Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/10/2017, 17:43

Agenda digitale, 12/10/2017 Marina Galluzzo, membro Centro di Competenze Sistemi informativi, informatica, comunicazione e amministrazione trasparente di Compa FVG– Comune di Udine

Comuni, tre nuovi obblighi “digitali” difficili da rispettare

Forse prima di aggiungere norme su norme, che difficilmente i piccoli enti riusciranno ad attuare, sarebbe meglio semplificare, razionalizzare. In questo senso ci sono già molti strumenti come la legge Delrio, che potrebbero aiutare gli enti locali a gestire (anche) l’innovazione tecnologica

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l comune denominatore delle leggi considerate è dato dal presupposto organizzativo che le sottende: tutte chiedono alla pubblica amministrazione di analizzare i processi, dotarsi di nuove professionalità/competenze, assegnare nuove responsabilità e – in tale ottica e al di là delle sue reali capacità – la obbligano a:

a) nominare il responsabile anticorruzione e per la trasparenza. La disciplina chiama la figura ad elaborare un Piano che riporti le attività di mappatura, analisi e gestione del rischio corruttivo, attuazione di misure di prevenzione: la relazione sul monitoraggio ANAC 2016 segnala lo sforzo compiuto dai soggetti e rileva difficoltà e carenze in varie fasi del processo per i piccoli comuni

b) individuare il Responsabile per la transizione al digitale (art. 17 D.Lgs. 82/2005).

Bene fa il correttivo a prevedere che gli enti locali possano convenire l’esercizio associato di tale funzione, ma ciò non appare, però, ancora sufficiente.

Le conoscenze tecnico-informatiche, giuridiche e manageriali richieste in capo a chi dovrebbe coprirne il ruolo mal si coniugano con le professionalità e competenze realmente presenti negli enti locali: il rischio è che in tali enti la previsione si traduca nel mero adempimento formale, oppure che il precetto permanga inapplicato;

c) nominare il Data Protection Officer – DPO (come richiesto dal Regolamento UE 2016/679, in tema di privacy): professionista con comprovate competenze giuridiche, informatiche, di risk management e analisi dei processi: ancora una volta, tale professionalità sarà raramente presente nelle PA locali ed è probabile che la funzione venga affidata all’esterno, a scapito della conoscenza dell’organizzazione (che il DPO dovrebbe pure possedere).
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In tale contesto, la Relazione ANAC sul monitoraggio delle attività 2016 segnala come “per gli enti di piccole dimensioni sia necessario semplificare l’attuazione della normativa”, ma anche fornire un maggior supporto centrale per migliorare il livello di qualità delle attività richieste.

Invero, i processi di innovazione e di cambiamento mal si sposano con la persistente parcellizzazione del territorio che rende oggettivamente impossibile per le istituzioni gestirne l’impianto in autonomia.

Allora, forse, una maggiore attenzione andrebbe posta non solo alle norme sulla PA digitale, ma a tutte quelle nate per razionalizzare il Sistema Pubblica Amministrazione: in primis, la legge che istituisce le città metropolitane e dà un chiaro input verso le fusioni e le aggregazioni dei piccoli comuni.

Perché affermare che il comune è l’ente “più vicino al cittadino” presuppone realizzare quella Carta della cittadinanza digitale che il correttivo intende rafforzare.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 12/10/2017, 13:11

Parer, 12/10/2017

Dal Consiglio di Stato parere favorevole sul “nuovo CAD”

Via libera, ma con alcune osservazioni, allo schema di decreto approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri in settembre. Tra i rilievi contenutistici alcuni riguardano il domicilio digitale, il documento informatico e i requisiti per l’accreditamento

Il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole, pur esprimendo alcune osservazioni, al decreto legislativo correttivo del Codice dell’Amministrazione Digitale, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri in settembre. La notizia è stata data l’11 ottobre dalla testata specialistica Guida al diritto de Il Sole 24 ore.

Come si apprende dall’articolo, i rilievi di ordine tecnico e contenutistico formulati riguardano tra le altre cose tematiche come il domicilio digitale, il documento informatico e i requisiti per l’accreditamento.

Nel complesso, però – si legge nella news – la Corte sottolinea che “l'iniziativa normativa ha il condivisile obiettivo di proseguire l'opera di modernizzazione e di razionalizzazione della pubblica amministrazione, attraverso la sua completa digitalizzazione per dotare cittadini, imprese e amministrazioni di strumenti e servizi idonei a rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale”.
___________________________________________________________

Consiglio di Stato
Adunanza della Commissione speciale del 4 ottobre 2017
NUMERO AFFARE 01654/2017

OGGETTO:
Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, concernente “modifiche e integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’art. 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 30/09/2017, 21:59

AgendaDigitale, 20/09/2017, Gianni Penzo Doria, Direttore Generale Università degli Studi dell’Insubria

Molto precisi e pertinenti i rilievi a quello che si ritiene il nuovo CAD (magari lo fosse pienamente) ed altrettanto corrette le critiche ai motori ricerca e in particolare a Google (o meglio al suo algoritmo, che fra l'altro è stato più volte manomesso) ma la soluzione finale proposta è sullo stile mettiamoci tutti assieme e vogliamoci tutti bene non tiene conto in realtà della storicità e del fondamento giuridico dei diversi ruoli soprattutto in riferimenti alla gestione documentale (ndr)

Il nuovo “Mega-Meta-Motore di ricerca” della PA? No grazie

Mentre gli strumenti archivistici garantiscono nel tempo la persistenza giuridica e la certezza di azioni e di documenti, un mega meta-motore di ricerca testuale, come quello del nuovo art. 40-ter del CAD, vive su una visione semplicistica che certamente non è stata partorita dai giuristi che partecipano al Team digitale

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L’art. 40-ter e la logica del MMMr
L’art. 40-ter della bozza del nuovo CAD (errore, è sempre il D.Lgs. 82/2005 integrato e modificato), attualmente recita:
Art. 40-ter (Sistema di ricerca documentale) – 1. La Presidenza del Consiglio dei ministri promuove lo sviluppo e la sperimentazione di un sistema volto a facilitare la ricerca dei documenti soggetti a registrazione di protocollo ai sensi dell’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e di cui all’articolo 40-bis e dei fascicoli dei procedimenti di cui all’articolo 41, nonché a consentirne l’accesso on-line ai soggetti che ne abbiano diritto ai sensi della disciplina vigente.

A meno di una lettura distorta, della quale fin d’ora mi scuso peraltro auspicandola, avremo un grande meta-motore di ricerca testuale, progettato dalla Presidenza del Consiglio. Dovrebbe essere enorme, praticamente “mega”. Allora lo chiameremo “Mega-Meta-Motore di ricerca”: MMMr. Nella sua insostenibile leggerezza, tuttavia, il nuovo art. 40-ter rimane semplicemente comico.

Sia chiaro: nulla di trascendentale sotto il profilo tecnico, una volta sciolti i nodi dell’esposizione dei dati. Tuttavia, un enorme problema carico di criticità sul fronte della gestione giuridica. Il protocollo, infatti, rimane un atto pubblico di fede privilegiata, non direttamente accessibile a chiunque e fonte pressoché inesauribile di dati personali e, tra questi, di dati sensibili.
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Due fattori ulteriori depongono a favore dell’eliminazione della proposta. Da un lato il comma così proposto costituirebbe un alibi per molti funzionari di non utilizzare i sistemi di gestione documentale, eludendo le regole tecniche contenute nei due DPCM 3 dicembre 2013, dal momento che… “tanto, i documenti si trovano comunque…”, come già accade in molte realtà piccole, medie e grandi. Dall’altro, il danno sarà percepibile solo nel medio termine, quando ci accorgeremo di avere non un archivio (insieme organico e ordinato), ma un’accozzaglia di documenti, cioè un accatastamento digitale flat, privo di ordine.
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Il MMMr visto lateralmente
Non tutto ciò che risulta informaticamente possibile può esserlo anche giuridicamente.
Ad esempio, non esiste una sola professionalità in grado di risolvere il problema del digitale, ma risulta necessaria l’interoperabilità intellettuale tra informatici, giuristi, diplomatisti, archivisti, scienziati dell’organizzazione. Per questi e per altri motivi, la logica del “Digital Champion” si è rivelata fallimentare. Serve un Insieme organico di professioni e di professionisti impegnati e disposti a interagire, a dialogare, a sbarazzarsi della logica verticale e a mettersi a pensare in orizzontale trasversale, rinunciando un po’ a sé stessi, alla propria personalità per accettare il punto di vista e la professionalità del collega.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 28/09/2017, 1:46

Cantiere del PAdigitale
21/09/2017, Gianni Penzo Doria, Direttore generale Università degli Studi dell’Insubria – Cantiere Documenti digitali

GIANNI PENZO DORIA:
“IL CAD NON TIENE CONTO DELLA NATURA GIURIDICA DEL DOCUMENTO”.
ECCO PERCHÉ


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La proposta sembra essere il frutto di una visione puramente informatica del mondo delle amministrazioni pubbliche e, in aggravio, tenta di ignorare la natura giuridica del registro di protocollo e i principali meccanismi di funzionamento degli strumenti di records management.

Per quanto riguarda il protocollo, si tratta di un atto pubblico di fede privilegiata, non liberamente accessibile a chiunque e contenente una serie infinita di dati personali e, di conseguenza, di dati sensibili.

Inoltre, la norma prefigura la ricerca documentale all’interno di una ipotetica grande AOO – Area organizzativa omogenea, in cui confluiscono logicamente tutte le amministrazioni pubbliche italiane. Questa, in realtà, è una banalizzazione della ricerca documentale.
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La PA non ha bisogno di un Mega-Meta-Motore di ricerca MMMr, ma dell’applicazione rigorosa degli strumenti previsti dall’ordinamento italiano. Prima di tutto, il DPR 445/2000, poi l’art. 41 del CAD, gli artt. 23 e 35 del D.Lgs. 33/2013 e, infine, delle regole tecniche contenute nei due DPCM 3 dicembre 2013.

Il problema del dialogo tra amministrazioni pubbliche, cittadini e imprese, pertanto, non può essere risolto da un’esclusiva visione informatica, ma deve essere attivato il pensiero laterale. Si tratta di un’intuizione lessicale e concettuale dello psicologo Edward De Bono per risolvere i problemi in modalità interdisciplinare.
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Il mondo delle amministrazioni pubbliche, pertanto, richiede strumenti altamente professionali, ancorché di facile utilizzo, assieme al rigore nell’applicarli. Questo nuovo e probabile art. 40-ter introdurrà l’alibi per quelle tante – troppe – organizzazioni che affidano i sistemi documentari a personale privo di specializzazione. Come già accaduto in Nord America, alle prime sentenze di condanna dei dirigenti per mancanza, perdita o distruzione illegale di documenti (art. 490 del nostro codice penale) si correrà certamente ai ripari.

Non conviene prevenire, anziché curare?

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 27/09/2017, 11:09

Cantieri della PA digitale, 12/09/2019, Giovanni Manca, presidente ANORC – Cantiere Documenti digitali

Sul sito della community Cantieri della PA Digitale, un approfondimento a firma di Giovanni Manca presenta i principali cambiamenti contenuti nel correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale, approvato di recente in via preliminare dal Consiglio dei Ministri. Nell’articolo l’attenzione è dedicata in particolare alla firma e al domicilio digitale.

FIRMA E DOMICILIO DIGITALE, COSA CAMBIA NEL CAD FIRMATO PIACENTINI

In una visione d’insieme – scrive Manca – lo schema di decreto correttivo del CAD fa percepire l’influenza del lavoro del Team Digitale (un esempio è la Piattaforma nazionale per la governance della trasformazione digitale o il servizio di indicizzazione e ricerca documentale), la volontà di precisare ulteriormente il ruolo del domicilio digitale, la necessità di migliorare l’adeguamento al Regolamento europeo 910/2014 noto come eIDAS. Inoltre sono stati modificati una serie di articoli sostanzialmente per correggere refusi (nel testo vigente si fa riferimento ad articoli e commi abrogati) ovvero per modificare lo stile di presentazione delle regole. Infine, come già detto, la linea di azione del Team Digitale ha indotto il Legislatore ad introdurre nella norma nuovi concetti (come per i dati in formato aperto) o semplificazioni come per la nuova definizione di domicilio digitale. L’ambito di applicazione del CAD stabilito nell’articolo 2, comma 2 viene ampliato e nel comma successivo viene chiarito quali regole sono anche per i soggetti privati.

La modifica di maggiore ampiezza in questo schema di decreto è quella sul domicilio digitale. Il legislatore raccoglie e attualizza in queste nuove regole quanto stabilito negli anni con le disposizioni in materia di posta elettronica e PEC. In questa versione del CAD, il domicilio digitale è l’indirizzo elettronico, eletto conformemente allo stesso CAD, valido al fine delle comunicazioni aventi valore legale. Non è più costituito soltanto da un indirizzo PEC, ma per le persone fisiche sono previste anche altre modalità. In particolare, è previsto che “Le persone fisiche possono altresì eleggere il domicilio digitale avvalendosi del servizio di cui all’articolo 64-bis”. Questo servizio è il punto unico di accesso telematico generalmente referenziato come Italia Login o Punto di accesso unico.

Tale domicilio è obbligatorio per i soggetti espressamente indicati dall’art. 2 del CAD il quale è stato modificato come sopra riportato. È obbligatorio anche per i professionisti iscritti in albi ed elenchi e per le imprese e le società. Il domicilio digitale viene automaticamente associato all’indirizzo indicato da professionisti, imprese e società in albi, elenchi e registri. Queste regole già oggi sono attive funzionalmente tramite la PEC, da tempo obbligatoria per molti soggetti. Un provvedimento specifico stabilirà le modalità di individuazione del domicilio digitale per le persone fisiche per le quali non è obbligatoria la PEC. Saranno gestiti i soggetti “inesperti” o in altre parole sarà gestito il divario digitale.

Le comunicazioni trasmesse al domicilio digitale producono gli stessi effetti delle raccomandate con ricevuta di ritorno e delle notificazioni. Si intendono spedite se inviate al proprio gestore e consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, salva la prova cha la mancata consegna sia dovuta a fatto non imputabile al destinatario. Dunque sarà il destinatario a dovere provare di non avere ricevuto a causa, per esempio, di malfunzionamento del sistema.

In materia di firme elettroniche si introduce una revisione delle disposizioni in materia. Oltre a un non chiarissimo, ma non ostativo, riposizionamento delle regole viene aggiunto alla firma digitale, alla firma elettronica qualificata e alla firma elettronica avanzata, un nuovo processo di firma…
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/09/2017, 0:44

Cantieri della PA Digitale, 20/09/2017, Andrea Piccoli, Vecomp Software – Cantiere Documenti digitali

FIRMA DIGITALE, PRIVACY E RICERCA DOCUMENTI:
TUTTE LE PERPLESSITÀ SUL CAD


Mi trovo a scrivere questo articolo sulla nuova revisione del CAD dopo aver letto quelli più tempestivi e autorevoli di Lisi, Guercio, Finocchiaro, Foglia (spero di non averne perso qualcuno…). Voglio quindi scrivere a proposito del nuovo CAD con una chiave di lettura diversa, quella della semplificazione.

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Si deve dar atto al nuovo CAD di contenere diverse semplificazioni. L’attribuzione di specifiche responsabilità ad AgID nella emanazione delle regole tecniche e linee guida, vuole essere una semplificazione dei tempi necessari per tale processo. Auspichiamo, come già evidenziato da Mariella Guercio, il rispetto dell’iter di consultazione e intervento pubblico nella redazione delle stesse.
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Anche l’introduzione di un sistema nazionale di indicizzazione e ricerca documentale desta qualche perplessità. Da informatico ne intravvedo la possibilità grazie a open data, big data, machine learning di analisi semantica; da professionista della digitalizzazione ho dei dubbi.
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La seconda riflessione deriva dal confronto con il piano triennale di recente emanazione, in cui appariva delineato il ruolo dei poli regionali e che ha già portato all’avvio di iniziative regionali come nel caso della Emilia Romagna. Ma una pubblica amministrazione a quanti soggetti e sistemi dovrà inviare i propri documenti informatici (documenti e dati) procedimentali? Al conservatore accreditato, al polo regionale, al sistema nazionale di indicizzazione e ricerca, ad ANAC e al MEF. Percepisco un bisogno di semplificazione generale.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/09/2017, 0:04

Agenda Digitale, 07/09/2017, Eugenio Prosperetti, avvocato, docente informatica giuridica LUISS “Guido Carli”, Roma*

Linee guida per cambiare la PA digitale: rivoluzione o utopia?

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Una delle novità “per addetti ai lavori” contenute nello schema di decreto correttivo del Codice della Pubblica Amministrazione Digitale si trova all’articolo 71.
Questo numero non dirà (giustamente) nulla ai più.
Chi frequenta la legislazione della PA digitale sa che invece è il riferimento, più volte invocato nel CAD che, sino ad oggi, si trovava laddove c’era bisogno di norme di attuazione di qualche disposizione.
Modalità di conservazione del documento digitale? Regole tecniche.
Firma digitale? Regole tecniche.
Rapporti tra gestori di identità SPID e servizi online? Regole techniche.
Molte regole tecniche però, nella pratica, non sono mai state emanate.
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Il “novissimo” CAD ora tenta di semplificare degradando le regole tecniche a “linee guida”.
In sostanza, laddove il Codice richiede che qualcosa sia meglio delineato dal punto di vista tecnico in una normativa di dettaglio e rinvia al procedimento ex art. 71, l’Agid approva “regole tecniche”.
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L’unica perplessità riguarda lo status e la capacità di tale “linee guida” nell’ordinamento.
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La linea guida è infatti una norma di tipo nuovo ed atipico e non sembra di grado inferiore, nella scala delle fonti del diritto, alle Leggi ma anche ai Regolamenti.
In fase di limature al correttivo, auspicherei che si scrivesse una parola per meglio inquadrare le “Linee Guida” a livello di sistema normativo e, magari, dare ad esse uno status equivalente ad un Regolamento di emanazione governativa.
Con questa aggiunta, il sistema potrebbe rappresentare una significativa innovazione e semplificazione.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/09/2017, 20:51

Cantieri PA, 12/09/2017, Mariella Guercio, presidente ANAI – Cantiere documenti digitali

CAD, GUERCIO:” TESTO DELUDENTE, NON TIENE CONTO DEL LAVORO SVOLTO IN QUESTI ANNI DALLE PA”

Le integrazioni proposte dal governo al Codice dell’amministrazione e rese disponibili in questi giorni prendono solo parzialmente in considerazione gli aspetti che riguardano esplicitamente la formazione, gestione e conservazione degli archivi. In parte, infatti, le modifiche si limitano a interventi correttivi dovuti alla normativa europea sul documento elettronico (ad esempio in relazione alla sostituzione sistematica del termine “casella di posta elettronica” o “posta elettronica certificata” con “domicilio digitale”). In parte, il testo presentato si concentra sulla correzione di errori e sulla necessità di riorganizzare meglio alcuni contenuti. E’ il caso delle nuove intitolazioni e partizioni del capo III del decreto: la rubrica originaria (Formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici) è denominata ora Gestione, conservazione e accessibilità dei documenti. Il Capo è poi distinto in due sezioni: Documenti della pubblica amministrazione e Gestione e conservazione dei documenti. Non è, peraltro, chiara la ragione di questa diversa articolazione, dato che anche la seconda sezione si riferisce quasi esclusivamente alle pubbliche amministrazioni.
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Soprattutto, i tecnici (il team per la trasformazione digitale?) cui sarà affidato tale compito sono consapevoli dei limiti che caratterizzano tuttora gli strumenti per lo sviluppo di dati aperti?
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In sostanza, quindi, il testo presentato non è privo di criticità specifiche. Su un piano generale, inoltre, è deludente perché non solo non supera in modo coerente la visione frammentaria del processo di digitalizzazione, ma conferma i limiti che derivano dalla presenza di troppi centri decisionali e della mancanza di un serio e continuativo confronto istituzionale da condurre a monte e non a valle delle proposte di legge. Un confronto che costituisce l’unica garanzia per pianificare con strumenti e alleanze strategiche il futuro digitale del nostro Paese, evitare errori grossolani e astrattezze e, soprattutto, sostenere con costanza e intelligenza organizzativa la trasformazione che tutti vogliamo.

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/09/2017, 12:49

Agenda Digitale, 08/09/2017, Giovanni Manca, consulente, esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT

Come cambia il Codice dell’amministrazione digitale con la versione sei

Uscita l’ultima versione del Cad dal consiglio dei ministri di oggi. Vediamo i primi commenti sulle novità, per capirne il senso

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Oggi è uscito dal Consiglio dei Ministri il CAD numero sei: l’atteso correttivo al Codice dell’amministrazione digitale.

QUI IL TESTO COMPLETO, che comunque ora fa un giro di pareri per poi approdare di nuovo, fra 90 giorni, al consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Facciamo i primi commenti sul testo, per evidenziarne le novità rispetto a quanto finora noto.

Il testo è come al solito sviluppato con la cosiddetta tecnica della novella, quindi non è di facile lettura. Ma ci abbiamo provato cercando di trovare le principali modifiche che sono riportate di seguito. Molte modifiche erano note e sono confermate. Per queste e altre è comunque utile presentare il testo dello schema di decreto.

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/09/2017, 16:46

Money.it, 08/09/2017, Anna Maria D’Andrea

Domicilio digitale per tutti già nel 2017: ecco come funziona

Domicilio digitale, al via per tutti i cittadini la nuova modalità di notifica e comunicazione degli atti della Pubblica Amministrazione tramite posta elettronica. Ecco cos’è, come funziona e chi può richiederlo.

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Ad approvare l’introduzione immediata del domicilio digitale è stato il Governo che, nel corso del Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017 ha approvato i correttivi del Codice dell’amministrazione digitale.

Ma cos’è e come funzionerà il domicilio digitale che farà dire addio a carta e postino? Si tratta di una delle rivoluzioni previste dalla riforma Madia della Pubblica Amministrazione che, a regime, prevede circa 250 milioni di euro all’anno di risparmi nelle spese postali per i comuni.

Per i cittadini che attiveranno da subito il domicilio digitale tutti gli atti della PA verranno notificati a mezzo PEC, comprese le multe stradali.

Ecco come richiederlo e come funzionerà la nuova modalità di notifica tramite email degli atti della PA.

Domicilio digitale esteso a tutti: ecco come funziona
Il domicilio digitale entrerà in vigore prima del completamento dell’Anagrafe unica della popolazione residente e tutti i cittadini potranno liberamente scegliere subito se ricevere o meno gli atti e le comunicazioni della PA tramite indirizzo email PEC.

La novità modifica quanto previsto inizialmente dal decreto CAD di riforma della Pubblica Amministrazione e, dopo l’approvazione preliminare durante il Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017 si attende ora il parere del Consiglio di Stato, delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni per la piena entrata in vigore del nuovo domicilio digitale.PUBBLICITÀ

Quello che in molti ora si chiedono è cos’è il domicilio digitale? Si tratta di una modalità di comunicazione con la Pubblica Amministrazione già oggi obbligatoria per i contribuenti titolari di partita Iva.

Per i cittadini intenzionati a richiedere il domicilio digitale sarà in primo luogo necessario dotarsi di indirizzo di posta elettronica certificata (email PEC) o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue. Tutti gli indirizzi digitali verranno raccolti in un’agenda pubblica, di modo da rendere sicuro e controllato il nuovo sistema di comunicazione con la PA.

Con l’avvio del domicilio digitale, tutti i cittadini potranno scegliere da subito se ricevere multe e altre comunicazioni da parte dello Stato e dei suoi uffici tramite una semplice mail, dicendo addio alla vecchia casella postale. Dopo l’ok alla proposta, verranno subito messe a punto le misure infrastrutturali per dare avvio al sistema e il dominio digitale entrerà a regime a partire dal 2019.

Dominio digitale: 250 milioni di risparmi per le spese postali
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