Questione PEC posta elettronica certificata

Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 21/07/2020, 13:38

ForumPA 2020
Aruba
La PEC fra presente e futuro: i numeri del successo italiano e l’evoluzione in chiave europea.
L'evento è stato l'occasione per presentare i risultati di una ricerca commissionata ad IDC sui benefici della PEC, non solo in termini di risparmio economico, ma anche di sostenibilità ambientale.

White paper "Analisi costi-benefici della PEC"

Video del data insight "Stima dei benefici della digitalizzazione delle comunicazioni formali: il caso PEC"
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/07/2020, 16:59

Sky, TG24, 04/07/2020

La digitalizzazione della corrispondenza formale

I benefici diretti della Posta Elettronica Certificata in Italia

La Pec è un asset digitale che sta facendo risparmiare al Paese 4 miliardi di euro. Non solo un risparmio economico ma la posta certificata elettronica consente anche la riduzione dell’inquinamento, degli spazi d’archiviazione fisici e dei tempi d’attesa. Stando ai risultati della ricerca di Idc con Aruba, InfoCert e Trust Technologies, mostra infatti i "benefici concreti" della Posta Elettronica Certificata in Italia, misurati dal 2008 al 2019 e con proiezioni fino al 2022. Secondo Idc, affinché l'economia digitale possa sviluppare le proprie potenzialità, il Digital Trust dovrà diventare un requisito sempre più importante per ogni azienda".
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 23/06/2020, 16:47

AgendaDigitale, 22/04/2020, Andrea Tironi, Project Manager - Digital Transformation

Domicilio digitale, cos’è e a cosa ci servirà

Sono in consultazione fino al 10 luglio le linee guida sui domicili digitali. Un traguardo atteso, per un progetto che dovrebbe semplificare molti aspetti della comunicazione PA-cittadino. Vediamo di cosa si tratta, i vantaggi e come migliorare alcuni aspetti di questa iniziativa

Si avvicina il domicilio digitale, che dopo anni di attesa permetterà di spostare su un canale digitale le comunicazioni, con la PA, che sono rimaste finora su casella di posta cartacea.

Indice degli argomenti
La roadmap per il domicilio digitale
Cos’è il domicilio digitale: una pec (tipicamente)
Chi può fare il domicilio digitale
Inad, l’indice delle persone fisiche
Integrazione con IO e interrogazione mediante API
Multe e notifiche col domicilio digitale
Spunti per migliorare le linee guida sui domicili digitali
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Cos’è il domicilio digitale: una pec (tipicamente)
Un domicilio digitale è tipicamente una casella PEC (posta elettronica certificata) che individua un “luogo virtuale” dove possono essere mandate comunicazioni all’entità giuridica, sia essa PA o professionista o azienda. Ora anche ai privati. E’ come il domicilio fisico, solo che invece di chiamarsi “Via Roma 27” si chiama ad esempio “nome.cognome@gestorepec.it”.

Di identità digitali ne abbiamo tante (Facebook, Google, Amazon, eBay), ora potremo avere anche un domicilio digitale, dove essere raggiungibili dalla PA qualunque sia la nostra locazione fisica (es. una notifica potrà essere mandata via pec anche se siamo in Australia, mentre prima arrivava in via Roma 37 mentre noi eravamo in Australia e l’avremmo vista al ritorno).
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Integrazione con IO e interrogazione mediante API
Il primo aspetto da valutare è l’integrazione con IO. Le Amministrazioni quindi potranno scegliere se mandarmi messaggi su IO (senza valore legale) o sulla PEC (con valore legale)?
Nelle Linee Guida viene espressamente indicato che il domicilio digitale potrà essere gestito anche con le funzionalità di IO (art. 2.1); dal testo sembra quasi che anche l’iscrizione del domicilio digitale possa essere fatta attraverso l’app, rendendo più facile la registrazione.
Certo è che i due canali potranno continuare ad esistere per molto tempo, in attesa di una totale copertura della popolazione, in un senso o in un altro: dipenderà ovviamente da quale sarà il canale prevalente, IO o la PEC.

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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/03/2020, 0:30

[doc. web n. 9283040] Garante Protezione Dati Personali, 18/12/2019

Prescritte ad un gestore misure urgenti per la sicurezza del servizio pec

Il provvedimento a tutela degli utenti reso noto solo oggi per impedire lo sfruttamento delle vulnerabilità rilevate nel corso di un'ispezione

Il Garante per la protezione dei dati personali con un provvedimento d’urgenza ha prescritto ad Aruba Pec S.p.a. l’implementazione di misure per la messa in sicurezza del proprio servizio di posta elettronica certificata, che gestisce oltre sei milioni di caselle utilizzate da soggetti pubblici (come amministrazioni centrali e locali dello Stato), società private e singoli professionisti.

A seguito delle vulnerabilità rilevate durante un accertamento ispettivo in merito alla gestione del servizio pec, condotto nella seconda metà del 2019, l’Autorità ha adottato un provvedimento urgente per evitare che diverse categorie di interessati coinvolti (intestatari delle caselle pec, mittenti e destinatari dei messaggi, soggetti i cui dati sono presenti all’interno dei messaggi o degli allegati) fossero esposti a gravi rischi per i diritti e le libertà derivanti da possibili utilizzi impropri di dati personali o da furti d’identità.

La pubblicazione del provvedimento è stata però posticipata per dare modo alla società di implementare le misure prescritte e impedire che le vulnerabilità rilevate potessero essere sfruttate da eventuali malintenzionati. La società ha dichiarato di aver adempiuto, nei termini previsti, alle prescrizioni impartite.

Dagli accertamenti è emerso che circa 560.000 utenti utilizzavano ancora, per l’accesso alla propria casella pec, la password iniziale, scelta per loro da uno degli 8.900 partner della società (come ordini professionali, Pa e soggetti privati) senza che fosse imposto, come avrebbe dovuto, l’obbligo di modifica al primo accesso. Le procedure informatiche adottate contenevano, poi, ulteriori gravi vulnerabilità. Ad esempio, le password tecniche di gestione di alcuni servizi informatici erano riportate in chiaro nei log di tracciamento delle operazioni, aumentando così considerevolmente la possibilità di accessi illeciti, sia da parte di soggetti interni non autorizzati che in caso di attacco informatico.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/10/2019, 9:37

Le legge per tutti, 15/10/2019

Cartelle esattoriali: addio raccomandate

Notifiche solo in modalità digitali per risparmiare sulle spese postali. Così lo Stato farà conoscere al cittadino la pretesa fiscale.

Rivoluzione nel mondo delle notifiche delle cartelle esattoriali, multe, ingiunzioni dell’Inps e altri provvedimenti dello Stato. Diremo addio alla raccomandata da recuperare alla casa comunale o all’ufficio postale nei casi frequenti in cui il postino non trova il destinatario a casa o altre persone di famiglia disposte a “firmare” al suo posto. Dal 2020, ogni cittadino avrà la possibilità di collegarsi ad una nuova Piattaforma digitale – sviluppata dalla società PagoPa – che gli consentirà di accedere a un proprio “cassetto”, all’interno del quale verificare l’esistenza di atti in giacenza.

La novità sta prendendo piede in queste ultime ore e sarà inserita nella bozza della nuova legge di bilancio. Con questo sistema lo Stato mira ad eliminare ben 32 milioni di raccomandate.

Ad oggi le notifiche online delle cartelle e delle multe sono obbligatorie solo per professionisti, imprenditori e società. Chi ha una partita Iva riceve le intimazioni di pagamento al proprio indirizzo pec. In questi casi l’Agente per la riscossione o la P.A. inviano un’email di posta elettronica certificata che ha valore di notifica, senza far seguire ad essa il tradizionale atto di carta. Chi non è accorto a controllare la propria casella pec perde la possibilità di opporsi.

Un sistema simile sarà parzialmente previsto, dal prossimo anno, anche per i privati, senza però obbligarli a dotarsi di un indirizzo pec. Questi potranno infatti collegarsi a una piattaforma ministeriale e controllare l’arrivo di cartelle esattoriali nel momento in cui non erano a casa. In questo modo peraltro eviteranno l’incomodo di dover fare la fila alla posta o di recarsi in Comune per ritirare l’originale della notifica.
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La notifica digitale prima di tutto costa meno, cancella gli oneri di spedizione e garantisce che la comunicazione andrebbe a buon fine nel 100% dei casi, eliminando il ricco contenzioso sui vizi di notifica che intasa le commissioni tributarie e i tribunali. Solo per questa via, secondo i calcoli della relazione che accompagna la bozza, si risparmierebbero 100 milioni di euro».
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/12/2018, 11:01

Corte di Cassazione

La PEC deve essere corredata dall'attestazione di ricezione del procuratore

La Corte di Cassazione - Sezione civile n.2, ordinanza n. 27250/2018 - ha confermato che rispetto alle comunicazioni tramite Pec, la cd. ricevuta di avvenuta consegna (RAC), costituisce il documento idoneo a dimostrare, fino a prova del contrario, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario. Di conseguenza, perché la comunicazione via Pec ad opera della cancelleria possa dirsi perfezionata è necessario che essa sia corredata ricevuta di avvenuta consegna.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/11/2018, 1:11

Altalex, Maurizio Relae, professionista avvocato, 07/11/2018

Notifica Pec nulla? Sezioni Unite: è valida se raggiunge lo scopo

Cassazione civile, SS.UU., sentenza 28/09/2018 n° 23620

Le Sezioni Unite della Suprema Corte, con la decisione n. 23620 del 28 settembre 2018, nel rilevare, preliminarmente l'inammissibilità del ricorso per cassazione causa il mancato rispetto del termine previsto dall'art. 325 c.p.c., comma 2, decorrente, ai sensi del successivo art. 326 c.p.c, dalla notifica della sentenza al procuratore costituito, prendono comunque in esame le deduzioni con le quali, parte ricorrente, vorrebbe dimostrare la nullità della detta notificazione, effettuata tramite PEC ai sensi e per gli effetti della L. n. 53 del 1994, tale da impedire la decorrenza del termine "breve" previsto dall'art. 325 c.p.c.
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Le Sezioni Unite errano, pertanto, nel ritenere l’Albo degli Avvocati quale pubblico elenco valido per conoscere l’indirizzo PEC della notifica effettuata, in proprio, dal difensore ai sensi della L. 53/94 e, sotto tale profilo, errano, conseguentemente, nel ritenere la notifica valida. In tale ipotesi il Collegio avrebbe dovuto, da una parte, rilevare la nullità della notifica ex art. 11 L. 53/94, posto che l’Albo degli Avvocati non è pubblico elenco valido per attingere gli indirizzi PEC dei destinatari della stessa e, dall’altra, considerare la nullità sanata per il raggiungimento dello scopo, in applicazione dell’art. 156 c.p.c. a seguito della costituzione in giudizio del destinatario della stessa (principio già affermato, sempre dalle Sezioni Unite, con la decisione n. 7665/16).
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/06/2018, 18:11

AgendaDigitale, 22/05/208, Eugenio Prosperetti, avvocato, docente Informatica Giuridica Facoltà Giurisprudenza "LUISS"

Pec, Pec-ID e Cad: chiariamo le norme per questi strumenti

Prendendo spunto da una recente truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito l’argomento su Agenda Digitale

Prendendo spunto da un recente caso di cronaca riguardante una truffa avvenuta attraverso il canale della posta elettronica certificata, Eugenio Prosperetti ha approfondito le differenze tra gli strumenti della PEC e della PEC-ID su Agenda Digitale. “È utile analizzare norme sulla Pec e il Codice dell’Amministrazione Digitale - scrive l’esperto in apertura - per scoprire che in Italia ci sono sono due tipi di Pec, anche se pochi lo sanno. Pec e Pec-ID. La seconda permette di mandare documenti alla PA non firmati digitalmente. La prima invece, senza allegati firmati digitalmente, non dà alcuna garanzia sull’identità della persona”.

Nella percezione generale - si legge nell’articolo - l’indirizzo PEC certifica la provenienza da un certo mittente e, dunque, se si tratta della PEC ufficiale di quell’ente, si ritiene di poter presumere – autorizzati dalla Legge a farlo – che la comunicazione provenga da quel mittente.

In realtà, se si analizzano le norme sulla PEC e il Codice dell’Amministrazione Digitale si scopre qualcosa di diverso.

Anzitutto, scopriamo che il Legislatore ha previsto due tipi di PEC: la PEC ordinaria e la PEC identificativa “PEC-ID”, la quale tuttavia non è mai stata attivata.

Questo secondo tipo di PEC, stando alla definizione normativa, è una particolare casella di PEC che consente di identificare le persone fisiche e giuridiche che presentano istanze e dichiarazioni per via telematica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni ed è espressamente prevista dall’articolo 65, comma 1, lettera “c-bis” del Codice dell’Amministrazione Digitale...
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/05/2018, 23:37

ForumPA, 01/05/2018

PEC e Firma Digitale: due strumenti a supporto del Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC)

Un’anticipazione dei temi che Aruba PEC porterà a FORUM PA 2018. Qui la pagina con le iniziative in Manifestazione

Emblematico il caso dell’Ordine degli Architetti di Roma: risparmio di tempo – un terzo rispetto alle pratiche cartacee – e di denaro – quantificato con 300 euro a pratica, questo il risultato grazie all’utilizzo di PEC e Firma Digitale nelle comunicazioni con il comune di Roma
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) ha scelto Aruba (http://www.aruba.it) come fornitore per l’attivazione di PEC e Firma digitale nelle pratiche edilizie dell’Ordine degli Architetti.

Per il CNAPPC, la PEC rappresenta il punto di massima efficienza dal punto di vista delle comunicazioni, sia per quanto riguarda l’efficacia del mezzo sia per quanto attiene alla sua convenienza economica. La collaborazione tra Aruba e CNAPPC, infatti, nasce per rispondere a alle necessità di accelerare la burocrazia già nel 2008, quando ancora l’Ordine più numeroso d’Italia aveva forti difficoltà di comunicazione con i propri iscritti. Basti pensare che, solo 10 anni fa, inviare una semplice raccomandata ad ogni singolo iscritto comportava per l’Ordine una spesa di circa 150.000€.

Oltre alla PEC – strumento importantissimo per interloquire con la Pubblica Amministrazione – l’Ordine aveva bisogno di uno strumento di certificazione, che consentisse l’individuazione del professionista alla pari di quando si utilizzava il timbro professionale. Tale obiettivo è stato raggiunto attraverso l’utilizzo della Firma Digitale di Aruba. Ogni iscritto, infatti, è stato dotato della propria firma digitale, che include al proprio interno anche il certificato di ruolo che garantisce all’Amministrazione che l’Architetto di riferimento può essere abilitato alla consegna della pratica edilizia relativa.

Un esempio concreto del successo legato a questa collaborazione è relativo all’impiego della PEC per comunicare con il comune di Roma, permettendo la possibilità di interfacciarsi facilmente con il Comune di Roma ed ottenere dei risparmi considerevoli sia in termini di tempo che di denaro relativamente alla pratica edilizia. Attraverso questa sperimentazione, per ogni pratica edilizia si sono impiegati due terzi del tempo che si impiegavano attraverso le pratiche cartacee e sono stati calcolati costi di risparmio fino a 300€ per ogni singola pratica.
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Re: Questione PEC posta elettronica certificata

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/02/2018, 19:24

Infografica della PA digitale di Belisario:
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