Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBCC

Gli sfruttati dei musei e degli archivi

Messaggioda Bernardino » 02/03/2018, 11:43

Segnalo l'articolo "Gli sfruttati dei musei e degli archivi" di Federico D. Giannini su Left del 28 febbraio 2018, sui volontari in archivi e musei e sulla condizione degli addetti al settore culturale con "forme di lavoro atipico, precario o coperto dalla maschera del volontariato, sempre più spesso adoperate col fine di soppiantare il lavoro stabile e regolare":

Gli sfruttati dei musei e degli archivi

Viene rilanciata la proposta di legge per la regolamentazione del volontariato culturale sostenuta dalla campagna "Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali" presentata la scorsa settimana alla sala stampa della Camera, per arginare "il ricorso al volontariato come attività in grado di rimpiazzare il lavoro pagato", dato che "dal 2010 al 2016 l’organico del Mibact s’è ridotto di circa cinquemila unità".
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/02/2018, 16:51

Che fate lunedì pomeriggio?
Siete in migliaia a seguirci da Roma, perchè non discutere insieme di come ottenere un cambiamento profondo nel mercato del lavoro culturale? Davvero la scelta è tra volontari o chiusura?
Ci vediamo lunedì alle 15 in Sapienza, tanti i temi da trattare, con l'aiuto di tutte e tutti voi! Invitate tutti i vostri amici!

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Lunedì 26 febbraio alle 15
QUALE FUTURO PER IL LAVORO CULTURALE?
Anche all'Università la Sapienza presentiamo la nostra proposta di legge per la regolamentazione del volontariato culturale, e analizziamo e discutiamo con tutte e tutti voi la situazione del mercato del lavoro culturale, dei percorsi formativi, le criticità, le proposte, le soluzioni...
Lo faremo con l'aiuto di Rita Paris e Bruna La Sorda.... Non mancate! Ci vediamo lunedì!
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/02/2018, 15:23

DAL MOLISE ALL'ITALIA, QUALE FUTURO PER IL LAVORO CULTURALE?
Dibattito e presentazione della proposta di legge per la regolamentazione del volontariato culturale.


CAMPOBASSO Palazzo san Giorgio - Sala consiliare
Piazza Vittorio Emanuele II
Mercoledì 21 febbraio, ore 17.00

Chiusura o volontari, è questa l’unica alternativa?
Il lavoro in ambito culturale, negli ultimi decenni, è diventato sempre meno sicuro, sempre meno garantito, sempre meno di qualità: nonostante la crescita costante del turismo culturale, i professionisti dei beni culturali lavorano spesso con stipendi e diritti limitatissimi, o gratis. In Molise, poi, questa situazione costringe ogni anno migliaia di giovani professionisti a lasciare il territorio, per formarsi o per lavorare.
Per la prima volta a Campobasso, il movimento Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali organizza un’assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza, per delineare e discutere la situazione degli enti e delle istituzioni cittadine, regionali e contestualizzarla sul piano nazionale.

Sarà forse anche la scarsa e l’inadeguata valorizzazione del proprio patrimonio culturale che porta a considerare il Molise la regione che non esiste? Seppur piccolo e semisconosciuto il territorio molisano conserva un importante patrimonio storico, culturale e paesaggistico che conta dieci tra musei, monumenti e siti archeologici statali (in uno dei quali è stato rinvenuto il resto umano più antico d’Italia!) castelli e borghi fortificati, santuari e abbazie, chiese e cattedrali, siti archeologici e riserve naturali. Sono molti i beni in pessime condizioni conservative, forte è la carenza d’investimenti sul personale qualificato nei luoghi della cultura, le biblioteche chiudono per inadeguate coperture finanziare, diffuso è l’impiego del volontariato culturale, ridotte e incomplete sono le possibilità formative accademiche.

Durante l’incontro si analizzeranno queste tematiche e i problemi che oggi affliggono i lavoratori del settore culturale e i professionisti dello stesso, sviscerandone motivazioni e possibili soluzioni, nonché le opportunità di crescita economica e sociale legate a un netto cambio di rotta e all’impiego di un lavoro culturale di qualità. Sarà presentata e discussa anche la proposta di legge per la regolamentazione del volontariato culturale, promossa dal movimento Mi Riconosci e già presentata alla Camera dei Deputati in data 24 gennaio (la proposta è consultabile qui: https://goo.gl/WYXp1y).

Modera:
Daniela D’Amore (dott.ssa in archeologia, Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali)

Interverranno:
Daniela Pietrangelo (operatrice museale, Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali)
Franco Valente (architetto)
Vincenzo Lombardi (ex direttore Biblioteca "Pasquale Albino" di Campobasso)
Rosanna D'Angella (ANAI Puglia)
Vittorio Ponzani (vicepresidente AIB)

Hanno confermato al loro presenza:
Isabella Astorri (presidente SIPBC - Sezione Regionale Molise)
Emma de Capoa (Assessore alla Cultura del Comune di Campobasso)

E non solo. Ulteriori relatori e ospiti saranno annunciati nei prossimi giorni.
L'incontro sarà strutturato in modo tale da lasciare ampio spazio agli interventi dal pubblico e al dibattito.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 18:09

Comunicato dell'ANAI sulla questione dell'impiego deui volontari nei beni culturali.

Roma, 30/05/2017
COMUNICATO DEL DIRETTIVO ANAI

Riflessioni sull’uso del volontariato.
Il problema dell’uso del volontariato nei beni culturali è problema assai spinoso e delicato.
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/03/2017, 3:19

Altreconomia, Tomaso Montanari — 31 gennaio 2017

Gli “schiavi” del patrimonio

Il ministero dei Beni culturali copre 1.221 posti tra biblioteche e archivi grazie al “volontariato” di professionisti che non hanno altra alternativa a call center ed emigrazione. “Un volto che ci somiglia”, la rubrica di Tomaso Montanari

Un volto che ci somiglia: vorrei prendere alla lettera il titolo che la rubrica ha in prestito da uno straordinario libro di Carlo Levi sulla bellezza del nostro patrimonio culturale.
Il volto che somiglia a quello di noi storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari etc. che lavoriamo per il patrimonio (nelle università o nei ranghi del ministero per i Beni culturali), e quello degli storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari etc. che lavorano come volontari per quello stesso patrimonio. È un volto che si somiglia (perché studi, preparazione e lavoro sono gli stessi), ma non è lo stesso: perché noi veniamo pagati, loro no.

Sono volontari, cioè schiavi, del patrimonio. Lo scorso 12 gennaio il manifesto ha dato spazio alla denuncia-choc di Federica: “Volontaria, perché -spiega alla conferenza stampa indetta dalla Cgil per parlare dei referendum sul lavoro- da anni non pare ci sia altro modo di inquadrarci che come iscritti a un’associazione di volontariato. Abbiamo chiesto più volte di incontrare il direttore della Biblioteca, ma appunto in quanto ‘volontari’ ci ha fatto rispondere che non abbiamo diritto a una interlocuzione. Siamo fantasmi -riprende Federica- eppure lavoriamo come tutti i dipendenti”.
Federica è una “scontrinista”: “Raccogliamo gli scontrini della spesa alimentare fatta in un mese, a volte ci vengono dati anche dai dipendenti per solidarietà, quindi li presentiamo alla Biblioteca: a fronte ci viene dato una sorta di ‘rimborso spese’ forfettario, con un tetto massimo di circa 400 euro”.
...
Non molti ricordano che l’uso del volontariato nei beni culturali iniziò con quella stessa Legge Ronchey (governo Amato, 1992) che metteva il patrimonio culturale nelle mani di pochi concessionari for profit: mentre lo Stato dava ai privati i servizi redditizi, stabiliva anche di non mantenere il proprio organico, e di avviare così la distruzione delle professionalità interne, preferendo ricorrere a volontari. E infatti il ricorso strutturale al non-profit-per-disperazione è una copertura per la commercializzazione del patrimonio e per il simultaneo, e ormai definitivo, congedo di uno Stato in fuga. E, dunque, quando visitiamo un museo o andiamo in biblioteca, cerchiamo di conoscere i fantasmi che li tengono aperti per noi. Parliamoci: ascoltiamo le loro storie. Noi abbiamo bisogno del loro lavoro, loro hanno bisogno della nostra solidarietà, che possa aiutarli a recuperare un corpo, un volto, una dignità. Prove di politica dal basso, nella solitudine della post democrazia di un’Italia senza Sinistra.

Tomaso Montanari è professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università di Napoli. Il suo ultimo libro è “Privati del patrimonio” (Einaudi, 2015)

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Il Ministro Dario Franceschini e il Sottosegretario al lavoro Luigi Bobba
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 16/01/2017, 22:34

Anche il movimento Miriconosci? si esprime in modo nettamente contrario al bando MIBACT per il servizio civile
e inviata a boicottarlo, 16/01/2017

I progetti per 1000 volontari al MiBACT: un’opportunità da non perdere per salvare il culo allo Stato!

Il MiBACT ha deciso di pagare 1000 volontari del Servizio Civile di tasca propria, così, come atto di beneficenza forse. Gli avevamo chiesto di spiegarci come sarebbero stati impiegati, ci ha totalmente ignorato, ma da qualche giorno i progetti sono pubblici e fugano ogni dubbio!
Sei giovane, hai voglia di metterti alla prova attraverso il Servizio Civile e acquisire esperienza e competenze da inserire nel curriculum? Bene, questo bando non è per te!

Hai 26-28 anni, una laurea, magari qualche titolo post-laurea, diversi tirocini alle spalle e professionalità e competenze a non finire? Perfetto, allora puoi fare domanda, il MiBACT cerca te! Dimentica il lavoro e la dignità, dimentica il curriculum, 433 euro al mese e un attestato di partecipazione possono bastare! Già, perché i progetti parlano chiaro: “Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae”? Assenti!

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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/01/2017, 12:06

Il Manifesto di Roberto Ciccarelli, 05/01/2017

Mille nuovi precari al Mibact: volontari al posto dei lavoratori

Beni Culturali. Il ministero dei beni culturali di Franceschini è all'avanguardia del nuovo precariato: usa i volontari del servizio civile al posto dei lavoratori. Emanati due nuovi bandi per creare un esercito di precari pagati 433 euro al mese. Tempo di scadenza: un anno. E poi si ricomincia. L'uso dei fondi europei destinati al programma "Garanzia Giovani" per tappare i buchi prodotti dal turn over e dai tagli dell'austerity

Nuovo anno, stessa musica al ministero dei beni culturali. Dopo il bando per 29 volontari del servizio civile impiegati per compiti di spiccata professionalità durante il Giubileo, ne sono stati emanati altri due per 1121 volontari. Il primo bando richiede 71 volontari per il Mibact, 17 per il Ministero dell’Ambiente e 22 per il Ministero dell’Interno. Il secondo, pubblicato il 2 gennaio prevede 1050 volontari del Servizio Civile, di cui mille andranno al Mibact. Questi ultimi saranno inquadrati nel fallimentare progetto «Garanzia giovani», lavoreranno in 215 sedi su tutto il territorio nazionale. I bandi fanno seguito a un accordo del 2014 tra il Mibact, la presidenza del consiglio e il ministero del lavoro sull’«occupazione» di 2 mila giovani, età fino ai 28 anni, per 9 o 12 mesi senza inquadrarli in una mansione professionale.

I fondi europei che dovevano essere usati per affrontare la disoccupazione giovanile, sono usati in Italia per reclutare forza lavoro per colmare i buchi prodotti dal blocco del turn-over e dai pensionati non sostituiti da nuove leve. In più l’uso di garanzia giovani, in questo e altri contesti, servirà a drogare le statistiche sull’occupazione giovanile permettendo al governo di esibire un «successo» quando l’Istat pubblicherà i prossimi dati sull’occupazione. Da un paio d’anni a questa parte il Mibact di Franceschini si è posizionato senz’altro all’avanguardia della trasformazione semantica del volontariato, degli stage permanenti in «lavoro». Lo strumento principale è il servizio civile. In cambio i ragazzi possono avere la soddisfazione (si fa per dire) di mettere un’«esperienza» nel curriculum.
Questi lavoratori travestiti da «volontari» guadagneranno 433,80 euro al mese per 5.200 euro all’anno. Un gran bel risparmio per l’austerity nei beni culturali, visto che un contratto anche part-time potrebbe costare senz’altro più del doppio. Così lo Stato occulta il precariato, cancella i titoli e de-professionalizza giovani già formati e pronti per un lavoro.
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«Il bando, con una cifra molto elevata rispetto agli anni passati, arriva in un momento particolare, nel quale il Mibact si trova sotto organico di almeno 3 mila unità. Si usa lo strumento del Servizio Civile per risparmiare e coprire buchi di personale, evitando il collasso» sostiene Leonardo Bison, attivista della campagna «Mi Riconosci?».
«Hanno trovato un altro modo per avere mille schiavi. il servizio civile non è un modo per spendere fondi per l’occupazione – aggiunge Martina Carpani (Rete della Conoscenza) – Il Mibact spieghi perché cerca volontari e non assume personale».
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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/10/2016, 22:13

Il Fatto Quotidiano, 12 Ottobre 2016, Manlio Lilli

Beni culturali, il Cnr recluta qualificati ma volontari

“Vorresti acquisire o spendere le tue competenze nel settore dei beni culturali? Sei interessato a conoscere il mondo della ricerca scientifica? Ti piace il gioco di squadra?”. Inizia così la Campagna di reclutamento volontari per supporto all’attività di ricerca promossa dall’Ibam, l’Istituto per i Beni archeologici e monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Soltanto una circostanza che si ripete? Un’ennesima chiamata alle armi per volontari desiderosi di impegnarsi nella conoscenza/salvezza del nostro Patrimonio storico-artistico-archeologico? E’ sufficiente leggere per intero il progetto per capire. Niente a che vedere con il protocollo d’intesa tra Mibact e Ministero del Lavoro che prevedeva la realizzazione di progetti nei quali impiegare 2000 volontari in servizio civile nazionale nella promozione dello svolgimento di attività di tutela, di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. Nessuna similitudine neppure con quanto promettono associazioni e fondazioni, a partire dal Fai. In questo caso non è prevista alcuna retribuzione e non esistono quote d’iscrizione. Diversi anche i requisiti. “Sono ammessi a partecipare alla call coloro i quali abbiano conseguito la Laurea o siano studenti di uno dei seguenti corsi di Laurea*”. Seguono le lauree Triennali e quelle Magistrali ammesse. Quasi tutte comprese nell’ambito di pertinenza.
...
Quel che è certo è che si rafforza sempre più la sensazione che nella valorizzazione del Patrimonio culturale italiano, che esalta manager e volontari, ci sia sempre meno spazio per le competenze. Anzi che queste siano quasi un fastidioso intralcio.

Insomma ad avere la possibilità di rientrare nella selezione ci sono addetti ai lavori. Anche se non necessariamente in possesso della laurea. Spazio a tutti, senza restrizioni. D’altra parte perché mai farne? Non sarebbe utile

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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/02/2016, 2:56

Bisognerebbe discuterne visto che il fenomeno dell'impiego dei volontari nelle attività del settore dei BBCC si è allargato e diversificato.

Retisolidali, di Paola Atzei, 11/02/2016

VOLONTARIATO DEI BENI CULTURALI: ARRIVA LA MAGNA CHARTA

Esperienza pilota toscana, la Magna Charta nasce per favorire riconoscimento, programmazione e organizzazione dell’attività del volontariato dei beni culturali


Il volontariato gioca un ruolo sempre più importante nella tutela dei beni culturali. Occorre, quindi, riconoscerne e organizzarne l’azione, integrandola con quella istituzionale. Paola Atzei, nel n. 2/2015 di VDossier, racconta la “Magna Charta”, nata in Toscana proprio con questi obiettivi.

Il volontariato per i beni culturali contribuisce alla tutela e conservazione dei beni artistici, storici, culturali e paesaggistici nel nostro Paese, con azioni e servizi diffusi sul tutto il territorio, grazie all’impegno di volontari qualificati e motivati. Vista la costante crescita del numero di volontari impegnati nel settore, nell’ultimo decennio i musei hanno lavorato per mettere a sistema approcci di lavoro e di collaborazione con il volontariato: ne sono scaturite esperienze concrete, documenti, linee guida e buone pratiche.
In particolare, a partire dal lavoro svolto da Icom Italia per individuare linee d’azione su cui sviluppare politiche culturali innovative, si sono evidenziate le necessità di garantire qualità organizzativa e di programmazione nel coinvolgimento e integrazione dei volontari, che operano in una logica diversa da quella della gestione del personale di ruolo e del contratto di lavoro; di supportare il personale dipendente nell’adattamento alla presenza fisica dei volontari; di prevedere la formazione in modo permanente per un numero sempre maggiore di volontari, anche insieme al personale dipendente.
In questa cornice, tra i territori che hanno attivato politiche di riconoscimento e intervento in tema di volontariato dei beni culturali, in Toscana è stato realizzato un progetto innovativo che ha portato alla stesura di un importante documento: la Magna Charta del volontariato dei beni culturali (scaricabile dal sito http://www.cesvot.it del Csv Toscana). Scopo del documento è quello di favorire il riconoscimento, la ...

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Re: Petizione associazioni sull'impiego di volontari nei BBC

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 28/01/2016, 18:12

La7, La Gabbia
Trasmesso servizio sull'argomento con un'intervista stradale del ministro Franceschini

La7: volontari servizio civile nei beni culturali
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