Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 17/09/2017, 0:04

Agenda Digitale, 07/09/2017, Eugenio Prosperetti, avvocato, docente informatica giuridica LUISS “Guido Carli”, Roma*

Linee guida per cambiare la PA digitale: rivoluzione o utopia?

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Una delle novità “per addetti ai lavori” contenute nello schema di decreto correttivo del Codice della Pubblica Amministrazione Digitale si trova all’articolo 71.
Questo numero non dirà (giustamente) nulla ai più.
Chi frequenta la legislazione della PA digitale sa che invece è il riferimento, più volte invocato nel CAD che, sino ad oggi, si trovava laddove c’era bisogno di norme di attuazione di qualche disposizione.
Modalità di conservazione del documento digitale? Regole tecniche.
Firma digitale? Regole tecniche.
Rapporti tra gestori di identità SPID e servizi online? Regole techniche.
Molte regole tecniche però, nella pratica, non sono mai state emanate.
...
Il “novissimo” CAD ora tenta di semplificare degradando le regole tecniche a “linee guida”.
In sostanza, laddove il Codice richiede che qualcosa sia meglio delineato dal punto di vista tecnico in una normativa di dettaglio e rinvia al procedimento ex art. 71, l’Agid approva “regole tecniche”.
...
L’unica perplessità riguarda lo status e la capacità di tale “linee guida” nell’ordinamento.
...
La linea guida è infatti una norma di tipo nuovo ed atipico e non sembra di grado inferiore, nella scala delle fonti del diritto, alle Leggi ma anche ai Regolamenti.
In fase di limature al correttivo, auspicherei che si scrivesse una parola per meglio inquadrare le “Linee Guida” a livello di sistema normativo e, magari, dare ad esse uno status equivalente ad un Regolamento di emanazione governativa.
Con questa aggiunta, il sistema potrebbe rappresentare una significativa innovazione e semplificazione.
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Messaggioda Sergio P. Del Bello » 13/09/2017, 20:51

Cantieri PA, 12/09/2017, Mariella Guercio, presidente ANAI – Cantiere documenti digitali

CAD, GUERCIO:” TESTO DELUDENTE, NON TIENE CONTO DEL LAVORO SVOLTO IN QUESTI ANNI DALLE PA”

Le integrazioni proposte dal governo al Codice dell’amministrazione e rese disponibili in questi giorni prendono solo parzialmente in considerazione gli aspetti che riguardano esplicitamente la formazione, gestione e conservazione degli archivi. In parte, infatti, le modifiche si limitano a interventi correttivi dovuti alla normativa europea sul documento elettronico (ad esempio in relazione alla sostituzione sistematica del termine “casella di posta elettronica” o “posta elettronica certificata” con “domicilio digitale”). In parte, il testo presentato si concentra sulla correzione di errori e sulla necessità di riorganizzare meglio alcuni contenuti. E’ il caso delle nuove intitolazioni e partizioni del capo III del decreto: la rubrica originaria (Formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici) è denominata ora Gestione, conservazione e accessibilità dei documenti. Il Capo è poi distinto in due sezioni: Documenti della pubblica amministrazione e Gestione e conservazione dei documenti. Non è, peraltro, chiara la ragione di questa diversa articolazione, dato che anche la seconda sezione si riferisce quasi esclusivamente alle pubbliche amministrazioni.
...
Soprattutto, i tecnici (il team per la trasformazione digitale?) cui sarà affidato tale compito sono consapevoli dei limiti che caratterizzano tuttora gli strumenti per lo sviluppo di dati aperti?
...
In sostanza, quindi, il testo presentato non è privo di criticità specifiche. Su un piano generale, inoltre, è deludente perché non solo non supera in modo coerente la visione frammentaria del processo di digitalizzazione, ma conferma i limiti che derivano dalla presenza di troppi centri decisionali e della mancanza di un serio e continuativo confronto istituzionale da condurre a monte e non a valle delle proposte di legge. Un confronto che costituisce l’unica garanzia per pianificare con strumenti e alleanze strategiche il futuro digitale del nostro Paese, evitare errori grossolani e astrattezze e, soprattutto, sostenere con costanza e intelligenza organizzativa la trasformazione che tutti vogliamo.

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 11/09/2017, 12:49

Agenda Digitale, 08/09/2017, Giovanni Manca, consulente, esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT

Come cambia il Codice dell’amministrazione digitale con la versione sei

Uscita l’ultima versione del Cad dal consiglio dei ministri di oggi. Vediamo i primi commenti sulle novità, per capirne il senso

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Oggi è uscito dal Consiglio dei Ministri il CAD numero sei: l’atteso correttivo al Codice dell’amministrazione digitale.

QUI IL TESTO COMPLETO, che comunque ora fa un giro di pareri per poi approdare di nuovo, fra 90 giorni, al consiglio dei ministri per l’approvazione finale.

Facciamo i primi commenti sul testo, per evidenziarne le novità rispetto a quanto finora noto.

Il testo è come al solito sviluppato con la cosiddetta tecnica della novella, quindi non è di facile lettura. Ma ci abbiamo provato cercando di trovare le principali modifiche che sono riportate di seguito. Molte modifiche erano note e sono confermate. Per queste e altre è comunque utile presentare il testo dello schema di decreto.

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/09/2017, 16:46

Money.it, 08/09/2017, Anna Maria D’Andrea

Domicilio digitale per tutti già nel 2017: ecco come funziona

Domicilio digitale, al via per tutti i cittadini la nuova modalità di notifica e comunicazione degli atti della Pubblica Amministrazione tramite posta elettronica. Ecco cos’è, come funziona e chi può richiederlo.

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Ad approvare l’introduzione immediata del domicilio digitale è stato il Governo che, nel corso del Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017 ha approvato i correttivi del Codice dell’amministrazione digitale.

Ma cos’è e come funzionerà il domicilio digitale che farà dire addio a carta e postino? Si tratta di una delle rivoluzioni previste dalla riforma Madia della Pubblica Amministrazione che, a regime, prevede circa 250 milioni di euro all’anno di risparmi nelle spese postali per i comuni.

Per i cittadini che attiveranno da subito il domicilio digitale tutti gli atti della PA verranno notificati a mezzo PEC, comprese le multe stradali.

Ecco come richiederlo e come funzionerà la nuova modalità di notifica tramite email degli atti della PA.

Domicilio digitale esteso a tutti: ecco come funziona
Il domicilio digitale entrerà in vigore prima del completamento dell’Anagrafe unica della popolazione residente e tutti i cittadini potranno liberamente scegliere subito se ricevere o meno gli atti e le comunicazioni della PA tramite indirizzo email PEC.

La novità modifica quanto previsto inizialmente dal decreto CAD di riforma della Pubblica Amministrazione e, dopo l’approvazione preliminare durante il Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2017 si attende ora il parere del Consiglio di Stato, delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni per la piena entrata in vigore del nuovo domicilio digitale.PUBBLICITÀ

Quello che in molti ora si chiedono è cos’è il domicilio digitale? Si tratta di una modalità di comunicazione con la Pubblica Amministrazione già oggi obbligatoria per i contribuenti titolari di partita Iva.

Per i cittadini intenzionati a richiedere il domicilio digitale sarà in primo luogo necessario dotarsi di indirizzo di posta elettronica certificata (email PEC) o servizio elettronico di recapito in linea con le regole Ue. Tutti gli indirizzi digitali verranno raccolti in un’agenda pubblica, di modo da rendere sicuro e controllato il nuovo sistema di comunicazione con la PA.

Con l’avvio del domicilio digitale, tutti i cittadini potranno scegliere da subito se ricevere multe e altre comunicazioni da parte dello Stato e dei suoi uffici tramite una semplice mail, dicendo addio alla vecchia casella postale. Dopo l’ok alla proposta, verranno subito messe a punto le misure infrastrutturali per dare avvio al sistema e il dominio digitale entrerà a regime a partire dal 2019.

Dominio digitale: 250 milioni di risparmi per le spese postali
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 08/09/2017, 1:34

Parer, 07/09/2017

Protocollo informatico a norma in meno del 40% delle PA italiane

È quanto emergerebbe dalle prime anticipazioni relative a un sondaggio sulla digitalizzazione delle PA italiane promosso dall’Università della Calabria. La divulgazione di tutti i risultati prevista in settembre

A luglio l’Università della Calabria e la sede di Rende dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR hanno anticipato i primi risultati di un sondaggio sul livello di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni italiane, con particolare attenzione ai sistemi di conservazione digitale. Stando ai risultati, riportati tra gli altri dal Corriere delle Comunicazioni, la percentuale di amministrazioni che hanno attivato protocollo informatici a norma di legge sarebbe inferiore al 40%.

Da una prima analisi dei dati (i definitivi saranno resi noti a settembre) - si legge sulla testata online - emerge uno scenario certamente disomogeneo e poco incoraggiante soprattutto per quel che riguarda la conservazione dei documenti informatici: meno del 40% delle pubbliche amministrazioni ha attivato protocolli informatici che consentono un sistema di conservazione a norma di legge, mentre il restante 60% decide di non rispondere alle domande specifiche sull’argomento.

Rispondono in positivo le Regioni Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Umbria e la Provincia Autonoma di Trento, mentre gli altri enti pubblici preferiscono non dare alcuna risposta. Nessuna delle pubbliche amministrazioni interpellate, tuttavia, ammette di non avere attivato alcun protocollo di conservazione informatica.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/08/2017, 12:32

Online la nuove versione delle Linee guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico

L’aggiornamento del documento, in progress, è stato realizzato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e sarà soggetto a ulteriori modifiche nel corso del secondo semestre 2017

L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) ha pubblicato la versione 2017 delle Linee guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico. Il documento fornisce indicazioni utili alle amministrazioni pubbliche nel processo di gestione dei dati aperti. Pubblicandole on line, AgID le messe in relazione con le Linee guida per i cataloghi dati.

Le Linee guida sono concepite come un work in progress e saranno aggiornate nel corso del secondo semestre 2017 anche in considerazione di quanto emergere dalle azioni programmate in materia di definizione di modelli condivisi per i dati, rilascio in open data di basi di dati chiave, evoluzione del portale nazionale dei dati pubblici dati.gov.it e definizione e messa in produzione del Data & Analytics Framework (DAF).

Chiunque interessato può commentare i contenuti dell’aggiornamento nella sezione dedicata ai Dati sulla piattaforma Forum Italia. Per ulteriori chiarimenti e approfondimenti sulle Linee guida è possibile fare invece riferimento alla piattaforma Github.

Parer, 03/08/2017
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 28/07/2017, 1:59

Il Codice dell'Amministrazione Digitale e il regolamento eIDAS: una guida operativa

Maggioli Editore ha pubblicato un volume a riguardo a cura di Fabio Trojani. Nell’opera i cambiamenti alla normativa in materia di PA Digitale successivi all’emanazione del nuovo CAD e del Regolamento comunitario eIDAS

Maggioli editore ha pubblicato il volume “Il nuovo Codice dell’amministrazione Digitale. Dpo il d.lgs. 179-2016 e il Regolamento eIDAS. Guida operativa per le P.A. e le società pubbliche”, a firma di Fabio Trojani.

Nell'ambito del disegno di riforma della pubblica amministrazione - cd. legge Madia -, il legislatore ha assegnato alla cittadinanza digitale un ruolo fondamentale, al fine di garantire l'innovazione delle relazioni tra i diversi soggetti di diritto - persone, operatori economici, imprese e pubbliche amministrazioni -, nonché il riconoscimento di una serie di diritti del digitale, l'inclusione sociale, l'accesso ai dati e ai servizi, l'utilizzo delle soluzioni e degli strumenti digitali.

La delega è stata esercitata mediante l'adozione del d.lgs. 26 agosto 2016, n. 179, entrato in vigore il 14 settembre 2016.

Le novità più rilevanti, al fine della transizione al digitale, riguardano il nuovo diritto all'uso delle tecnologie, il domicilio informatico e la disciplina organica dell'identità digitale SPID.

Il presente testo ha lo scopo di approfondire le novità e gli impatti del decreto di riforma del CAD, mediante un'analisi ragionata per macro argomenti, al fine di fornire agli operatori una visione organica dei diversi istituti e delle soluzioni e strumenti che devono essere implementati e utilizzati.

Nel primo capitolo si esaminano il perimetro di intervento del decreto di riforma e si approfondiscono gli obiettivi ed i capisaldi del nuovo Codice dell'amministrazione digitale: cittadinanza, cultura e competitività digitali.

Il secondo capitolo ha ad oggetto l'approfondimento dell'ambito di applicazione e delle principali novità sotto il profilo soggettivo e della governance, con specifico riferimento alle nuove competenze dell'Agenzia per l'Italia Digitale AgID.

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Il capitolo terzo costituisce il cuore del presente contributo: è dedicato alle novità più rilevanti connesse alla cittadinanza digitale e alla cultura digitale, nonché all'approfondimento delle soluzioni e degli strumenti fondamentali, tra cui il domicilio digitale, l'identità digitale, le disposizioni in tema di PEC.

I capitoli quarto e quinto hanno un taglio pratico e approfondiscono le novità in tema di documento informatico e di firme elettroniche, richiamando ed esaminando anche le disposizioni del Regolamento eIDAS - entrato in vigore l'1 luglio 2016 -, cui il nuovo CAD espressamente rinvia. Corredano infine il testo una bozza di delibera per la designazione del responsabile per il digitale e una serie di schede tecniche aventi ad oggetto gli istituti e le novità in tema di digitalizzazione.


Parer, 26/07/2017
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/07/2017, 15:32

Nella G.U. n. 164 del 15 luglio 2017 è pubblicato l'avviso di:
- Approvazione del Piano triennale per l’informatica 2017-2019

«Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 31 maggio 2017 è
stato approvato il Piano triennale per l’informatica 2017-2019 ai sensi di
quanto previsto dall’art. 1, comma 513, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2016)".
Il decreto di approvazione e l’allegato Piano triennale per l’informatica
sono pubblicati sul sito web dell’Agenzia per l’Italia digitale al seguente
indirizzo: https://pianotriennale-ict.italia.it/ ».
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/07/2017, 1:09

L'Eco di Bergamo, 02/07/2017, Stefano Pepe

Uffici pubblici, la riforma incartata

La riforma della pubblica amministrazione è rimasta sulla carta. Se non ci fosse da piangere, verrebbe da sorridere, leggendo i dati diffusi da un’inchiesta della Cgia di Mestre. L’Associazione – da lungo tempo impegnata in un’opera meritoria di analisi e di denuncia sul funzionamento delle istituzioni amministrative – ha condotto una ricerca per verificare la funzionalità dei servizi telematici di tutte le amministrazioni territoriali del nostro Paese (regioni, province, comuni, comunità montane).

Il quadro che ne emerge è, a dir poco, sconfortante: nel complesso soltanto il 33,8% degli uffici pubblici di quelle amministrazioni riesce a garantire la conclusione on line di almeno un servizio richiesto da un cittadino o da un’impresa. Percentuale agghiacciante nell’epoca dell’enorme diffusione dell’uso di modalità telematiche nella vita quotidiana. Mediante il telefonino possiamo pagare le bollette, prenotare qualunque servizio, pagare il parcheggio, ma non saremo in grado di ottenere che un ufficio pubblico concluda una procedura, magari importante o urgente, che ci riguardi. In questa classifica le province e le comunità montane sono il fanalino di coda con rispettivamente il 27,1% e il 28% di enti in grado di utilizzare il web. I comuni si attestano sulla media con il 39%, ma con uno scarto estremamente significativo per quanto riguarda la ripartizione interna. Nei comuni con più di 60.000 abitanti la percentuale quasi si raddoppia, arrivando a toccare il 66% degli enti in grado di espletare le procedure on line. La circostanza fotografa il vero paradosso dei ritardi del nostro sistema amministrativo: l’avvento della telematica, di internet, del web aveva fatto sperare che si potessero colmare le distanze fisiche tra persone e organizzazioni. Tutto correva sul filo (non soltanto la paura, come nel notissimo film). Anche gli enti più lontani e disagiati sarebbero stati alla pari degli altri. Nient’altro che il sogno della rete. Vera e funzionante nei rapporti tra le persone, incerta e claudicante nei rapporti tra amministrazioni e cittadini. Tra questi e quelle vale ancora il rapporto vicino/lontano, la telematica non ha vinto la sua battaglia contro la carta. Semplice o bollata che sia.

Di chi la colpa di tali inefficienze e insufficienze? Certo la burocrazia ha le sue responsabilità, perché è plausibile credere che dirigenti capaci e orientati alla qualità dei servizi dovrebbero essere in grado di stimolare l’innovazione anche nelle strutture più piccole e arretrate. Sovente, però, questa volontà (che pure c’è), questa ricerca delle soluzioni si scontra con difficoltà oggettive. Sono sempre più numerose le amministrazioni territoriali che annaspano per carenze di risorse finanziarie e a causa di scarsità di personale qualificato. Alcune settimane fa, proprio su queste pagine, si è lamentato il caso di alcuni comuni della provincia che erano stati multati per il ritardo in procedure di analisi statistica rese difficoltose dalla mancanza di addetti. L’aspetto più preoccupante di tale situazione è, in realtà, la scarsissima attenzione che i «riformatori» pongono alle necessità di gestire i processi di cambiamento previsti dalle leggi, anche le migliori. L’innovazione della pubblica amministrazione era stata, qualche anno fa, designata «la madre di tutte le riforme». Progetto ambizioso e sacrosanto sul quale tanto i singoli cittadini quanto le imprese (a tutti i livelli e di tutte le dimensioni) riponevano ragionevoli aspettative. Dopo una valanga di promesse e di annunci, dopo una lunga serie di leggi, dopo un’ondata di decreti (alcuni dei quali incappati nelle maglie di giudizio di incostituzionalità), siamo ancora al punto descritto dalla Cgia. La madre di tutte le riforme ci ha lasciati orfani.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/06/2017, 8:37

FPA Community, Eleonora Bove, 16 Maggio 2017

Approvato il regolamento di organizzazione dell'Agenzia per l'Italia digitale

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 marzo 2017

Il regolamento disciplina i principi, l'organizzazione e il sistema direzionale, l'organico, il reclutamento, lo sviluppo e la formazione del personale, delineando la macrostruttura dell'Agenzia per l'Italia Digitale - AgID, di seguito Agenzia, ed i criteri ai quali si ispirano i processi decisionali e gestionali, in attuazione delle disposizioni istitutive e nel rispetto della normativa generale sull'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
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