Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/04/2017, 17:18

Condivido le fondate preoccupazioni e l'appello ad una pausa dell'avv. Lisi.
Anzi ci vorrebbe un serio monitoraggio nazionale sulla stato di attuazione e applicazione delle nuove norme.

key4biz.it, Andrea Lisi, presidente di ANORC Professioni, 18/04/2017

Commissario Piacentini, fermiamoci con le norme e iniziamo ad attuarle

Tutte le regole tecniche sui documenti informatici sono in vigore:
ormai non ci resta altro che attuarla la digitalizzazione!


Tutte le regole tecniche necessarie alla reingegnerizzazione documentale nelle PA sono pienamente in vigore. Non ci resta che attuarla, questa benedetta digitalizzazione!
Da pochi giorni è scaduto il termine ultimo per adeguarsi al DPCM 3 dicembre 2013 contenente le “Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5 -bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44, 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005”. Molti ne hanno parlato, forse dando per scontato che tutto fosse stato chiarito in previsione di questa importante scadenza.
In realtà – stando alle numerose richieste di chiarimento arrivate in questi giorni alla nostra attenzione – credo sia utile ricordare che tutto ciò che è stato conservato nei “vecchi” sistemi avviati nella vigenza della deliberazione CNIPA 11/2004, rimane valido e non deve essere necessariamente riversato in un nuovo sistema di conservazione basato sulle attuali regole.
Insomma, restiamo tranquilli e niente panico: l’eventuale riversamento dei vecchi archivi in un nuovo sistema di conservazione (in linea con il DPCM 3 dicembre 2013) va affrontato solo come opportunità e valutandone l’utilità in termini di gestione ed efficienza, ma non deve essere interpretato come un obbligo previsto dall’attuale normativa tecnica.
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Una sospensione che – come ho avuto modo di spiegare – non blocca nulla, anzi, proprio il Decreto Legislativo 179/2016 non fa altro che confermare il principio (totalmente inattuato) del “digital first”, con l’impossibilità di giustificare, ancora una volta, questa incredibile palude analogica in cui versa ancora oggi la PA italiana.
Ci chiediamo dunque: perché i principi della digitalizzazione continuano ad essere totalmente ignorati?
A mio avviso, la ragione la si ritrova principalmente nella ipertrofia normativa. Infatti, non c’è assolutamente bisogno in Italia di ulteriori e nuove norme che ribadiscano l’ovvietà del principio del “digital first”
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Questo lungo periodo di schizofrenia legislativa ha fatto danni permanenti. Prendiamone atto e fermiamoci. Lo chiedo prima di tutto al Commissario Piacentini.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/03/2017, 3:18

Agenda Digitale, 20/03/2017, Andrea Lisi, Presidente Anorc Professioni e Titolare del Digital & Law Department) e Silvia Riezzo, Direttore della rivista KnowIT

Agenda digitale, ovvero il flop delle scorciatoie di legge

Proviamo a fare il punto sui grandi progetti di SPID, ANPR, PAGOPA, MEPA, FOIA, Fatturazione Elettronica e Processo Telematico e cerchiamo di comprendere dove (e perché) stanno fallendo e come (e se) è possibile invertire la rotta
Fioccano Premi, Digital Champions, mirabolanti Team nel nostro Sistema Paese. Sembra che tutto proceda al meglio verso una strepitosa strategia di digitalizzazione! E ormai somiglia sempre più a un campionato di calcio questa Italia digitale dove (però) le regole arbitrali sono soggette a mutevoli interpretazioni (e questa non è una novità, effettivamente), e i campioni promettono miracoli e qualche volta incassano assegni. Per i risultati invece si può aspettare.

In realtà, secondo gli ultimi rilievi Desi, il nostro Paese resta fermo agli ultimi posti in Europa e lo storytelling governativo è sempre meno convincente in un racconto che si ripete sempre uguale davvero da troppi anni. Se si dovesse avere la sventura di leggere oggi il “Rapporto sui principali problemi della amministrazione dello Stato”, che nel novembre del 1979 l’allora Ministro della Funzione pubblica nel governo Cossiga, Massimo Severo Giannini, inviò alle Camere, vi troveremmo le stesse parole d’ordine di oggi, poi ripetute poco dopo dal Ministro Bassanini e da tutti gli altri sino ad oggi: semplificazione, decertificazione “sburocratizzazione”, anche attraverso l’uso sapiente dell’informatica nella PA. Da allora qualcosa è cambiato? Ci sembra di no, anzi, ci sono forse nuove e preoccupanti tendenze che si fanno avanti, delle pericolose scorciatoie scelte per il desiderio di raccontare, nello scoramento generale, un rivoluzionario cambiamento, anche se non c’è.
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Oltre a un errore concettuale grossolano commesso in partenza nella scelta di terminologie fuorvianti (per cui lo SPID è stato presentato come un sistema di identità digitali anziché – più correttamente – di identificazioni informatiche, cose molto diverse tra loro), si è capito fin dalle prime battute che l’ottimismo iniziale era destinato a sgonfiarsi presto e che le previsioni sul reale utilizzo di questo ennesimo, nuovo strumento erano state troppo rosee. Secondo gli annunci ufficiali, entro il 2016 sarebbero dovuti essere 6 milioni i cittadini dotati di accesso a SPID, mentre a tre mesi dall’inizio del 2017 sappiamo non solo che gli utenti che utilizzano SPID sono poco più di un milione, ma che i servizi resi fruibili online dalle pubbliche amministrazioni sono davvero pochissimi: inizia a paventarsi la possibilità concreta che anche questo sia stato l’ennesimo progetto fallimentare che non porterà nessun reale cambiamento positivo nel quotidiano rapporto cittadino-PA
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Questi e altri temi verranno discussi al Dig.eat – evento nazionale Anorc sul digitale che si terrà a Roma il 23 marzo 2017. Ingresso gratuito. Info: http://www.digeat.it

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/02/2017, 2:56

LeggiOggi.it, Ernesto Belisario, 23 gennaio 2017

Originali informatici: quali obblighi per le amministrazioni?

Nel corso delle ultime settimane è stata molto dibattuta la questione relativa all’interpretazione delle norme sui documenti informatici nella Pubblica Amministrazione, specialmente con riferimento alla proroga disposta dal decreto legislativo n. 179 del 2016.
L’art 40 del Codice dell’Amministrazione Digitale già prima della riforma prevedeva l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di formare gli originali dei propri documenti con i mezzi informatici secondo le relative regole tecniche (che sono state adottate con il Dpcm 13 novembre 2014).

Il Decreto 179/2016 ha reso l’obbligo di formazione degli originali informatici ancora più stringente per le pubbliche amministrazioni.
Ma cosa succede in attesa delle nuove regole tecniche che dovranno essere adottate?
Lo spiega in questo video, l’Avvocato Ernesto Belisario, curatore del PA Digitale Channel
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 02/02/2017, 12:56

Agenda Digitale, 02/02/2017 di Mariella Guercio, università Sapienza di Roma e presidente ANAI

Guercio, Cad:
"Rinvio sconcertante, il futuro della PA ha bisogno di continuità, linee guida, sperimentazione"


Chi si occupa di archivi informatici e di innovazione tecnologica in ambito pubblico è rimasto sconcertato e perplesso dalla decisione del Governo di sospendere e rinviare di qualche mese (a fronte di impegni non del tutto chiari) gli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di digitalizzazione. Ecco com'è possibile uscire dall'impasse

Chi si occupa da decenni di archivi informatici e di innovazione tecnologica in ambito pubblico – ed è il caso di chi scrive – è rimasto sconcertato e perplesso quando si è trovato di fronte alla decisione presa dal governo nell’agosto 2016 di sospendere e rinviare di qualche mese (a fronte di impegni non del tutto chiari) gli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di digitalizzazione. Nessuno dubita che il settore pubblico sia solo parzialmente preparato ad affrontare gli impegnativi compiti che questa trasformazione implica, così come è chiaro a gran parte degli addetti ai lavori che ci vorranno anni perché le indicazioni operative e gli obblighi previsti dal complesso sistema di regole tecniche diano frutti maturi e convincenti.
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Certamente le disposizioni che hanno modificato il Codice dell’amministrazione digitale nel 2016 (dlgs 179/2016) richiedono in alcuni casi chiarimenti e verifiche (ad esempio con riferimento a quanto previsto dall’articolo 43 comma 1-bis sugli obblighi di conservazione in capo alle pubbliche amministrazioni).
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I tavoli tecnici promossi da FPA negli ultimi mesi e gli incontri pubblici o di lavoro mettono in evidenza l’esigenza costante di promuovere iniziative di collaborazione e di confronto al fine di ottenere indicazioni di orientamento nei settori di maggiore complessità, ad esempio:

- sull’uso delle firme elettroniche per le diverse tipologie di provvedimenti amministrativi e per la produzione di documenti interni,
- sulla gestione della posta elettronica istituzionale e certificata,
- sul valore delle copie e sulle modalità più efficaci per assicurare la conformità agli originali nella riproduzione digitale di documenti analogici o ancora per la valutazione degli applicativi di mercato in materia di gestione dei documenti e, ancor più, di conservazione digitale.

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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 30/01/2017, 12:13

FPA, 21/09/2016 di Luigi Foglia a Francesca Cafiero Digital&Law Department, Studio Legale Lisi, Ufficio di Presidenza ANORC Professioni

Documenti digitali
Cad, tutte le figure previste per la conservazione e la gestione dei documenti


Nonostante non fosse tra le principali materie oggetto di delega, è proprio la conservazione a ricusare uno dei contraccolpi più significativi nella revisione governativa del CAD , nonostante il parere negativo già espresso dal Consiglio di Stato

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Con l’introduzione del comma 1-bis nell’articolo 43 si dispone la cessazione dell’obbligo di conservazione del documento informatico a carico dei cittadini e delle imprese, nei casi in cui esso sia già conservato per legge da una Pubblica Amministrazione , alla quale è possibile richiedere in ogni momento l’accesso [1] al contenuto informativo preservato. A questo punto interviene il ricorso storico: sembrerebbe che il legislatore si sia preoccupato di far ripercorrere agli archivi pubblici informatici lo stesso iter attraversato da quelli analogici nel corso di millenni
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Il comma 1-bis sembra quindi sgretolarsi assieme a quella stessa roccaforte amministrativa che pretende di ergere, una roccaforte che nella maggioranza dei casi non dispone ancora nello specifico di adeguati processi di conservazione digitale, la cui architettura, ben delineata nelle regole tecniche emanate con dpcm del 13 dicembre 2013, dovrebbe ormai essere operativa a livello interno o quanto meno, attiva come servizio esternalizzato [3].

Il decreto rivela anzi dei pericolosi cedimenti proprio rispetto all’impostazione e all’interazione delle architetture dei sistemi di gestione e conservazione, la cui descrizione dei requisiti, nell’art.44, lascia spazio a non poche perplessità.

Il legislatore ha introdotto il concetto di “gestione” dei documenti informatici, di cui il CAD risultava di fatto deficitario nella sua precedente impostazione nella quale erano definiti solo i requisiti per la conservazione. Nel tentativo di riequilibrare la descrizione dei due sistemi, logicamente e operativamente distinti, si finisce per equipararli, lasciando quasi intendere che si opti per una reductio ad unum, riferendosi nel comma 1 a un generico «sistema di gestione informatica e conservazione», i cui requisiti risultano del tutto sbilanciati in favore delle funzionalità della sola fase gestionale.
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È evidente a questo punto in che misura ci si sia spinti oltre i propositi della delega iniziale. Assistendo agli attuali corsi e ricorsi storici che caratterizzano le dinamiche evolutive della PA, si può quantomeno tentare di non considerare passivamente l’iter dell’ultimo anno come quello definitivo per l’evoluzione dello scenario digitale: questo ultimo tassello sembra purtroppo non contribuire in maniera convincente a sciogliere dei nodi che oggi il cittadino incontra nell’interazione con la PA e che comportano serie conseguenze per la conservazione della memoria digitale.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 24/01/2017, 20:06

Agenda per la semplificazione 2015-2017.

A che punto siamo
Il Cronoprogramma

La realizzazione dell’Agenda è accompagnata da un’attività di monitoraggio finalizzata a esaminare periodicamente lo stato di avanzamento delle iniziative previste e a verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di ciascuna azione.

Alle attività di monitoraggio parteciperanno le associazioni dei cittadini utenti e consumatori e le associazioni imprenditoriali, attraverso segnalazioni e suggerimenti sulle eventuali criticità emerse in fase di attuazione delle singole azioni.

Per rendere trasparente l'attività di monitoraggio è stato costruito un quadro (cronoprogramma):
▪ delle realizzazioni, mediante la verifica delle attività svolte per ciascuna azione, delle scadenze previste e del rispetto degli impegni assunti da parte di ciascuna amministrazione responsabile;
▪ dei risultati, sulla base dei target indicati per ciascuna azione.

Gli stati di avanzamento delle azioni di ciascun settore sono illustrati, per ciascuna area, attraverso cronoprogrammi:

Cittadinanza digitale
Welfare e salute
Fisco
Edilizia
Impresa
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 10/01/2017, 2:10

Interessante infografico dello studioK sull'ammodernamento della PA
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e sulle prossime imminente scadenze previste dalla normativa dell'agenda digitale
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 05/01/2017, 11:49

Segnalo questo articolo su LeggiOggi.it di Ernesto Belisario, 03/01/2017, in cui in forma sintetica vengono elencati i provvedimenti riguardanti la digitalizzazione della PA con le date di scadenza nel 2017:

Amministrazione digitale: cosa ci aspetta nel 2017?

Riforma del CAD, Protocollo informatico, PagoPA, FOIA, Conservazione ...
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 25/12/2016, 11:55

Riminitoday, redzione, 22/12/2016

Il Comune di Coriano diventa digitale e dà l'addio alla carta

Costituito l'Ufficio per la Transizione al Digitale, a partire da gennaio 2017 ogni provvedimento sarà costruito digitalmente

Il Comune di Coriano - anticipando la prevista scadenza del 14 gennaio 2017 (scadenza ad oggi ancora in dubbio
perché legata a doppio filo con provvedimenti che dovrà approvare il Ministro Madia) - inaugura il nuovo anno all’insegna del digitale.
Si compie così un’ulteriore svolta verso l'innovazione tecnologica: il passo decisivo verso la digitalizzazione di tutti gli atti e l'eliminazione della gestione cartacea degli stessi. Con Deliberazione della Giunta Comunale n. 166/2016 è stato infatti costituito l'Ufficio per la Transizione al Digitale, organo espressamente previsto dal Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) che tra i tanti compiti ha quello di “traghettare” l’ente dalla carta al digitale. Oltre a questi compiti il responsabile della transizione al digitale avrà il ruolo di fare chiarezza - per poi assicurare tale chiarezza agli utenti - di tutti i servizi comunali e dei relativi procedimenti di competenza. Si tratta di una vera rivoluzione copernicana per tutta la macchina comunale: nessun nuovo atto o procedimento sarà più gestito in forma cartacea, ma digitale. E così il 31 dicembre 2016 si dirà addio alla carta.
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IIl Comune di Coriano diventa digitale e dà l'addio alla carta
„ Comune di Coriano ha deciso inoltre di inserire la digitalizzazione all’interno del piano anticorruzione e per questa ragione l’ufficio della transizione al digitale è stato collegato al Responsabile dell’anticorruzione, perché la digitalizzazione è uno dei più potenti strumenti antidoti alla corruzione. “
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 18/11/2016, 23:11

Newsletter, ITER, n. 1/2016

QUEST’ITALIA DIGITALE DOPO LA BUFALA DEL 12 AGOSTO E IL NUOVO CAD

Con il rientro dalla pausa estiva, abbiamo preso una bella “botta analogica”: è stato infatti rinviato, con metodi alquanto strani da parte del Governo, l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni, di produrre tutti i documenti in formato digitale a partire dal 12 Agosto 2016. Obbligo peraltro definito dal DPCM del 13 Novembre 2014 sulle Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonche’ di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23-bis, 23-ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.
Attenzione: le regole tecniche di formazione dei documenti informatici continuano a valere e anche quanto dichiarato dal DPCM resta assolutamente valido. Quello che è accaduto è che tale obbligo per le PA, è stato spostato ufficialmente al 14 Gennaio 2017, secondo quanto riportato dal nuovo CAD 3.0 DECRETO LEGISLATIVO 26 agosto 2016, n. 179 , recante Modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una rivoluzione quindi che viene prorogata e che sicuramente rafforzerà le inerzie di un sistema lento nel recepire i cambiamenti.
Il Nuovo CAD – Codice dell’Amministrazione Digitale – unitamente ad una buona dose di errori, introduce alcune novità e recepisce in maniera diretta quanto espresso e richiesto dal Regolamento eIDAS
Per esempio nuova definizione di documento informatico:
CAD 82/2005: documento informatico è la rappresentazione informatica di atti fatti o dati giuridicamente rilevanti;
CAD 179/2016: la lettera p è sostituita dalla seguente: il documento informatico è il documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti;
Reg. EIDAS: «documento elettronico», qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica, in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva;
Una rivoluzione che non può semplicemente “accadere”, ma che deve iniziare. Impossibile pensare che la carta non ci sia più da un giorno x in avanti sia esso ad Agosto o a Dicembre. Serve un progetto per andare verso il digitale e purtroppo, forse perchè in Italia, serve un obbligo normativo DA CUI partire: non sono pronto a partire da quella data, ma da quella data inizio ad organizzarmi per essere a norma.
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