È corretto che le lettere private scambiate tra due persone, trascorso il tempo che la normativa considera adeguato per non ledere la privacy o i diritti personali e di terzi, vengano rese pubbliche?
Mi sono riscoperta più volte in disaccordo.
Ma ho appena finito di leggere un libro di Helene Hanff, 84, Charing Cross Road e l’ho trovato piacevolissimo, ricco, carico di sentimento, e utile.
Il libro raccoglie la corrispondenza intrattenuta tra la giovane scrittrice Helene Hanff e i proprietari della famosa libreria antiquaria 84, Charing Cross Road lungo l’arco temporale 1949-1969.
Rispetto alle prime lettere, il tono si fa via via più familiare. Si passa da Gentili signori, quando è Helene a parlare, e Gentile Madam quando è di Frank Doel la mano scrivente, a un Gentile signore per arrivare al Caro Frank quasi da subito, da un lato a un più timido Cara Miss Hanff dall’altro.
Frank Doel è più reticente a passare al Cara Helene. Lo fa, infatti solo a pagina 49 nella lettera del 14 febbraio 1952, dove spiega anche il motivo della sua ritrosia:
“Cara Helene,
sono effettivamente d’accordo che è tempo di lasciar cadere il «Miss» quando le scrivo. In realtà non sono così riservato come lei avrà potuto credere, ma, dal momento che le copie delle lettere che le scrivo vanno negli archivi della ditta, mi pareva più opportuno rivolgermi a lei in maniera formale. Tuttavia, dato che questa lettera non ha nulla a che vedere con i libri, non ne farò nessuna copia”.
Poi riprende in quelle ufficiali con Cara Miss Hanff, anche se solo per poco. Nella lettera del 17 aprile 1952 (a pag. 53) dice: Cara Helene (vede che non mi preoccupo più degli archivi),...” e da qui fino alla fine si abbandonerà all’informalismo.
Sono lettere cariche, colte, piene di umanità e di storia.
Dopo la morte di Frank avvenuta nel 1968 e la chiusura della libreria nel 1970 per ristrutturazione del palazzo in cui era ubicata, la decisione di Helene di voler pubblicare la raccolta, si dimostra anche di grande utilità.
Con riferimento a quanto appena sopra, a pag. 109 si legge:
“L’idea di raccogliere questa corrispondenza in un libro le pulsa nel cuore all’improvviso, come una necessità improrogabile, a scacciare la tristezza che l’ultima comunicazione di Marks & Co le ha trasmesso.
Il bisogno di tenere in vita questo filo sentimentale con «l’Inghilterra della letteratura» che, dipanandosi da 84, Charing Cross Road si è ormai radicato in lei negli ultimi vent’anni, la spinge a ricercare le lettere ammonticchiate su uno scaffale tra i libri, a riorganizzarle per la pubblicazione.”
Ecco un paio di link per ampliare la conoscenza in merito:
http://freespace.virgin.net/angela.garry/frame.htmhttp://www.84charingcrossroad.co.uk/alla prossima
Rossella
Le pagine si riferiscono alla seguente edizione
Helene Hanff, 84 Charing Cross Road, Milano, Grafica Pioltello, febbraio 1989 (terza edizione)