Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/08/2020, 11:31

ForumPA digital360, 29/07/2020
Luigi Foglia, avvocato - Consulente Studio Legale Lisi e Segretario Generale di ANORC
Andrea Lisi, Coordinatore Studio Legale Lisi e Presidente ANORC Professioni

DL Semplificazioni e conservazione dei documenti informatici delle PA: cosa cambia

Guida alle modifiche apportate dal DL Semplificazioni alle regole per la conservazione dei documenti pubblici informatici, una materia tecnica complessa: non mancano i problemi, a iniziare dalla poca chiarezza di alcune norme

Il DL Semplificazioni nel Titolo III si concentra sulle misure per il sostegno e la diffusione del digitale. Tra tali misure, l’articolo 25 introduce misure di semplificazione in materia di conservazione dei documenti informatici. L’impressione che traspare è quella che scompaia l’obbligo di un preventivo accreditamento ad AgID dei soggetti che intendono fornire i propri servizi di conservazione in favore delle PA. Inoltre, viene ridimensionato il potere sanzionatorio della Vigilanza AgID nei riguardi degli stessi conservatori.

Tuttavia, le modifiche non sono del tutto chiare e intervengono a gamba tesa su un mercato che, nonostante tutto, iniziava a consolidarsi e a fornire servizi di buon livello in favore delle PA committenti. E stiamo trattando peraltro di uno dei pochi servizi che, se esternalizzati, risultava vigilato e controllato da AgID al pari, se non di più degli altri, servizi qualificati eIDAS: lo spirito, a nostro avviso corretto, era quello di riconoscere l’importanza, anche strategica a livello nazionale, della corretta conservazione degli archivi delle nostre pubbliche amministrazioni. Anche per questo si fatica non poco a comprendere gli obiettivi dell’ultima riforma.


Indice degli argomenti
Accreditamento dei conservatori prima del DL Semplificazioni
La procedura di accreditamento
La vigilanza sui conservatori accreditati
Le modifiche del DL Semplificazioni
La scomparsa dell’accreditamento
Il ridimensionamento della vigilanza
L’analisi
Lo stato delle linee guida
Note
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/07/2020, 16:53

LaPA Digitale Maggioli, newsletter, n. 85, 23/07/2020
Infografica di Ernesto Belisario
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Webinar in diretta - 30 luglio 2020
Le novità del Decreto Semplificazioni per l’innovazione digitale della pubblica amministrazione
Il 16 luglio 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL n. 76/2020 (c.d. “Decreto Semplificazioni”). All’interno del provvedimento sono inserite contenute numerose disposizioni volte ad accelerare la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni.

Si tratta di uno dei più ambiziosi interventi di riforma normativa in materia di innovazione del settore pubblico, con importanti modifiche al Codice dell’amministrazione digitale.
Identità digitale (con swith off di SPID previsto a febbraio 2021), notifiche telematiche, servizi online, interoperabilità per delle banche dati della pubblica amministrazione, cloud della PA sono alcuni degli ambiti su cui il decreto interviene e che verranno approfonditi nel corso del webinar.
Giovedì 30 luglio 2020 , Ore 09-12
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/07/2020, 17:55

La PA Digitale, Maggioli - podcast di Ernesto Belisario

Cosa prevede il decreto legge "Semplificazioni"?

Il 16 luglio 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DL n. 76/2020 (c.d. “Decreto Semplificazioni”).

All’interno del provvedimento sono inserite contenute numerose disposizioni volte ad accelerare la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. In questo episodio del podcast, l'avv. Belisario passa in rassegna le novità più rilevanti dedicate all'amministrazione digitale che emergono dal testo legislativo.

Il Decreto Semplificazioni (DL n. 76/2020), pubblicato la scorsa settimana, contiene molte disposizioni relative alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.
In questo episodio del podcast provo a spiegare le principali novità.
Tantissime le norme in materia di identità digitale, pagamenti elettronici, servizi online, dati della PA e cloud.
E una data da segnare sul calendario: il 28 febbraio 2021. Si tratta probabilmente del più grande switch off digitale che riguarda tutti, amministrazioni e cittadini.
Un'accelerazione non improvvisa, ma sicuramente molto sfidante per tutti.
Nei prossimi 220 giorni dovranno essere online tutti i servizi di circa 20mila amministrazioni.
Sono previste sanzioni in caso di inadempimento: riduzione della retribuzione di risultato dei dirigenti.
Si tratta solo di una delle tante novità del decreto, ancora poco compresa dalle amministrazioni.
Viene da chiedersi se esista un piano operativo a livello nazionale per supportare gli enti (specialmente i più piccoli).
O dovremo rassegnarci a un'Italia digitale a più velocità con amministrazioni virtuose (in grado di assicurare pienezza ai diritti digitali) e amministrazioni inadempienti (i cui utenti sono destinati a rimanere cittadini di serieB)?
In ogni caso, buon lavoro a tutti!

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/07/2020, 11:13

Altalex. Michele Iaselli, Avvocato, docente di logica ed informatica giuridica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico, 21/07/2020

Decreto semplificazioni: le novità in materia di digitalizzazione

Domicilio digitale, Spid, carta d'identità elettronica, piattaforma digitale per notifiche di atti della PA, notifiche di atti giudiziali e stragiudiziali, accesso ai servizi bancari

Obiettivi
Gli obiettivi che si intendono realizzare con questo pacchetto di disposizioni che intervengono decisamente anche su diverse norme del Codice dell’Amministrazione digitale (d.lgs. n. 82/2005) sono:

Favorire la diffusione di servizi pubblici in rete, agevolarne e semplificarne l’accesso da parte di cittadini e imprese. I servizi delle pubbliche amministrazioni dovranno diventare fruibili attraverso lo smartphone, lo strumento più usato dagli italiani per comunicare a distanza, e senza necessariamente obbligare a mettersi in fila davanti agli sportelli oppure a ricorrere a un computer fisso o portatile.
Semplificazione delle procedure, miglioramento dell’efficienza e abbattimento di numerosi costi per la Pubblica Amministrazione.
Diritto a innovare per le imprese che beneficeranno di procedure semplificate per sperimentare progetti innovativi.
In particolare, al fine di semplificare e favorire l'accesso ai servizi in rete della pubblica amministrazione da parte di cittadini e imprese e l'effettivo esercizio del diritto all'uso delle tecnologie digitali, l’art. 24 del DL n. 76/2020 ha introdotto diverse modifiche agli artt. 3-bis, 6-bis, 6-quater, 64, 64-bis, 65 del CAD - Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. n. 82/2005).
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/07/2020, 18:58

Governo.it, 07/07/2020

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 54
7 Luglio 2020

DECRETO SEMPLIFICAZIONE
Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale (decreto-legge)


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.
Il testo costituisce un intervento organico volto alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, al sostegno all’economia verde e all’attività di impresa.

Il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali:
semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia
semplificazioni procedimentali e responsabilità
misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale
semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

1. Contratti pubblici ed edilizia
2. Procedimenti e responsabilità degli amministratori
3. Diffusione dell’amministrazione digitale
4. Semplificazioni in materia di imprese, ambiente e green economy
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/07/2020, 16:18

È in vigore dal 17 luglio 2020 il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 «Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale»,
che apporta numerose modifiche al codice dell’amministrazione digitale e alcune modifiche alla legge 241/1990.

ANORC, 17/07/2020

DL semplificazioni 2020: le modifiche al CAD sulla conservazione digitale. L’analisi di Giovanni Manca

Il DL semplificazioni 2020 ha apportato numerose modifiche al Codice dell’amministrazione digitale (CAD). Queste riguardano il domicilio e l’identità digitale, l’interoperabilità dei sistemi informativi della pubblica amministrazione, l’aggiornamento dell’organizzazione operativa della stessa e altro.

In questo articolo presentiamo e commentiamo le nuove regole che riguardano la conservatoria digitale. Le nuove regole incidono sulle modalità di avviamento del servizio e su alcuni aspetti operativi. Per una maggiore comprensione dei temi, gli articoli modificati sono pubblicati integralmente. Il carattere barrato indica il testo abrogato, il carattere grassetto indica le novità introdotte.

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Concludendo possiamo affermare che queste modifiche al CAD determinano poche certezze sulla nuova organizzazione della conservatoria. Sicuramente è abolito l’accreditamento e viene rimodulato l’ammontare delle sanzioni, quindi la vigilanza è ancora presente. Se ci si riferisce al regolamento eIDAS questo è applicabile esclusivamente ai prestatori di servizi fiduciari qualificati.

La qualifica dei prestatori è comunque volontaria e non dovrebbe essere conforme alla disciplina europea l’obbligo di qualifica.

I servizi di conservazione dei documenti informatici offerti alla pubblica amministrazione saranno soggetti a vincoli operativi e organizzativi che, ovviamente, non possono riproporre procedimenti analoghi all’accreditamento. Un’ipotesi è che l’Amministrazione che fruisce del servizio verifichi il possesso di questi requisiti in fase di acquisizione della fornitura anche attraverso una certificazione specifica rilasciata da un organismo accreditato da ACCREDIA. I soggetti che forniscono servizi di conservatoria digitale per soggetti privati devono applicare quanto stabilito ove abbiano l’obbligo di legge di conservazione dei documenti informatici come ad esempio le fatture elettroniche e AgID non ha potere sanzionatorio su di essi.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/07/2020, 10:15

AgendaDigitale, 06/07/2020, Giovanni Manca, consulente, Anorc

Breve storia della PA digitale:
la genesi e l’evoluzione del Codice dell’Amministrazione Digitale


La storia del Codice dell’amministrazione digitale (CAD), giunto ormai alla sua sesta versione e con una serie di piccoli aggiustamenti strada facendo, parte nel 2003. La sua vita non è stata facile: ripercorriamola

Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) rappresenta la norma centrale e di riferimento per la digitalizzazione della nostra pubblica amministrazione. Tra versioni “principali” e decreti correttivi siamo alla sesta versione. In più dobbiamo considerare una serie di piccole modifiche che man mano ne hanno aggiornato alcuni aspetti.

Non molti, però, sono a conoscenza della sua travagliata genesi e della sua storia, partita nell’ormai lontano 2003.
Questo perché si scrive molto su tantissimi ed esaustivi aspetti della pubblica amministrazione digitale, ma non vi è adeguata traccia di aspetti storici e testimonianze sull’evoluzione della normativa relativa a quella che, in questa fase storica, si identifica come Trasformazione Digitale.

Indice degli argomenti
La storia del CAD
La genesi
Il testo
L’art. 18 e la firma elettronica
Conclusioni
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La genesi
Il CAD nasce nella seconda parte del 2003 non nella forma attuale, ma come “Codice della Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione”.
Ha 96 articoli e una suddivisione in XIII Capi. Lo schema di lavoro stabilizzato alla fine del 2003 è strutturato come segue:

Capo I principi generali
finalità → disponibilità / gestione / accesso / trasmissione / conservazione / fruibilità
Rapporti con Regioni ed enti locali
digitalizzazione della P.A.
...

...Conclusioni
In conclusione possiamo affermare che il primo schema consolidato del CAD conteneva molti riferimenti a normative precedenti e in particolare al DPR 445/2000. Numerose tematiche e regole sono scomparse nelle varie versioni a causa del differente contesto di riferimento, anche internazionale, come per il regolamento 910/2014 (eIDAS).

Alcune tematiche sono state sfumate, probabilmente per evitare l’espansione di una norma sulla trasformazione digitale in terreni collegati alla Funzione Pubblica.

Negli anni la digitalizzazione è stata delegata alla Funzione Pubblica stessa e solo nel Governo in carica si è definita una specifica carica per il Ministro per l’innovazione e la digitalizzazione.
La vita del CAD non fu facile. Ottenuta l’approvazione del testo in Consiglio dei Ministri il Ministro Stanca dichiara che:
“L’Italia è tra le prime nazioni al mondo a proporre un simile strumento normativo, frutto di una rielaborazione in chiave moderna delle numerose leggi e norme che riguardano l’utilizzo delle nuove tecnologie sia da parte degli uffici pubblici nei rapporti con cittadini e imprese, sia la loro adozione nei rapporti giuridici tra privati”.

Alle critiche di Bassanini, comunque primo riformatore di una PA verso l’informatica, il Ministro Stanca risponde:
“Bassanini critica dicendo che il codice contiene proclami ambiziosi e irrealistici. Io penso che, al contrario, non ci siano proclami. Stiamo infatti portando avanti una profonda trasformazione e modernizzazione della PA, che certamente è un progetto di grande ambizione. […] in verità ha fatto bene Bassanini a non fare questo Codice quando lui era al Governo perché non aveva assolutamente le basi per farlo. Noi, invece, lo abbiamo potuto varare tre anni dopo in quanto abbiamo prima sperimentato tutto quello che abbiamo scritto […] Un codice senza la relativa infrastruttura sarebbe stato una utopia”.

Il resto dei 15 anni è storia con una PA ancora molto cartacea e ancora alla ricerca di una trasformazione digitale reale che poi consente realmente di avere servizi online, smart working, trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità.

Per un Paese migliore.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/04/2020, 18:17

L’app IO può essere ora scaricata e usata dagli utenti

È infatti finalmente disponibile la versione beta di "IO", l'applicazione destinata a diventare il punto unico di accesso ai servizi di tutte le amministrazioni italiane.
Prevista dall'articolo 64-bis del Codice dell'Amministrazione Digitale, IO è allo stesso tempo:
- un diritto per gli utenti che, a regime, dovranno poterla utilizzare per tutte le interazioni con le amministrazioni;
- un obbligo per gli enti che, attraverso di essa, devono erogare in modo semplice e usabile tutti i servizi.
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Prossimamente il legislatore fisserà la data dello switch-off, il momento a partire dal quale le amministrazioni rischieranno sanzioni e responsabilità se non consentiranno l'uso dell'app per i propri servizi.
Nel frattempo, è facile prevederlo, assisteremo al delinearsi di due gruppi di enti: da un lato quelli che aspetteranno l'ultimo giorno utile sperando in una proroga, dall'altro quelli che i prodigheranno fin da subito per accelerare la transizione, puntando all'efficienza e qualità dei servizi.
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Infografica di LaPAdigitale Maggioli di Ernesto Belisario
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/04/2020, 1:18

AGID, 01/04/2020

RTD: indagine sui fabbisogni formativi delle PA centrali e locali

AgID, in collaborazione con CRUI, ha realizzato un’indagine per rilevare quali sono i temi su cui i responsabili per la transizione al digitale avvertono maggiore necessità di formazione. La rilevazione costituirà una base di partenza per progettare iniziative formative ad hoc

Quali sono i temi e le competenze sulle quali i Responsabili per la Transizione al Digitale (RTD) delle pubbliche amministrazioni centrali e locali (PAC e PAL) avvertono maggiori esigenze di formazione? Quante PA hanno messo in campo attività formative ad hoc?
Queste le domande al centro dell’indagine svolta da AgID in collaborazione con CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, nell’ambito del protocollo d’intesa siglato lo scorso settembre per consolidare le competenze manageriali e digitali dei dirigenti e dei dipendenti pubblici.
...
Dall’indagine sul campione PAC e PAL emerge che i temi sui quali i responsabili per la transizione al digitale avvertono maggiore necessità di approfondimento sono i seguenti:
- Indirizzo, pianificazione, coordinamento e monitoraggio della sicurezza informatica relativamente ai dati, ai sistemi e alle infrastrutture (68% dei partecipanti);
- Cooperazione alla revisione della riorganizzazione dell’amministrazione (50%);
- Pianificazione e coordinamento del processo di diffusione, all’interno dell’amministrazione, dei sistemi di identità e domicilio digitale, posta elettronica, protocollo informatico, firma digitale o firma elettronica qualificata e mandato informatico, e delle norme in materia di accessibilità e fruibilità nonché interoperabilità (48%);
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/01/2020, 2:51

LaPADigitale Maggioli, newsletter, n. 60 del 21 gennaio 2020

Difensore civico per il digitale: è tempo di bilanci

Una delle principali novità dell’ultima riforma del CAD è stata l’istituzione del difensore civico per il digitale: un unico ufficio, costituito presso AgiD, a cui inoltrare la segnalazione relativa a diritti digitali negati o alla violazione delle (ormai) tante norme in materia di innovazione della PA.

Dopo quasi due anni dalla sua istituzione, il difensore civico ha pubblicato alcuni dati riepilogativi sulle segnalazioni pervenute e il testo di tutti gli inviti destinati alle amministrazioni inadempienti.

Si tratta di dati assai interessanti dai quali si evince la scarsa conoscenza da parte di cittadini e imprese dell’esistenza e delle competenze del difensore civico. E’ però prevedibile che, nel prossimo futuro, grazie anche alle iniziative di comunicazione portate avanti dagli attori istituzionali aumenterà la consapevolezza degli utenti e, conseguentemente, il numero delle segnalazioni.

Nel frattempo i dati pubblicati sono comunque utili per comprendere quali sono le priorità di lavoro per andare incontro alle esigenze di cittadini e imprese. La pubblicità dell’attività del difensore civico è altresì importante perché aiuta tutti a comprendere che le norme sulla trasformazione digitale sono realmente cogenti e vincolanti per tutti gli uffici pubblici.

Infografica
Riassume i numeri dell'attività del Difensore civico per il digitale.
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