’opportunità di ritrovare le memorie familiari e il loro intersecarsi con le vicende storiche apprese sui banchi di scuola e di approfondire la conoscenza delle motivazioni interiori che hanno spinto le persone a compiere determinate scelte.
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Dovendo intraprendere una ricerca anagrafica e genealogica, occorre innanzitutto rivolgersi agli uffici dello Stato Civile, istituiti in forma obbligatoria a partire dal 1871, per ritrovare le registrazioni di nascite, morti e matrimoni, e agli uffici dell’Anagrafe per conoscere i movimenti della popolazione, le residenze, i censimenti, le immigrazioni e le emigrazioni.
...Caduto l’impero napoleonico, durante il periodo della Restaurazione, le registrazioni anagrafiche tornarono ad essere di competenza delle parrocchie, con l’eccezione di alcune regioni, come ad esempio nel Regno delle Due Sicilie e nel Ducato di Modena e Reggio, mentre in altre regioni fu adottato un sistema misto. Questa documentazione, dopo l’Unità d’Italia, venne in gran parte versata negli Archivi di Stato.

Accanto a questa documentazione di tipo anagrafico, un’altra fonte importante conservata negli Archivi di Stato è la documentazione militare. Essa è costituita, in particolare, da tre tipologie:
Liste di Leva
Liste di estrazione
Ruoli Matricolari
...
L’Archivio di Stato di Venezia svolge un servizio di ricerche anagrafiche, attualmente rivolto perlopiù a soddisfare le richieste di accertamento dei requisiti di ottenimento della cittadinanza italiana da parte dei figli degli emigrati all’estero che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento partirono alla ricerca di condizioni di vita migliori e si imbarcarono sulle navi dirette soprattutto verso gli Stati Uniti, l’America del Sud, il Canada e l’Australia.

I loro discendenti sono chiamati “oriundi italiani” e si stima che ammontino ad un numero compreso tra i 60 e gli 80 milioni. Molti di loro sono animati dal desiderio di riscoprire le radici familiari ed i luoghi di origine da dove partirono i loro avi e di ritrovare i parenti rimasti in Italia.
...
Il progetto sarà presentato a fine 2020, nell’attesa di essere finanziato dalle autorità competenti.
Sergio P. Del Bello
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