FOIA - adozione di un freedom of information act in Italia

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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/10/2016, 23:47

Agenda digitale, di Francesco Addante, 05/09/2016

Foia, ecco gli ostacoli nella fase attuativa
FREEDOM OF INFORMATION ACT


Ci si prepara alla fase dell'attuazione. Spicca subito un problema: l’esercizio contemporaneo di tre modalità di accesso, che potrebbe comportare un rilevante e inutile aggravio del procedimento da parte della P.A.

....
L’ambito oggettivo (anche di quelli in formato aperto) esteso a “ulteriori dati” rispetto alla previgente normativa incontrerà i limiti dettati dalla necessità di tutelare gli interessi “pubblici” (come “sicurezza pubblica e l’ordine pubblico e nazionale) e "privati" (come “protezione dei dati personali, gli interessi economici e commerciali”) giuridicamente rilevanti . Saranno le linee guida recanti indicazioni operative emanate dall’ANAC a risolvere con chiarezza questi spazi grigi e a definire il nuovo Allegato A.

Tuttavia molti sono i dubbi anche sull’effettività posta da tale soluzione.

Infatti, sebbene il provvedimento dovrà essere espresso e motivato, la P.A. può sempre giustificare il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso nei casi e con i limiti da essa stabiliti.

Limiti, occorre ricordarlo, che interesseranno anche i dati soggetti a obbligo di pubblicazione, cosa che non avveniva con il previgente D.lgs. 33/2013 (pur valendo, in generale, un limite alla trasparenza costituito dalle stesse ragioni). Quindi se da un lato s’intende estendere il diritto di accesso, dall’altro si corre il rischio, invece di restringerlo. Inoltre, un’ulteriore limitazione è rappresentata dalla possibilità (l’ANAC in questa ipotesi non ne ha l’obbligo) che, di tali dati a pubblicazione obbligatoria, la forma integrale sia sostituita con quella di informazioni riassuntive e modalità semplificate di adempimento.
...
L’esercizio contemporaneo di tutte e tre le modalità potrebbe comportare un rilevante e inutile aggravio del procedimento da parte della P.A. in netta contrapposizione proprio con quello che invece si voleva impedire. Tutto ciò senza considerare il ricorso al potere sostitutivo, prima accennato, scomparso dalla versione vigente del Decreto Trasparenza ma che probabilmente è ancora attivabile proprio perché sopravvive ai sensi della l. 241/90. A questo si aggiunge il percorso parallelo (valevole per fortuna solo per i dati non oggetto di pubblicazione obbligatoria) delle informazioni da comunicare e i riscontri da ricevere dai controinteressati.
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/10/2016, 21:49

Il Mondo degli Archivi, Giulia Barrera (DGA), 20/06/2016

Il «FOIA italiano» è legge: cosa cambia nell’accesso ai documenti

Il decreto è prevalentemente dedicato alla lotta alla corruzione, ma include un lungo e complesso articolo che muta profondamente la disciplina sull’accesso ai documenti della PA: chiunque, infatti, potrà presentare istanza d’accesso, senza obbligo di motivare la richiesta (art. 6, c. 1). Fino ad oggi, la legge 241/1990 riservava la possibilità di accedere ai documenti della PA solo a chi avesse «un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso» (art. 22, c. 1, lett. b). Questa restrizione prevista dalla legge 241/1990 era la differenza più vistosa tra la normativa italiana e quella in vigore in quasi tutti i Paesi della UE e in moltissimi altri (USA, Canada, Messico, Brasile, Sudafrica, India, ecc.). Uno dei cardini delle leggi sul diritto d’accesso ai documenti della PA vigenti all’estero – in genere noti come FOIA, ovverosia leggi sul diritto all’informazione (sottinteso, detenuta dalla PA) – è proprio che il richiedente non deve essere obbligato a motivare la richiesta. Il Consiglio d’Europa aveva ripetutamente raccomandato ai Paesi membri di dotarsi di leggi sull’accesso che non prevedessero l’obbligo di motivare la richiesta (Recommandation No. R(81) 19 e Recommandation (2002) 2). Bene ha fatto, dunque, il governo, ad allineare la normativa italiana agli standard internazionali.

La legge 241/1990 resterà però in vigore (non viene neppure emendata);

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Occorre inoltre considerare che il d. lgs. 97/2016 si chiude con l’ormai rituale «clausola di invarianza finanziaria»: dall’attuazione del decreto «non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» (art. 44). Eppure, per l’attuazione della legge sarebbe necessario un importante investimento nel settore della formazione: non si tratta solo di impartire nozioni in merito a una nuova normativa, ma di favorire un cambiamento culturale nella PA. Occorre infatti far penetrare nel senso comune degli impiegati la nozione che le informazioni detenute dalla PA appartengono ai cittadini, che hanno tutto il diritto di accedervi, salvo ben delimitate eccezioni.
Inoltre, con quali risorse umane e finanziarie si potrà procedere a ricercare «i dati, le informazioni o i documenti richiesti»? E con quali risorse si potrà migliorare la gestione documentale e rendere più efficienti gli archivi correnti? Con quali risorse si potranno potenziare gli uffici dei responsabili della prevenzione della corruzione, per permettergli di esaminare con la dovuta competenza, cura e tempestività i ricorsi che si accumuleranno sulle loro scrivanie?
Naturalmente, non abbiamo una risposta a queste domande, ma sappiamo che su tutti questi fronti gli archivisti potranno offrire, grazie alle loro specifiche competenze professionali, un contributo determinante, se gliene verrà offerta la possibilità.
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 29/06/2016, 21:05

Diritto di Sapere

Sei un giornalista, un blogger, un rappresentante della società civile o un semplice cittadino e vorresti partecipare al nostro esercizio di monitoraggio dell’accesso all’informazione in Italia?

Ecco alcune cose che puoi fare per darci una mano:
1. Informarti sull’accesso e capire come può esserti utile (e parlarne in giro!) – qui trovi il nostro manuale per saperne di più

2. presentare una richiesta di accesso di tuo interesse e farci sapere come va – nei primi mesi del 2013 abbiamo realizzato il primo rapporto sull’accesso in Italia: leggilo, per farti un’idea della situazione

3. se sei un giornalista o fai parte di un’associazione: segnalarci casi di inchieste realizzate grazie al diritto di accesso o situazioni dove il diritto di accesso dovrebbe essere esercitato – qui abbiamo raccolto alcuni casi di studio che potrebbero esserti utili

Se ti interessa della formazione specifica sul tema per la tua associazione o redazione (o se hai domande o altre richieste) scrivici a info @ dirittodisapere.it !

#FOIA Due anni di @foia4italy
e non è ancora finita. Tutte le tappe in una timeline

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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/06/2016, 14:27

Altalex, 06/06/2016 di Evarita D'Archivio

Arriva il Foia: cosa cambia per la p.a.

Il D.Lgs. 33 del 2013 ha subito modifiche rilevanti dal D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale 8 giugno 2016, n. 132). L’intento del legislatore lo si intuisce già dalla modifica del titolo del Decreto 33 che introduce il riferimento all’accesso civico: “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.

Entro 6 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta, tutte le P.A dovranno adeguarsi alla normativa riformata con l’eccezione dell’art. 9 bis (in tema di Banche dati) per il quale bisogna il termine è 1 anno.

Proviamo di seguito a proporre una prima sintesi individuando le modifiche più rilevanti.


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L’ACCESSO CIVICO
L’accesso civico diviene più esteso rispetto al dettato precedente perché prevede che ogni cittadino possa accedere senza alcuna motivazione ai dati in possesso della Pubblica Amministrazione e che, contestualmente, non abbia la possibilità di ricevere rifiuto alla rispettiva richiesta di informazioni se non motivato. E’ stato anche eliminato l’obbligo di identificare chiaramente dati o documenti richiesti ed è stata esplicitata la prevista gratuità del rilascio di dati e documenti (salvo i costi di riproduzione).

Con l’Articolo 5 si introduce, inoltre, una nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare.

L’articolo, in particolare, prevede che “chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti ' secondo quanto previsto dall'art. 5-bis”. Tale ultimo disposto, infatti, elenca i casi di esclusione dell’accesso civico che, al momento, appaiono generici e richiederanno una prima fase applicativa per individuarne i contorni.
...

:thumbup:
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 31/05/2016, 0:09

Dalla petizione di Change.org, 30/05/2016:

L'Italia ha il suo primo Freedom Information Act

Ci sono ancora diversi aspetti del testo che ci preoccupano: in particolare eccezioni ancora indefinite, l’eliminazione di alcuni obblighi di pubblicazione e la mancanza di sanzioni.
Ne abbiamo parlato sul nostro blog: http://www.foia4italy.it/news/il-primo-foia-italiano/. Inoltre le organizzazioni Diritto di Sapere e Riparte il futuro hanno realizzato una prima analisi dei punti che ci piacciono e di quelli da sistemare: https://www.riparteilfuturo.it/la-nuova-legge-sul-foia.

Intanto, il Ministro Madia, dopo l’esperienza con Foia4Italy, ha deciso di costituire un Forum aperto e permanente di confronto tra rappresentanti della società civile e le pubbliche amministrazioni sui temi della trasparenza e della cittadinanza digitale e ci ha invitato a partecipare a un primo incontro il prossimo 6 giugno.
Ci sembra un segnale molto positivo: useremo questa e le prossime occasioni di confronto per ribadire le nostre richieste e garantire una piena applicazione del nuovo decreto.

La campagna di Foia 4 Italy, dunque, continua e ti terremo aggiornato sui prossimi passi: il tuo contributo è stato determinante per arrivare a questo risultato e solo insieme possiamo tagliare il traguardo finale.


Vine inoltre rilevato

Non mancano tuttavia le criticità. Colpisce, in particolare, l’assenza di sanzioni chiare e rigorose per i casi di illegittimo diniego di accesso (che pure la legge delega della riforma Madia aveva previsto) e ci preoccupano l’eliminazione di alcuni obblighi di pubblicazione previsti dalla legge 33/2013 e la formulazione delle eccezioni ancora troppo generiche – come ad esempio nel caso degli “interessi pubblici inerenti la politica e la stabilità economica e finanziaria dello Stato” – che si prestano ad essere alibi per le amministrazioni che non hanno voglia di fare vera trasparenza.

Ecco i prossimi passe della raod map:

1 - Stesura delle linee operative ANAC
2 - Monitoraggio dell’applicazione della norma in modo da poter acquisire elementi che consentano, fin da subito, di migliorarla.
3 - Favorire la comprensione dello strumento presso la cittadinanza e la pubblica amministrazione mediante una strategia di comunicazione efficace per rendere il FOIA operativo.
4 - Avvio di un’attività di definizione di un processo partecipativo che sia da riferimento per tutti i decreti legislativi della riforma della PA
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 26/05/2016, 23:22

ForumPA, 26/05/2017

Gianni Dominici: “FOIA: ora la partecipazione diventi metodo”

L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto Freedom of Information Act introduce finalmente in Italia il diritto di conoscere per i cittadini.

A questo tema, oggi, è stato dedicato a FORUM PA 2016 il convegno“Un FOIA per l’Italia: prime reazioni e commenti” per discutere potenzialità e criticità del FOIA, ma soprattutto le modalità per far sì che esso diventi strumento per la creazione di un nuovo rapporto tra Stato e cittadini, sventando il rischio che si trasformi in una semplice ulteriore incombenza.

“Come affermato anche dal Ministro Madia, il Freedom of Information Act ha rappresentato un banco di prova importante per sperimentare nuove forme di interazione, coinvolgimento e partecipazione dei portatori di interesse. FPA da oltre vent’anni è tra i più convinti sostenitori di questa visione: il nostro auspicio è che l’instaurazione di un rapporto virtuoso di collaborazione tra chi governa e i cittadini si accrediti come metodo diffuso. Un cambio di paradigma, insomma, che consenta di superare la prassi finora purtroppo prevalente della partecipazione vaga riconoscendo nei cittadini qualificati portatori di competenze, soluzioni e risorse, non solo di bisogni e nello Stato un partner in grado di guidare e abilitare la società verso un modello collaborativo”. Con queste parole il Direttore di FPA Gianni Dominici commenta il varo definitivo del Governo Renzi del primo degli undici decreti attuativi della Riforma della PA, già approvato lo scorso 20 aprile dalle Commissioni Affari Istituzionali di Camera e Senato.

Il testo definitivo mantiene gli impegni presi da Ministro Madia rispetto ai punti più critici del disegno di legge, sui quali riserve erano state espresse sia dal Consiglio di Stato che da FPA, da molti anni impegnato sul fronte della trasparenza dell’amministrazione pubblica, dell’open government e degli open data. “Ora l’obiettivo è quello di accompagnare una riforma così importante con strumenti legislativi adeguati” aggiunge Dominici – Direttore Generale di FPA – “in particolar modo sotto forma di linee guida semplici e chiare che accompagnino le amministrazioni a gestire al meglio l’introduzione delle nuove norme sulla trasparenza”. Un’azione di sostegno ed indirizzo che non può assolutamente prescindere da un’adeguata formazione dei dipendenti pubblici, pena lasciare la norma alla lettera morta, impedendone la reale attuazione.
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/04/2016, 14:13

Webnews, 20/04/2016

FOIA approvato in parlamento: ora va meglio
Il testo del freedom of information act viene aggiornato con alcune modifiche suggerite dagli esperti: ora tornerà a palazzo Chigi per l'ok definitivo.

Per ora tutto è stato confermato da Anna Ascani, relatrice in commissione, che oggi su Facebook ha annunciato che il testo è stato approvato considerando tutte le critiche mosse in questi due mesi.

Cosa cambia in sintesi
Il “nuovo” FOIA conferma alcuni principi generali e, stando alla relatrice, migliora quelli sottolineati con la penna rossa da DirittodiSapere, FOIA4Italy, e molti altri soggetti. In sintesi, se il CdM non dovesse più cambiare neanche una virgola, il FOIA italiano dirà:

Diritto di accesso pubblico a ogni documento, tranne alcune eccezioni;
Chiunque può inviare una richiesta;
In caso di negazione del documento, deve essere motivato;
La formulazione delle eccezioni verrà redatta dall’ANAC sentito il Garante della privacy, così da dipanare le incertezze e diminuire i casi di scontro legale;
In caso di ricorso, il TAR non sarà l’unico rimedio possibile;
I costi per la produzione digitale sono zero per il cittadino, con il solo rimborso per i costi vivi della riproduzione.
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/04/2016, 18:35

19 apr, 2016
Siamo a un punto cruciale: domani le Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato voteranno il parere sulla riforma del Decreto Trasparenza - FOIA.

Marianna Madia su Facebook
Siamo oggi ad un passo dall'approvazione definitiva del Foia, che per me rappresenta un obiettivo fondamentale della riforma della pubblica amministrazione.
Ringrazio le commissioni parlamentari per il lavoro che stanno svolgendo.
Alla Camera, oggi, è stato discusso il parere che domani verrà votato. Al Senato sarà discusso e votato domani.
Il dibattito parlamentare sta confermando l’impianto del decreto indicando alcune condizioni, come la modifica del silenzio diniego e soluzioni alternative al solo ricorso al Tar.
Si tratta di punti che, sin dalle prime discussioni, consideravo pienamente condivisibili e che mi impegno a sostenere in Consiglio dei ministri, affinché l’Italia possa avere la migliore legislazione possibile.
In queste settimane ho partecipato in prima persona al dibattito pubblico sul testo del decreto, dichiarando da subito la piena disponibilità ad apportare modifiche migliorative, perché sono convinta che si tratti di una innovazione che può aiutare a cambiare profondamente il rapporto tra cittadini e istituzioni.
I contributi dell’Associazione Foia4Italy e di molti commentatori hanno consentito di analizzare gli aspetti che più di altri meritavano attenzione, condividendo la scelta legislativa di fondo.
Per la prima volta in Italia si riconosce a tutti “il diritto di sapere”, le persone potranno avere con semplicità informazioni dalla pubblica amministrazione
Si apre ora per i cittadini una grande opportunità, perché attraverso l’accesso a dati e documenti della PA possono diventare protagonisti della cosa pubblica.

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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/04/2016, 19:41

Sergio P. Del Bello ha scritto:IlFattoQuotidiano, 27/01/2016

Decreto Madia, la nuova trasparenza fa calare il silenzio.
Su casi come Rolex, conti di Expo e concessioni statali


Il governo ha approvato la riforma della Pa digitale che contiene il suo Freedom of information act (FOIA), adattamento alla legge Usa che garantisce l’accesso ad ogni informazione in possesso dello Stato. Pubblichiamo in esclusiva i testi che da sette giorni (a proposito di trasparenza) girano solo tra gli addetti ai lavori, molti dei quali storcono il naso: le troppe scappatoie prestano il fianco a maggiori dinieghi. Sette motivi per cambiarlo

Lo pubblichiamo integralmente sul nostro sito, sia lo schema di decreto da 42 articoli (sotto) che la relazione illustrativa (scarica). Il testo, va precisato, dovrà ottenere il parere – non vincolante – del Parlamento e fare un ulteriore passaggio in Consiglio, ma chi temeva un provvedimento “annacquato” troverà almeno sette spiacevoli conferme. Eccole, punto per punto.

1) Gratuità dell’accesso. ...
2) Le eccezioni. ...
3) Il pregiudizio ...
4) La responsabilità ...
5) I costi ...
6) La sanzione ...
7) Complessità ...
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Re: FOIA - adozione di un freedom of information act in Ital

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/04/2016, 22:40

Foia4Italy
Change.org - Aggiornamento sulla petizione, 01/04/2016

Non siamo “dei petulanti rompiscatole legislativi” ma italiani che “meritano di essere presi sul serio”. Lo ha scritto Ferruccio de Bortoli in prima pagina sul Corriere della Sera di stamattina, commentando la presa di posizione di Foia4Italy per chiedere un vero Freedom of Information Act nel nostro Paese.
In vista dell’audizione del 7 aprile, quando saremo ascoltati dalle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, la voce della società civile si fa sentire forte e chiara: non siamo disposti ad accettare una legge così carente e porteremo in Parlamento le nostre istanze, che sono in linea con il parere dell’Anac, del Consiglio di Stato e di molte altre autorità in materia.

L’altra buona notizia di oggi - apparsa su L’Espresso - è che il ministro Marianna Madia si è dichiarata disponibile a modificare l'attuale testo.
Antenne dritte e fari puntati: vogliamo un vero diritto di acceso ai dati della Pubblica amministrazione. Diffondi la petizione tra i tuoi contatti!

Immagine Foia3.JPG
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Una legge imperfetta
L’illusione dello Stato trasparente
Chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, peccato che le eccezioni siano davvero tante
di Ferruccio De Bortoli - Corsera, 31/04/2016
Sergio P. Del Bello
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