Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/01/2016, 18:54

Il Giornale delle Partite Iva

REGIME DEI MINIMI – PARTITA IVA AGEVOLATA – LE REGOLE PER IL 2016 E GLI ARTICOLI DELLA L. STABILITÀ. SINTESI

sintesi della legge di stabilità 2016

Il disegno di legge Stabilità del 2016 modifica il regime forfettario o dei minimi, che era stato delineato con la manovra del 2015. Per i professionisti la novità più importante riguarda l’innalzamento della soglia di reddito che ne determina l’ingresso, che viene portata da 15mila a 30mila euro. Restano invariati sia l’imposta sostitutiva al 15 per cento che il coefficiente di redditività del 78 per cento impiegato per il calcolo dell’imponibile.

Per farvi ingresso e rimanervi è importante avere requisiti precisi. I professionisti possono farvi ingresso se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi per un importo non superiore al limite di 30mila euro. La spesa in un anno per dipendenti e collaboratori non può superare i 5mila euro lordi. Per entrare nel regime (e rimanerci), inoltre, bisogna non oltrepassare la soglia relativa all’acquisto di beni strumentali, fissata in 20mila euro in un anno (non rientrano nel computo i beni immobili utilizzati per la professione).

Il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 15 per cento, viene calcolato applicando un «coefficiente di redditività» che per i professionisti è pari al 78 per cento. Dai ricavi vanno sottratti, inoltre ...

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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/11/2015, 1:15

Il Giornale delle partite IVA

Regime dei minimi – partita iva agevolata – le regole per il 2016 e gli articoli della L. stabilità. Sintesi l.stabilità approvata dal Senato.

Il disegno di legge Stabilità del 2016, approvato al Senato, modifica il regime forfettario o dei minimi, che era stato delineato con la manovra del 2015. Per i professionisti la novità più importante riguarda l’innalzamento della soglia di reddito che ne determina l’ingresso, che viene portata da 15mila a 30mila euro. Restano invariati sia l’imposta sostitutiva al 15 per cento che il coefficiente di redditività del 78 per cento impiegato per il calcolo dell’imponibile.

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Il reddito a cui applicare l’imposta sostitutiva al 15 per cento, viene calcolato applicando un «coefficiente di redditività» che per i professionisti è pari al 78 per cento. Dai ricavi vanno sottratti, inoltre, anche i contributi previdenziali.
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/03/2015, 9:33

Da IlSole24ore, 05/03/2015:

Partite Iva, cambiano di nuovo le regole per regime dei minimi e Inps

Pronti, via. Con la conversione del Milleproroghe pubblicata sabato 28 febbraio in «Gazzetta Ufficiale», cambiano le regole per le partite Iva. Questa volta in modo più favorevole soprattutto per i professionisti perché viene scongiurato l'aumento di tre punti percentuali per freelance e autonomi iscritti alla gestione separata Inps e torna in scena (seppure a tempo) il regime dei minimi al 5% che era stato cancellato dall'ultima legge di stabilità per far spazio al nuovo forfettario con un prelievo fiscale triplicato (imposta sostitutiva al 15%).
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/02/2015, 18:20

Da Il Giornale delle Partite Iva, 23/02/2015:

PARTITE IVA. LE DUE OPZIONI PER IL REGIME DEI MINIMI 2015.
BLOCCATA L’ALIQUOTA INPS. AL SENATO ENTRO 1 MARZO


Approvato il Dl Milleproroghe e il via libera al mandato ai relatori. In particolare sulla questione Partite Iva, ci sono novità importanti a conferma delle recepimento di critiche e proposte avanzate nelle ultime settimane dopo il decrteo del 24 dicembre e le affermazioni successive di Renzi (è stato un autogol) Tra le altre novità approvate dalle commissioni, la proroga al 2015 del vecchio regime dei minimi Iva al 5% e la riapertura della rateizzazione delle cartelle Equitalia. L’emendamento approvato sui minimi stabilisce che i possessori di partita Iva, con guadagni fino a 30mila euro, per tutto il 2015 potranno optare sia per il nuovo regime dei minimi con l’aliquota forfettaria al 15%, come previsto dalla legge di Stabilità, sia per il vecchio regime al 5% ma con il limite fino a 5 anni o al raggiungimento dei 35 anni d’eta’.

Bloccato al 27,72% l’aumento previsto dell’aliquota contributiva Inps per le partite Iva, grazie alla copertura di 120 milioni di euro individuata dal governo. Inevitabile la richiesta del voto di fiducia da parte del governo, che intende passare un testo “blindato” al Senato da convertire entro il 1° marzo per evitare la decadenza del decreto.
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/02/2015, 1:47

Da ACTA, 17/02/2014:

Annullato anche il secondo autogol: prorogato vecchio regime dei minimi!

Anche su questo fronte il Governo ha fatto marcia indietro, per rimediare ai danni della legge di stabilità. Così accanto al nuovo regime dei minimi (2015), che si rivolge a tutti ma solo sino a un massimo di 15.000 euro di fatturato, viene riattivato, ma solo sino alla fine del 2015, anche quello vecchio, introdotto nel 2011, che come limite ha invece i 30.000 euro di fatturato, ma è utilizzabile (come nel passato) solo da chi ha avviato l'attività per i primi 5 anni di attività o sino all'età di 35 anni.
Non solo, secondo Repubblica vengono riesumati anche i vecchi minimi del 2007, meno favorevoli in termini di aliquota (20%), ma aperti a tutti i contribuenti entro i 30.000 euro di fatturato.
In sostanza coesisteranno 3 regimi dei minimi:
1. regime 2015 : rivolto a tutti sino a un fatturato massimo di 15.000 euro; costi stimati al 22%, aliquota del 15%:
2. regime 2011: per chi ha avviato l'attività per i primi 5 anni di attività o sino all'età di 35 anni, limite di fatturato 30.000 euro e aliquota del 5%;
3. regime 2007 : per tutti sino a 30.000 euro di fatturato, con aliquota del 20%
Di seguito uno schema per evidenziare le diverse opzioni
< 15.000 euro 15-30.000 euro
primi 5 anni attività regime 2011 regime 2015
(regime 2007) regime 2011 (regime 2007)
"vecchie" attività regime 2007 regime 2015 regime 2007
Una situazione piuttosto caotica, siamo in attesa di conoscere i particolari.
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia?

Messaggioda Fede_Col » 29/01/2015, 19:02

E intanto l'hanno portata al 15%... Avete visto? :o http://www.studiocassone.it/news/scelta ... o-attivita ...a me sembra una cretinata...
Da dichiarare già subito all'apertura, giusto? Ma soprattutto, secondo voi, così conviene davvero??!
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 16/01/2015, 14:59

Anche Confassociazioni sollecita la rettifica di quanto fissato dalla legge di stabilità:

Fisco: Confassociazioni “risolvere errore su partite Iva”

L’ammissione pubblica di Matteo Renzi, ieri a “Le invasioni barbariche”, del grave errore fatto sulle partite IVA non è sufficiente a rimediare la situazione drammatica in cui ha costretto migliaia di giovani lavoratori autonomi che rischia di mettere fuori dal mercato circa 300 mila giovani professionisti.

Dobbiamo dire la verità: l’aumento al 15% dell’aliquota minima, con il decadimento sia dei limiti di età che della durata massima, è un tradimento del Governo nei confronti dei giovani.

Dopo le scuse del Premier ora attendiamo con impazienza il Milleproroghe per vedere risolta la questione, nella speranza che quella di Renzi non sia l’ennesima promessa non mantenuta. Le parole non bastano più. Vogliamo vedere i fatti.

Altrimenti, come annunceremo, lunedì prossimo sarà il #Vietnamdellefatture.

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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/01/2015, 15:54

Dal sito DeputatiPD, 14/01/2015:

Fisco: Deputati Pd, Risoluzione per migliorare regime minimi

“Il Pd presenterà una risoluzione per migliorare ulteriormente la riforma del regime dei minimi introdotta dalla Legge di Stabilità approvata nel dicembre scorso”. Lo annunciano Marco Causi e Giovanni Sanga, componenti Pd in Commissione Finanze della Camera.

“La riforma prevista nella Legge di Stabilità – spiegano Causi e Sanga – rappresenta un deciso passo avanti nella regolazione del regime fiscale delle partite Iva, dal momento che introduce importanti elementi di razionalizzazione e semplificazione, e allarga la platea dei beneficiari. Stabilizza, infatti – continuano Causi e Sanga - il regime dei minimi, abolendo i limiti di età e la durata; esonera i titolari di partita Iva dagli obblighi di tenuta delle registrazioni contabili, con conseguenti forti risparmi per i contribuenti; introduce una significativa riduzione degli adeguamenti contabili e burocratici e l’azzeramento, per i primi tre anni, di un terzo dell’imponibile fiscale”

“E’ tuttavia possibile – proseguono i due componenti Pd in Commissione Finanze - migliorare ulteriormente gli effetti delle riforma, specie rispetto ad alcune categorie, come ad esempio i professionisti, lavorando sull’innalzamento delle soglie e la revisione delle aliquote contributive. Il Pd presenterà per questo una risoluzione, in modo per fornire al governo una base di discussione che permetta di mettere a punto quei miglioramenti necessari a far sì che tutte le categorie interessate possano beneficiare appieno della riforma”, concludono Causi e Sanga.
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/01/2015, 11:00

Da Il Manifesto, di Roberto Ciccarelli, 12/01/15:

La corsa alla partita Iva per sfuggire alla trappola di Renzi

Il boom prima della riforma dei minimi intro­dotta dal primo gen­naio 2015. Per sfug­gire alla tena­glia del governo 2.0 hanno aperto la par­tita Iva il 52,8% dei «gio­vani» fino a 35 anni e il 32% tra i 36 e i 50 anni. Per tutti gli altri tasse tri­pli­cate, men­tre cre­scono i contributi
***

Per evi­tare il nuovo regime fiscale di Renzi, prima dell’approvazione della riforma sui minimi nel mese di novem­bre 2014 sono state aperte 38.351 par­tite iva in Ita­lia. L’aumento è cla­mo­roso, come atte­stano i dati dell’osservatorio sulle par­tite Iva pub­bli­cate dal mini­stero dell’Economia. Rispetto al mese cor­ri­spon­dente dello scorso anno è stato regi­strato un incre­mento di ade­sioni al regime fiscale di van­tag­gio pre­ce­dente del 15,5%, pari a 11.917 per­sone in più (+84%). Un’anomalia cla­mo­rosa che si spiega con la neces­sità di chi può tra que­sti nuovi lavo­ra­tori indi­pen­denti di aggi­ra­rer la trap­pola fiscale pre­pa­rata dal governo 2.0 di Renzi ai danni dei free­lance che lavo­rano, tra l’altro, nell’economia digitale.

La legge di sta­bi­lità ha infatti cam­biato il regime age­vo­lato per le «gio­vani» e «pic­cole» par­tite Iva under 35. Quello in vigore fino al 2014 limi­tava l’imposta ...
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Re: Nuovo regime dei minimi: cosa e come cambia

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/01/2015, 9:49

Da La Stampa, di Giuseppe Bottere, 02/01/2015:

Fisco, partite Iva in rivolta. Tartassati i più giovani

Debutta il nuovo regime per gli autonomi: aumenti fino all’80%

Le polemiche, le campagne su Twitter, la retromarcia di Renzi, che ha promesso un ritocco. Nell’attesa che le modifiche si concretizzino, però, da oggi debutta il nuovo regime per le partite Iva: semplificherà la vita a molti, ma per i giovani rischia di nascondere una stangata. Le sigle dei lavoratori autonomi, Confassociazioni in testa, sono pronte a dare battaglia.

Cosa cambia
La novità, contestatissima, è stata introdotta nella Legge di Stabilità, e già recepita dall’Agenzia delle Entrate. In sostanza, va in pensione il «forfettone» del 5% riservato agli under trentacinque, che durava cinque anni, e al suo posto, per commercianti, artigiani e professionisti, arriva un regime forfettario con aliquota al 15%. Dunque si alza la tassazione, ma spariscono i vincoli di durata.

Chi accede al bonus
Per accedere al «bonus» non ci sono più soglie di età ma soltanto di ricavi: se prima il tetto era unico, fissato a trentamila euro, ora le soglie sono diverse a seconda del tipo di attività esercitata e variano da 15mila per le attività professionali a 40mila euro per il commercio. In base ai calcoli del Mef ad essere interessati dalle nuove norme potranno essere 570.000 soggetti nel 2015 e 772.000 a regime.

La soglia troppo bassa
La soglia di 15mila euro, però, è particolarmente bassa: facile che un freelance, anche se per poco, venga tagliato fuori. Per chi riesce ad aderire, in ogni caso, non c’è molto da festeggiare.

I freelance
Una elaborazione della Fondazione Hume ha calcolato gli effetti del nuovo sistema su un giovane professionista del terziario, ad esempio un consulente informatico, che abbia deciso di mettersi in proprio. Quindicimila euro di compensi l’anno, capitale iniziale di circa duemila (il minimo per un computer e uno smartphone). Se avesse aperto la partita Iva la settimana scorsa, l’imposta sostitutiva si sarebbe attestata a 450 euro. Così, decolla a 811. Un aumento superiore all’80 per cento.
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