Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/06/2017, 8:37

FPA Community, Eleonora Bove, 16 Maggio 2017

Approvato il regolamento di organizzazione dell'Agenzia per l'Italia digitale

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 marzo 2017

Il regolamento disciplina i principi, l'organizzazione e il sistema direzionale, l'organico, il reclutamento, lo sviluppo e la formazione del personale, delineando la macrostruttura dell'Agenzia per l'Italia Digitale - AgID, di seguito Agenzia, ed i criteri ai quali si ispirano i processi decisionali e gestionali, in attuazione delle disposizioni istitutive e nel rispetto della normativa generale sull'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 14/06/2017, 8:02

FPA Community, 01/06/2017, Eleonora Bove

Piano Triennale per l'Informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019

Il Piano è il documento di indirizzo strategico ed economico destinato a tutta la Pubblica Amministrazione che accompagna la trasformazione digitale del Paese. Il Piano definisce:

le linee operative di sviluppo dell’informatica pubblica;
il Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA;
gli investimenti ICT del settore pubblico secondo le linee guida europee e del Governo.
Sulla piattaforma GitHub è possibile proporre modifiche al testo.

Copertina.JPG
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Sito tematico di presentazione del Piano triennale
https://pianotriennale-ict.italia.it

Forum di discussione sui temi del Piano triennale
https://forum.italia.it/c/piano-triennale

Testo integrale del Piano Triennale
https://pianotriennale-ict.readthedocs.io/
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 07/06/2017, 0:35

Digitalforexetuive, 02/06/2017

PA Digitale: ecco cosa prevede il Piano Triennale
per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione


Obiettivo è riqualificare la spesa in tecnologie e servizi digitali, migliorandone l’efficacia anche grazie ai molti meccanismi di partecipazione diretta dei cittadini voluti dal Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale, Diego Piacentini. L'analisi di Luca Gastaldi, Direttore dell'Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano

E' stato pubblicato il Piano Triennale per la Trasformazione Digitale della Pubblica Amministrazione, disponibile al link pianotriennale-ict.italia.it. Il documento, stilato da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) in collaborazione con il Team per la Trasformazione Digitale guidato da Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale, fissa il percorso strategico della digital transformation nella PA italiana per il periodo 2017-2019. Si tratta del documento ufficiale che racchiude l’indicazione di tutti gli investimenti tecnologici utili a supportare il processo la digitalizzazione nella PA, in linea con gli obiettivi del nuovo Piano di Azione dell’Unione Europea per l’eGovernment 2016-2020.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 15:15

Un intervento molto critico ma sensato e fondato di Lisi sul piano triennale in un articolo di Agenda Digitale

31/05/2017, Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni e Francesca Cafiero, consulente archivista Digital & Law Department

Piano triennale, Lisi: “Un errore abbandonare la nostra tradizione digitale”

Un documento che sembrerebbe troppo improntato sulla voglia di stupire, pieno di termini e parole d’ordine nuovi ma che non sembra disposto a preservare la tradizione normativa, amministrativa e per certi versi archivistica del nostro Paese.

Sfogliando per la prima volta le pagine del Piano salta in mente quasi istantaneamente la frase di Totò “Non so leggere, ma intuisco” e non è un buon segnale purtroppo.

Cosa allora è possibile intuire? E’ possibile intuire che la portata di questo cambiamento sia colossale e verosimilmente irreversibile, ma occorre tuttavia sforzarsi per leggere tra le righe del Piano chi dovrebbe supportarne la realizzazione e soprattutto lo sviluppo. Partiamo allora dall’autodefinizione del documento stesso: “Il Piano propone un modello sistemico, diffuso e condiviso, di gestione e di utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, improntato a uno stile di management agile ed evolutivo, e basato su una chiara governance dei diversi livelli della Pubblica amministrazione”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 15:11

Un intervento molto critico ma sensato e fondato di Lisi sul piano triennale in un articolo di Agenda Digitale

31/05/2017, Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni e Francesca Cafiero, consulente archivista Digital & Law Department

Piano triennale, Lisi: “Un errore abbandonare la nostra tradizione digitale”

Un documento che sembrerebbe troppo improntato sulla voglia di stupire, pieno di termini e parole d’ordine nuovi ma che non sembra disposto a preservare la tradizione normativa, amministrativa e per certi versi archivistica del nostro Paese.

Sfogliando per la prima volta le pagine del Piano salta in mente quasi istantaneamente la frase di Totò “Non so leggere, ma intuisco” e non è un buon segnale purtroppo.

Cosa allora è possibile intuire? E’ possibile intuire che la portata di questo cambiamento sia colossale e verosimilmente irreversibile, ma occorre tuttavia sforzarsi per leggere tra le righe del Piano chi dovrebbe supportarne la realizzazione e soprattutto lo sviluppo. Partiamo allora dall’autodefinizione del documento stesso: “Il Piano propone un modello sistemico, diffuso e condiviso, di gestione e di utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, improntato a uno stile di management agile ed evolutivo, e basato su una chiara governance dei diversi livelli della Pubblica amministrazione”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 01/06/2017, 15:07

Firmato il #PianoTriennale @teamdigitaleIT.
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione è una priorità


La rotta per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, idealmente almeno fino al 2019, è tracciata e oggi è arrivata anche la firma del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni al Piano triennale presentato realizzato dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) e dal Team per la trasformazione digitale (quello guidato dal digital champion nazionale Diego Piacentini). Ad annunciarlo, il premier e le stesse agenzie governative.

La rotta per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, idealmente almeno fino al 2019, è tracciata e oggi è arrivata anche la firma del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni al Piano triennale presentato realizzato dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) e dal Team per la trasformazione digitale (quello guidato dal digital champion nazionale Diego Piacentini). Ad annunciarlo, il premier e le stesse agenzie governative.
Firmato il #PianoTriennale @teamdigitaleIT. La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione è una priorità — Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) 31 maggio 2017
Cosa prevede, allora, il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione? Come spiega in un post su Medium Diego Piacentini “è il documento ufficiale utilizzato per pianificare gli investimenti tecnologici in maniera strutturata e con una visione strategica per il triennio 2017–2019”.
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Come sottolinea Piacentini nel post su Medium, a godere delle indicazioni saranno anche altri soggetti che gravitano attorno all’ecosistema dell’innovazione della pa, che forniscono ad esempio tecnologia e servizi, e che sapranno a loro volta come orientarsi per assecondare nuove esigenze.

Come spiega Agid, il piano consente anche di coordinare “le attività relative ai 4,6 miliardi di euro, che provengono da fonti di finanziamento nazionali e comunitarie, stanziati per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla strategia Crescita Digitale”.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 29/05/2017, 10:46

Innovatori PA, 26/05/2017, Simone Chiarelli

Nota di indirizzi ANCI

Il 4 maggio 2017 la Conferenza unificata ha approvato, ai sensi dell’articolo 2, comma 1 del d.lgs. 30 giugno 2016, n. 126, l’accordo tra Governo, Regioni ed enti locali sull'adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione di segnalazioni, comunicazioni e istanze nei settori dell'edilizia e delle attività commerciali e assimilabili.

Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con l’accordo e adattati dalle Regioni, ove necessario, alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017.
L’obbligo di pubblicazione della modulistica sul sito istituzionale da parte del Comune può essere assolto anche attraverso una delle seguenti modalità:
- Rinvio (link) alla piattaforma telematica utilizzata dal Comune (il portale http://www.impresaingiorno o i portali regionali e locali);
- Rinvio (link) alla modulistica adottata a livello regionale, successivamente all’accordo e pubblicata sul sito istituzionale della Regione.
Con successivi accordi o, per le materie di competenza statale, con decreto del Ministro competente di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, verranno adottati i moduli per le altre attività/procedimenti indicati nella Tabella A allegata al decreto legislativo n. 222 del 2016. Inoltre, i moduli già adottati potranno essere, ove necessario, aggiornati.
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Considerazioni finali
L’articolo 2 del decreto legislativo n. 126 del 2016 prevede specifici divieti e sanzioni. Si rammenta, infatti, che la mancata pubblicazione dei moduli e delle informazioni indicate entro il 30 giugno, costituisce illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi (articolo 2, comma 5, decreto legislativo n. 126 del 2016).
È vietato, inoltre, chiedere ai cittadini e alle imprese documenti diversi da quelli indicati nella modulistica e pubblicati sul sito istituzionale. In particolare:
- è vietata la richiesta di informazioni, documenti ulteriori, diversi o aggiuntivi, rispetto a quelli indicati nella modulistica unica standardizzata adottata con l’accordo del 4 maggio scorso o comunque pubblicati sul sito. Le richieste di integrazione documentale sono limitate ai soli casi in cui non vi sia corrispondenza tra il contenuto dell’istanza, della segnalazione, della comunicazione e quanto pubblicato sui siti istituzionali (articolo 2, comma 4, decreto legislativo n. 126 del 2016);
- è vietato richiedere documenti o informazioni in possesso della stessa o di altre pubbliche amministrazioni (articolo 2, comma 4, decreto legislativo. n. 126 del 2016).
La richiesta di informazioni e documenti non corrispondenti a quelli pubblicati sul sito istituzionale costituisce illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi (art. 2 comma 5, decreto legislativo n. 126 del 2016).
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 04/05/2017, 0:03

AgID, 04/03/2016

Nota aggiornata nella sezione Gestione dei documenti amministrativi dell'AgID
in cui riassume sinteticamente i nuovi adempimenti e fornisce in allegato alcuni strumenti
utili per l'aggiornamento della gestione documentale (istruzioni, linee guida, titolari, massimari)

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Flussi documentali e protocollo

La gestione dei flussi documentali è l'insieme di funzionalità che consentono di gestire e organizzare la documentazione ricevuta e prodotta dalle amministrazioni. Consente la corretta registrazione di protocollo, l’assegnazione, la classificazione, la fascicolazione, il reperimento e la conservazione dei documenti informatici.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 19/04/2017, 17:18

Condivido le fondate preoccupazioni e l'appello ad una pausa dell'avv. Lisi.
Anzi ci vorrebbe un serio monitoraggio nazionale sulla stato di attuazione e applicazione delle nuove norme.

key4biz.it, Andrea Lisi, presidente di ANORC Professioni, 18/04/2017

Commissario Piacentini, fermiamoci con le norme e iniziamo ad attuarle

Tutte le regole tecniche sui documenti informatici sono in vigore:
ormai non ci resta altro che attuarla la digitalizzazione!


Tutte le regole tecniche necessarie alla reingegnerizzazione documentale nelle PA sono pienamente in vigore. Non ci resta che attuarla, questa benedetta digitalizzazione!
Da pochi giorni è scaduto il termine ultimo per adeguarsi al DPCM 3 dicembre 2013 contenente le “Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5 -bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44, 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005”. Molti ne hanno parlato, forse dando per scontato che tutto fosse stato chiarito in previsione di questa importante scadenza.
In realtà – stando alle numerose richieste di chiarimento arrivate in questi giorni alla nostra attenzione – credo sia utile ricordare che tutto ciò che è stato conservato nei “vecchi” sistemi avviati nella vigenza della deliberazione CNIPA 11/2004, rimane valido e non deve essere necessariamente riversato in un nuovo sistema di conservazione basato sulle attuali regole.
Insomma, restiamo tranquilli e niente panico: l’eventuale riversamento dei vecchi archivi in un nuovo sistema di conservazione (in linea con il DPCM 3 dicembre 2013) va affrontato solo come opportunità e valutandone l’utilità in termini di gestione ed efficienza, ma non deve essere interpretato come un obbligo previsto dall’attuale normativa tecnica.
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Una sospensione che – come ho avuto modo di spiegare – non blocca nulla, anzi, proprio il Decreto Legislativo 179/2016 non fa altro che confermare il principio (totalmente inattuato) del “digital first”, con l’impossibilità di giustificare, ancora una volta, questa incredibile palude analogica in cui versa ancora oggi la PA italiana.
Ci chiediamo dunque: perché i principi della digitalizzazione continuano ad essere totalmente ignorati?
A mio avviso, la ragione la si ritrova principalmente nella ipertrofia normativa. Infatti, non c’è assolutamente bisogno in Italia di ulteriori e nuove norme che ribadiscano l’ovvietà del principio del “digital first”
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Questo lungo periodo di schizofrenia legislativa ha fatto danni permanenti. Prendiamone atto e fermiamoci. Lo chiedo prima di tutto al Commissario Piacentini.
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Re: Agenda Digitale: aggiornamenti e commenti

Messaggioda Sergio P. Del Bello » 22/03/2017, 3:18

Agenda Digitale, 20/03/2017, Andrea Lisi, Presidente Anorc Professioni e Titolare del Digital & Law Department) e Silvia Riezzo, Direttore della rivista KnowIT

Agenda digitale, ovvero il flop delle scorciatoie di legge

Proviamo a fare il punto sui grandi progetti di SPID, ANPR, PAGOPA, MEPA, FOIA, Fatturazione Elettronica e Processo Telematico e cerchiamo di comprendere dove (e perché) stanno fallendo e come (e se) è possibile invertire la rotta
Fioccano Premi, Digital Champions, mirabolanti Team nel nostro Sistema Paese. Sembra che tutto proceda al meglio verso una strepitosa strategia di digitalizzazione! E ormai somiglia sempre più a un campionato di calcio questa Italia digitale dove (però) le regole arbitrali sono soggette a mutevoli interpretazioni (e questa non è una novità, effettivamente), e i campioni promettono miracoli e qualche volta incassano assegni. Per i risultati invece si può aspettare.

In realtà, secondo gli ultimi rilievi Desi, il nostro Paese resta fermo agli ultimi posti in Europa e lo storytelling governativo è sempre meno convincente in un racconto che si ripete sempre uguale davvero da troppi anni. Se si dovesse avere la sventura di leggere oggi il “Rapporto sui principali problemi della amministrazione dello Stato”, che nel novembre del 1979 l’allora Ministro della Funzione pubblica nel governo Cossiga, Massimo Severo Giannini, inviò alle Camere, vi troveremmo le stesse parole d’ordine di oggi, poi ripetute poco dopo dal Ministro Bassanini e da tutti gli altri sino ad oggi: semplificazione, decertificazione “sburocratizzazione”, anche attraverso l’uso sapiente dell’informatica nella PA. Da allora qualcosa è cambiato? Ci sembra di no, anzi, ci sono forse nuove e preoccupanti tendenze che si fanno avanti, delle pericolose scorciatoie scelte per il desiderio di raccontare, nello scoramento generale, un rivoluzionario cambiamento, anche se non c’è.
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Oltre a un errore concettuale grossolano commesso in partenza nella scelta di terminologie fuorvianti (per cui lo SPID è stato presentato come un sistema di identità digitali anziché – più correttamente – di identificazioni informatiche, cose molto diverse tra loro), si è capito fin dalle prime battute che l’ottimismo iniziale era destinato a sgonfiarsi presto e che le previsioni sul reale utilizzo di questo ennesimo, nuovo strumento erano state troppo rosee. Secondo gli annunci ufficiali, entro il 2016 sarebbero dovuti essere 6 milioni i cittadini dotati di accesso a SPID, mentre a tre mesi dall’inizio del 2017 sappiamo non solo che gli utenti che utilizzano SPID sono poco più di un milione, ma che i servizi resi fruibili online dalle pubbliche amministrazioni sono davvero pochissimi: inizia a paventarsi la possibilità concreta che anche questo sia stato l’ennesimo progetto fallimentare che non porterà nessun reale cambiamento positivo nel quotidiano rapporto cittadino-PA
...
Questi e altri temi verranno discussi al Dig.eat – evento nazionale Anorc sul digitale che si terrà a Roma il 23 marzo 2017. Ingresso gratuito. Info: http://www.digeat.it

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Sergio P. Del Bello
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