Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/12/2017, 3:13

Riepilogo degli adempimenti da effettuare entro fine 2017 da parte dei comuni in materia di #amministrazionedigitale

Entro il prossimo 31 dicembre 2017, tutte le amministrazioni pubbliche (comuni compresi) devono perfezionare i seguenti adempimenti di amministrazione digitale:

- utilizzo esclusivo di SPID (sistema pubblico di identità digitale) per l'identificazione degli utenti nei servizi di nuova attivazione: scadenza ultima mese di marzo 2018;
- attuazione delle misure minime di sicurezza ICT previste dalla circolare AgID n.2/2017 con sottoscrizione digitale - tramite marca temporale - del nuovo modello di implementazione;
- completamento dell'adesione al sistema PagoPA per tutti quei servizi che prevedono il pagamento dei dovuti da parte di cittadini e imprese. Tutte le PA devono quindi inviare ad -
AgID, attraverso il portale di adesione, i piani di attivazione e integrazione della piattaforma abilitante PagoPA nelle loro soluzioni applicative;
- nomina del responsabile per la transizione digitale previsto dall'art.17 del CAD;
- esposizione dei metadati relativi alle banche dati e ai dati aperti (open data) di cui le PA sono titolari, rispettando le specifiche e la semantica indicate nel Piano Triennale per l'informatica nella PA.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/12/2017, 16:33

Un bilancio molto critico ma realistico del percorso fatto nella PA italiana verso la digitalizzazione nel 2017

Possibile, Armando Mirabella, 21/12/2107

“LA GUERRA COMMERCIALE PIÙ GRANDE DELLA STORIA”: A CHE PUNTO SIAMO CON LA DIGITALIZZAZIONE DELLA PA

Bisogna crederci nella Pubblica amministrazione. Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017 – 2019: il documento – realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dal Team per la Trasformazione Digitale – che per la prima volta indica il modello di riferimento della digitalizzazione della PA, non lo fa. La questione che emerge dal Piano, che per la condizione digitale in cui versa il paese abbisogna di ben oltre i tre anni attualmente previsti, è che sembra si sia rotto il patto tra PA e Mercato. L’assunto di partenza è: la PA locale non ce la fa, il mercato la può sostituire. Ma non il mercato fatto di piccole software house che burocratizzano. I problemi li risolvono i grandi player: Amazon (giova forse ricordare che Diego Piacentini, 55 anni, di cui 13 in Apple e 16 in Amazon, è Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Attualmente è ancora dipendente Amazon), Facebook, Google, Apple, Microsoft, IBM,… La sensazione è che noi si regali il petrolio a chi lo raffina e i soldi, storicamente, li fa proprio chi il petrolio lo raffina. Eppure ci sono PA che hanno realizzato eccellenze, è il caso per esempio di INAIL, INPS, Agenzia delle Entrate.

La digitalizzazione è una emergenza nazionale che nella PA si cerca di combattere in modo assurdo, a invarianza finanziaria. E che sia un emergenza è reso oggettivo dal DESI 2017 (Digital Economy and Society Index 2017) in cui l’Italia è al 25esimo posto. “Per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici online – si legge nella descrizione a corredo degli indici – l’Italia si avvicina alla media. Rispetto all’anno scorso ha fatto progressi in materia di connettività, in particolare grazie al miglioramento dell’accesso alle reti NGA (Next Generation Access: è la nuova generazione di accesi, vale a dire accessi distribuiti su una rete in fibra ottica (FTTH o VDSL) : dai 20 mega di un’ADSL fino a 100 mega). Tuttavia, gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l’ulteriore sviluppo dell’economia e della società digitali”. Nell’uso di internet: “le attività online – prosegue – effettuate dagli internauti italiani sono di molto inferiori alla media dell’UE. L’Italia si colloca al 27esimo posto su 28”. Male facciamo anche nei Servizi pubblici digitali in cui: “l’Italia registra buoni risultati per quanto riguarda l’erogazione online dei servizi pubblici (completamento di servizi online) e i dati aperti (open data), ma presenta uno dei livelli più bassi di utilizzo dei servizi di e-government in Europa”. Siamo infatti 25esimi su 28 e in discesa.
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Il primo è l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), la banca dati nazionale nella quale far confluire i dati anagrafici di tutti i residenti in Italia e degli italiani residenti all’estero, che doveva essere realizzato entro il 2014. Nel 2017 si scopre che solo il comune di Bagnacavallo aveva aderito. Da marzo sono riprese le migrazioni verso ANPR e oggi, rispetto agli oltre 8.000, sono attivi sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente solo 10 Comuni: 230.000 abitanti…

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Interessante anche il caso del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN), la banca dati del settore agricolo e forestale, che costando 85 milioni di euro l’anno è già giunto a 780 in 10 anni. Ad oggi nessuno può valutare cosa è stato fatto, al punto che adesso Consip lo ha diviso in 4 lotti il cui primo è il monitoraggio del nuovo progetto. Questo Database è una infrastruttura fondamentale la cui assenza fa perdere contributi comunitari su agricoltura e dissesto idrogeologico.

Altro caso eclatante è quello legato alla alimentazione dei dati relativi alla gestione degli arrivi dei migranti. Ad oggi sono prodotti con fogli Excel zeppi di dati sporchi sui quali viene fatta una successiva lavorazione manuale che produce la mancanza di dati just in time.

In tutto ciò, nonostante l’articolo 17 dello sfortunato Codice della Amministrazione Digitale, che cambia ogni 3-6 mesi, l’ultima delle quali l’11 dicembre, manca evidentemente chi svolge il compito di pungolo e monitoraggio. E’ evidente che non basta la “Commissione Parlamentare di Inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, è necessario assegnare maggiori poteri a Consip e all’ANAC.
...
Quello dei servizi digitali è davvero un tema centrale la cui portata in Italia sfugge. Eppure è ormai chiaro che nello scenario globale i dati nel XXI secolo hanno la stessa valenza del petrolio nel ventesimo, così come le Big Four nella economia mondiale oggi sono dominanti quanto lo erano le Sette Sorelle all’epoca. Oggi, infatti, esistono entità che prendono il possesso del nostro sentire, congelato attraverso i comportamenti che realizziamo utilizzando i nostri devices. E quindi al punto (iniziale) in cui siamo, quanto è peregrino l’interrogativo di Raffaele Barberio, presidente di Privacy Italia: “Ma non è questa la guerra commerciale più grande della storia?”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/12/2017, 16:14

Condivido in toto il commento di Gianni Penzo Doria sull'ultimo "correttivo" del CAD (o meglio della "modifica " a cui farà seguito, continuando di questo passo, la rettifica del correttivo della modifica ....)

Interlex, 20/12/2107

Tre errori sul comunicato del "nuovo" CAD

Nell’articolo apparso recentemente sul vecchio CAD (sì, caro lettore, vecchio come vedremo tra poco), a firma di due tra i principali autori, compaiono tre errori nei primi tre paragrafi. Alcuni di metodo, non solo tecnici. Confido nella preparazione riconosciuta degli autori per porvi rimedio.
Il primo: "Saremo aperti e trasparenti". Trasparenza, sostantivo di cui molti si appropriano, significa rendere disponibile dati, informazioni e documenti. Lo stabilisce, appunto, la legge. Ora, esiste la descrizione dei contenuti, ma non esistono i contenuti, né il documento principale che li rappresenta. Ciò significa che, in primo luogo, soltanto chi ha il testo definitivo come uscito dal Consiglio dei ministri può commentarlo. Ciò impedisce nell’opacità di prenderne piena contezza a chiunque interessato. La trasparenza, giuridicamente, è ben altro.

Il secondo: gioco di squadra tra giuristi e informatici. Si tratta di un errore molto importante negli effetti, nella convinzione che l’amministrazione digitale italiana abbia bisogno solo di due famiglie professionali. Si parla di archivi, di conservazione e di protocollo, ma non sono stati coinvolti gli archivisti. Si parla di documenti e di firme, ma non sono stati coinvolti i diplomatisti. Si parla di organizzazione, ma non si sono coinvolti gli scienziati del management. E, infine, la stessa norma del 2016 aveva correttamente introdotto anche i professionisti dell’informatica giuridica, cosa molto diversa dagli informatici e dai giuristi. Ma com’è possibile? Lieto di essere sonoramente smentito.

Il terzo: il CAD è e rimane il caro e vecchio D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82. Qui dichiaratamente si interviene, su delega parlamentare, solo sul D.Lgs. 179/2016. In pratica, si modifica e si integra un provvedimento di modifiche e integrazioni, che ormai non si contano più. Se questo è un Codice!
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 15/12/2017, 2:40

Key4biz, @PaoloAnastasio1, 12/12/2017

PA, in Manovra 50 milioni per assumere dirigenti della transizione digitale

Un emendamento alla Legge di Bilancio istituisce un fondo di 50 milioni
per incentivare l’assunzione di dirigenti skillati da pescare da un apposito albo.


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Un fondo di 50 milioni di euro presso la Presidenza del Consiglio per l’assunzione di dirigenti responsabili per la transizione digitale della PA, con la conseguente creazione di un apposito albo dei dirigenti per la transizione digitale dal quale gli enti pubblici potranno pescare, in base a graduatorie fissate per concorso, i dirigenti informatici in attuazione dell’articolo 17 del CAD (Codice dell’amministrazione digitale). E’ questo in sintesi il contenuto dell’emendamento alla Manovra in discussione in Parlamento frutto del lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA presieduta da Paolo Coppola (Pd), che nei giorni scorsi ha presentato il suo bilancio, quanto mai desolante, di un anno di attività e audizioni.

“I contributi sono finalizzati ad agevolare il processo di digitalizzazione delle amministrazioni e degli enti destinatari e sono erogati nella misura del 30% del costo del personale e in ordine di priorità di arrivo delle richieste, fino a esaurimento del Fondo”, si legge nell’emendamento firmato da Coppola, Bruno Bossio, Bonaccorsi, Boccadutri, Catalano, Mucci, Incerti, Carrozza, Quintarelli, Dallai, Barbanti, Fragomeli, Tentori, Bonomo. Bisognerà quindi affrettarsi per accedere alla dotazione e non restare indietro.

L’emendamento è quanto mai calzante, vista l’atavica carenza di digital skill della PA centrale e locale di casa nostra denunciata dalla Commissione parlamentare, e punta sull’incentivo economico per spingere le PA inadempienti, che sono la maggior parte, a nominare il dirigente e la struttura interna che si occupi appunto del digitale.

L’emendamento prevede inoltre che “nell’anno 2018 e con cadenza triennale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia bandito un concorso per la formazione di un elenco di soggetti da inserire nell’Albo dei dirigenti per la transizione digitale”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/12/2017, 2:03

Parer, 30/11/2017

“Nuovo CAD”: il Parere del Garante Privacy

Via libera all’impianto generale del decreto correttivo, ma richiesti correttivi per evitare l'accesso indiscriminato ai dati relativi al domicilio digitale, tutelare di più chi invia segnalazioni al difensore civico digitale e definire regole più specifiche per l’accesso ai servizi online

Parere su uno schema di decreto legislativo in tema di integrazioni e modifiche al Codice dell'amministrazione digitale - 26 ottobre 2017 [7221785]

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale, approvato lo scorso settembre in via preliminare dal Consiglio dei Ministri. L’impianto generale della norma è stato giudicato positivamente, ma si richiedono alcuni correttivi. Tra i principali, misure per evitare l'accesso indiscriminato ai dati relativi al domicilio digitale dei cittadini, maggiori meccanismi di tutela per chi invia segnalazioni al difensore civico digitale, e regole più specifiche per l'accesso ai servizi pubblici digitali e per l'utilizzo dei dati anagrafici.

Pur esprimendo parere positivo sul testo – si legge in una nota – il Garante ha rilevato alcune criticità in merito alla protezione dei dati personali trattati. Nella bozza di decreto, ad esempio, si prevede che "chiunque" possa consultare gli elenchi dei "domicili digitali", tramite sito web e senza necessità di autenticazione. Secondo l'Autorità, invece, rendere pubblici tali elenchi, peraltro in formato aperto e senza specificare quali dati personali contengano, rischia di favorire l'invio di spam e di aumentare considerevolmente il rischio di furti di identità.

Il domicilio digitale dovrebbe invece essere utilizzabile solo per l'invio di comunicazioni avente valore legale o connesse al conseguimento di finalità istituzionali.

Un'altra disposizione del decreto prevede che il difensore civico digitale pubblichi on line tutte le segnalazioni "fondate" ricevute dai cittadini, relative a violazioni della normativa sulla digitalizzazione della Pa. Tale obbligo - afferma il Garante - non solo comporta una diffusione sproporzionata dei dati di chi denuncia un problema, ma rischia di essere un deterrente all'esercizio di tale diritto per il timore dell'utente di subire eventuali ritorsioni. Sarebbe quindi auspicabile prevedere sempre l'oscuramento dei dati personali eventualmente presenti nei documenti oggetto di pubblicazione online sia nel caso di segnalazioni, sia nel caso delle decisioni sulle stesse.

Il Garante ribadisce, inoltre, come già indicato in un precedente parere sul Cad, che sarebbe opportuno tutelare meglio la riservatezza dei dati personali contenuti nelle "Basi dati di interesse nazionale", chiarendone le modalità di utilizzo, nonché valutare la possibilità di concedere l'accesso ai servizi della PA in rete non esclusivamente tramite SPID, ma utilizzando anche altri sistemi disponibili quali la Carta di Identità Elettronica o la Carta Nazionale dei Servizi.

Il Garante sottolinea infine che le indicazioni tecniche che dovrà definire l'Agid in merito al CAD non dovrebbero avere natura di "linee guida", ma di regole prescrittive, tali da garantire livelli più elevati di sicurezza e di protezione dei dati personali.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/12/2017, 2:33

Webnews

Agenda Digitale, l’Italia ancora agli ultimi posti

L'Italia è ancora tra gli ultimi paesi in Europa per l'attuazione dell'Agenda Digitale nonostante i molti recenti sforzi nella digitalizzazione del paese.

Sebbene l’Italia mostri importanti segnali di miglioramento nell’attuazione degli impegni previsti dall’Agenda Digitale, nel “Digital Maturity Indexes” (il sistema di 118 indicatori sviluppato dall’Osservatorio Agenda Digitale per misurare il livello di digitalizzazione dei Paesi europei) l’Italia si posiziona ancora terzultima in Europa per fattori abilitanti e quartultima per risultati raggiunti. Nonostante gli sforzi, dunque, il paese deve accelerare ulteriormente. Dati che arrivano dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale della School of Managament del Politecnico di Milano.
...
Ma nonostante questa mole di progetti ed attività, l’Italia continua ad essere fanalino di coda dell’Europa. Secondo Alessandro Perego, Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation, questo risultato non deve stupire troppo. L’Italia, infatti, arrivava da un periodo molto critico caratterizzato da forti ritardi che non potevano essere colmati in poco tempo anche se il gap con gli altri paesi europei si sta riducendo.

Secondo Alessandro Perego, per colmare il divario è di estrema importanza garantire continuità a tutte le iniziative portate avanti sia a livello nazionale che a livello locale.

Se si vuole davvero arrivare al livello dei partner europei è necessario non fermarsi e mantenere questo ritmo.

L’Osservatorio, infine, grazie al supporto di Doxa, mette in evidenza anche un altro aspetto e cioè che i cittadini hanno ancora un basso livello di competenze digitali che impedisce loro di sfruttare tutti i vantaggi che queste nuove tecnologie offrono. Gli italiani, dunque, hanno in mano tutti gli strumenti per sfruttare le nuove tecnologie, ma le loro competenze digitali sono inferiori a quelle della media europea.

Importante, dunque, che si agisca anche in questa direzione, soprattutto agendo con priorità sulle fasce della popolazione più bisognose di miglioramenti come quelle degli over 65.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/12/2017, 2:13

FPA, 05/12/2017

Convegno

In corsa per l'Italia Digitale

Martedì 5 dicembre a Roma.
l'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano promuove il Convegno di presentazione dei risultati della Ricerca sul livello di effettiva attuazione dell'Agenda Digitale italiana. Nel pomeriggio si terrà consegna dei "Premi Agenda Digitale 2017", con la promozione di quei progetti che maggiormente si sono distinti per capacità di usare le tecnologie digitali come leva di trasformazione del Paese. La partecipazione è gratuita.

Nel 2017 l’Italia ha “cambiato passo” nell’attuazione della sua Agenda Digitale:
È stato redatto un Piano Triennale che indirizza in modo chiaro la trasformazione digitale della PA italiana, specificando come riqualificare i 5,6 miliardi da lei gestiti in tecnologie digitali;
Continua a pieno ritmo l’implementazione del Piano Banda Ultra Larga, grazie al quale la copertura a 30 Mbps è quasi raddoppiata rispetto al 2015;
Finalmente si cominciano a usare le risorse messe a disposizione dell’Europa per digitalizzare la nostra PA mentre il Piano Industria 4.0 continua a sostenere la digitalizzazione delle imprese italiane;
I progetti infrastrutturali chiave cominciano ad essere significativi: sono oltre 1,7 milioni le identità SPID rilasciate, 4 milioni le transazioni effettuate con PagoPA e oltre 800 i comuni che testano l’ANPR;
Sono state riviste molte normative — tra cui il CAD e il Codice dei Contratti pubblici — con l’obiettivo di semplificare le regole per realizzare innovazione digitale in ambito pubblico;
Sono stati creati diversi spazi virtuali (ad es. forum.italia.it) tramite i quali aggregare gli sforzi, discutere problemi e favorire la partecipazione attiva a livello locale.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 16/11/2017, 9:24

Anzichè accelerare rallentiamo.
Siamo in Italia
Delibera 08/11/2017 Camera dei Deputati
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/11/2017, 9:08

#DIGITALIZZAZIONE e #INNOVAZIONE della PA
Commissione Parlamentare

Esito dei lavori

Nel nostro Paese si riscontra un’altissima
diffusione di dispositivi mobili, tant’è che sono attivi poco meno di 1,3 abbonamenti per abitante3

... Gli italiani sembrano quindi essere particolarmente attenti alla tecnologia e al suo utilizzo per
rimanere in contatto con il mondo esterno, grazie all’utilizzo dei social network. Quando, però, si
passa a considerare l’uso del digitale per svolgere funzioni diverse dalla pura comunicazione lo
scenario cambia drasticamente. I soggetti che acquistano beni e servizi tramite il web sono pari ad
appena il 26 per cento, contro una media europea del 53 per cento ...

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/11/2017, 2:00

ANORC, 30/10/2017

ANORC PARTECIPA ALLA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUL CAD
Lunedì, 30 Ottobre 2017

A seguito dell’apertura della procedura di consultazione pubblica sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del d.lgs. 82/2005 – CAD, ai sensi dell’art. 1 della legge delega 124/2015, ANORC, pur contestando (come già fatto in precedenti consultazioni) l’impostazione di fondo perché persevera nel proporre un codice dove i principi sono coniugati con le prescrizioni su questioni che dovrebbero essere regolati da principi, ha manifestato la propria posizione inserendo in piattaforma Open.gov.it le seguenti proposte di rettifica:


Difensore Civico per il digitale
Art. 15 di modifica dell’attuale Art. 17, 1-quatter. L’istituzione del difensore civico per il digitale dovrebbe avere la possibilità di intervenire sulle PPAA inadempienti degli obblighi del CAD con sanzioni (come è stato previsto per i fornitori di servizi).
Si chiede l’inserimento delle seguenti parole: “Il Difensore Civico per il Digitale può irrogare a alle pubbliche amministrazioni, che abbiano violato gli obblighi del presente Codice, sanzioni amministrative in relazione alla gravità della violazione accertata e all'entità del danno provocato all'utenza, per importi da un minimo di euro 40.000,00 a un massimo di euro 400.000,00, fermo restando il diritto al risarcimento del maggior danno.”

Firme elettroniche
Art. 18 di modifica dell’attuale Art. 20. Discostandosi di fatto dal quadro di riferimento europeo, introduce una nuova forma di sottoscrizione elettronica che sarà basata su sistemi di identificazione certa (con tutta probabilità strizzando l’occhio a SPID). In maniera simile a quanto già avviene con l’art. 61 del DPCM 22 febbraio 2013, sarebbe stato più corretto far rientrare tale forma di sottoscrizione nella più “europea” firma elettronica avanzata. Sembra che il perseguimento di questa rettifica renda tali processi oggi molto più onerosi di quanto previsto dal Regolamento eIDAS e dalle legislazioni nazionali degli altri paesi membri (basti solo pensare al controverso limite di cui all’art. 60 del DPCM 22 febbraio 2013).
Art. 19 di modifica dell’attuale Art. 21 Si nota un’inversione di tendenza rispetto alla capacità attribuita al documento sottoscritto con firma elettronica di soddisfare il requisito della forma scritta: se il D.Lgs. 179/2016 aveva previsto che tale requisito potesse essere soddisfatto adoperando qualsiasi tipo di firma elettronica, la nuova modifica prevede invece almeno l’adozione della firma elettronica avanzata. È curioso notare come con la riforma del 2016 si è proceduto ad abrogare parte dell’art. 20 del CAD modificando l’art. 21 mentre con la nuova proposta si vuole abrogare parte dell’art. 21 (i commi 1 e 2 modificati nel 2016) reinserendo, con qualche modifica, la prima parte dell’art. 20: probabilmente occorrerebbe riscrivere entrambi gli articoli, cercando di perseguire quella chiarezza e sistematicità che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi norma di rango superiore.

Accreditamento, vigilanza e sanzioni
Art. 29 di modifica dell’attuale Art. 32-bis. Si sollevano perplessità relative ai processi di qualificazione dei gestori di servizi fiduciari (come quelli di identificazione elettronica, di rilascio di certificati qualificati di firma elettronica o di marca temporale, ad esempio) e all’accreditamento di conservatori che, al momento, mancando oltretutto norme europee in merito, offrono, sulla base di precise regole tecniche, un servizio di conservazione di documenti informatici molto lontano dal servizio fiduciario di conservazione di firme e sigilli elettronici a cui sta pensando l’Europa.
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte alla lettera a) e alla lettera c).
Non si può accettare l’approccio al quadro sanzionatorio generale previsto: l’importo passerebbe dagli attuali 4.000 - 40.000 euro a 40.000 – 400.000 euro, per violazioni delle disposizioni del CAD da parte dei soggetti qualificati o accreditati! Sanzioni giustificabili laddove l’Italia dovesse essere chiamata a rispondere direttamente di eventuali danni causati dai gestori di servizi qualificati ai cittadini degli altri stati membri, ma sicuramente eccessive per quelli che, come abbiamo detto, sono servizi che oggi non rientrano nel quadro europeo dei servizi qualificati (come nel caso della conservazione).
Si ritiene necessario individuare parametri certi per la concreta valutazione della congruità di tali sanzioni e della proporzionalità di queste ultime rispetto alle infrazioni commesse e alla capacità economiche dei fornitori di servizi.
Non si condivide, inoltre, la cancellazione della possibilità di “ravvedimento operoso” ovvero, su segnalazione di AgID, di porre rimedio alla violazione (ove ovviamente ciò fosse possibile) così da evitare la sanzione.
A differenza di quanto precedentemente previsto, infatti, AgID dovrà intervenire senza alcuna possibilità di “ravvedimento” da parte del gestore qualificato/accreditato.
Si ritiene che accanto alle sanzioni previste per i fornitori dei servizi sarebbe corretto prevedere anche la possibilità in capo ad AgID di comminare sanzioni alle PPAA inadempienti rispetto agli obblighi del CAD.

Norme particolari per le pubbliche amministrazioni
Art. 30 di modifica dell’attuale Art. 34. Questo articolo nella formulazione attuale garantisce alle PPAA, nella loro discrezionalità amministrativa, autonomia organizzativa e gestionale in relazione alla formazione, gestione e sottoscrizione di documenti informatici aventi rilevanza esclusivamente interna, evitando complesse procedure di firma digitale o FEA per ogni atto interno.
Se dovesse essere abrogato, come proposto, il secondo comma dell’art. 34 ogni PA sarà costretta a gestire in modo “pesante” anche le fasi endoprocedimentali che, essendo a rilevanza interna, dovrebbero essere gestite con il minimo aggravio possibile (sia organizzativo sia tecnologico).
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte alla lettera c).

Sistema di ricerca documentale
Art. 35 di modifica dell’attuale Art. 40-ter. L’introduzione di un Servizio di indicizzazione e ricerca documentale di tutti i documenti soggetti a registrazione di protocollo sembra un progetto titanico, sottovalutato nella sua complessità e privo dei basilari presupposti, considerato lo stato reale della digitalizzazione della PA Italiana.
Si chiede la cancellazione delle modificazioni proposte al punto 2 dell’articolo 35.

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