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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 10/04/2018, 15:55
da Sergio P. Del Bello
La PA Digitale, podcast, 21 giorni fa

Le pubbliche amministrazioni sono obbligate a rendere i propri servizi online accessibili con SPID?

Sono più di due milioni gli utenti di SPID, il sistema pubblico di identità digitale.
A partire dal primo gennaio 2018 hanno il diritto di accedere a tutti i servizi pubblici attraverso le credenziali rilasciate da uno degli identity provider accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale.
Questo significa che le amministrazioni - come previsto dal Piano triennale per l'informatica - sono tenute ad organizzarsi per garantire l'effettività del nuovo diritto.
Nel corso di questo episodio del podcast, Ernesto Belisario approfondisce gli adempimenti per gli uffici pubblici e le conseguenze per il mancato adeguamento.

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 04/03/2018, 17:17
da Sergio P. Del Bello
AgendaDigitale, 29/02/2018, Maria Guercio, Università Sapienza di Roma, Anai

Ritengo l'intervento e i suggerimenti dati azzeccati.
Ci vorrebbe proprio un riepilogo generale e un tavolo permanente di lavoto.
Segnalo soltanto che, come socio ANAI, apprendo da un organo informativo e non direttamente dalla presidente, della presa di posione dell'ANAI sulla questione.
Insomma non è proprio corretto.

Archivio documenti PA, tre misure digitali contro il caos

Interventi di riforma continui e disorganici hanno prodotto un elevato grado di frammentazione dei contenuti e dei sistemi informativi delle PA, indebolito e impoverito la qualità stessa dei dati e dei documenti prodotti. Ecco come garantire qualità e sostenibilità dei patrimoni documentari digitali

La proposta che qui si presenta è il frutto di un primo (e non esaustivo) confronto tra gli archivisti che guidano l’Associazione archivistica italiana – ANAI (in particolare dal direttivo e dai presidenti delle sezioni regionali).

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Non ha la pretesa di dare soluzione ai tanti e gravi problemi che affliggono la lunga, ormai quasi trentennale, fase di trasformazione organizzativa e, quindi, anche digitale della pubblica amministrazione italiana. Vorrebbe tuttavia caratterizzarsi per la natura pragmatica e operativa delle ipotesi di lavoro da mettere in campo nel prossimo futuro allo scopo di difendere e insieme valorizzare il patrimonio documentario digitale che il nostro Paese ha da qualche tempo cominciato ad accumulare, rispettando la qualità della nostra tradizione e delle competenze professionali che il resto del mondo ci riconosce. Si tratta di idee che – pur sottraendosi alla logica dei libri dei sogni che sembra dominare il dibattito politico di questa campagna elettorale – hanno l’ambizione di introdurre qualche elemento di novità radicale.
...
Tre misure per archivi digitali qualificati e sostenibili
Ritenendo che l’attuale situazione (priva di governance e di equilibrio) presenti molti rischi e nessun vantaggio per i cittadini e per le istituzioni, e al fine di garantire che i patrimoni documentari digitali siano prodotti in modo qualificato e sostenibile l’Anai ritiene necessario e urgente che:

si costituisca un tavolo permanente di lavoro che obblighi alla collaborazione in modo stabile e non estemporaneo le istituzioni cui sono affidati oggi i poteri di controllo, di ispezione, di regolamentazione (Agenzia per l’Italia digitale, ANAC, Dipartimento della funzione pubblica, Direzione generale degli archivi, Team per la transizione digitale);
si avvii un’attività parlamentare finalizzata all’adozione di un testo unico sugli archivi che armonizzi le disposizioni presenti in modo spesso frammentario nel nostro complesso apparato normativo, a partire dai Codici di riferimento (Codice dei beni culturali, Codice della privacy, Codice dell’amministrazione digitale) e dal testo unico sul documento amministrativo;
si definiscano modalità organizzative e di amministrazione innovative in grado di assicurare il rispetto di quanto stabilito dalla normativa (articolo 61 del dpr 445/2000), ovvero la effettiva ed efficace presenza di responsabili della gestione documentale e di conservatori digitali realmente competenti, sia nelle amministrazioni centrali che negli enti locali (ad esempio attraverso lo sviluppo di servizi congiunti per le organizzazioni di piccole dimensioni, ma anche con la predisposizione di concorsi pubblici nazionali e l’approvazione di graduatorie da cui le istituzioni bisognose di personale tecnico possano identificare le figure di riferimento.
Siamo consapevoli che – pur nella loro limitatezza – queste idee siano tutt’altro che facili da applicare, non perché costino o per difficoltà organizzative, bensì perché richiedono alle istituzioni e alla classe politica capacità di collaborazione e di confronto, doti sempre più rare nel panorama italiano.

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 01/03/2018, 2:32
da Sergio P. Del Bello
Agid, 15/02/2018

Ratificato dalla Conferenza Stato Regioni l’accordo per l’attuazione del piano tra AgID, Regioni e province autonome

È stato ratificato dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome l’Accordo Quadro con AgID per una più efficace attuazione del Piano Triennale sui territori. L’accordo ha validità triennale e riconosce la possibilità alle Regioni di svolgere un ruolo di coordinamento a livello territoriale nelle aree di intervento delineate dal Piano. Per favorire questa attività AgID metterà a disposizione delle Regioni una serie di strumenti tecnici, di monitoraggio e di governance, tra cui linee guida, regole di interoperabilità, ambienti di test e simulazione. Le linee dell’accordo quadro saranno successivamente tradotte in specifici accordi o convenzioni territoriali tra AgID e le singole Regioni.

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 24/02/2018, 18:03
da Sergio P. Del Bello
Parer, 19/02/2018

Domicilio digitale, funzionamento e problematiche

Come sarà e a cosa servirà il nuovo strumento previsto dal recente decreto correttivo al CAD, e quali incertezze si accompagnano all’approvazione della norma? Un doppio approfondimento a firma di Eugenio Prosperetti per Agenda Digitale

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Su Agenda Digitale due articoli a firma di Eugenio Prosperetti approfondiscono la tematica del domicilio digitale, tra le principali novità contenute nel decreto correttivo al Codice dell’Amministrazione Digitale approvato in dicembre.
Col primo, intitolato “Come funzionerà il nostro domicilio digitale, tra cittadini e PA”, l’esperto illustra le principali disposizioni in materia contenute nella norma, presentando le caratteristiche dello strumento e i benefici che dovrebbero derivare dalla sua introduzione.

Col secondo articolo, intitolato “Domicilio digitale, ecco tutte le incertezze della norma”, Prosperetti riflette quindi sui nodi problematici che derivano dall’emanazione delle nuove misure previste nel decreto correttivo.
Il CAD - si legge nell’articolo - obbliga le pubbliche amministrazioni (e, in generale, tutti i soggetti menzionati all’art. 2 comma 2 del Codice, ivi inclusi i gestori di servizi di interesse pubblico) ad utilizzare il domicilio digitale come mezzo esclusivo per le comunicazioni “di qualsiasi genere” e per le “notifiche aventi valore legale” ai cittadini.
La norma traballa però quando prende posizione su quale sia il valore della comunicazione al domicilio digitale specificando che la validità è quella di una raccomandata avente valore legale o di una notifica a mezzo posta. Si tratta di due cose molto diverse, anche perché la notifica a mezzo posta è regolata mediante specifici procedimenti ed è diversa dalla notifica inviata via PEC, che ha diverse regole e sembrerebbe meglio attagliarsi alla notifica al domicilio digitale.
Dunque l’uso del domicilio digitale è obbligatorio verso coloro che sono iscritti nei Registri di PEC/domicili digitali previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale per le Pubbliche Amministrazioni e per tutti gli altri soggetti cui il Codice si applica, con espressa menzione dei “gestori ed esercenti di pubblici servizi”. In particolare si specifica che pubbliche amministrazioni e gestori/esercenti di pubblici servizi dovranno comunicare con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale.
È obbligatorio ma cosa succede se non viene utilizzato?
Le Pubbliche Amministrazioni che non lo utilizzeranno vedranno rientrare il mancato utilizzo tra i parametri della performance dirigenziale ma non viene prevista una specifica responsabilità disciplinare.
Non viene inoltre specificata nessuna sanzione specifica per i gestori di pubblici servizi che non utilizzino il domicilio digitale, salvo quanto si dirà più avanti.
A livello interpretativo verrebbe da pensare a una conseguenza in termini di invalidità della comunicazione… si avrebbe cioè un “vizio di forma” che potrebbe comportare conseguenze in termini di annullabilità o direttamente di nullità della comunicazione.

Qui troviamo il cortocircuito normativo…

*

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 23/02/2018, 12:16
da Sergio P. Del Bello
Sole24ore, PubblicaAmministrazione24, 20/02/2018

Alessandra Foschetti e Francesca Cafiero
CAD E PA, SERVE MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA SUL VALORE
DEL DOCUMENTO INFORMATICO


In tempi di istituti quali l’accesso civico generalizzato, la trasparenza, l’accesso agli atti, l’accesso
ai dati, l’accesso civico, attuati attraverso sistemi informatici, l’attenzione verso le caratteristiche
di provenienza, integrità, autenticità e immodificabilità dei documenti è ancora più importante,
soprattutto perché oggetto di possibili contenziosi. Le “informazioni” sono ormai parcellizzate,
diffuse e disponibili ovunque e questa condizione, più che conferire nuovo valore al documento,
ne favorisce anzi la dispersione, lasciando spesso sospesi la certezza giuridica e il contesto
archivistico. In altre parole, il documento non è, sempre più spesso, garantito nella sua
autenticità.
...
Una nuova tipologia di firma
A livello di ricaduta pratica sui processi della PA, merita particolare attenzione l’art. 20 del Codice
che introduce un nuovo metodo di documentare, prevedendo una nuova tipologia di firma, in
grado di ricondurre al valore di forma scritta il documento formato “(…) previa identificazione del
suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’art. 71 con
modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del documento e, in maniera
manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità all’autore”. Tale disposizione, coerente con la nuova
modalità di erogazione dei servizi online tramite credenziali Spid, richiede all’amministrazione
una nuova consapevolezza sul valore di un documento e sul ciclo di gestione documentale, in
grado di preservare la certezza giuridica e il contesto archivistico.
Infatti il documento “firmato” in tal modo non avrà l’estensione tipica di un file sottoscritto con
...

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 11/02/2018, 0:51
da Sergio P. Del Bello
09/02/2018

Gentiloni incontra il Team Digitale a Palazzo Chigi

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha partecipato alla presentazione del progetto di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione con il Team Digitale.

creative commons creative commons creative commons Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

video

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 06/02/2018, 14:12
da Sergio P. Del Bello
Agenda Digitale, 30/01/&2018, Guido Scorza, Affari Regolamentari nazionali ed europei Team Digital del commissario Diego Piacentini alla Presidenza del Consiglio

Cos’è il difensore civico digitale e a che servirà. Scorza: “Ecco vantaggi e sfide”

Cittadini e imprese, potranno, in pochi clic, segnalare all’ufficio del difensore civico digitale gli ostacoli che incontrano nell’esercizio dei loro diritti di cittadinanza digitale e/o gli inadempimenti di amministrazioni e concessionari di pubblici servizi. Ma bisognerà lavorare subito per la sua istituzione

l nuovo testo del comma 1-quater dell’articolo 17 del Codice dell’Amministrazione Digitale [CAD] entrato in vigore sabato dispone: “È istituito presso l’AgID l’ufficio del difensore civico per il digitale, a cui è preposto un soggetto in possesso di adeguati requisiti di terzietà, autonomia e imparzialità. Chiunque può presentare al difensore civico per il digitale, attraverso apposita area presente sul sito istituzionale dell’AgID, segnalazioni relative a presunte violazioni del presente Codice e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2.
...
Rivoluzionari, tuttavia, potrebbero essere gli effetti dell’applicazione della nuova disciplina se attuata tempestivamente e, soprattutto, in modo efficace.

Per la prima volta dal 2005 – data del varo del Codice dell’amministrazione digitale – i “nuovi” diritti riconosciuti a cittadini e imprese allo scopo di semplificare e rendere più efficace il loro rapporto con l’Amministrazione potrebbero passare da buoni propositi e eterne speranze a veri e propri diritti di cittadinanza in digitale capaci di dar forma e sostanza al dialogo tra cittadini, imprese, amministrazioni e fornitori di servizi pubblici.
...
Le funzioni del difensore civico
Per la prima volta, infatti, esisterà una figura, un ufficio, un soggetto – terzo, imparziale, competente e autonomo per legge – al quale cittadini e imprese potranno rivolgersi, in maniera agile, semplice e immediata, senza formalità, intermediari professionali né carte da bollo per segnalare amministrazioni e concessionari di pubblici servizi che, a dispetto delle regole del Codice, resistono ostinatamente alla trasformazione digitale e ostacolano il Paese lungo la strada del futuro.

Sin qui l’unica chance era scrivere una PEC direttamente all’amministrazione riottosa o, magari, rivolgersi a un avvocato perché trascinasse quell’amministrazione davanti ai Giudici amministrativi.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 04/02/2018, 19:54
da Sergio P. Del Bello
Newsletter Belisario, n. 2, 30/01/2018

Piano triennale per l'informatica nella PA

Cloud computing:
aperte fino al 1° marzo le consultazioni sulle Circolari Agid su Cloud provider e soluzioni SaaS per la pubblica amministrazione


Prosegue il percorso di progressiva implementazione delle azioni previste dal Piano Triennale. E continua a porre al centro dell’attenzione il cloud computing.
È stata pubblicata dall’Agenzia per l’Italia Digitale la circolare “Criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider pubblici per la PA” che ha l’obiettivo di definire regole e procedure per la qualificazione di fornitori di servizi cloud per la pubblica amministrazione.

La circolare, che rimarrà in consultazione fino al 1 marzo, rappresenta un ulteriore tassello per favorire la crescita dell’offerta di servizi cloud e il raggiungimento degli obiettivi in materia di razionalizzazione delle risorse ICT della PA.
Prosegue - sempre fino al 1 marzo - anche la consultazione sulla circolare per la qualificazione delle soluzioni Software as a Service per la PA (il cui termine iniziale era fissato per il 29 gennaio).

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Consultazione sulla Circolare "Criteri per la qualificazione dei Cloud Service Provider per la PA"
Consultazione sulla Circolare "Criteri per la qualificazione di servizi SaaS per il Cloud della PA"
La sezione del Piano Triennale dedicata a Data Center e Cloud

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 31/01/2018, 23:22
da Sergio P. Del Bello
Cantieri PA digitale, 31/01/29018, Maria Guercio, presidente Anai e advisor Cantiere Documenti digitali

CANTIERE DOCUMENTI, GUERCIO (ANAI): “ECCO I RISULTATI DEL GRUPPO DI LAVORO”

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Il Tavolo Cantieri Documenti digitali ha operato coinvolgendo tutti i partecipanti in gruppi di lavoro per i quali si sono definiti – sin dal primo incontro – obiettivi specifici e raggiungibili nell’arco temporale previsto (febbraio-dicembre 2017). Grazie alIa disponibilità di esperti e rappresentanti di imprese e istituzioni, non solo il piano originario delle attività è stato rigorosamente rispettato garantendo la predisposizione dei rapporti tecnici, ma si è anche avviato un confronto sulla complessità delle attuali procedure per il riuso del software in ambito pubblico con l’obiettivo di proporre indicazioni per il superamento delle criticità riscontrate.

I temi affrontati hanno riguardato in particolare:

il manuale di gestione
la valutazione dei software per la gestione documentale e le procedure per il riuso
i modelli per la conservazione digitale.
I studi raccolti nel Report 2017 del Cantiere Documenti digitali, a cura dei coordinatori di ciascun gruppo di lavoro, descrivono le metodologie adottate e i risultati raggiunti. Sono in alcuni casi accompagnati da allegati e documenti tecnici di notevole rilievo operativo. Mostrano nel complesso quanto sia ancora essenziale, in questa fase lunga di transizione digitale, condividere tra gli stakeholder pubblici e privati gli interrogativi tecnici, le questioni organizzative che ancora non trovano soluzioni convincenti, i nodi aperti nell’interpretazione di una normativa articolata e in continua revisione.

> Scarica Cantiere Documenti digitali – Report 2017, edizioni ForumPA

Nel caso del gruppo di lavoro sul manuale di gestione le questioni al centro del lavoro hanno riguardato un doppio ordine di questioni:

l’individuazione dei criteri che consentano una definizione di qualità dei manuali esistenti, la loro comparazione e lo sviluppo di una checklist basata su una metrica pesata da utilizzare anche per l’elaborazione di nuovi manuali,
la definizione degli interventi necessari all’adeguamento dei manuali rispetto alle nuove disposizioni in materia di digitalizzazione e di formazione e gestione di documenti digitali nativi.
Lo strumento di analisi è stato progettato in modo da consentire l’applicazione anche reiterativa di processi di auto-valutazione da parte degli enti.

Il metodo utilizzato per lo sviluppo della checklist per la valutazione del manuale di gestione ha mostrato subito la propria efficacia ed è stato perciò adottato dal gruppo di lavoro dedicato all’analisi delle piattaforme di gestione documentale. In questo caso, tuttavia, l’attività, avviata nel mese di settembre 2017, si è limitata (per mancanza di tempo) alla elaborazione di un documento preliminare, condiviso con la comunità di pratiche che si raccoglie nell’ambito del progetto Recap e destinato a un ulteriore e significativo lavoro di approfondimento nel corso del 2018. In particolare, il documento formalizza una prima griglia di riferimento rinviando a una fase successiva la definizione di una metrica dettagliata. La griglia in questione individua i requisiti funzionali fondamentali per la selezione e li articola in aree funzionali (gestione documentale di base, gestione documentale avanzata, gestione dei workflow, gestione dell’archivio, gestione della conservazione), servizi e caratteristiche architetturali e di disaster recovery. Si tratta, come si è detto, di una prima riflessione che dovrà essere accompagnata da un approfondito lavoro di analisi, innanzitutto finalizzato a circoscrivere gli ambiti rilevanti per un attività di valutazione pesata e di confronto.

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...
Sul piano metodologico, il lavoro dei gruppi si è svolto utilizzando necessariamente la collaborazione in rete, che ha consentito di gestire a costo zero e con efficacia spazi di lavoro comune. Gli incontri a Roma hanno consentito il confronto diretto sui diversi temi e hanno favorito, nonostante il poco tempo a disposizione, uno scambio tutt’altro che formale delle esperienze maturate all’interno dei diversi gruppi, come testimoniato ad esempio dalla decisione di riutilizzare la forma della checklist predisposta per la valutazione di qualità dei manuali di gestione nell’analisi e nel confronto delle piattaforme documentali.

Non vi è dubbio che il poco tempo a disposizione abbia limitato la portata operativa dei risultati raggiunti, tenuto conto che le questioni al centro della riflessione si sono mostrate molto più aperte e impegnative di quanto ipotizzato nell’iniziale piano dei lavori. Rimane indubbio il valore dei prodotti elaborati da parte di ciascun gruppo, così come è risultato confermato il bisogno di luoghi e occasioni che consentano di scambiare dal basso idee, esperienze e proposte.

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

MessaggioInviato: 28/01/2018, 18:35
da Sergio P. Del Bello
Cantieri PA digitale, 27/10/2017, Maria Guercio, presidente dell’Associazione nazionale archivistica italiana – advisor Cantiere Documenti digitali

DALLE REGOLE TECNICHE ALLE LINEE GUIDA: LA QUALITÀ DIPENDE DAL CONFRONTO E DALLA COOPERAZIONE

Una riflessione complessiva sugli aspetti rilevanti che hanno caratterizzato nel 2017 il ruolo dei patrimoni documentari per la trasformazione digitale del Paese deve considerare almeno tre dimensioni:

quella normativa, che da almeno un ventennio richiede la nostra attenzione e che, anche quest’anno, ci ha offerto nuovi provvedimenti su cui discutere,
quella più strettamente tecnica, che – grazie al Piano triennale – ha costretto le istituzioni, le imprese e gli esperti ad affrontare temi che sembravano definiti e consolidati,
quella organizzativa, che questa volta sembra aver preso una strada innovativa e promettente, grazie soprattutto all’entusiasmo e alla partecipazione costante e fattiva – in molte sedi – di amministrazioni e imprese di settore.
Nel contributo che segue, l’analisi verrà condotta a partire dalla valutazione critica della proposta di Codice dell’amministrazione digitale e del legame che alcune nuove disposizioni mostrano di avere con quanto già previsto in termini tecnici nel Piano triennale. L’obiettivo principale sarà tuttavia quello di offrire suggerimenti e indicazioni di natura organizzativa, gli unici – a parere di chi scrive – in grado di trasformare adempimenti e regole in soluzioni operative efficaci e utili al Paese, ai suoi cittadini e alle sue istituzioni.

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Le risposte che il legislatore ha quest’anno in parte approvato e in parte solo proposto appaiono alquanto contraddittorie e, quindi, solo in minima parte destinate a trasformarsi in azioni sistematiche di innovazione, come testimoniano i due esempi che seguono:

Il caso della circolare 2/2017 del ministro per la semplificazione e la p.a. per l’attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (c.d. FOIA): le linee guida che offrono un supporto concreto agli enti, sciogliendo dubbi interpretativi e proponendo (allegato 3. Modalità di realizzazione del registro degli accessi) soluzioni tecniche basate sul riuso delle infrastrutture di protocollo esistenti, individuando scenari di varia complessità, ma tutti caratterizzati dal principio dell’integrazione e dell’interoperabilità;
la proposta di articolo 40-ter del Codice dell’amministrazione digitale Sistema di ricerca documentale: un articolo (ancora in bozza e alquanto oscuro negli obiettivi, nelle forme, negli strumenti, nelle responsabilità e nei costi), finalizzato a sperimentare un sistema “volto a facilitare la ricerca dei documenti soggetti a registrazione di protocollo” e “dei fascicoli dei procedimenti” (articolo 40-ter del Codice dell’amministrazione digitale)
Nel primo caso le linee guida intervengono per consolidare quanto di buono si è venuto sviluppando in questi anni e delineano interventi migliorativi e di facile implementazione; nel secondo viene avanzata, in un contesto non appropriato, in forme irrituali e in totale assenza di riscontri tecnici, un’idea di sperimentazione priva di garanzie, nella forma inevitabile di un’applicazione sviluppata centralmente, impegnativa in termini implementativi.
...
Certo, il lavoro di cooperazione non si conclude in pochi mesi, ma ha bisogno di continuità e di strumenti collaborativi. Oltre all’entusiasmo delle comunità di pratiche, quindi, si rende necessario un supporto consapevole degli interlocutori istituzionali di riferimento, che dovrebbe avere una dimensione più robusta di quella finora garantita dalla, pur indispensabile, presenza dei loro rappresentanti nei gruppi di lavoro, anche in considerazione del fatto che le linee guida che nel 2018 dovranno sostituire le attuali regole tecniche sul protocollo informatico, sulla conservazione digitale e sul documento elettronico non avranno alcuna credibilità se saranno solo il frutto di team tecnici esclusivi e autoreferenziali.