Archivio Segreto Vaticano: progetto "In Codice Ratio"

Archivio Segreto Vaticano: progetto "In Codice Ratio"

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/05/2018, 18:44

Internazionale

L’intelligenza artificiale apre l’Archivio segreto vaticano
Sam Kean, The Atlantic, Stati Uniti
13 maggio 2018 10.09

L’Archivio segreto vaticano è uno degli archivi storici più vasti del mondo. Situato all’interno delle mura vaticane, accanto alla biblioteca Apostolica e poco più a nord della Cappella Sistina, l’archivio ospita circa 85 chilometri di scaffali contenenti documenti che risalgono a oltre dodici secoli fa. Comprende gemme come la bolla papale di scomunica di Martin Lutero e la richiesta d’aiuto che Maria Stuarda inviò a papa Sisto V prima di essere giustiziata. Per dimensioni e ricchezza, è un tesoro davvero inestimabile.

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L’archivio è accessibile solo agli studiosi in grado di consultarne la documentazione spesso scritta in maniera difficilmente leggibile. Del contenuto di questi 85 chilometri, solo una piccola parte è stata scansionata e trasformata in formato digitale. Ancora meno pagine sono state trascritte in testo informatico e rese disponibili per la ricerca. Per poter consultare il resto occorre accedere all’Archivio segreto vaticano, sobbarcarsi il viaggio fino a Roma e sfogliare ogni singola pagina a mano.

Un nuovo progetto di ricerca, In Codice Ratio, potrebbe risolvere alcuni di questi problemi. In Codice Ratio adotta tecniche di analisi delle immagini digitali e d’intelligenza artificiale e software di riconoscimento ottico dei caratteri (ocr) per analizzare questi testi complessi e spesso di difficile lettura e rendere disponibile per la prima volta la loro trascrizione. Se dovesse funzionare, la tecnologia potrebbe aprire la strada alla trascrizione di molti altri documenti presenti negli archivi storici di tutto il mondo.
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Ma affidarsi all’intelligenza artificiale ha i suoi limiti, secondo Rega Wood, storica della filosofia e paleografa (esperta di scritture antiche) presso l’università dell’Indiana, negli Stati Uniti. Sarà “problematico per i manoscritti che non sono scritti in maniera professionale ma copiati da non professionisti”, spiega, perché la scrittura a mano e la forma delle lettere varierà molto di più in questi documenti, rendendo più difficile l’apprendimento da parte dell’ocr. Inoltre, per quei casi dove esistono solo dei campioni limitati di materiale con cui lavorare, “è non solo più preciso, ma anche altrettanto veloce, effettuare trascrizioni senza ricorrere a una simile tecnologia”.

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