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HELP: manca il personale negli AS che strano vero

MessaggioInviato: 21/06/2019, 2:38
da Sergio P. Del Bello
Corsera, Antonio Passanese, 20/06/2019

L’Archivio di Stato è al collasso professori e ricercatori scrivono a Roma

Poco personale: sala studio a giorni alterni, consultazioni ridotte. «Figuraccia internazionale, chiediamo al ministro che ci permetta di svolgere le nostre ricerche»

Professori universitari e ricercatori in rivolta: «All’Archivio di Stato c’è una situazione di grave emergenza a causa della mancanza di personale». E così, tutti quei docenti che, per motivi di studio, frequentano l’istituto di viale Giovine Italia, venerdì scorso hanno inviato una lettera-denuncia al ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, (e al direttore generale degli Archivi) firmata da settanta intellettuali italiani e stranieri in cui si chiede «di sottoporre ad attenta verifica le decisioni della direttrice Monica Grossi» e di intervenire «con un potenziamento degli organici». Perché, aggiungono i professori e i ricercatori, «stiamo facendo una figuraccia internazionale».

È dallo scorso gennaio che l’Archivio fiorentino, uno dei più grandi e prestigiosi del mondo, ha subito una considerevole contrazione dei servizi: «Si è cominciato con la riduzione del numero dei libri dati in consultazione, che sono passati da 4 a 3 giornalieri — si legge nella lettera — per giungere, con una decisione unilaterale della direzione, anche a una riduzione dell’orario di apertura della sala studio». Che il 10 giugno scorso si è tradotta nel blocco della distribuzione dei testi il martedì e giovedì e in un considerevole allungamento dei tempi di attesa: «Un libro chiesto dopo le 11,30 del lunedì, se va bene lo si può consultare solo dopo le 10,30 del mercoledì». Una situazione, questa, che secondo i settanta firmatari della denuncia «lede gravemente i diritti di docenti, ricercatori e dottorandi, che frequentano l’Archivio per compiere ricerche connesse a precisi impegni lavorativi» nelle scuole e nelle università non solo di Firenze ma di tutto il mondo. Ma soprattutto, viene scritto nella lettera, «danneggia gravemente i colleghi stranieri che approfittano dei mesi estivi per venire a lavorare nell’archivio di Firenze e che, magari, hanno da tempo programmato e prenotato il loro soggiorno in città».
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